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ASSAIG SOBRE LA LUCIDESA

Per

Editor: Edicions 62

4.1
(1725)

Language:Català | Number of Pàgines: | Format: Others | En altres llengües: (altres llengües) Spanish , English , Italian , French , Portuguese , German

Isbn-10: 8429754261 | Isbn-13: 9788429754261 | Data publicació: 

Category: Fiction & Literature , Political , Social Science

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Descripció del llibre
De cop i volta, sense anunciar-ho, sense que cap dirigent de la dreta, de l’esquerra o del centre ho sospités, el vuitanta-tres per cent dels ciutadans decideixen exercir el seu dret a votar en blanc. Durant anys els ciutadans han seguit les opinions consensualment establertes, però ara ha arribat el moment d’expressar de manera democràtica i silenciosa el que pensen: Ja n’estan més que tips dels abusos del poder.
Totalment confós i alarmat, el govern provisional no legitimat es creu obligat a salvar la Democràcia. Ha d’actuar. I si cal prendran mesures dràstiques per aturar aquest moviment blanc clandestí que ha contaminat tot el poble.Amb el seu estil més característic, José Saramago fa una denúncia total i descarnada dels abusos del poder. Assaig sobre la lucidesa és una extraordinària novel·la, una metàfora crítica en la qual el nobel portuguès fa prevaler per damunt de tot la dignitat i la seva rotunda confiança en la societat civil.”Mal temps per votar, es va queixar el president de la mesa del col·legi electoral número catorze després de tancar amb violència el paraigua xop i treure’s la gavardina...Va saludar primer els companys de mesa que havien d’actuar com a vocals, després els interventors dels partits i els seus respectius suplents. Va vigilar a fer servir amb tots les mateixes paraules, sense deixar transparentar en la cara ni en el to de veu cap indici que permetés percebre les seves pròpies inclinacions polítiques i ideològiques. Un president, ni que sigui d’un col·legi electoral tan normal i corrent com aquest, s’ha de guiar en totes les situacions pel més estricte sentit d’independència, o, dit d’una altra manera, guardar les aparences.”, Assaig sobre la lucidesa.
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  • 4

    Leggendo questo libro , la prima domanda che mi è sorta spontanea è stata: "Cose succederebbe se nella nostra bellissima e famosissima capitale, oltre l'80% degli elettori votasse scheda bianca? " ...già...con in tempi che corrono non sarebbe neanche così assurdo o così improbabile...forse mi pia ...continua

    Leggendo questo libro , la prima domanda che mi è sorta spontanea è stata: "Cose succederebbe se nella nostra bellissima e famosissima capitale, oltre l'80% degli elettori votasse scheda bianca? " ...già...con in tempi che corrono non sarebbe neanche così assurdo o così improbabile...forse mi piacerebbe che non fosse così improbabile ...ma questa è un'altra storia...
    Saramago ci pone di fronte ad un altro dei suoi paradossi...ma questo, ahimè, lo è molto meno di altri!
    Comunque...sempre geniale, sempre folle, sempre fantastico...sempre bello leggerlo e trovarsi a sorridere!

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  • 5

    "Nasciamo, e in quel momento è come se firmassimo un patto per tutta la vita, ma può arrivare il giorno in cui ci domandiamo Chi l'ha firmato per noi."

    Come suo solito, Saramago ci dipinge scenari surreali, assurdi e inverosimili. Qui, nella stessa città in cui, quattro anni prima, ci fu l'epidemia di cecità, gli elettori, chiamati ad eleggere il nuovo consiglio comunale, inaspettatamente votano quasi tutti scheda bianca. Il potere "costituito" ...continua

    Come suo solito, Saramago ci dipinge scenari surreali, assurdi e inverosimili. Qui, nella stessa città in cui, quattro anni prima, ci fu l'epidemia di cecità, gli elettori, chiamati ad eleggere il nuovo consiglio comunale, inaspettatamente votano quasi tutti scheda bianca. Il potere "costituito" e da costituire si alleeranno per scoprire e sconfiggere, con sistemi leciti (ma soprattutto illeciti!!) la persona che, secondo il loro assurdo e ridicolo ragionamento, è a capo di questa "rivoluzione bianca":la donna che all'epoca dell'epidemia non divenne cieca. Superlativo!!

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  • 3

    Le ultime cento pagine sono molto belle, e meritano la fatica di arrivarci; le centonovanta precedenti, però, sono davvero impervie. Succede pochissimo, e la scrittura di Saramago, già di norma impegnativa, viene ulteriormente appesantita dai continui commenti del narratore, qualche volta arguti ...continua

    Le ultime cento pagine sono molto belle, e meritano la fatica di arrivarci; le centonovanta precedenti, però, sono davvero impervie. Succede pochissimo, e la scrittura di Saramago, già di norma impegnativa, viene ulteriormente appesantita dai continui commenti del narratore, qualche volta arguti ma molto più spesso moralistici o pedanti.

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  • 5

    CAPOLAVORO ASSOLUTO

    A poche pagine dalla fine, mi sono ritrovato a ridere come un cretino per l'impressione che mi dava Saramago, netta e decisa, di giocare con marionette che non erano altro che esseri umani fatti e compiuti, in situazioni realistiche, reali, tanto da fare impressione. Come impressione mi ha fatto ...continua

    A poche pagine dalla fine, mi sono ritrovato a ridere come un cretino per l'impressione che mi dava Saramago, netta e decisa, di giocare con marionette che non erano altro che esseri umani fatti e compiuti, in situazioni realistiche, reali, tanto da fare impressione. Come impressione mi ha fatto la fine, traumatica e dolorosa, ma che ti lascia, dopo la scossa dello choc, la sola riflessione possibile dopo cotanto libro: non poteva che finire così, perchè la realtà è questa. Più che un libro, più denso e forte di cecità, a mio parere: un capolavoro assoluto, che andrebbe portato sui banchi di scuola.

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  • 0

    Questo romanzo è la continuazione dello straordinario Cecità con cui condivide alcuni protagonisti. Quattro anni dopo l’epidemia di cecità un nuovo evento eccezionale colpisce la capitale del paese. Questa volta, l’evento non è fisico ma socio-politico perché la gran parte della popolazione decid ...continua

    Questo romanzo è la continuazione dello straordinario Cecità con cui condivide alcuni protagonisti. Quattro anni dopo l’epidemia di cecità un nuovo evento eccezionale colpisce la capitale del paese. Questa volta, l’evento non è fisico ma socio-politico perché la gran parte della popolazione decide inaspettatamente di votare scheda bianca alle elezioni. Il potere reagisce in maniera scomposta con arroganza, stupidità e sommo disprezzo per la democrazia e la giustizia. Il governo decide di abbandonare la città, e di porla in stato d’assedio, avviando una campagna di disinformazione e di destabilizzazione. La popolazione reagisce in maniera composta e pacifica e questo getta ancora più nello sconcerto il governo. Nella seconda parte del romanzo entrano in gioco i due veri protagonisti della storia: il commissario incaricato di indagare sul complotto delle schede bianche, che ha in realtà il comito di costruire false prove per incolpare il capro espiatorio individuato dal ministro dell’interno e la donna protagonista di Cecità che viene individuata dal governo come capro espiatorio. Il finale è tragico e crudele.

    Il tema principale del romanzo è l’arroganza, l’ignoranza e la stupidità del potere. In alcune parti la visione di Saramago mi sembra troppo ingenua ma il suo stile mordace ed il suo amore per il paradosso sono unici e straordinari.

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  • 5

    Que pasaría si en unas elecciones generales, votara en blanco el 83 por ciento del censo electoral?...pues eso. Que miedo el Poder!!!
    Como siempre, Saramago un genio!.

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  • 3

    Un nuovo male affligge la Capitale del Paese che, quattro anni prima, era stato colpito da una strana forma di Cecità. Non si tratta di un male "fisico", questa volta, ma "istituzionale". Nelle ultime consultazioni elettorali, infatti, i cittadini hanno deciso di astenersi dall'esprimere una pref ...continua

    Un nuovo male affligge la Capitale del Paese che, quattro anni prima, era stato colpito da una strana forma di Cecità. Non si tratta di un male "fisico", questa volta, ma "istituzionale". Nelle ultime consultazioni elettorali, infatti, i cittadini hanno deciso di astenersi dall'esprimere una preferenza e votare, in massa, scheda bianca.
    Contrariamente a quanto suggerisca il titolo, non si tratta di un saggio ma di un romanzo distopico. Una lettura altrettanto faticosa, a mio avviso. Dopo 170 pagine in cui non succede quasi nulla la narrazione sembra prendere un minimo di avvio ma è stato difficile, per me, arrivare a metà libro...
    Lo stile di Saramago è sempre interessante, per l'assenza della punteggiatura e l'abbondanza delle riflessioni che ispira (sulla cecità delle istituzioni, sul potere, sul senso del dovere e sul senso di giustizia...) ma la mia perseveranza, questa volta, è stata mal ripagata.

    (Due stelline e mezzo)

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  • 5

    Quattro anni dopo l’epidemia di cecità che colpì la città, accade che, il giorno delle elezioni, l’83% degli votanti compie un atto sovversivo scegliendo scheda bianca. Cecità? No, ci hanno visto benissimo.
    Ma anche il Potere ci vede benissimo, e non vuole certo che venga messo in pericolo ...continua

    Quattro anni dopo l’epidemia di cecità che colpì la città, accade che, il giorno delle elezioni, l’83% degli votanti compie un atto sovversivo scegliendo scheda bianca. Cecità? No, ci hanno visto benissimo.
    Ma anche il Potere ci vede benissimo, e non vuole certo che venga messo in pericolo il sistema democratico e la stabilità del governo.
    Bisogna arrivare alla testa della maledetta tenia che ha cospirato contro il governo, trascinarla alla luce e infliggerle il castigo che merita. Occorre ristabilire l’ordine e riportare alla ragione.
    C’è sempre qualcuno da accusare. Un colpevole ci deve essere. Ci sarà. Perché sarebbe davvero un fallimento dire che un accusato è innocente se tutto è concertato per fare di un innocente un colpevole.
    Un’analisi lucida e feroce su quanto il Potere, privo di scrupoli e morale, possa fare pur di annientare chi osa dissentire, chi osa ribellarsi, chi osa disobbedire o dire “No”.
    Risuonano le parole del commissario: “Ho imparato in questo mestiere che chi comanda non solo non si ferma davanti a ciò che noi definiamo assurdità, ma se ne serve per intorpidire le coscienze e annullare la ragione”.
    Fogli scendono volteggiando nell’aria, preludio all’amarezza che verrà.

    Lo so, José, che non c’è peggior cieco di chi non vuol vedere. Però… Ci sono rimasta male. Tanto.

    P.S. Preferibile leggerlo dopo “Cecità”, per i riferimenti alla vicenda e per i protagonisti che vengono qui riproposti.

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