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3096 giorni

Di

Editore: Bompiani/Rcs

3.8
(478)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 295 | Formato: eBook | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Tedesco , Francese , Chi tradizionale , Spagnolo , Norvegese , Svedese , Olandese

Isbn-10: 8858704703 | Isbn-13: 9788858704707 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: F. Gabelli

Disponibile anche come: Paperback , Altri

Genere: Biography , Crime , Non-fiction

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Descrizione del libro
Natascha Kampush ha dieci anni quando viene rapita. Troverà la libertà dopo 3096 giorni, oltre otto anni dopo, riuscendo a fuggire dall'appartamento in cui veniva segregata. Il rapitore, disperato per l'abbandono, si suicida. Il loro non era, infatti, un "semplice" rapporto di violenza e sottomissione. Tutta la lunga prigionia alterna momenti di violenza a momenti di tenerezza. Il rapitore vede crescere Natasha, la vede trasformarsi da bambina a ragazza. Le concede a un certo punto di uscire dalla cantina in cui era rinchiusa, per salire nell'appartamento di lui e farsi un bagno, talvolta invitandola nel suo letto per avere affetto e tenerezza, ma poi la picchia e la umilia, arrivando a negarle il cibo. L'atteggiamento dell'uomo (che per altri versi le concede di disegnare, di usare il computer) è simile a quello del mitico Pigmalione, disgustato dalle donne reali e deciso a costruirsene una perfetta con le proprie mani. Il loro lungo rapporto va avanti cos" per più di otto anni: Natasha riesce evidentemente ad avere un ascendente su di lui, in un rapporto di dipendenza reciproca che gli psichiatri conoscono. Fino a che Natasha, dopo molte riflessioni, decide di "abbandonarlo" e di fuggire, trovando finalmente la libertà e, lentamente, una sua nuova vita. Quasi normale.
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  • 5

    Otto anni di incubo prigioniera uno psicopatico

    Natascha, dieci anni, sta andando a scuola in un quartiere periferico di Vienna quando è rapita da un uomo che la trascina in un furgone bianco dai vetri oscurati. Wolfgang Priklopil la rinchiude in u ...continua

    Natascha, dieci anni, sta andando a scuola in un quartiere periferico di Vienna quando è rapita da un uomo che la trascina in un furgone bianco dai vetri oscurati. Wolfgang Priklopil la rinchiude in una piccolissima cantina, umida e buia, da lui appositamente attrezzata, insonorizzata, bloccata da una pesante porta di cemento. Comincia così una prigionia da cui Natascha riuscirà a fuggire con le sue sole forze oltre otto anni dopo, ormai 18enne, come aveva programmato da bambina. Priklopil è un uomo gravemente disturbato psichicamente, vuole avere l’assoluto controllo sulla sua vittima, la sottopone a maltrattamenti fisici e psicologici, la picchia, le fa soffrire la fame perché indebolita, non tenti la fuga, la sorveglia in ogni istante chiudendola nella sua cripta sotterranea o legandola materialmente a sé, quando la porta nel suo appartamento. Ma, anche, è l’unico punto di riferimento x Natascha, l’uomo che le porta il cibo, le parla, a volte le compra piccoli regali, fino a portarla fuori con sé negli ultimi tempi. Per lui, la ragazza è come un animale raro catturato di frodo, di cui avere cura ma da nascondere e non lasciar fuggire. E’ una schiava da maltrattare e sfruttare, ma da cui in qualche modo dipende. Un legame che può finire solo con la morte, come sanno entrambi. Natascha x sopravvivere asseconda il suo rapitore, ma resta sempre lucidamente consapevole dei problemi psichici dell’uomo e della propria determinazione. Dopo la sua fuga e il suicidio di Priklopil, a differenza dell’opinione pubblica sostiene che anche in lui, nella sua malattia, non c’era solo male, ma anche sentimenti umani e distorto desiderio di essere amato, o almeno accettato. La gente ha bisogno di mostri e di vittime x poter tracciare un confine netto e ignorare il male che si nasconde in ognuno. Il libro è una cronaca scioccante e una lucidissima analisi psicologica sui meccanismi dei rapporti interpersonali, e non solo tra vittima e carnefice. Straordinario, perché vero.

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    0

    p.9 「只要我真心想要,只要我相信自己做得到,任何事都能辦到。」

    p.15 「不要隨便落淚」是她的座右銘,堅強一點無妨,這樣才能在這個世界上堅守立場。

    p.21 在一個僅有外表互動的世界裡,這種被注意和被漠視的情緒起伏逐漸侵蝕掉我的自尊心,我學會表演,讓自己成為目光的焦點,並且努力維持這種狀態。

    p.28 她和爸爸爭著買最漂亮的衣服給我,在週末帶我出去玩,但我不想要禮物,那個年紀的我只需要無條件 ...continua

    p.9 「只要我真心想要,只要我相信自己做得到,任何事都能辦到。」

    p.15 「不要隨便落淚」是她的座右銘,堅強一點無妨,這樣才能在這個世界上堅守立場。

    p.21 在一個僅有外表互動的世界裡,這種被注意和被漠視的情緒起伏逐漸侵蝕掉我的自尊心,我學會表演,讓自己成為目光的焦點,並且努力維持這種狀態。

    p.28 她和爸爸爭著買最漂亮的衣服給我,在週末帶我出去玩,但我不想要禮物,那個年紀的我只需要無條件的愛和支持,這些他們卻都給不了。

    p.30 畢竟她是大人,而大人總是對的。

    p.32 「敏感」這個詞最傷人,人不可以太敏感。我很驚訝這個詞在今天有如此正面的意義,在我小的時候,這個詞是一種侮辱,用來取笑軟弱的人。當時我很希望能有軟弱的權利,後來發現,被媽媽強逼出來的韌性或許救了我一命。

    p.56 直到他把房門關上,錯覺才像泡沫似的應聲爆裂。

    p.60 現在我知道,讓犯人隨時接觸燈光是過去經常使用的凌虐手段,有些國家現在還這麼做。植物持續接觸強光會枯萎,動物則會死亡。對人來說,這是殘酷的凌虐,比施以身體的暴力更能達到目的。它嚴重破壞生物節奏和睡眠模式,讓身體就像體力耗盡般地癱瘓,只要幾天時間,大腦便無法正常運作。另一種殘酷的凌虐方式也同樣有效,那就是噪音轟炸,比如不斷刮動的電風扇片聲。

    p.64 在我看來,情況很詭異:這個男人滿足我所有的要求,雖然他讓我變得一無所有。

    p.80 研究顯示,精神或肢體有障礙的人,以及與家人不親密的孩子,是歹徒加害的高危險群。程度「次之」的,就是像我在三月二日早上所呈現的模樣:膽戰心驚、剛哭過、沒有安全感、頭一次自己走路上學、每一小步都帶著遲疑。

    p.96 但現在,我卻緊緊擁抱這個滴答聲,像個溺水的人緊緊抓住身邊的浮木,只求從水面上吸到一點空氣。

    p.116 被監禁的犯人表示,處在感官刺激被剝奪的環境中,對他們的影響尤其深遠。剝奪感官刺激會影響大腦的功能,干擾自主神經系統,將一個原本自信滿滿的人,變成一個絕對的依賴者,在黑暗和隔離期間,很容易被身邊的任何人牽著鼻子走。對於自願處在此種環境的成人來說,情況也是如此。
    p.116 四十八個小時的單獨監禁之後,他們全部都失去執行簡單工作的能力,當被要求說出一個以F開頭的字時,沒有一個人答得出來,有一個人失去百分之三十六的記憶,有四個人比關以前更容易受操控。出來之後,他們對第一個遇到的人所說的每件事情都深信不疑。

    p.121 後來,我真的告訴他我心中的想法,我看著他說:「我原諒你,因為每個人都會犯錯。」這樣做,或許會有人覺得很奇怪、很病態,畢竟他所犯的「錯」,是以我的自由換來的,但這是唯一正確的做法,我必須學習跟這個人相處,否則無法活下去。

    p.127 我深深地吸了一口氣,一遍又一遍,像一個快要渴死的人,在最後一秒鐘來到了救命的綠洲,整個頭栽到救命的水裡一樣。

    p.136 畢竟是他綁架我、把我關在地牢裡的始作俑者,這種人通常不會考慮被害者的需求,這就好像他一面勒著對方的脖子,一面問他:「躺著還舒服嗎?勒的力道會不會太重?」但當時我完全沒有這麼想,小小的心靈裡充滿了感激,不可置信綁匪竟然這麼大費周章,只為了讓我高興。

    p.142 今天我相信,沃夫岡之所以犯下如此重大的惡行,只是為了創造一個屬於他自己的完美世界。在這裡,有一個人是為了他而存在。或許,他因為無法經由正常的管道達到目的,因此決定用暴力手段塑造一個為他而活的人。基本上,他要的東西與一般人無異:愛、認同與溫暖。

    p.180 沒有一樣東西是全白或全黑的,也沒有一個人堪稱全無瑕疵或十惡不赦,當然,這同樣可以套用在那名綁匪身上。有些話實在是大家不想從綁匪被害人的口中聽到,因為當初定義十分明確的善惡等概念便會從此遭到顛覆。換句話說,他們只願意接受這世界非黑即白的觀念,並認為如此才不至於迷失方向。可是這世界偏偏很多灰色地帶。每當我討論這件事時,總會從許多人臉上看到疑惑和排斥,可是這些人之中又有誰親臨現場?既然如此,又怎能奢望他們設身處地的為我著想!於是可以看到他們失去了同理心,不在意我的命運,並且轉而否定我。總之,未能深入洞察我囚禁生活複雜性的那些人,通常只用到這幾個簡單的字眼:「斯德哥爾摩症候群」(Stockholm Syndrome),即斷然否定我判斷自己經驗的能力。

    p.182 接近綁匪並不是一種疾病,在犯罪體制中弄出一套保護裝置,好讓常態化的生活不受干擾,也不算是什麼症候群。相反的,它是在無法逃脫的情況下衍生的一種生存策略,而且總比動輒把罪犯歸類為噬血狂魔,以及把被害人歸類成無助的羔羊等做法,更貼近真正的現實面。可是,社會上卻總是拒絕往更深更遠處去看。

    p.319 每當我描繪的綁匪圖像開始出現一些和他們原本想像有所落差時,他們便會把臉撇開,來個眼不見為淨,每當善與惡的範疇開始瓦解,或是每當他們面對「惡魔的化身也有一張人臉」這樣的事實時,就會讓他們渾身不舒服。

    ha scritto il 

  • 0

    Una bambina con la forza di un titano!

    Non avrei mai potuto pensare che una bambina di 10 anni avesse tanta forza e tanta saggezza!
    Spero tanto che possa dimenticare anche se so bene che certe cose restano scolpite a fuoco nella nostra men ...continua

    Non avrei mai potuto pensare che una bambina di 10 anni avesse tanta forza e tanta saggezza!
    Spero tanto che possa dimenticare anche se so bene che certe cose restano scolpite a fuoco nella nostra mente,e che possa avere tanta serennità dopo tutto quello che ha subito!

    ha scritto il 

  • 4

    No podía parar de leer. Supongo que por curiosidad y por incredulidad de ver hasta donde puede llegar el ser humano, tanto en su locura psíquica como en su afán por la supervivencia. Es increíble.

    El ...continua

    No podía parar de leer. Supongo que por curiosidad y por incredulidad de ver hasta donde puede llegar el ser humano, tanto en su locura psíquica como en su afán por la supervivencia. Es increíble.

    El libro me ha gustado mucho. Supongo que, aunque lo haya escrito ella se lo habrán corregido. No es que esté muy bien escrito, pero tampoco es que sea eso lo que fundamentalmente se pide en este tipo de libros. Yo lo recomendaría, es impactante.

    ha scritto il 

  • 3

    3096 GIORNI

    “3096 giorni” è la triste storia di Natascha Kampusch. Rapita all’età di dieci anni da Wolfgang Priklopil, uno psicopatico dall’aspetto esteriormente innocuo tanto da non destare sospetti, Natascha ri ...continua

    “3096 giorni” è la triste storia di Natascha Kampusch. Rapita all’età di dieci anni da Wolfgang Priklopil, uno psicopatico dall’aspetto esteriormente innocuo tanto da non destare sospetti, Natascha riuscì a liberarsi otto anni dopo, trovando una via di fuga e condannando al suicidio il suo carceriere. Sequestrata mentre andava a scuola, la piccola fu relegata in un vero e proprio bunker costruito sotto la villetta di Priklopil e impossibile a vedersi dal di fuori perché protetto da diversi sistemi d’allarme e da porte blindate sulle quali poggiavano mobili che nascondevano ogni apertura. Natascha, costretta a crescere e diventare donna alla mercè del suo rapitore, cerca in ogni modo di sopravvivere instaurando con lui un rapporto che molti, dopo la sua liberazione, hanno osato definire Sindrome di Stoccolma ma che la ragazza ha sempre respinto con forza spiegando che adattarsi a quella terribile situazione era l’unica reazione giusta per assicurarsi la sopravvivenza essendo l’uomo l’unico suo punto di riferimento con l’esterno, l’unico da cui dipendeva la sua vita anche se sottoposta a forme estreme di torture fisiche e psichiche. Natascha capisce che se vuole continuare a vivere, anche in questo orribile nuovo mondo, deve mettersi dalla parte del suo rapitore e lei, proveniente già da una difficile infanzia, pur bambina, è in grado di comprendere che “un cane bastonato non può mordere la mano che lo picchia perché è la stessa che lo nutre” e che lottare contro di lui corrisponderebbe ad una condanna a morte. Con questo suo libro, scritto nel 2010, dopo quattro anni dalla sua liberazione, Natascha, con toni sempre pacati di bambina cresciuta troppo in fretta nonostante l’isolamento dal mondo esterno a cui accedeva solo con i libri, la radio e la televisione, ci fa calare nel suo inferno personale ricco di riflessioni assolutamente logiche e razionali, al centro della sua forza di persona, di donna che sembra fragile perché soverchiata da un destino ingrato ma che in effetti è forte, intelligente e coraggiosa. Un attimo di distrazione del suo carceriere che, con l’avanzare dell’età le concede qualche uscita insieme a lui, sicuro di averne dominato con la paura la mente tanto da renderla inadatta ad ogni concepimento d’azione di fuga, e Natascha riesce a liberarsi e a tornare nel mondo esterno, quel mondo che ha commesso molti sbagli nei suoi confronti e che non ha saputo né proteggerla né cercarla nonostante i forti indizi e le testimonianze che all’epoca avrebbero permesso che fosse liberata nel giro di poche ore. Una volta libera, Natascha da vittima si trasforma agli occhi dell’opinione pubblica in profittatrice. Il suo carceriere è morto e lei è oggetto di malevolenze: la gente non vuole che dica che il male assoluto non esiste, che non vi è una netta distinzione tra il bianco e nero e che il suo rapitore era solo un essere umano che non era stato cattivo fin dall’inizio, ma lo era diventato nel corso della sua vita. Un racconto crudo, reale, privo di ogni riferimento agli abusi subiti nella sfera sessuale che la ragazza ritiene troppo privata per darla in pasto al pubblico morbosamente curioso, un racconto lucido e improntato a far capire cosa possa passare nella testa di una bambina intelligente e testarda nelle mani di un debole di mente che ossessivamente vuole ricreare le sue condizioni ideali di vita malata a discapito di un altro essere umano. Natascha non vuol passare per eterna vittima e con questo libro vuole chiudere definitivamente il capitolo più lungo e cupo della sua vita, invitandoci a non sottovalutare la violenza domestica quotidiana che da tanti e soprattutto da tante viene subita nel silenzio, dietro le porte chiuse delle case, all’interno delle famiglie. In questo libro c’è solo una parte della sua vita, ma Natascha sa che non ci si deve arrendere mai. Tante sono le sfaccettature del mondo che desidera ancora conoscere. Permettiamole di farlo e di destreggiarsi nell’esistenza in piena libertà. Ora. Subito, perché nessuno è in grado di giudicare l’altrui esistenza e forse neanche la propria.

    ha scritto il 

  • 3

    Angosciante

    Natascha era una bambina forte per poter sopportare quello che ha passato. Le auguro di essere una donna forte capace di offuscare il passato ed affrontare con positività il presente ed il futuro. Ma ...continua

    Natascha era una bambina forte per poter sopportare quello che ha passato. Le auguro di essere una donna forte capace di offuscare il passato ed affrontare con positività il presente ed il futuro. Ma sicuramente sarà così.
    La sua prigionia mi ha sconvolta, non avrei mai immaginato che una mente potesse concepire tante cattiverie e che una persona, una bambina, potesse sopportarle.

    ha scritto il