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A Bologna le bici erano come i cani

Di

Editore: Ediciclo

3.9
(80)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 208 | Formato: Paperback

Isbn-10: 8865490012 | Isbn-13: 9788865490013 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Genere: Fiction & Literature , Romance , Sports, Outdoors & Adventure

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Descrizione del libro
Una Bologna inedita in cui la bicicletta serve per dimagrire, ma anche semplicemente per uscire di casa o per trovare una ragazza. Più di una ventina di romanzi scritti con le maggiori case editrici italiane, testi teatrali, traduzioni dal russo… Paolo Nori è un intellettuale vivo e prolifico, uno dei riferimenti letterari più forti. Bologna è una città giovane con una spiccata sensibilità ciclofila, organizza diversi eventi durante l’anno dedicati alla bicicletta, ha una fitta rete di piste ciclabili e diverse associazioni aderenti Fiab (Federazione Italiana Amici della Bicicletta) che promuovono la mobilità a pedali.
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  • 5

    Pagina 197

    [...] solo che adesso, quelli che l'hanno comprata, la macelleria di Ragni, ci hanno cambiato la scritta ci han messo un'insegna luminosa con scritto: Non solo carne, che io, cosa vuol dire? Che lì ci vuole una testa. Che mettere fuori quella roba lì ti può entrare dentro uno a dirti: «Buongiorno ...continua

    [...] solo che adesso, quelli che l'hanno comprata, la macelleria di Ragni, ci hanno cambiato la scritta ci han messo un'insegna luminosa con scritto: Non solo carne, che io, cosa vuol dire? Che lì ci vuole una testa. Che mettere fuori quella roba lì ti può entrare dentro uno a dirti: «Buongiorno, io volevo del detersivo, alla lavanda, per cortesia». Che te gli dici: «Guardi che questa è una macelleria», e lui ti risponde «Ah, c'era scritto Non solo carne, pensavo che avevate anche i detersivi, alla lavanda». Oppure può entrarti uno e dirti: «Buongiorno devo giocare al lotto, 25 60 e 38 sulla ruota di Bologna, ambo e terno», che lì, a parte il tempo che ti fan perdere, lì è la delusione, anche, che te la clientela gli proponi chissà cosa e poi gli dài quello che gli dan tutti gli altri, il contrario, bisogna fare, che io, nel mio negozio, ci avevo scritto, fuori: Biciclette; dopo trattavo anche i motorini, e i clienti, una cosa del genere, loro la vedevano come un regalo.

    ha scritto il 

  • 4

    Mi è piaciuto, cioè mi piace come scrive Nori e quel suo modo lì emiliano che poi non è che inizi a parlare come lui, ma quasi.
    Però in sto libro alla fine si parla pochissimo di biciclette, e ancora meno di cani.
    Però ha una malinconia tutta sua che pensi proprio che è una storia di biciclette, ...continua

    Mi è piaciuto, cioè mi piace come scrive Nori e quel suo modo lì emiliano che poi non è che inizi a parlare come lui, ma quasi. Però in sto libro alla fine si parla pochissimo di biciclette, e ancora meno di cani. Però ha una malinconia tutta sua che pensi proprio che è una storia di biciclette, forse sole nel loro mondo, e docili, come i cani.

    ha scritto il 

  • 3

    Io non amo Paolo Nori e questo libro ha certamente confermato il mio sentimento.
    Comprato allo stand della Ediciclo - casa editrice immensa per l'attenzione al tema delle biciclette, sia in versione viaggi che narrativa, dalla linea editoriale perfetta - al Salone del libro di Torino, per l'entus ...continua

    Io non amo Paolo Nori e questo libro ha certamente confermato il mio sentimento. Comprato allo stand della Ediciclo - casa editrice immensa per l'attenzione al tema delle biciclette, sia in versione viaggi che narrativa, dalla linea editoriale perfetta - al Salone del libro di Torino, per l'entusiasmo trasmesso dai collaboratori dello stand, ho ritrovato in questo libro tutti gli aspetti devianti della scrittura di Nori che per me sono il grande limite dell'autore. Ripetitivo, troppo colloquiale, narra le varie situazioni usando circonlocuzioni infinite, fatte di frasi ripetute, straripetute, e ancore ribadite, fino a creare nel lettore un effetto di assoluto straniamento e confusione. Per intenderci, è come se leggendolo, qualcuno continuasse a martellarti sempre più intensamente sulla testa, fino a provocarti un effetto commozione cerebrale. Un vero peccato, insomma, perchè la storia è davvero bella e emozionante, e scritta in altro modo, sarebbe stata perfetta. PS Naturalmente si sa che la caratteristica peculiare - e la grandezza, come dice qualcuno, ma non certamente io - della scrittura di Paolo Nori è proprio questa che mi infastidisce tanto, ma per fortuna, ancora in letteratura si possono esprimere pareri fortemente critici e discordanti dalla massa, senza passare per anarchico...

    ha scritto il 

  • 1

    parto cesareo gemellare

    Se un libro così fa di Nori uno scrittore, io posso dire di essere un falegname per avere montato un mobile Ikea.


    Capisco l'intenzione di voler riprodurre il linguaggio parlato, ma non basta l'abuso di CHE e di pleonasmi, per altro fastidiosissimi.


    Che ecco, voglio dire, a me n ...continua

    Se un libro così fa di Nori uno scrittore, io posso dire di essere un falegname per avere montato un mobile Ikea.

    Capisco l'intenzione di voler riprodurre il linguaggio parlato, ma non basta l'abuso di CHE e di pleonasmi, per altro fastidiosissimi.

    Che ecco, voglio dire, a me non piace mica, come scrive Nori, penso anzi che mi abbia gran rotto i maroni, con tutto il rispetto. E dire che certa gente va nei matti, invece, per come scrive.

    ha scritto il 

  • 4

    Consigliatissimo

    Questo libro mi ha stregata fin dalle prime pagine. Paolo Nori ha un linguaggio scritto che si avvicina molto al parlato delirante che puoi fare tra te e te. Sembra sia la sua voce personale, quella intima, interna, a scrivere. Ti diventa subito amico. Ti parla come se tu fossi lì, accanto a lui. ...continua

    Questo libro mi ha stregata fin dalle prime pagine. Paolo Nori ha un linguaggio scritto che si avvicina molto al parlato delirante che puoi fare tra te e te. Sembra sia la sua voce personale, quella intima, interna, a scrivere. Ti diventa subito amico. Ti parla come se tu fossi lì, accanto a lui. Lo consiglio vivamente, è una voce molto interessante.

    ha scritto il 

  • 3

    "Lei ride. C'è una luce bellissima. Avevamo una luce nella sala di via della Speranza, avevamo anche un bel balcone, che dava sul deposito delle corriere, bè, te non ci crederai, quel deposito delle corriere li , il rosso degli autobus e il blu delle corriere, con il grigio del cemento e il nero ...continua

    "Lei ride. C'è una luce bellissima. Avevamo una luce nella sala di via della Speranza, avevamo anche un bel balcone, che dava sul deposito delle corriere, bè, te non ci crederai, quel deposito delle corriere li , il rosso degli autobus e il blu delle corriere, con il grigio del cemento e il nero del catrame dei tetti, e il verde dell'erba che veniva su tra le crepe della gettata di cemento, era un lavoro, un'idea di abbandono, ma colorato, che visto dall'alto era uno spettacolo, anche se non piaceva a tutti, a mio fratello non piaceva, ma a me sembrava che il nostro salotto, con quella porta finestra li, con quella vista li, era come se aveva una cosa, che era un posto dove succedevano le cose ..."

    Un monologo.. Un ex meccanico di biciclette che ha bisogno di dire al figlio che non è suo figlio. Lo farà partendo da lontanissimo solo alla fine...

    Uno di quei monologhi a 100 all'ora...e ti capita di perderti tra le parole. hai corso troppo allora torna dietro e riprendi il filo. mi ci perdo sempre in questi libri. non me li godo. E ti viene da dire "cavolo rallenta!! riprendi aria e poi ricominci!" colpa mia !?

    ha scritto il 

  • 4

    (La bici è solo un pretesto)

    Tanti libri di Paolo Nori hanno un po' quell'aria, all'inizio, di raschiare il fondo del barile, e invece poi sono belli. Persino quasi molto belli.

    ha scritto il 

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