50/50 killer

Di

Editore: Nord

3.3
(411)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 383 | Formato: Altri | In altre lingue: (altre lingue) Inglese

Isbn-10: 8842915157 | Isbn-13: 9788842915157 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: Laura Prandino

Disponibile anche come: Tascabile economico

Genere: Criminalità , Narrativa & Letteratura , Mistero & Gialli

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Descrizione del libro
Il 50/50 killer non si accontenta di uccidere le proprie vittime, vuole anche piegarne lo spirito e soprattutto annientare l'amore che le tiene unite. I suoi bersagli, infatti, sono coppie all'apparenza felici, che vengono sequestrate nella loro stessa casa, legate in stanze separate e sottoposte a indicibili sevizie fisiche e psicologiche. E proprio quando i malcapitati credono di essere ormai giunti all'apice dell'orrore e a una fine quantomeno liberatoria, il killer lascia loro la più terribile delle scelte: chi dovrà morire e chi potrà vivere. E ha già colpito quattro volte. John Mercer è un poliziotto di grande esperienza, che però ha chiesto troppo a se stesso ed è caduto in depressione dopo l'omicidio di un collega che, come lui, si occupava del 50/50 killer. Adesso è tornato al lavoro, sperando che la sua strada non incroci più quella dell'assassino che lo ha portato sull'orlo della follia. Ma il ritrovamento di un cadavere torturato e sfigurato, e soprattutto quella inequivocabile firma - una ragnatela dipinta sul muro - non lasciano dubbi: il 50/50 killer è di nuovo in azione. E un'altra coppia è appena scomparsa. Isolato e atterrito, Mercer si ritrova così ad affrontare un nemico che sembra conoscere gli aspetti più oscuri della psiche umana e che trasforma l'amore in un'atroce punizione. Un confronto cui è impossibile sottrarsi e dal quale nessuno può uscire incolume...
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  • 4

    Stupisce senza essere credibile

    Nonostante la valutazione positiva data complessivamente a questo romanzo, sono tanti gli aspetti che mi hanno lasciato perplessa.
    La trama è quella del classico serial killer superefferato che per mo ...continua

    Nonostante la valutazione positiva data complessivamente a questo romanzo, sono tanti gli aspetti che mi hanno lasciato perplessa.
    La trama è quella del classico serial killer superefferato che per motivi imperscrutabili se la prende con le coppie, ma con la peculiarità di far scegliere a uno dei due chi deve morire, e finisce per iniziare un gioco perverso con la polizia.
    Una delle prime cose che ho notato durante la lettura è la totale assenza di un riferimento geografico. Ho capito che era ambientato nel Regno Unito solo quando hanno parlato di sterline, ma per il resto ho avuto difficoltà a visualizzare un’ambientazione precisa. Questa cosa mi ha disorientato e ha dato da subito alla storia un senso di irrealtà.
    A un certo punto ho intuito l’identità l’assassino, ma non tutta la sua complessa macchinazione e tuttora mi sfugge il senso di quest’ultima, poiché è autodistruttiva. Si ha l’impressione che il 50/50 Killer non avesse alcuna intenzione di farsi beccare, eppure finisce per fare a se stesso delle cose che gli avrebbero reso la vita più difficile in futuro, se fosse sfuggito alla polizia. Non capisco questo eccesso solo per mettere in atto un piano così complesso. Non capisco il suo dare una tale importanza a questo piano, nonostante le circostanze. L’autore non è riuscito a convincermi. Questo personaggio è così centrale nella storia che non mi accontento della sua follia come motivazione per le sue azioni.
    Non mi ha convinto neppure il suo comportamento alla fine. È stato troppo facile batterlo e ciò mi ha dato ben poca soddisfazione. Mi è sembrata una soluzione escogitata con l’unico scopo di portare a compimento la storia, ma che manca di una propria logica intrinseca.
    Non sono riuscita a legare in particolare con nessun personaggio, inclusa la voce narrante in prima persona (Mark, il giovane detective). Ho trovato l’interiorità di ognuno di essi poco convincente, anche perché supportata da una realtà esterna priva di riferimenti chiari.
    In particolare ho trovato irritante il comportamento paranoico di Eileen (la moglie del capo di Mark). Non ne capivo la necessità, finché alla fine mi è stato chiaro che si trattava soltanto di un espediente per creare un colpo di scena. Anche in questo caso è assente una logica intrinseca o almeno non è stata mostrata a sufficienza nel testo da renderla credibile.
    Ho odiato l’uso del nome all’inizio di ogni sezione del libro per indicare il personaggio del punto di vista. È assolutamente superfluo e di conseguenza fastidioso. Sembra che l’autore pensi che i lettori non siano in grado di desumerlo dal testo, il che è grave perché presuppone che ritenga il proprio testo non ben scritto o i lettori non abbastanza intelligenti (o entrambe le cose!).
    Nel complesso ho trovato la storia deprimente e non solo per il fatto che inizia e finisce con un funerale.
    Sono stata tentata di dargli solo tre stelle, ma alla fine sono salita a quattro, perché l’inganno del killer è davvero ben pensato e sviluppato e bisogna dare merito all’autore di una notevole originalità, non tanto nell’idea in sé, ma nel modo in cui è riuscito a metterla in atto.
    Una nota sulla traduzione: perché chiamare il personaggio che dà il titolo al libro 50/50 Killer, all’inglese, invece che Killer 50/50, come sarebbe stato corretto in italiano? Mistero.

    ha scritto il 

  • 2

    Libro a metà

    La premessa del serial killer che costringe le coppie a mettere a nudo le debolezze del rapporto, fino a costringere uno dei due ad abbandonare il partner, condannandolo a morte, è senza dubbio intere ...continua

    La premessa del serial killer che costringe le coppie a mettere a nudo le debolezze del rapporto, fino a costringere uno dei due ad abbandonare il partner, condannandolo a morte, è senza dubbio interessante e avrebbe meritato di finire in mani migliori.

    Mosby ci consegna un thriller piatto e lento, appesantito dai continui cambi di prospettiva che diluiscono la tensione e non consentono di entrare in sintonia con i vari personaggi.
    Come se non bastasse la già scarsa tensione e l'empatia prossima allo zero, il finale è un crescendo di colpi di scena raffazzonati e poco plausibili.
    Un vero peccato che un argomento così intrigante sia stato sviluppato con la grossolanità e la dozzinalità di un episodio di uno dei millemila telefilm polizieschi che si vedono in TV a ogni ora del giorno.

    ha scritto il 

  • 0

    Se non c'è di meglio da leggere...

    ... si può anche affrontare la lettura di questo libro che parte ottimamente ma poi si disperde e nel finale è di una banalità sconfortante.

    ha scritto il 

  • 2

    Un killer che prende di mira le coppie torturandole finche' una delle due non cede sacrificando l'altra? Buona idea ma a mio giudizio sviluppata male. Il romanzo e' scorrevole in alcuni punti ma in al ...continua

    Un killer che prende di mira le coppie torturandole finche' una delle due non cede sacrificando l'altra? Buona idea ma a mio giudizio sviluppata male. Il romanzo e' scorrevole in alcuni punti ma in altri rallenta con divagazioni inutili: troppe riflessioni che non si limitano al protagonista o al suo antagonista, ma lo fa fare anche ai coprotagonisti. Salvo solo il 50% del romanzo, proprio come il titolo del romanzo, l'altro 50, praticamente inutile e noioso.

    ha scritto il 

  • 4

    A me personalmente e piaciuto molto.
    E molto scorrevole, e inizia subito con un ritmo incalzante.
    L'assassino mette alla prova l'amore di due persone. "Chi e davvero disposto a morire per amore?" Una ...continua

    A me personalmente e piaciuto molto.
    E molto scorrevole, e inizia subito con un ritmo incalzante.
    L'assassino mette alla prova l'amore di due persone. "Chi e davvero disposto a morire per amore?" Una domanda per niente stupida!!! E ci insegna anche di rifletterci sopra, prima di dire, "Ti amo da morire!!!"

    ha scritto il 

  • 4

    Appena finito...che dire...a me è piaciuto molto.
    Ben scritto...bei personaggi..tutti...
    Certo deve piacere un poco il genere 'thriller' anche perchè mosby indugia in descrizioni abbastanza realistich ...continua

    Appena finito...che dire...a me è piaciuto molto.
    Ben scritto...bei personaggi..tutti...
    Certo deve piacere un poco il genere 'thriller' anche perchè mosby indugia in descrizioni abbastanza realistiche di torture sia fisiche che psicologiche. Comunque mi ha catturato e il fatto che lo abbia letto in pochi giorni ne è la prova.
    Non voglio parlare della trama per non spoilerare ma dire che lo stile di fare un capitolo a personaggio mi è piaciuto. Cioè un capitolo dove il punto di vista è di un personaggio...il capitolo dopo è di un altro e così via per tornare poi al protagonista (Mark). Finale commovente...e a me piace commuovermi alla fine di un romanzo...vuol dire che ci sono entrato...e se ci sono entrato vuol dire che mi è piaciuto.

    ha scritto il 

  • 3

    proprio un bel poliziesco che mantiene un bel ritmo durante la lettura e non delude nel finale.
    un serialkiller rapisce delle coppie e le costringe a mettere alla prova il loro amore; troppo spesso mo ...continua

    proprio un bel poliziesco che mantiene un bel ritmo durante la lettura e non delude nel finale.
    un serialkiller rapisce delle coppie e le costringe a mettere alla prova il loro amore; troppo spesso mormorriamo frasi del tipo "morirei per te" o "non potrei vivere senza te", ma in realtà, nel momento del pericolo, riusciamo solo a pensare a noi stessi e alla nostra sopravvivenza.

    ha scritto il 

  • 4

    Thriller singolare

    Gradevole Thriller basato su una storia direi unica. La storia di un assassino che fa scegliere alle proprie vittime chi dovrà morire tra se stesso e la sua o il suo amato. Intrigante anche l'incalzan ...continua

    Gradevole Thriller basato su una storia direi unica. La storia di un assassino che fa scegliere alle proprie vittime chi dovrà morire tra se stesso e la sua o il suo amato. Intrigante anche l'incalzante susseguirsi dei capitoli scanditi dal count down che separa il capitolo che è in lettura dall'alba dove accadrà...... Da leggere

    ha scritto il 

  • 2

    Non ho amato i personaggi e questa già è una grossa pecca, perché in un thriller bisognerebbe empatizzare con i personaggi e tifare per i buoni e pensare il peggio del cattivo,ma i personaggi erano pi ...continua

    Non ho amato i personaggi e questa già è una grossa pecca, perché in un thriller bisognerebbe empatizzare con i personaggi e tifare per i buoni e pensare il peggio del cattivo,ma i personaggi erano piatti e non molto definiti e molti odioso. Ho sgamato quasi subito il killer (ormai si capisce subito su chi puntare i sospetti), il finale era brutto. Unica cosa buona lo spunto della storia, mase non c'è il resto è inutile.

    ha scritto il 

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