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A Brief History of Time

From the Big Bang to Black Holes

By Stephen Hawking

(51)

| Paperback | 9780553346145

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Book Description

Stephen Hawking has earned a reputation as the most brilliant theoretical physicist since Einstein. In this landmark volume, Professor Hawking shares his blazing intellect with nonscientists everywhere, guiding us expertly to confront the supreme que Continue

Stephen Hawking has earned a reputation as the most brilliant theoretical physicist since Einstein. In this landmark volume, Professor Hawking shares his blazing intellect with nonscientists everywhere, guiding us expertly to confront the supreme questions of the nature of time and the universe. Was there a beginning of time? Will there be an end? Is the universe infinite or does it have boundaries? From Galileo and Newton to modern astrophysics, from the breathtakingly cast to the extraordinarily tiny, Professor Hawking leads us on an exhilarating journey to distant galaxies, black holes, alternate dimensions--as close as man has ever ventured to the mind of God. From the vantage point of the wheelchair from which he has spent more than twenty years trapped by Lou Gehrig's disease, Stephen Hawking has transformed our view of the universe. Cogently explained, passionately revealed, A Brief History of Time is the story of the ultimate quest for knowledge: the ongoing search for the tantalizing secrets at the heart of time and space.

221 Reviews

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    Questo libro racconta i progressi della fisica a partire dalla teoria della relatività di Einstein e la nuova concezione dello spazio e del tempo, focalizzandosi non solo sulla decrizione dell'Universo ma sulle ricerche compiute per spiegarne l'origi ...(continue)

    Questo libro racconta i progressi della fisica a partire dalla teoria della relatività di Einstein e la nuova concezione dello spazio e del tempo, focalizzandosi non solo sulla decrizione dell'Universo ma sulle ricerche compiute per spiegarne l'origine e ipotizzarne il futuro. E' scritto a scopo divulgativo in modo da risultare comprensibile per il maggior numero di persone possibile, non solo agli specialisti. Proprio per questo motivo gli argomenti non sono trattati in dettaglio, l'autore si limita a spiegarli nella maniera più chiara possibile, a volte ripetendo gli stessi concetti in modo da aprire la mente del lettore non specialista, dargli un'idea della complessità del mondo che ci circonda e suscitare il suo interesse. Anche se alcuni punti possono comunque risultare non chiari a chi non ha un'infarinatura di fisica la lettura resta affascinante e la consiglio a tutti.

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    Marina said on Aug 16, 2014 | Add your feedback

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    Per i profani è affascinante ma alquanto difficile seguire questo libro in alcuni punti fin troppo tecnici. Sicuramente è necessaria un'infarinatura più che buona per poter capire fino in fondo alcune teorie piuttosto astratte ma sicuramente ben argo ...(continue)

    Per i profani è affascinante ma alquanto difficile seguire questo libro in alcuni punti fin troppo tecnici. Sicuramente è necessaria un'infarinatura più che buona per poter capire fino in fondo alcune teorie piuttosto astratte ma sicuramente ben argomentate.

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    Moira said on Aug 8, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Bellissimo!

    Hawking riesce a spiegare concetti e teorie della fisica moderna con grande efficacia! Dà un'idea chiara dei progressi effettuati nei campi più avanzati della fisica fondamentale.

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    Roberto Simone Pinna said on Jul 9, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Muy buen libro

    Explica todo con mucha claridad y no demasiado nivel

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    Garlofrank said on May 25, 2014 | Add your feedback

  • 3 people find this helpful

    Non posso dire di aver capito tutto, ma di sicuro alcune cose mi sono più chiare

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    Marta said on Apr 20, 2014 | 1 feedback

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    ESISTE UNA TEORIA UNIFICATRICE CHE SPIEGI TUTTI I FENOMENI DELL’UNIVERSO?

    LETTO IN EBOOK (pessima traduzione)
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    La “Storia del tempo” del fisico Stephen Hawking è un trattato divulgativo che affronta i grandi dilemmi della fisica, offrendoci una carrellata dei suoi sviluppi, dalle prime te ...(continue)

    LETTO IN EBOOK (pessima traduzione)
    ___________________________________
    La “Storia del tempo” del fisico Stephen Hawking è un trattato divulgativo che affronta i grandi dilemmi della fisica, offrendoci una carrellata dei suoi sviluppi, dalle prime teorie sulla forma e la struttura dell’universo a quelle più recenti (la mia edizione del volume è della fine degli anni ’90), parlando dei tentativi di trovare una legge unificatrice per tutti i fenomeni fisici, dall’immensamente piccolo all’immensamente grande, mostrandoci, secondo le conoscenze attuali, quali sono le componenti più microscopiche della materia, le loro caratteristiche e quali quelle dello spazio intergalattico che ci circonda. Ampio spazio viene dato a buchi neri e warmhole e alla teoria dello spazio a più dimensioni, esaminando la possibilità di effettuare viaggi nel tempo, ipotesi che non può essere esclusa dalle più recenti teorie sulla struttura dell’universo. Chiudono il volume, un po’ off-topic, le biografie “politiche” di Einstein, Galileo e Newton.
    Una cosa non viene detta però in questo libro ed è un quesito che, da profano, talora mi pongo: perché cercare di unificare le varie teorie “fisiche” e dimenticarsi della vita, delle regole che ne determinano lo sviluppo e l’evoluzione?
    Come noto, sono state individuate dagli studiosi quattro forze o interazioni fondamentali: l'interazione gravitazionale, l'interazione elettromagnetica, l'interazione nucleare debole e l'interazione nucleare forte. Per energie dell'ordine dei 100 GeV la forza elettromagnetica e la forza debole si presentano come un'unica interazione, definita elettrodebole. Il grande tentativo della scienza di questi anni è trovare una forza o regola che spieghi ciò che ora si spiega con le quattro forze.
    Hawking ci fa capire che l’universo, man mano che lo si studia appare sempre più complesso, quindi mi chiedo se davvero possa bastare una sola regola generale per spiegare ogni cosa. Il desiderio di razionalizzare e semplificare, trovando delle sintesi, delle regole unitarie è tipico del modo di ragionare della mente umana, ma non è detto che corrisponda a come è fatto l’universo. Questo forse è molto più caotico di quanto vorremmo. Mi pare che questa ricerca di una forza unica, sia un po’ come nell’antichità si credeva nelle sfere celesti e nelle orbite circolari dei pianeti. Cerchiamo di ricondurre il complesso a modelli facilmente comprensibili e con una loro dignità ed eleganza, che gli deriva dall’essere forme “perfette”. Come le orbite planetarie non sono circolari, forse così non esistono leggi unificanti. Eppure le teorie che si sono succedute nel tempo, pare che trovino, sempre di più, man mano che da una si passa a un’altra più sofisticata, una rispondenza nella realtà.
    Se però cerchiamo una legge che spieghi al contempo l’esistenza e il movimento delle particelle subatomiche e dei corpi spaziali, perché questa non dovrebbe spiegare anche come la vita si evolve da forme semplici a forme complesse e il perché dell’esistenza di una razza tecnologica come la nostra?
    Hawking, nel testo, a volte accenna alla formazione della vita sulla terra e alla sua evoluzione, ma è fondamentalmente concentrato nello spiegare la natura di quark, galassie e buchi neri, come del resto è giusto aspettarsi da un fisico.
    Fa comunque un interessante osservazione sul fatto che il tempo può avere diverse direzioni, ma la sola direzione in cui la vita intelligente (io direi tutta la vita) è quella in cui l’universo si espande, perché in questa fase temporale vale la seconda legge della termodinamica (il caos e l’entropia tendono ad aumentare). Ci spiega anche che se l’universo ha numerose dimensioni, molte di queste però sono “curve a livello microscopico” e quindi non sono percepibili. I viaggi nel tempo potrebbero essere possibili utilizzando queste dimensioni ulteriori. Ci spiega anche perché la vita sia possibile solo in uno spazio-tempo quadridimensionale (altezza, larghezza, lunghezza e tempo).
    Eppure, da ignorante della materia, continuo a non capire come sia possibile un fenomeno come la vita, che va nel verso opposto alla seconda legge della termodinamica e che sostanzialmente, nel suo piccolo in termini delle dimensioni dell’universo, contribuisce a ridurre l’entropia.
    Probabilmente pecco della classica visione antropocentrica del passato, considerando la vita un fenomeno importante, mentre nell’economia dell’universo potrebbe essere un accidente inessenziale tipico di questo granello di polvere che è il nostro pianeta. Eppure, se è vero quel che scrive Hawking in merito al fatto che l’universo, su grande scala è omogeneo e che in qualunque direzione lo osserviamo è uguale a se stesso, mi parrebbe anomalo e singolare che la vita si sia sviluppata solo sulla Terra. Condizioni uguali dovrebbero presumere lo sviluppo di fenomeni simili. Non mi aspetto di trovare omini verdi nella Galassia, ma fenomeni che contrastino la seconda legge della termodinamica, creando ordine ed espandendolo, cioè forme di vita, che crescono, si riproducono e evolvono verso forme sempre più complesse. Mi aspetterei anzi che, con tempistiche diverse, la vita (magari non a base di carbonio, magari senza ossigeno, magari in forme non riconducibili né al mondo animale né a quello vegetale e neppure a quello micotico) compaia in quasi tutti i sistemi solari. Oppure siamo una rarissima eccezione? Mi parrebbe improbabile. Mi chiedo, quindi, se la comparsa della vita è un evento frequente, ci sarebbe allora una legge fisica da cui la sua comparsa e sviluppo dipende? Una formula matematica che ne spieghi il fenomeno? Una formula che leghi la vita alle altre forze generali? Qualcosa di correlato al secondo principio della termodinamica, di cui costituisce l’opposto?
    Il propagarsi della vita segue regole matematicamente e fisicamente prevedibili? Lo sviluppo di civiltà tecnologiche rientra in questa regola? La nascita di una civiltà tecnologica è un “trucco” dell’evoluzione per consentire il diffondersi della vita su pianeti dove non è nata spontaneamente? Se così fosse potrà esistere una civiltà in grado di muoversi da una stella all’altra? Potremo mai sfruttare, se esistono, i warmhole di cui parla Hawking per spostarci da una parte all’altra dell’universo?
    Queste sono domande che il saggio di Hawking non si pone e alle quali non mi risulta ci siano risposte. Forse sono domande sciocche, in quanto viziate dal solito antropocentrismo da cui fatichiamo a liberarci, ma mi piacerebbe che qualcuno, debitamente competente, se le ponesse. Non potranno, infatti, spiegare il senso della nostra esistenza, ma almeno il suo perché.
    “Storia del tempo” si interroga invece su quark e antiquark, materia e antimateria e sulla natura dei buchi neri. Sentir parlare di cose che vanno oltre ogni nostra forma di percezione mi fa pensare alle antiche discussioni teologiche, pare, insomma, un po’ come parlare del sesso degli angeli, eppure senza la meccanica quantistica, per esempio, non penso che saremmo mai riusciti a circondarci di tutti quei magici manufatti che chiamiamo, non a caso, elettronici. Gli studi della fisica possono apparire quanto mai astratti, ma è grazie alle loro scoperte e teorie che la nostra civiltà si è evoluta sempre più rapidamente negli ultimi anni. Sarà, un giorno, la fisica a farci capire la biologia e il senso della vita?

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    Carlo Menzinger said on Feb 18, 2014 | 2 feedbacks

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