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Descrizione del libro
Un'antologia che non ha eguali, un esperimento grandioso che ha portato 365 autori a esprimersi su una materia tanto controversa quanto popolare come l'erotismo, facendolo ogni volta in modi completamente diversi, con una freschezza e una originalità che hanno del sorprendente.
365 racconti selezionati su oltre 3000 che hanno partecipato a un'affascinante kermesse letteraria per dare vita a una raccolta che sta facendo discutere e continuerà a farlo per molto tempo, senza alcuna preclusione nel mischiare autori professionisti con scrittori al loro esordio letterario.
Un'antologia assolutamente da non perdere, per trascorrere ogni giorno dell'anno in compagnia di un racconto dai risvolti imprevedibili.
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  • 1

    Per quanto mi riguarda, salvo i seguenti racconti, tutto il resto è noia...

    16/01 "La chat" di Mariarita Cupersito
    20/01 "Pronta a morire?" di Sara Gatto
    29/01 "Towtown 16" di Cecilia Scerbanenco
    3 ...continua

    Per quanto mi riguarda, salvo i seguenti racconti, tutto il resto è noia...

    16/01 "La chat" di Mariarita Cupersito
    20/01 "Pronta a morire?" di Sara Gatto
    29/01 "Towtown 16" di Cecilia Scerbanenco
    30/01 "Il provino" di Simone Togneri
    4/02 "Senza protezione" di Ornella Prina
    16/02 "Rosso" di Barbara Baraldi
    12/03 "Roulette" di Valentina Capaldi
    6/04 "Note di notte" di Daniela Basilico
    8/04 "L'amore dentro un sogno" di Maria Lidia Petrulli
    17/04 "Chimera" di Alice S. Tramontano
    25/04 "Scusa il ritardo di Enrica Muraro
    16/05 "Il postino" di Danja Batista
    25/06 "Human nature" di Amanda Folcia
    12/07 "No money" di Chiara Pallotti
    30/07 "Pietra e carne" di Erika Muscarella
    4/08 "Dalia" di Andrea Novelli e Giampaolo Zarini
    10/09 "La colonna sonora" di Samuele Nava
    22/10 "Cosa piace veramente alle donne" di Francesca Garello
    25/10 "Lo sconosciuto" di Francesca Panzacchi
    27/10 "Donna di polso" di Dario Mazzeo
    16/11 "Passione dall'India" di Federica Iencenelli
    18/11 "Vorrei" di Angelo Marenzana
    29/11 "Il vuoto" di Claudia Alpa
    9/12 "Insieme" di Valentina Abate

    ha scritto il 

  • 1

    Già a me i racconti non piacciono. Giusto quelli di Asimov, ma parliamo di un caso a parte. Questi sono brevissimi, troppo brevi per poter raccontare seriamente qualcosa. Capisco che le case editrici ...continua

    Già a me i racconti non piacciono. Giusto quelli di Asimov, ma parliamo di un caso a parte. Questi sono brevissimi, troppo brevi per poter raccontare seriamente qualcosa. Capisco che le case editrici abbiano le loro esigenze, o che ci siano dei motivi particolari per voler tenere un racconto entro un tot di battute, ma io personalmente la trovo una cattiveria nei confronti degli autori, nessuno può scrivere qualcosa di intrigante in quattro righe!

    ha scritto il 

  • 2

    Troppo frammentario

    È proprio vero che quella del racconto è l'arte letteraria più difficile.
    Ho voluto provare con questa antologia di scrittori italiani, ma direi proprio che non ci siamo. A mio modesto parere, per cat ...continua

    È proprio vero che quella del racconto è l'arte letteraria più difficile.
    Ho voluto provare con questa antologia di scrittori italiani, ma direi proprio che non ci siamo. A mio modesto parere, per catturare l'attenzione e l'interesse del lettore con degli scritti così brevi bisogna proprio essere da Nobel per la letteratura, è sicuramente molto più facile con un racconto lungo o, meglio, un romanzo dove, prima o poi, qualche aspetto interessante salta fuori. Nello spazio di una pagina cosa vuoi combinare? O sei un fuoriclasse o non ce n'è per nessuno. Lezione imparata: racconti solo di grandi scrittori.

    ha scritto il 

  • 3

    Negli intenti si tratta di una raccolta notevole per il modo in cui è stata confezionata, preparata e i racconti messi insieme. Basta leggere l’introduzione del curatore per rendersi conto della serie ...continua

    Negli intenti si tratta di una raccolta notevole per il modo in cui è stata confezionata, preparata e i racconti messi insieme. Basta leggere l’introduzione del curatore per rendersi conto della serietà e della passione nel lavoro svolto. Che poi si tratti di un’opera che ha fatto e farà discutere, è stato messo in preventivo.

    A fine lettura ho avvertito, tuttavia, non poche perplessità.

    La sfida per il singolo autore e la singola autrice è stata piuttosto ardua, forse a causa del numero esiguo di caratteri (2500) e di parole (450-500 circa). Ebbene non tutti gli autori sono stati in grado di esprimersi al meglio, esordienti e no. Parecchi racconti acquistano troppa velocità, procedono in modo brusco, mancano di qualcosa di essenziale. Qualcuno è persino fuori tono e fuori tema. Per taluni è stato inevitabile concentrarsi sul rapporto fisico, nella descrizione dell’amplesso. Il rischio corso è stato quello di allestire un resoconto dettagliato e oggettivo, quasi fotografico, nel quale viene soffocato il contesto più ampio, o si fatica a intravederlo. Non c’è un prima, né un dopo, solo un durante. Qualcuno si è salvato con uno stratagemma, ricostruendo il contesto a posteriori con un colpo di scena ingegnoso. Ma a parte questi casi, ve ne sono alcuni che mancano di un perché, che appaiono troncati di netto. E questo rende sterile, spento e vacuo più di un racconto. Non è facile attenuare questa sensazione. Nel puro e semplice movimento di corpi che si succedono spesso non trapela l’essenziale, non si rivela né il desiderio, né la malizia, né i contorni dell’anima. Nemmeno l’affettività che, se non è assente, è priva di profondità.

    Altro aspetto che vorrei mettere in rilievo è che di frequente non si è in grado di apprezzare lo stile, troppo omogeneo, o di identificare un autore dall’altro e di superare l’impressione di una certa intercambiabilità.

    Per leggere l'intera recensione: http://scrittevolmente.com/2013/04/20/recensione-365-racconti-erotici-per-un-anno-di-aa-vv/

    ha scritto il 

  • 1

    Mia personale opinione...

    Altra antologia orribile...
    Trascrivo quei pochi racconti che mi sono piaciuti:

    16/01 "La chat" di Mariarita Cupersito
    20/01 "Pronta a morire?" di Sara Gatto
    29/01 "Towtown 16" di Cecilia Scerbanenco
    ...continua

    Altra antologia orribile...
    Trascrivo quei pochi racconti che mi sono piaciuti:

    16/01 "La chat" di Mariarita Cupersito
    20/01 "Pronta a morire?" di Sara Gatto
    29/01 "Towtown 16" di Cecilia Scerbanenco
    30/01 "Il provino" di Simone Togneri
    4/02 "Senza protezione" di Ornella Prina
    16/02 "Rosso" di Barbara Baraldi
    12/03 "Roulette" di Valentina Capaldi
    6/04 "Note di notte" di Daniela Basilico
    8/04 "L'amore dentro un sogno" di Maria Lidia Petrulli
    17/04 "Chimera" di Alice S. Tramontano
    25/04 "Scusa il ritardo di Enrica Muraro
    16/05 "Il postino" di Danja Batista
    25/06 "Human nature" di Amanda Folcia
    12/07 "No money" di Chiara Pallotti
    30/07 "Pietra e carne" di Erika Muscarella
    4/08 "Dalia" di Andrea Novelli e Giampaolo Zarini
    10/09 "La colonna sonora" di Samuele Nava
    22/10 "Cosa piace veramente alle donne" di Francesca Garello
    25/10 "Lo sconosciuto" di Francesca Panzacchi
    27/10 "Donna di polso" di Dario Mazzeo
    16/11 "Passione dall'India" di Federica Iencenelli
    18/11 "Vorrei" di Angelo Marenzana
    29/11 "Il vuoto" di Claudia Alpa
    9/12 "Insieme" di Valentina Abate

    ha scritto il 

  • 1

    NON sono uno degli autori

    Domenica 28 agosto 2011 stavo suonando ad una manifestazione anarchico-ecologista ad Alessandria. Mi fu presentata una giovane scrittrice che cercava di vendere alcune sue cose. Ester Mistò, gran bel ...continua

    Domenica 28 agosto 2011 stavo suonando ad una manifestazione anarchico-ecologista ad Alessandria. Mi fu presentata una giovane scrittrice che cercava di vendere alcune sue cose. Ester Mistò, gran bel nome. Non ci vuole molto a capire che sono un lettore appassionato (nonché sensibile al fascino femminile) e all'intraprendente autrice non mancava l'intuito. Per cui, dopo una breve conversazione, di cui ricordo ben poco, mi trovai in mano un paio di opuscoli, sue opere, e i due tomi della serie "365 racconti...", per un valore complessivo di circa 35 euro.
    Rendo merito a Ester Mistò riguardo i suoi libricini: uno è un deliziosamente allucinante spaccato di vita d'ufficio, fra il Villaggio di Fantozzi, Brecht e Beckett, l'altro un breve dramma sulle utlime ore di don Abbondio (nessuno è perfetto, Ester a quanto pare ama "I promessi sposi", così come -stando alla dedica- altrettanto fanno i suoi genitori), divertente e toccante.

    Bene, questo il tributo a Ester Mistò. Le spetterebbe anche una randellata sul groppone per avermi rifilato, senza neppure farmi uno sconto, belìn!, i due mallopponi curati da Franco Forte (che pensavo fosse una persona seria, oltre che una città).

    I racconti erotici sono in gran parte pessimi. In gran parte narrano fantasie ben poco fantasiose, visto che sembrano trailer di film pornografici. Probabilmnte avrò un'idea antiquata di che cosa sia l'erotismo, ma a me molte storie di queto libro sono sembrate pure descrizioni di amplessi, ricche di dettagli fisici, povere di emozioni. Come un recensore ha giustamente notato, la dimensione del racconto brevissimo non si attaglia all'erotismo. E difatti così è stato: per rimanere nella pagina concessa si sono tagliati preliminari e finali, lasciando solo la "meccanica".
    A sua volta, la "meccanica" mi è parsa, nonostante l'apparente varietà di situazioni, banale e scontata, piena di tutti i cliché del genere: cazzi sempre sovradimensionati e turgidi, come altrettando turgidi sono seni e capezzoli. Le solite cosce d'alabastro, i soliti capelli corvini. Le solite lingue golose. Le donne sono tutte perfette e sensualissime, vestite da sex worker. Gli uomini sono nerboruti, un po' stronzi e tendenzialmente violenti (soprattutto quelli descritti dalle autrici... mi sa che ho sbagliato tutto nella vita!). Gli amplessi sono convulsi e sudati, spesso con quantità più o meno abbondanti di sado-masochismo. A mio parere, questo fa la differenza fra pornografia ed erotismo: pornografia deriva da "porné", prostituta, ovvero persona che forza artificiosamente la propria sessualità per trarne profitto economico. E tali mi sono parsi moltissimi racconti: personaggi, abbigliamenti e situazioni artificiose al fine di trarre il profitto del piazzare il racconto stesso. Il fatto che possa essere tremendamente sensuale un mutamento minimo di espressione del volto, il gesto di una mano, il movimento di un piede in una persona vestita in jeans e t-shirt pare non venir contemplato come materiale per una storia erotica.

    La scrittura si può divivere in due filoni: quello ingenuo, in cui l'aspirante scrittore spiattella la sua fantasia nel modo più diretto, ispirato inconsciamente dalle proprie letture, e quello da "scuola di scrittura creativa", il più irritante, fatto di costruzioni artificiose quanto le situazioni descritte (ragazzi, di Baricco non ce ne sono molti, e stanno stracciando i coglioni anche quei pochi!), generando racconti a volte incomprensibili.

    Accidenti! Per essere un libro che non mi è piaciuto, ho scritto la mia più lunga recensione!

    Qualcuno potrebbe domandarsi, visto che mi sono dilungato su di lei, come fosse il racconto erotico di Ester Mistò. Bene, è uno di quelli che mi sono piaciuti (per questo non sono andato a cercarla per menarla): ha un "preliminare" per niente scontato, uno sviluppo verosimile, un finale sospeso e sorprendente. I personaggi, dal punto di vista estetico, li potresti trovare per la strada, gli abbigliamenti sono comuni e quotidiani. La scrittura appartine al filone "scuola di scrittura creativa", ma la tecnica è impiegata bene, al servizio della storia. Mi ha un po' infastidito l'uso di frasi polacche immediatamente seguite dalla traduzione, un po' à la Oriana Fallaci in "Inshallah", ma probabilmente è stato un intelligente accorgimento per costruire l'ambientazione in poche parole, visti i limiti di spazio imposti.

    Mmm... a rileggere il tutto questa sembra una recensione di Ester Mistò con, sullo sfondo, alcune note di colore su una brutta raccolta di racconti. Ma mi pronuncerò come Pilato (perché sono pigro): quod scripsi, scripsi!

    E ora vado a lavarmi le mani.

    Dimenticavo: sì, sono riuscito a trattenermi e a leggere rigorosamente un racconto al giorno.

    ha scritto il