9 agosto 378

Il giorno dei barbari

Di

Editore: Laterza

4.0
(312)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 239 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Spagnolo

Isbn-10: 8842084093 | Isbn-13: 9788842084099 | Data di pubblicazione:  | Edizione 3

Disponibile anche come: Altri , eBook

Genere: Storia , Non-narrativa , Politica

Ti piace 9 agosto 378?
Iscriviti ad aNobii per vedere chi dei tuoi amici lo ha letto, e scopri libri simili!

Registrati gratis

ACQUISTA LIBRO
Acquisto non disponibile
per questo libro
Descrizione del libro
"Questo libro racconta di una battaglia che ha cambiato la storia del mondo ma non è famosa come Waterloo o Stalingrado: anzi, molti non l'hanno mai sentita nominare. Eppure secondo qualcuno segnò addirittura la fine dell'Antichità e l'inizio del Medioevo, perché mise in moto la catena di eventi che più di un secolo dopo avrebbe portato alla caduta dell'impero romano d'Occidente. Parleremo di Antichità e Medioevo, di Romani e barbari, di un mondo multietnico e di un impero in trasformazione e di molte altre cose ancora. Ma il cuore del nostro racconto sarà quel che accadde lì, ad Adrianopoli, nei Balcani, in un lungo pomeriggio d'estate."
Ordina per
  • 4

    La storia per imparare

    Dovremmo sempre imparare dalla storia, questo è ciò che mi viene da dire per prima cosa. Un libro che andrebbe letto dai politici di oggi e di sempre, che insegna come la miopia politica gli interessi ...continua

    Dovremmo sempre imparare dalla storia, questo è ciò che mi viene da dire per prima cosa. Un libro che andrebbe letto dai politici di oggi e di sempre, che insegna come la miopia politica gli interessi personali le chiusure facciano sempre e solo male. Un libro che racconta la battaglia di Adrianopoli tra romani e goti con i pre e i post che hanno alla lunga portato al disfacimento di un impero. L'immigrazione in una visione antica che per certi versi ricalca quella moderna. Con tutte le sue immutate problematiche. Una lettura diversa di quel fenomeno conosciuto erroneamente come "invasione" barbarica. Da leggere assolutamente anche perchè Barbero scrive molto bene.

    ha scritto il 

  • 4

    Il giorno in cui crollo' il mondo. Molto, molto, molto bello.

    E' il testo del breve saggio radiofonico, dal medesimo titolo, che Barbero lesse nel programma di RAI Radio 2 "Alle otto della sera".
    A proposito: è un vero peccato che il servizio pubblico radiofonic ...continua

    E' il testo del breve saggio radiofonico, dal medesimo titolo, che Barbero lesse nel programma di RAI Radio 2 "Alle otto della sera".
    A proposito: è un vero peccato che il servizio pubblico radiofonico abbia interrotto - penso da una decina danni - questa gloriosa trasmissione, per quanto mi riguarda varrebbe da sola il canone.

    Comunque: si tratta del racconto dei fatti che culminarono nella battaglia di Adrianopoli, in Tracia (oggi in territorio turco) a sud dell'ultimo tratto del Danubio, confine settentrionale dell'impero romano.
    L'esercito in quel momento più potente al mondo, guidato dal suo divino imperatore, venne affrontato e vinto da immani e ingovernabili torme di goti. Valente fu il primo imperatore romano, in quattrocento anni di guerre quasi ininterrotte, a cadere ucciso in battaglia, il suo corpo non fu mai ritrovato.
    Dopo questo episodio la Storia, anche se - probabilmente - non cambiò del tutto verso, di certo accelerò drasticamente verso il crollo dell'impero e del mondo classico.
    L'autore racconta i fatti e le azioni che si succedettero vorticosamente in quelle ore fatali.
    E poiché B. scrive con il ritmo ed il gusto di un romanziere di razza, la narrazione storica lascia preziosissimo spazio all'immaginazione del lettore. Così ho avuto la sensazione di ripercorrere una sequela di errori di valutazione e decisionali che appaiono dettati dal fato, avvertendone l'ineluttabilità - ma del resto penso a quei fatti col senno di un "poi" plurisecolare - .
    Leggendo sono rimato appeso ai capitoli nei quali l'autore mette in luce le scelte fatidiche fissandone i momenti e consentendomi di liberare disordinate ipotesi e congetture, costruendo immaginarie alternative in cui uomini più cauti o più audaci presero decisioni fatali diverse...
    C'è poi la capacità dello scrittore di rendere vivide le scene, in alcune pagine mi è sembrato ch'egli sorvolasse l'immenso campo di battaglia su un elicottero', descrivendo dall'alto quelle grandiose manovre di legioni e il turbinare d'orde informi, il formarsi dell'enorme cerchio di carri asserragliati in difesa.... e poi, in fine, la furiosa battaglia.
    Unica pecca, se così si può dire, è che essendo un volumetto di poche pagine finisce in fretta...
    Che figata! leggilo subito.

    ha scritto il 

  • 3

    Questo libro andrebbe inserito sotto un titolo ancora più grande e consegnato ai nostri politici odierni come: "Cose da NON fare con gli immigrati".
    La battaglia di Adrianopoli segna di fatto la cadut ...continua

    Questo libro andrebbe inserito sotto un titolo ancora più grande e consegnato ai nostri politici odierni come: "Cose da NON fare con gli immigrati".
    La battaglia di Adrianopoli segna di fatto la caduta dell'impero romano "tradizionale" come tutti noi abbiamo imparato sui banchi di scuola. Se di fatto la data della fine dell'impero è posticipata a livello storico, a livello pratico invece parte tutto da qui. Dalla presunzione di uomini che si credevano superiori quando non lo erano affatto, dalla corruzione che dilagava ormai su scala così vasta da essere diventata un'abitudine, dal fatto che la sola definizione di "barbari" facesse di un popolo degli inferiori. Gli esempi da riportare si sprecano, e come dicevo, le affinità con ciò che è accaduto in passato con quello che sta avvenendo ora sono davvero tantissime, e purtroppo, anche i sistemi che i governi adottano verso queste popolazioni sono ahimè le stesse. E' come se tra il 378 e il 2016 non vi fosse passato un giorno attraverso. Anche chi non è appassionato di storia può trovare comunque dei parallelismi inquietanti e paradossali tra quell'epoca e la nostra. Dà moltissimi spunti di riflessione e purtroppo anche un grande senso di tristezza e impotenza. Perchè, come qualcuno ha già scritto, "La vita è una ruota, e alla fine si torna sempre al punto di partenza".

    ha scritto il 

  • 4

    Aiuto, gli immigrati!!!

    Libro chiaramente scritto con un occhio volto verso il passato ed un altro verso il presente, ci racconta come venivano nel passato gestite le migrazioni (anche di massa), che si tramutavano in sfrutt ...continua

    Libro chiaramente scritto con un occhio volto verso il passato ed un altro verso il presente, ci racconta come venivano nel passato gestite le migrazioni (anche di massa), che si tramutavano in sfruttamento di forza lavoro di disperati, finchè alla data fatidica si tramutarono in vere e proprie invasioni.
    In realtà credo che il paragone dovrebbe essere posto più verso gli USA odierni, vera e propria "potenza imperiale mondiale" come lo erano gli antichi romani nell'antichità, che all'Europa di oggi. Certo il paragone coi volontari americani in Afghanistan che in cambio del servizio acquistavano automaticamente la cittadinanza USA balza immediatamente all'occhio..

    ha scritto il 

  • 5

    La data del 476 per la caduta dell’Impero Romano d’Occidente sta lì più che altro perché fa comodo agli autori di libri di storia delle medie, considerato che, quando fu deposto Romolo Augustolo, prat ...continua

    La data del 476 per la caduta dell’Impero Romano d’Occidente sta lì più che altro perché fa comodo agli autori di libri di storia delle medie, considerato che, quando fu deposto Romolo Augustolo, praticamente non se ne accorse nessuno...

    Continua qua: https://cheremone.wordpress.com/2016/03/14/just-goths-not-gothic-lolitas/

    ha scritto il 

  • 4

    Forse è il periodo più bistrattato, a scuola, della storia romana: finito il romanzo di Cesare e Augusto, l'epopea della dinastia Giulio Claudia e il secolo d'oro degli Antonini, ci si accorge che man ...continua

    Forse è il periodo più bistrattato, a scuola, della storia romana: finito il romanzo di Cesare e Augusto, l'epopea della dinastia Giulio Claudia e il secolo d'oro degli Antonini, ci si accorge che manca poco alla fine del secondo quadrimestre e si inizia a correre come dei pazzi: un accenno a Diocleziano, qualcosa in più per Costantino, Teodosio e Stilicone almeno nominati ma poi dal sacco di Roma di Alarico (410) alla deposizione di Romolo Augusto sono poco più che due nomi e due date. Adrianopoli? Mah, sì, forse: del resto confondersi tra Valeriano catturato dai persiani e Valente scomparso tra i cadaveri di goti e romani caduti è un attimo. Questo libro ha il merito di riportare tutto in una giusta prospettiva. Gradevole per i non esperti, con un apparato di note e rimandi abbastanza corposo, a fine libro, per chi voglia approfondire. Nel mio caso ha suscitato la necessità impellente di far figurare nella mia libreria anche le Storie di Ammiano Marcellino.

    ha scritto il 

  • 5

    Rapido, mai banale, molto molto ben scritto e scorrevole, ricco di osservazioni interessanti sul periodo che incornicia il tempo di uno dei fatti (che si tratti di una battaglia è solo un corollario) ...continua

    Rapido, mai banale, molto molto ben scritto e scorrevole, ricco di osservazioni interessanti sul periodo che incornicia il tempo di uno dei fatti (che si tratti di una battaglia è solo un corollario) più importanti e meno conosciuti della storia d'Europa.

    Dopo Adrianopoli l'Impero non sparisce, sembra anzi resistere con Teodosio negli anni successivi la catastrofe ma è solo l'ultima apparenza. Dopo Adrianopoli inizia un'altra epoca, dove il peso politico e militare dei popoli barbarici assume dimensioni sempre più grandi e, presto, da parte romana incontrollabile. Nasce lì il mondo romano-barbarico da cui noi più appropriamente proveniamo.

    Ultimo appunto: quelle che noi chiamiamo invasioni barbariche furono, più correttamente, grandi migrazioni di popoli. Il tutto prese una piega catastofrica quando Roma non seppe più controllare quel flusso.
    I tempi sono cambiati, però molti echi giungono fino a noi.

    Con una differenza non da poco.

    L'Impero, per la sua struttura economica, aveva un bisogno disperato di forza lavoro, sia nell'esercito che nelle campagne o nelle officine. Per questo i barbari erano prima di tutto preziosissima manodopera a buon mercato.

    Gli Stati occidentali, oggi, per mille motivi, non necessitano di nuova manodopera (anzi, non riescono nemmeno a occupare tutta quella presente sul proprio territorio - la disoccupazione, nelle società antiche non meccanizzate, era ovviamente affare sconosciuto).

    Quindi: come si gestiscono queste nuove, immense migrazioni?

    Questo en passant . Sul libro, posso solo consigliarne l'interessantissima lettura.

    ha scritto il 

  • 4

    Bellissimo libro: con semplicità, ma con profondità e completezza, attraverso il recconto della battaglia di Adrianopoli e dei suoi antefatti, viene tracciato un affresco dell'impero dei IV secolo, de ...continua

    Bellissimo libro: con semplicità, ma con profondità e completezza, attraverso il recconto della battaglia di Adrianopoli e dei suoi antefatti, viene tracciato un affresco dell'impero dei IV secolo, dei suoi problemi, sfatando luoghi comuni e inesattezze storiche.

    ha scritto il 

Ordina per