31 Songs

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Publisher: Penguin Books Ltd

3.4
(1000)

Language: English | Number of Pages: 256 | Format: Paperback | In other languages: (other languages) Spanish , Chi traditional , Italian , French , German

Isbn-10: 0141013400 | Isbn-13: 9780141013404 | Publish date: 

Also available as: Hardcover , eBook

Category: Biography , Fiction & Literature , Music

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Book Description
'I decided that I wanted to write a little book of essays about songs I loved ...Songs are what I listen to, almost to the exclusion of everything else.' In his first non-fiction work since "Fever Pitch", Nick Hornby writes about 31 songs that either have some great significance in his life - or are just songs that he loves. He discusses, among other things, guitar solos and losing your virginity to a Rod Stewart song and singers whose teeth whistle and the sort of music you hear in Body Shop. 'The soundtrack to his life ...a revealing insight into one of Britain's most popular writers' - "Evening Standard".
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  • 3

    31 canzoni pop nella personale lista di Hornby. Da ascoltare come meglio aggrada, una per ogni giorno del mese o tutte insieme durante un viaggio. Bella fatica però, un libro così lo può scrivere chiu ...continue

    31 canzoni pop nella personale lista di Hornby. Da ascoltare come meglio aggrada, una per ogni giorno del mese o tutte insieme durante un viaggio. Bella fatica però, un libro così lo può scrivere chiunque caro Nick. O forse no. In effetti a pensarci bene, indipendentemente dalle canzoni elencate, quello che emerge è il “contorno”, il contesto, e Hornby, in quanto scrittore, ci sa fare. Inoltre ha alle spalle “Alta fedeltà” e dunque parte avvantaggiato. E poi è inglese cavolo!, abita nella nazione della musica per eccellenza (l’Inghilterra), patria del pop, della new wave, del punk, dei Beatles, dei Rolling Stones, degli Zeppelin, di Bowie e dei Pink Floyd. Insomma, anche gli statunitensi lo sanno, avendo subito la “British invasion” negli anni ’60, lì “oltremanica” ci sanno fare con la musica, “maledetti”!! E allora grandi (e piccole) riflessioni sulla musica e la vita. Tra le tante questa relativa ai cambiamenti di gusti musicali in rapporto all’età mi piace assai, e fa più o meno così: “Una volta ascoltavo il punk ogni giorno della mia vita, anzi lo sceglievo. Ora mi sento più combattivo per Jackson Browne di quanto fossi allora per i Pistols. Può darsi che sia semplicemente invecchiato e che perciò la musica pacata di Jackson Browne abbia più presa su di me rispetto al punk. Forse sto cercando di dire in maniera molto prolissa che ho superato i quaranta, e che quindi ora ascolto cantautori folk e non gruppi di rockettari mocciosi, che ogni tanto ho il mal di schiena e che mi piace una tranquilla serata in casa steso sul divano a guardare una serie Tv, e bla bla bla. Il RUMORE però lo apprezzo ancora, come può tristemente confermare la mia compagna…”
    Alla fine ‘sto libro mi è piaciuto, nonostante i pregiudizi che avevo su Hornby (a seguito della visione del film “About a Boy”), ma si sa, nella grande tribù di chi ascolta musica (certa musica) alcuni difetti li perdoniamo :)

    said on 

  • 3

    If I could write music, I'd never have bothered with books. (p. 58)

    "We discover writers we've never read all the time, and only rarely, as adults, do we stumble across major pop artists with a decent back catalogue: it is usually prejudice rather than ignorance that ...continue

    "We discover writers we've never read all the time, and only rarely, as adults, do we stumble across major pop artists with a decent back catalogue: it is usually prejudice rather than ignorance that has prevented us from making their acquaintance, and prejudice is harder to overcome (indeed, much more fun to maintain).” (p. 139)

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  • 3

    E' un saggio sulla musica che parla di un rapporto con la musica da parte di un uomo, di un artista e di un padre. La lettura è stata piacevole ed interessante, forse manca di quel pizzico di coinvolg ...continue

    E' un saggio sulla musica che parla di un rapporto con la musica da parte di un uomo, di un artista e di un padre. La lettura è stata piacevole ed interessante, forse manca di quel pizzico di coinvolgimento che ti fa sentire la musica nonostante tu la stia leggendo e non ascoltando. Ammetto che ho preferito altri autori italiani che si sono espressi con questo tipo di opere. E' comunque un libro da cui si impara tanto di musica, e non solamente di essa.

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  • 4

    È una strana convinzione, questa della critica, che solo i prodotti artistici "estremi" o "spaventosi" o "pericolosi" debbano essere considerati degni di nota. [...] Per quanto mi riguarda, non occorr ...continue

    È una strana convinzione, questa della critica, che solo i prodotti artistici "estremi" o "spaventosi" o "pericolosi" debbano essere considerati degni di nota. [...] Per quanto mi riguarda, non occorre che mi si convinca del fatto che la vita è spaventosa. Ho quarantaquattro anni e ho potuto constatarlo di persona: non ho bisogno che vengano a scuotermi per farmi uscire dal mio stato di quiete.
    ...
    È importante che di tanto in tanto, o anche spesso, i libri ci deprimano, i film ci mettano alla prova, i dipinti ci lascino scioccati e magari la musica interdetti. Ma è proprio necessario che lo facciano sempre? Ogni tanto non possono consolarci, sollevarci, ispirarci, commuoverci e rallegrarci? Per favore! Solo ogni tanto, quando abbiamo avuto una giornata proprio di merda. Ho bisogno di un posto dove andare a rifugiarmi, adesso più che mai, e [...] non provate a farmi sentire moralmente o intellettualmente inferiore.

    (Frankie Teardrop vs Ain't That Enough' - cap.14)

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  • 4

    Molto interessante la disamina di Hornby sulla musica che più gli piace e più in generale sulla musica pop inglese. Leggere questi libri mi fa pensare a quanto, musicalmente parlando, ci perdiamo noi ...continue

    Molto interessante la disamina di Hornby sulla musica che più gli piace e più in generale sulla musica pop inglese. Leggere questi libri mi fa pensare a quanto, musicalmente parlando, ci perdiamo noi che non siamo inglesi e come mi sarebbe piaciuto aver vissuto il periodo punk e post-punk a Londra (anche se adesso sarei più vecchia di quanto non lo sono già...). Comunque questo è un libro dedicato all'amore per la musica e alle canzoni pop, in barba a tutti gli snob che ascoltano solo jazz e musica classica!!!

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  • 0

    尼克宏比是我最喜愛的作家之一.此書應該得到滿星的,但是排版很糟,翻譯的也還好,以及那些莫名奇妙的插畫,或許我現在不喜歡.出版社們請不要過於花俏的包裝一些應該是好看的書

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  • 3

    Senza strascichi

    Diciamolo pure: averlo letto o non averlo letto, non cambia nulla. Ho trovato interessanti alcune riflessioni, le parti più coinvolgenti sono sicuramente quelle con maggiori richiami autobiografici, m ...continue

    Diciamolo pure: averlo letto o non averlo letto, non cambia nulla. Ho trovato interessanti alcune riflessioni, le parti più coinvolgenti sono sicuramente quelle con maggiori richiami autobiografici, ma credo che avrei potuto apprezzarlo di più se fossi inglese, 44enne e se fossimo ancora nel 2002.
    Provaci ancora Nick.

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  • 5

    Non per la musica, ma per il modo in cui parla della musica.
    Se una band, un disco, o una semplice canzone vi hanno mai cambiato una giornata (se non la vita!), vi consiglio di leggerlo. ...continue

    Non per la musica, ma per il modo in cui parla della musica.
    Se una band, un disco, o una semplice canzone vi hanno mai cambiato una giornata (se non la vita!), vi consiglio di leggerlo.

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