54

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Publisher: Arrow

4.1
(3239)

Language: English | Number of Pages: 560 | Format: Paperback | In other languages: (other languages) Spanish , Italian

Isbn-10: 0099472333 | Isbn-13: 9780099472339 | Publish date: 

Also available as: Hardcover

Category: Fiction & Literature , History , Political

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Book Description
From the authors of the bizarre and extraordinary Q comes this equally bizarre and powerful thriller about the Cold War.The year is 1954. The world is divided into East and West. In Naples, Lucky Luciano is busy fixing horse-races and overseeing the creation of the global heroin trade. In Hollywood, members of Her Majesty’s Secret Service have a bizarre and dangerous mission for Cary Grant. And in Bologna, a lovelorn young barman is about to embark on a painful odyssey in search of his missing father. Bringing all of these strands and more together is a missing television set, a McGuffin Electric, an appliance with a very special secret. At once a political thriller and a touching romance, 54 features appearances by Alfred Hitchcock, Marshal Tito and the Emperor of Indochina. Wu Ming — the collective formerly known as Luther Blissett — have produced another tour-de-force which paints a dazzling picture of a past age while slyly commenting on our own.
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  • 3

    gli stolti combattevano i nemici di oggi foraggiando quelli di domani ( p.3 )
    se proprio se devi ciapar lignade, mi voio anche darghene! ( p.19 )
    la mano che usi di meno sembra appartenere a un altro. ...continue

    gli stolti combattevano i nemici di oggi foraggiando quelli di domani ( p.3 )
    se proprio se devi ciapar lignade, mi voio anche darghene! ( p.19 )
    la mano che usi di meno sembra appartenere a un altro. il cervello non sa dirigerla ( p.26 )
    occhi di giovani già traditi dal proprio avvenire ma pronti a reagire con un'alzata di spalle e un chissenefotte ( p.59 )
    abbracci appassionati interrotti dal ritorno della realtà ( p.136 )
    l'americano è una lingua buona for business, per gli affari, e per ordinare una birra. nient'altro ( p.153 )
    non si può sempre stare a guardare ( p.164 )
    spezzò il silenzio che li aveva avvolti dopo aver fatto l'amore. nessuno dei due aveva parlato per diversi minuti. erano rimasti lì, a leggersi i pensieri, senza bisogno di dir niente ( p.184 )
    le tende, pesanti, potevano riscaldare gli uomini, invece di prendere polvere alla finestra ( p.204 )
    se l'ideale era la dinamite, il senso pratico era la miccia ( p.204 )
    si sentiva vivo, per la prima volta fuori dalla vita che gli avevano consegnato ( p.225 )
    ma non era stata capace di dargli una ragione vera per restare ( p.225 )
    si respirava la possibilità di qualunque avvenimento ( p.265 )
    lo specchio è una macchina infernale, perché separa l'individuo dalla comunità, stimolandone il narcisismo piccolo borghese ( p.303 )
    meglio non dover niente a nessuno ( p.307 )
    se esiste, il popolo ne ha diritto ( p.307 )
    niente ha senso, tranne il fatto che sono qui e mi sento bene ( p.310 )
    ma proprio questo è peggio, no? piccoli piaceri invece di grandi sogni ( p.313 )
    come vincere al lotto e perdere la ricevuta ( p.322 )
    le sconfitte sono come un peso che ti porti dentro e ti trascina giù ( p.325 )
    non c'era più nessuna aura mitica ad avvolgerlo. era soltanto un uomo. ed era suo padre ( p.327 )
    ma che ho fatto io che gli faccio schifo alla fortuna, che ho fatto? ( p.361 )
    avrebbe sofferto come un cane, dopo. avrebbe battuto la testa contro il muro. ma non ora, non lì ( p.405 )
    la libertà di stampa è una bella cosa, ma sarebbe meglio ca non ci fosse ( p.445 )
    al mondo ci sono due cose che non hanno soluzione: la morte e la figa ( p.486 )
    per vivere bisogna sporcarsi le mani ( p.486 )
    nell'epoca della motorizzazione, sedersi davanti a un mobile è da pazzi ( p.534 )
    la sua vita era diventata piatta. nessuna grande gioia, nessun grande dolore, nessuna grande rabbia ( p.595 )

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  • 4

    MacGuffin (a volte McGuffin) è un termine coniato dal celebre regista Alfred Hitchcock. Con questo vocabolo si identifica il mezzo attraverso il quale si fornisce dinamicità a una trama.

    Il televiso ...continue

    MacGuffin (a volte McGuffin) è un termine coniato dal celebre regista Alfred Hitchcock. Con questo vocabolo si identifica il mezzo attraverso il quale si fornisce dinamicità a una trama.

    Il televisore marca McGuffin è il “motore virtuale e pretestuoso” del libro, un espediente formidabile utilizzato dai Wu Ming per tenere insieme una folla personaggi, reali e immaginari, tra cui emergono l’attore Cary Grant , il boss Lucky Luciano e l’imperatore vietnamita Bao Dai, Salvatore Pagano detto Kociss detto Totore ‘a Maronna detto Capemmerda, Steve Cemento Zollo, Vittorio e Nicola e Robespierre Capponi.
    (naturalmente anche Hitchcock è nel romanzo, e il debito non è taciuto)

    I luoghi di convergenza delle loro vite sono Trieste, Napoli, Bologna, la Yugoslavia , la Francia, l’America e l’Unione Sovietica; ed è quasi incredibile come, in una scacchiera così composita, il susseguirsi di storie intrigate e intriganti riesca a non sbrecciare, sboccare, incrinarsi, a non cadere nel fosso della inverosimiglianza.

    Il tempo della storia è soprattutto il 1954, da cui il titolo.
    [ma qualsiasi tempo e luogo, dalla Germania del 1500 all’America del 1700 hanno la stessa carica dirompente, sotto lo sguardo partigiano dei Wu Ming.
    Mi chiedo che cosa potrebbero diventare il 1938 e la scomparsa di Majorana nelle loro mani]

    54 non è solo un romanzo storico che rivela un periodo attraverso avventure rocambolesche: mille altri spunti di riflessione (come in tutti i loro romanzi) emergono.
    Dal peso che avrà non tanto il televisore quanto la televisione, dal valore umano e collettivo della Resistenza, da quanto cazz sono fetenti e maligne le piovre della criminalità e del “potere”, a quanto sopra le nostre teste e le nostre vite ci siano fili e catene che limitano la possibilità di scegliere veramente, a quanto sia immarcescibile il bisogno- sempre e ovunque – di una vita migliore. (e ancora e ancora)

    Un ulteriore valore aggiunto è il linguaggio, pittato sui personaggi. Anche in questo i Wu Ming sono Maestri di ricerca (e di sperimentazione, ricordo ancora il “gergo” dei Moloch in Manituana).
    Kociss. Salvatore parla e pensa in napoletano. Non tanto per le singole parole, quanto per il costrutto.
    Ecco, dovete sapere che, insomma, certi amici e altri amici ancora, voi lo sapete come sono gli amici, pazzéano, insomma mi chiamano cosí, per il fatto che loro dicono che quando faccio discussione con qualche malamente che non sa campare, cosa che non succede quasi mai, sia chiaro, ecco insomma, quella rara volta che succede e che poi chi sei tu, chi sono io, poi escono fuori le mamme dalle bocche e chi si è visto si è visto, voi mi capite, ecco insomma loro dicono che io li colpisco con la testa, ma sarà stato una volta, due al massimo, lo sapete gli amici come sono, e loro dicono che li addormento, e cosí mi hanno dato quel nome là. Ma non era importante questo, scusate, perché prima di tutto vi devo dire che con questo santanna di guaio di televisore io proprio non c'entro.

    Un altro romanzo appassionante e iperstimolante, un altro mattone che pongo sul mio personale altarino dedicato ai Wu Ming.

    L’unica puntina di disappunto, ma non è colpa del collettivo, piuttosto di una realtà che ad ingoiarla fa effetto palla di pelo, è per la diversità di immagine che si percepisce tra Napoli e Bologna.
    Certo, in entrambi i luoghi (e nelle anime che li abitano) c’è posto per la grettezza e la stronzaggine e l’abuso, però vuoi mettere il senso della collettività che si respira al bar Aurora e lo spirito dell’inculamento altrui per esclusivo vantaggio personale che emana dall’ippodromo di Agnano?
    Ma c’amma fa.
    Anche questo non è inverosimile.

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  • 5

    Meraviglioso. Non posso dire altro. La storia in sè è carina, ci sono dei personaggi bellissimi e situazioni descritte egregiamente (come il momento al bar in cui si gioca la schedina tutti insieme: u ...continue

    Meraviglioso. Non posso dire altro. La storia in sè è carina, ci sono dei personaggi bellissimi e situazioni descritte egregiamente (come il momento al bar in cui si gioca la schedina tutti insieme: un momento banale, ma scritto così bene che pare una poesia). Lo stile è divertente, ironico, a volte sarcastico. Adoro il gruppo Wu Ming.

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  • 5

    Appassionante affresco di un anno poco noto ma storicamente emblematico. Nonostante la complessità dell'intreccio e l'accurata ricostruzione di eventi e atmosfere, è un romanzo agile, a tratti spassos ...continue

    Appassionante affresco di un anno poco noto ma storicamente emblematico. Nonostante la complessità dell'intreccio e l'accurata ricostruzione di eventi e atmosfere, è un romanzo agile, a tratti spassoso, sempre ben ritmato. Consigliatissimo!

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  • 4

    Cary Grant o 007?

    Non è Q (e forse neppure Altai) ma l'avventura tra Venezia e la Jugoslavia di Tito vissuta da Cary Grant cattura; è elegante come il suo protagonista e, come il suo protagonista, non si scompone, non ...continue

    Non è Q (e forse neppure Altai) ma l'avventura tra Venezia e la Jugoslavia di Tito vissuta da Cary Grant cattura; è elegante come il suo protagonista e, come il suo protagonista, non si scompone, non perde mai d ironia e distacco. Probabilmente, il limite della narrazione è proprio questo: il lettore è coinvolto, ma mai fino in fondo, il diaframma tra Cary e la realtà allontana un poco il libro anche dal suo lettore ma ciò non toglie si tratti di pagine che vale la pena leggere per lasciarsi trasportare nei famosi anni '50 percorsi da sottili inquietudini e sospetti dell'immediato dopoguerra ma pervasi dall'irripetibile entusiasmo della ricostruzione.

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  • 3

    Un romanzo da leggere, un romanzo che istruisce senza annoiare.
    Una bella lezione di storia moderna.
    Forse l'unica pecca è il finale che doveva essere più incisivo, ma che si prolunga troppo, annacqua ...continue

    Un romanzo da leggere, un romanzo che istruisce senza annoiare.
    Una bella lezione di storia moderna.
    Forse l'unica pecca è il finale che doveva essere più incisivo, ma che si prolunga troppo, annacquandosi.
    La mia recensione sul mio blog http://capitolonero.blogspot.it/2015/08/54-wu-ming.html

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  • 5

    Leggetelo!

    Per uno stupido pudore che mi porta di solito a non comprare titoli che in ogni libreria ti piazzano davanti gli occhi ( che noia!), ho fatto trascorrere ben 14 anni prima di prenderlo e portarmelo a ...continue

    Per uno stupido pudore che mi porta di solito a non comprare titoli che in ogni libreria ti piazzano davanti gli occhi ( che noia!), ho fatto trascorrere ben 14 anni prima di prenderlo e portarmelo a casa. Mai attesa fu così ben ripagata dalla densa e appassionata lettura di questo immenso libro. Tutte le citazioni più o meno velate rendono giustizia ad un mio personale percorso di lettura condensando tra queste righe tutte le mie passioni. Leggetelo e fatelo leggere ai vostri figli, godete di queste pagine, approfittate, lasciatevi trascinare dagli eventi, sprofondate nella storia, con la S maiuscola, che non è fatta solo da grandi eventi ma anche da piccoli episodi che a volte cambiano la vita delle persone, vero JCI?

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  • 4

    E' il primo romanzo di Wu Ming che leggo, e mi è piaciuto molto. Molto potente e coinvolgente per la capacità di costruzione di un intreccio che sembra avere dell'incredibile, con delle continue sorpr ...continue

    E' il primo romanzo di Wu Ming che leggo, e mi è piaciuto molto. Molto potente e coinvolgente per la capacità di costruzione di un intreccio che sembra avere dell'incredibile, con delle continue sorprese fino all'ultimo. E' vero che all'inizio si fa fatica, perché ad ogni capitolo il racconto si sposta di luogo in luogo e vengono messi in moto tanti personaggi diversi, ma dopo le prime 70-80 pagine l'intreccio comincia a diventare comprensibile e mano a mano ci si fa coinvolgere sempre di più. Personalmente mi sono appassionato molto a Pierre, alla sua storia d'amore con Angela, alla sua ricerca del padre in Jugloslavia..Riuscito anche la combinazione di registri linguistici diversi, dai dialoghi con inserzioni di bolognese puro che si svolgono nel bar Aurora allo slang napoletan-americano della cosca di Lucky Luciano..divertentissimi i siparietti di Steve Cemento e Salvatore Pagano! In conclusione: un ottimo romanzo in cui si intrecciano dinamiche di politica internazionale, atmosfere e storie della provincia emiliana, divi di Hollywood che si ritrovano a fare missioni segrete, storie d'amore..consigliato!!

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  • 4

    Bella Bologna

    Ammetto che ero scettico su Wu Ming, ho letto solo questo libro del collettivo ed è questo "54".
    Un libro che mi ha fatto ridere, pensare ed immaginare. Semplice nella narrazione ma denso di immagini, ...continue

    Ammetto che ero scettico su Wu Ming, ho letto solo questo libro del collettivo ed è questo "54".
    Un libro che mi ha fatto ridere, pensare ed immaginare. Semplice nella narrazione ma denso di immagini, spunti per riflettere sulla storia di questo paese. E poi sono di parte troppi luoghi e personaggi a me familiari.

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