A Canticle for Leibowitz

By

Publisher: Bantam

4.0
(446)

Language: English | Number of Pages: 313 | Format: Paperback | In other languages: (other languages) Spanish , Chi simplified , French , Italian , German , Portuguese , Hungarian , Polish , Chi traditional , Czech

Isbn-10: 0553130064 | Isbn-13: 9780553130065 | Publish date: 

Also available as: Mass Market Paperback , School & Library Binding , Hardcover , Library Binding , Others

Category: Fiction & Literature , Religion & Spirituality , Science Fiction & Fantasy

Do you like A Canticle for Leibowitz ?
Join aNobii to see if your friends read it, and discover similar books!

Sign up for free
Book Description
Sorting by
  • 4

    Un Medioevo futuro, la chiesa cattolica che conserva/protegge/tramanda cultura. Le litanie, il latino interlingua, le reliquie, le leggende sui santi, le figure dei priori, i contrasti con il mondo la ...continue

    Un Medioevo futuro, la chiesa cattolica che conserva/protegge/tramanda cultura. Le litanie, il latino interlingua, le reliquie, le leggende sui santi, le figure dei priori, i contrasti con il mondo laico.

    said on 

  • 4

    Un libro che sarebbe piaciuto a Spinoza

    Walter M. Miller lo scrive nel 1959 e ci vince un premio, quello Hugo, nel 1961. Walter M. Miller stende il suo romanzo nel pieno di quel crescendo di tensioni fra superpotenze che la Storia consegner ...continue

    Walter M. Miller lo scrive nel 1959 e ci vince un premio, quello Hugo, nel 1961. Walter M. Miller stende il suo romanzo nel pieno di quel crescendo di tensioni fra superpotenze che la Storia consegnerà ai libri come "Guerra Fredda", lo fa con ancora vivide le immagini di Hiroshima e Nagasaki, della seconda guerra mondiale e del bombardamento alleato di Montecassino a cui prese parte.

    "Un Cantico per Leibowitz" viene indicato come un racconto di fantascienza post-apocalittica, in realtà a lunghi, lunghissimi tratti, assume più i connotati di un trattato filosofico-antropologico. Forse come chi ha vissuto determinati traumi, anche Miller sente la necessità di ricorrere all'allegoria per affrontare certi temi o forse, semplicemente, il suo intento era proprio quello di immaginare. L'immaginazione lo porta a pensare ad un mondo in cui gli uomini sono riusciti effettivamente quasi a ridursi ai minimi termini, da cui i figli rimasti dell'olocausto atomico ripartono da un abisso di ignoranza e arretratezze per ri-affrontare scoperte, civilizzazioni, percorsi già battuti dal progresso di un'umanità che aveva fallito.

    Tre parti del romanzo per tre epoche storiche divise, in ambito temporale, tecnologico. Eppure così simili nei propri protagonisti. A Spinoza e alla sua concezione della Storia sarebbe piaciuto molto il racconto di Miller: una spirale in cui gli uomini sembrano condannati a ripetere in maniera eterna gli stessi errori, tastando con mano la violenza degli eventi salvo poi cedere sistematicamente ai propri impulsi egocentrici. In tutto ciò si ergono i monaci fedeli a San Leibowitz, uno scienziato di quella che viene chiamata "epoca pre diluviale", diventato Santo per il suo strenuo tentativo al voler salvare la conoscenza, davanti ad un mondo che tradito dalle proprie menti eccellenti, inizia una vera e propria caccia alle streghe e messa al bando di qualsiasi individuo erudito. I monaci trascorreranno i secoli cercando di salvare un passato che tornerà, inesorabile, a farsi mannaia.

    E' un libro che mi aspettavo diverso, sinceramente. Forse più sci-fi. Infatti non è assolutamente una letturina di quelle leggere, sia per tematiche, sia per narrazione. Però Miller compone bene il puzzle, lancia con furbizia tutte le tessere sul tavolo prendendosi il tempo necessario per sistemarle e, in qualche modo, far "tornare i conti".

    "Ascolta, siamo impotenti? Siamo destinati a farlo ancora e ancora e ancora? Non abbiamo altra scelta se non fare la parte della Fenice, in una interminabile sequenza di ascese e di cadute? Assiria, Babilonia, Egitto, Turchia, Cartagine, Roma, l’impero di Carlomagno, l’impero ottomano. Ridotti in polvere e cosparsi di sale. Spagna, Francia, Bretagna, America… bruciate nell’oblio dei secoli. E ancora e ancora e ancora. Siamo destinati a questo, Signore, incatenati al pendolo del nostro pazzo orologio, impotenti a fermare la sua oscillazione?"

    said on 

  • 2

    Quanto pesava il mondo? Pesa, ma non è pesato.

    http://www.ryo.it/2015/05/19/un-cantico-per-leibowitz-walter-m-miller/
    Persino il dotato e Venerabile Boedullus osservò ironicamente, una volta, che almeno metà dei Memorabilia avrebbero dovuto essere ...continue

    http://www.ryo.it/2015/05/19/un-cantico-per-leibowitz-walter-m-miller/
    Persino il dotato e Venerabile Boedullus osservò ironicamente, una volta, che almeno metà dei Memorabilia avrebbero dovuto essere chiamati gli Inscrutabilia. Erano veramente frammenti tesaurizzati di una civiltà morta… ma quanto di essi era stato ridotto a balbettamenti incomprensibili, abbelliti di rami d’ulivo e di cherubini, da quaranta generazioni di monaci ignoranti, bambini dei secoli dell’oscurantismo cui gli adulti affidarono un messaggio incomprensibile, che doveva essere imparato a memoria e consegnato ad altri adulti…

    said on 

  • *** This comment contains spoilers! ***

    4

    Imperdibile per gli amanti della fantascienza, un classico senza tempo.

    Racchiude in se 3 racconti, il primo è un post apocalittico deve la civiltà è regredita allo stato medievale in seguito ad un fa ...continue

    Imperdibile per gli amanti della fantascienza, un classico senza tempo.

    Racchiude in se 3 racconti, il primo è un post apocalittico deve la civiltà è regredita allo stato medievale in seguito ad un fallout nucleare, il secondo racconta di come la civiltà torna a riscoprire il progresso e la tecnologia, per poi tornare a commettere gli stessi errori nel terzo e ripiombare nel disastro atomico.

    said on 

  • 4

    除了書本身要表達的東西以外,看得出來作者很虔誠,所以宗教的部分也同樣在內容中舉足輕重;所以由於個人因素的關係(抱歉,我屬於不同的宗教TwT),其實前半段對個人而言有點苦澀。不過如果到了中段,看到書中想要表達的東西、整個豁然開朗以後,就會好很多了喔
    可以看到那個讓世界進步的原點呀,即使只是小小的進步,在幾十世紀以後大家都還是會記得的呢!>W<

    另外書中時間偷偷推進的感覺也很有趣,轉瞬之間百年就從手尖流逝了
    個人很喜歡這種關於時間的敘述喔(大河劇風格XD......)

    said on 

  • 5

    “The buzzards laid their eggs in season and lovingly fed their young.

    Sometimes dinner was only a toad. Once it was a messenger from New Rome.
    Earth had nourished them bountifully for centuries. She would nourish them for centuries more..
    Pickings were good for a while ...continue

    Sometimes dinner was only a toad. Once it was a messenger from New Rome.
    Earth had nourished them bountifully for centuries. She would nourish them for centuries more..
    Pickings were good for a while in the region of the Red River; but then out of the carnage, a city-state arose.”

    Le poiane sono un tocco paesaggistico ricorrente nei tre romanzi brevi che compongono questo quadro di una storia futura. Sul romanzo in sè, ho poco da aggiungere alle recensioni di Sakura 87 e Sadako. La crudeltà del processo storico e la presenza di ordini monastici mi ha spesso ricordato sia Dune, sia un romanzo ben diverso come “Pillars of the Earth”. Il pessimismo storico di Leibowitz però è pessimismo cattolico, come quello manzoniano: è sempre aperto alla speranza, pur nella consapevolezza che sarà solo una scintilla; ma questa scintilla andrà difesa, a costo di trasferirla su Alpha Centauri. Anche se la Storia si ripete e l’umanità sembra non imparare mai: la terza parte sembra chiudere il ciclo e riportarci daccapo; un’autostrada a sei corsie, percorsa da veicoli robotici, è già stata ricostruita esattamente sul sito di una analoga di duemila anni prima: ma farà presto la stessa fine.
    Rispetto ai romanzi citati, c’è anche ricchezza di umorismo: anche qui, umorismo cattolico, come in Chesterton, Guareschi, Lafferty: non ironia o satira, ma consapevolezza della propria ridicola inadeguatezza davanti al Creatore e alla missione che ci propone; saggezza nel ricordare come i potenti passino, mentre il gesto dimenticato di un umile possa segnare la storia, anche a sua insaputa. I monaci copiano schemi di circuiti stampati senza capirli, e in segno di venerazione li decorano con rami d'ulivo e cherubini; la lista della spesa della moglie di Leibowitz diventa preziosa reliquia..
    Inoltre, nel delineare una storia futura e il ruolo in essa di una “Nuova Chiesa” e un futuro Cristianesimo (in realtà solo abbozzare: non sapremo dov’è il “Vaticano”, se non, vagamente, nel Nordamerica orientale; e non sapremo quasi nulla del resto del mondo), Miller non ha temuto di porre questioni teologiche difficili: il contrasto all’eutanasia delle vittime del fallout è ortodossia cattolica, ma la nuova Immacolata Concezione finale confina decisamente con l’eresia. Il finale, con l’agonia dell’abate, le sue riflessioni e l’assolutamente inattesa Comunione che riceve, è bellissimo per quanto difficile. Sembra di rileggere le dickiane Cronache del dopobomba, dove personaggi post-umani come il focomelico ci costringono a ridefinire cosa sia “umano”.

    Note linguistiche. Miller crea un interessante impasto di inglese e latino: latino ecclesiastico ma anche reinventato direttamente da lui; c’è anche qualche termine spagnolo, visto che l’opera è ambientata nel Sudovest degli USA (uno dei signorotti elencherà tra i suoi titoli “defensor fidei and Vaquero supreme”; si tratta del “principe di Texarkana”, che si contrappone all’Impero di Denver e alla Nuova Laredo..).
    Il termine “crosshatched”, reso famoso da “The city and the city” di Miéville, è già usato qui per indicare la compenetrazione di aree “civili” e “barbariche”. “Humankind” è usato al posto di “mankind”: non me lo aspettavo nel ’59.
    Curiosità finale: non c’è una sola presenza femminile nell’intero libro, a parte le due vittime del finale..

    said on 

  • 3

    Un libro molto strano, bello per alcune considerazioni e per il mondo distopico, strano e poco coinvolgente per la trama e lo stile. Il finale poi un po' deludente

    said on