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ASSAIG SOBRE LA LUCIDESA

Per

Editor: Edicions 62

4.1
(1783)

Language:Català | Number of Pàgines: | Format: Others | En altres llengües: (altres llengües) Spanish , English , Italian , French , Portuguese , German

Isbn-10: 8429754261 | Isbn-13: 9788429754261 | Data publicació: 

Category: Fiction & Literature , Political , Social Science

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Descripció del llibre
De cop i volta, sense anunciar-ho, sense que cap dirigent de la dreta, de l’esquerra o del centre ho sospités, el vuitanta-tres per cent dels ciutadans decideixen exercir el seu dret a votar en blanc. Durant anys els ciutadans han seguit les opinions consensualment establertes, però ara ha arribat el moment d’expressar de manera democràtica i silenciosa el que pensen: Ja n’estan més que tips dels abusos del poder.
Totalment confós i alarmat, el govern provisional no legitimat es creu obligat a salvar la Democràcia. Ha d’actuar. I si cal prendran mesures dràstiques per aturar aquest moviment blanc clandestí que ha contaminat tot el poble.Amb el seu estil més característic, José Saramago fa una denúncia total i descarnada dels abusos del poder. Assaig sobre la lucidesa és una extraordinària novel·la, una metàfora crítica en la qual el nobel portuguès fa prevaler per damunt de tot la dignitat i la seva rotunda confiança en la societat civil.”Mal temps per votar, es va queixar el president de la mesa del col·legi electoral número catorze després de tancar amb violència el paraigua xop i treure’s la gavardina...Va saludar primer els companys de mesa que havien d’actuar com a vocals, després els interventors dels partits i els seus respectius suplents. Va vigilar a fer servir amb tots les mateixes paraules, sense deixar transparentar en la cara ni en el to de veu cap indici que permetés percebre les seves pròpies inclinacions polítiques i ideològiques. Un president, ni que sigui d’un col·legi electoral tan normal i corrent com aquest, s’ha de guiar en totes les situacions pel més estricte sentit d’independència, o, dit d’una altra manera, guardar les aparences.”, Assaig sobre la lucidesa.
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  • *** Aquest comentari conté spoilers! ***

    2

    Più di un'occasione sprecata?

    "Saggio sulla lucidità" è la seconda opera di Saramago che leggo. La prima è stata "Cecità". Già al tempo la decisione di rendere praticamente indistinguibili il discorso diretto e quello diretto mi a ...continua

    "Saggio sulla lucidità" è la seconda opera di Saramago che leggo. La prima è stata "Cecità". Già al tempo la decisione di rendere praticamente indistinguibili il discorso diretto e quello diretto mi aveva reso la lettura pesante ma, siccome "Cecità" me l'avevano girato in formato Ebook, ho pensato potesse essere un problema di formato o di conversione, quindi me lo sono tenuto così e bon. Adesso capisco che è una scelta dell'autore e, nonostante dia più immediatezza e realismo alle vicende raccontate (almeno a mio avviso), disorienta il lettore, che non sa mai se sta affrontando una parte narrativa, una discorsiva o anche un commento dell'autore.
    Passando alla storia: arrivato alla fine del libro mi è sembrato di aver seguito un discorso per la prima metà e un altro, quasi completamente estraneo, nella seconda. Per me, l'idea di ricongiungere le schede bianche alla cecità bianca del primo libro, utilizzando l'idea come pretesto per sviluppare la trama attorno ai vecchi protagonisti, è perdente. Questo perché si viene a sacrificare l'ottima opportunità di incentrare l'opera sull'ipotesi di un popolo che si governa da sé, come, dai primi capitoli, sembrava dovesse andare.
    Lo stratagemma che riesuma la cecità bianca e il gruppo di "reduci" che qualcuno già conosce, poi, mi è sembrato non troppo efficace, soprattutto visto come si erano concluse le altre iniziative del governo per convincere il resto del paese che la malattia delle schede bianche altro non era che un attacco terroristico alla democrazia. Davvero delle persone che, fino ad adesso, hanno resistito così bene ai vari tentativi di demonizzazione, singola o collettiva, dovrebbero credere a questo? E perché?
    In ultimo, due questioni:
    1) Perché la vicenda dei 500 interrogati non è stata più ripresa? Non sapremo mai che cosa gli è successo, sarebbe potuta essere una buona vicenda narrativa la loro;
    2) Le ultime 50 pagine. Gli eventi si susseguono in fretta, viene a mancare quella parte esplicativa che mostrava come si fosse arrivati ad alcune decisioni del governo e a prezzo di quali scontri tra i ministri, si vola ad un finale che lascia tutto aperto, e quindi non risolve la questione di questa nuova cecità. Non so se questa inconcludenza sia voluta o no, ma non mi è piaciuta per niente.

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  • 5

    Frasi dal libro

    “Nasciamo, e in quel momento è come se firmassimo un patto per tutta la vita, ma può arrivare il giorno in cui ci domandiamo Chi l’ha firmato per me”
    https://frasiarzianti.wordpress.com/2015/08/07/sag ...continua

    “Nasciamo, e in quel momento è come se firmassimo un patto per tutta la vita, ma può arrivare il giorno in cui ci domandiamo Chi l’ha firmato per me”
    https://frasiarzianti.wordpress.com/2015/08/07/saggio-sulla-lucidita-jose-saramago/

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  • 5

    Eccezionale...come tutto ciò che fluisce dalla sua penna

    Inutile dirlo, chi lo frequenta letterariamente lo sa già. Saramago è impareggiabile, profondo, intenso, lucido, realista. Sa toccare corde profonde, sa esaltare il senso di giustizia delle persone on ...continua

    Inutile dirlo, chi lo frequenta letterariamente lo sa già. Saramago è impareggiabile, profondo, intenso, lucido, realista. Sa toccare corde profonde, sa esaltare il senso di giustizia delle persone oneste. Chi potrà mai dimenticare la moglie del medico, il commissario, il cane delle lacrime?

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  • 4

    La vista ai ciechi....

    https://youtu.be/2ieI49hlOUw
    Fantascienza esistenziale, ovvero la degenerazione del potere corrotto e spietato, che logora, ma chi non ce l'ha (cit. il Divo Giulio)... Saramago è uno dei più lucidi sc ...continua

    https://youtu.be/2ieI49hlOUw
    Fantascienza esistenziale, ovvero la degenerazione del potere corrotto e spietato, che logora, ma chi non ce l'ha (cit. il Divo Giulio)... Saramago è uno dei più lucidi scrittori che io abbia incontrato nella mia vita di lettore onnivoro e curioso. Non è facile leggere i suoi libri ma, ogni volta, se ne esce arricchiti e stupefatti... Quattro stelle ottime e abbondanti.

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  • 4

    saggio sugli intrighi di un paese che potrebbe essere anche il nostro

    un'elezione a cui la quasi maggioranza vota scheda bianca, le reazioni del governo e del ministro degli interni, la fierezza della gente e la sferzata finale...un Saramago terribilmente lucido questo ...continua

    un'elezione a cui la quasi maggioranza vota scheda bianca, le reazioni del governo e del ministro degli interni, la fierezza della gente e la sferzata finale...un Saramago terribilmente lucido questo che ci apre gli occhi sulle macchinazioni del potere...

    dit a 

  • 4

    "Saggio sulla lucidità" è di fatto il sequel di "cecità", in entrambi i romanzi un elemento paradossale, un'anomalia sociale genera i mostri della ragione, l'atmosfera è avvolta da una piatta inquietu ...continua

    "Saggio sulla lucidità" è di fatto il sequel di "cecità", in entrambi i romanzi un elemento paradossale, un'anomalia sociale genera i mostri della ragione, l'atmosfera è avvolta da una piatta inquietudine nella quale reminiscenze e tendenze salazariane (si nota spesso nei romanzi di Saramago l'atteggiamento dittatoriale della classe politica dominante) alimentano fobie e angosce che i personaggi, a loro insaputa ci raccontano, vittime senza nome di piani più grandi di loro, rendono il lettore edotto sui moti più intimi dei loro animi,e marciano inesorabilmente verso le braccia di un Destino che di quelli si fa beffe.

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  • 4

    La speranza è come il sale,
    non nutre, ma dà sapore al pane.

    Secondo libro di Saramago, secondo capitolo con i protagonisti di Cecità. A quattro anni di distanza dall'epidemia che colpì tutta la c ...continua

    La speranza è come il sale,
    non nutre, ma dà sapore al pane.

    Secondo libro di Saramago, secondo capitolo con i protagonisti di Cecità. A quattro anni di distanza dall'epidemia che colpì tutta la città, Saramago torna a parlare dei suoi personaggi analizzando però allo stesso tempo un nuovo tipo di cecità, ossia quella dovuta alle schede bianche presentate da quasi tutti i cittadini al momento delle elezioni. Da questo episodio, che mette in allarme tutte le fazioni, Saramago analizza quello che è il governo, le sue figure, le sue reazioni e le sue mosse per trovare un colpevole che giustifichi questa cecità che ha colpito, stavolta metaforicamente, i cittadini. Per più della metà del libro i protagonisti di Cecità non appaiono e, allo stesso tempo, nessuno lega le schede bianche all'episodio di quattro anni prima. Solo successivamente, supportati poi da una lettera di un cittadino, le varie figure del governo iniziano ad ipotizzare che forse vi sia una relazione tra queste due cecità. Ciò che però Saramago sottolinea è che al governo non interessa sapere se ci sia o meno un nesso ma, piuttosto, trovare il capro espiatorio che giustifichi quest'insurrezione. Ancora una volta accorre in aiuto la lettera del cittadino in cui quest'ultimo racconta di una donna, moglie di un medico, che quattro anni fa era sfuggita alla cecità. In un attimo il gioco è fatto. Il ministro degli interni trova la colpevole di questa cospirazione e decide che lei, insieme al gruppo che quattro anni fa ha guidato, debbano essere interrogati attentamente. In realtà successivamente si scoprirà che al ministro poco importa cosa diranno questi cittadini perché ha ormai già deciso che lei dovrà essere accusata della cospirazione, a costo di inventare prove adeguate che sostengano la tesi. Nemmeno il commissario, consapevole dell'innocenza di questa donna, riuscirà a distogliere il ministro da questa decisione che porterà ad un finale assolutamente inaspettato.

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  • 3

    Non è che non mi sia piaciuto, sia ben chiaro.
    Amo Saramago perché i suoi romanzi sono spesso degli esperimenti mentali, mai inattuali, spesso fin troppo attuali. Qui la domanda è: cosa succederebbe s ...continua

    Non è che non mi sia piaciuto, sia ben chiaro.
    Amo Saramago perché i suoi romanzi sono spesso degli esperimenti mentali, mai inattuali, spesso fin troppo attuali. Qui la domanda è: cosa succederebbe se tutti o quasi votassimo in massa scheda bianca alle prossime elezioni? Le risposte sono molteplici ma il fil rouge che le lega è uno: ad essere imputati, paradossalmente, non sono i politici, ma i cittadini, che hanno semplicemente esercitato un diritto. La loro colpa? Averlo esercitato troppo, perché i diritti ci sono, ma non se ne deve abusare e farne un uso sconsiderato. Diritti pro forma, che servono semplicemente a fare bella mostra di sé. E questa sommossa viene vista come una sorta di cecità, bianca come quella che aveva colpito fisicamente gli abitanti della stessa città quattro anni prima, bianca come le schede che hanno riempito le urne questa volta. Ma il confine tra un'eventuale cecità e la semplice lucidità degli onesti cittandini è sottile e la terribile impasse in cui vengono gettati i governanti, incapaci di assumersi le proprie responsabilità, li spinge ad escogitare qualunque cosa, anche a costo di sovvertire l'etica e la verità.

    A non convincermi è stato, forse, l'esito aporetico della domanda. Ma forse è giusto che rimanga così.

    dit a 

  • 4

    Talmente lucido, da diventare inquietante…

    2013:
    Tutto quello che vorreste sapere sulle degenerazioni della democrazia... Perché se le poltrone eccellenti vacillano per la pacifica ribellione degli onesti elettori, i quali decidono di lasciare ...continua

    2013:
    Tutto quello che vorreste sapere sulle degenerazioni della democrazia... Perché se le poltrone eccellenti vacillano per la pacifica ribellione degli onesti elettori, i quali decidono di lasciare le schede elettorali in bianco, potrebbe verificarsi ciò che accade in questo saggio di Saramago: stato d’assedio, spionaggio, snervanti interrogatori e altro ancora…. Ma siamo davvero liberi di scegliere?

    dit a 

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