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ASSAIG SOBRE LA LUCIDESA

Per

Editor: Edicions 62

4.1
(1758)

Language:Català | Number of Pàgines: | Format: Others | En altres llengües: (altres llengües) Spanish , English , Italian , French , Portuguese , German

Isbn-10: 8429754261 | Isbn-13: 9788429754261 | Data publicació: 

Category: Fiction & Literature , Political , Social Science

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Descripció del llibre
De cop i volta, sense anunciar-ho, sense que cap dirigent de la dreta, de l’esquerra o del centre ho sospités, el vuitanta-tres per cent dels ciutadans decideixen exercir el seu dret a votar en blanc. Durant anys els ciutadans han seguit les opinions consensualment establertes, però ara ha arribat el moment d’expressar de manera democràtica i silenciosa el que pensen: Ja n’estan més que tips dels abusos del poder.
Totalment confós i alarmat, el govern provisional no legitimat es creu obligat a salvar la Democràcia. Ha d’actuar. I si cal prendran mesures dràstiques per aturar aquest moviment blanc clandestí que ha contaminat tot el poble.Amb el seu estil més característic, José Saramago fa una denúncia total i descarnada dels abusos del poder. Assaig sobre la lucidesa és una extraordinària novel·la, una metàfora crítica en la qual el nobel portuguès fa prevaler per damunt de tot la dignitat i la seva rotunda confiança en la societat civil.”Mal temps per votar, es va queixar el president de la mesa del col·legi electoral número catorze després de tancar amb violència el paraigua xop i treure’s la gavardina...Va saludar primer els companys de mesa que havien d’actuar com a vocals, després els interventors dels partits i els seus respectius suplents. Va vigilar a fer servir amb tots les mateixes paraules, sense deixar transparentar en la cara ni en el to de veu cap indici que permetés percebre les seves pròpies inclinacions polítiques i ideològiques. Un president, ni que sigui d’un col·legi electoral tan normal i corrent com aquest, s’ha de guiar en totes les situacions pel més estricte sentit d’independència, o, dit d’una altra manera, guardar les aparences.”, Assaig sobre la lucidesa.
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  • 4

    "Saggio sulla lucidità" è di fatto il sequel di "cecità", in entrambi i romanzi un elemento paradossale, un'anomalia sociale genera i mostri della ragione, l'atmosfera è avvolta da una piatta inquietu ...continua

    "Saggio sulla lucidità" è di fatto il sequel di "cecità", in entrambi i romanzi un elemento paradossale, un'anomalia sociale genera i mostri della ragione, l'atmosfera è avvolta da una piatta inquietudine nella quale reminiscenze e tendenze salazariane (si nota spesso nei romanzi di Saramago l'atteggiamento dittatoriale della classe politica dominante) alimentano fobie e angosce che i personaggi, a loro insaputa ci raccontano, vittime senza nome di piani più grandi di loro, rendono il lettore edotto sui moti più intimi dei loro animi,e marciano inesorabilmente verso le braccia di un Destino che di quelli si fa beffe.

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  • 0

    La speranza è come il sale,
    non nutre, ma dà sapore al pane.

    Secondo libro di Saramago, secondo capitolo con i protagonisti di Cecità. A quattro anni di distanza dall'epidemia che colpì tutta la c ...continua

    La speranza è come il sale,
    non nutre, ma dà sapore al pane.

    Secondo libro di Saramago, secondo capitolo con i protagonisti di Cecità. A quattro anni di distanza dall'epidemia che colpì tutta la città, Saramago torna a parlare dei suoi personaggi analizzando però allo stesso tempo un nuovo tipo di cecità, ossia quella dovuta alle schede bianche presentate da quasi tutti i cittadini al momento delle elezioni. Da questo episodio, che mette in allarme tutte le fazioni, Saramago analizza quello che è il governo, le sue figure, le sue reazioni e le sue mosse per trovare un colpevole che giustifichi questa cecità che ha colpito, stavolta metaforicamente, i cittadini. Per più della metà del libro i protagonisti di Cecità non appaiono e, allo stesso tempo, nessuno lega le schede bianche all'episodio di quattro anni prima. Solo successivamente, supportati poi da una lettera di un cittadino, le varie figure del governo iniziano ad ipotizzare che forse vi sia una relazione tra queste due cecità. Ciò che però Saramago sottolinea è che al governo non interessa sapere se ci sia o meno un nesso ma, piuttosto, trovare il capro espiatorio che giustifichi quest'insurrezione. Ancora una volta accorre in aiuto la lettera del cittadino in cui quest'ultimo racconta di una donna, moglie di un medico, che quattro anni fa era sfuggita alla cecità. In un attimo il gioco è fatto. Il ministro degli interni trova la colpevole di questa cospirazione e decide che lei, insieme al gruppo che quattro anni fa ha guidato, debbano essere interrogati attentamente. In realtà successivamente si scoprirà che al ministro poco importa cosa diranno questi cittadini perché ha ormai già deciso che lei dovrà essere accusata della cospirazione, a costo di inventare prove adeguate che sostengano la tesi. Nemmeno il commissario, consapevole dell'innocenza di questa donna, riuscirà a distogliere il ministro da questa decisione che porterà ad un finale assolutamente inaspettato.

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  • 3

    Non è che non mi sia piaciuto, sia ben chiaro.
    Amo Saramago perché i suoi romanzi sono spesso degli esperimenti mentali, mai inattuali, spesso fin troppo attuali. Qui la domanda è: cosa succederebbe s ...continua

    Non è che non mi sia piaciuto, sia ben chiaro.
    Amo Saramago perché i suoi romanzi sono spesso degli esperimenti mentali, mai inattuali, spesso fin troppo attuali. Qui la domanda è: cosa succederebbe se tutti o quasi votassimo in massa scheda bianca alle prossime elezioni? Le risposte sono molteplici ma il fil rouge che le lega è uno: ad essere imputati, paradossalmente, non sono i politici, ma i cittadini, che hanno semplicemente esercitato un diritto. La loro colpa? Averlo esercitato troppo, perché i diritti ci sono, ma non se ne deve abusare e farne un uso sconsiderato. Diritti pro forma, che servono semplicemente a fare bella mostra di sé. E questa sommossa viene vista come una sorta di cecità, bianca come quella che aveva colpito fisicamente gli abitanti della stessa città quattro anni prima, bianca come le schede che hanno riempito le urne questa volta. Ma il confine tra un'eventuale cecità e la semplice lucidità degli onesti cittandini è sottile e la terribile impasse in cui vengono gettati i governanti, incapaci di assumersi le proprie responsabilità, li spinge ad escogitare qualunque cosa, anche a costo di sovvertire l'etica e la verità.

    A non convincermi è stato, forse, l'esito aporetico della domanda. Ma forse è giusto che rimanga così.

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  • 4

    Talmente lucido, da diventare inquietante…

    2013:
    Tutto quello che vorreste sapere sulle degenerazioni della democrazia... Perché se le poltrone eccellenti vacillano per la pacifica ribellione degli onesti elettori, i quali decidono di lasciare ...continua

    2013:
    Tutto quello che vorreste sapere sulle degenerazioni della democrazia... Perché se le poltrone eccellenti vacillano per la pacifica ribellione degli onesti elettori, i quali decidono di lasciare le schede elettorali in bianco, potrebbe verificarsi ciò che accade in questo saggio di Saramago: stato d’assedio, spionaggio, snervanti interrogatori e altro ancora…. Ma siamo davvero liberi di scegliere?

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  • 4

    strano!

    Quarto libro di saramago letto...ogni volta stupisce per la qualità del pensiero e della scrittura ripresenta i p protagonisti di cecità i intrecciando due vicende apparentemente incompatibili...ma d' ...continua

    Quarto libro di saramago letto...ogni volta stupisce per la qualità del pensiero e della scrittura ripresenta i p protagonisti di cecità i intrecciando due vicende apparentemente incompatibili...ma d' alta p parte parliamo di un Nobel....

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  • 5

    Ironia e realismo, l'apparato democratico moderno deriso e colto dentro i suoi paradossi e non-sense, l'astensionismo come risposta di denuncia a tutto ciò. Bellissimo

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  • 3

    La parte finale del libro è probabilmente la migliore, per come risolleva una vicenda, a mio avviso, un po' troppo stagnante. Saramago continua nel solco di "Cecità", con un gusto maggiore per l'osser ...continua

    La parte finale del libro è probabilmente la migliore, per come risolleva una vicenda, a mio avviso, un po' troppo stagnante. Saramago continua nel solco di "Cecità", con un gusto maggiore per l'osservazione arguta, che qui fa capolino molto più spesso che nell'opera precedente, complice anche il tono più agrodolce di questo "Saggio sulla lucidità". Buono, ma non memorabile, insomma.

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  • 4

    La presenza di alcuni personaggi molto più delineati in Cecità dà al libro una valenza particolare. La storia è come al solito ben congegnata, ma a me che piace in modo particolare è il tipo di scritt ...continua

    La presenza di alcuni personaggi molto più delineati in Cecità dà al libro una valenza particolare. La storia è come al solito ben congegnata, ma a me che piace in modo particolare è il tipo di scrittura di Saramago. È un vero divertimento seguire lo svolgersi del suo discorso.

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  • 4

    Leggendo questo libro , la prima domanda che mi è sorta spontanea è stata: "Cose succederebbe se nella nostra bellissima e famosissima capitale, oltre l'80% degli elettori votasse scheda bianca? " ... ...continua

    Leggendo questo libro , la prima domanda che mi è sorta spontanea è stata: "Cose succederebbe se nella nostra bellissima e famosissima capitale, oltre l'80% degli elettori votasse scheda bianca? " ...già...con in tempi che corrono non sarebbe neanche così assurdo o così improbabile...forse mi piacerebbe che non fosse così improbabile ...ma questa è un'altra storia...
    Saramago ci pone di fronte ad un altro dei suoi paradossi...ma questo, ahimè, lo è molto meno di altri!
    Comunque...sempre geniale, sempre folle, sempre fantastico...sempre bello leggerlo e trovarsi a sorridere!

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  • 5

    "Nasciamo, e in quel momento è come se firmassimo un patto per tutta la vita, ma può arrivare il giorno in cui ci domandiamo Chi l'ha firmato per noi."

    Come suo solito, Saramago ci dipinge scenari surreali, assurdi e inverosimili. Qui, nella stessa città in cui, quattro anni prima, ci fu l'epidemia di cecità, gli elettori, chiamati ad eleggere il nuo ...continua

    Come suo solito, Saramago ci dipinge scenari surreali, assurdi e inverosimili. Qui, nella stessa città in cui, quattro anni prima, ci fu l'epidemia di cecità, gli elettori, chiamati ad eleggere il nuovo consiglio comunale, inaspettatamente votano quasi tutti scheda bianca. Il potere "costituito" e da costituire si alleeranno per scoprire e sconfiggere, con sistemi leciti (ma soprattutto illeciti!!) la persona che, secondo il loro assurdo e ridicolo ragionamento, è a capo di questa "rivoluzione bianca":la donna che all'epoca dell'epidemia non divenne cieca. Superlativo!!

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