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A Canticle for Leibowitz

By Walter M. Miller Jr.

(2)

| Paperback | 9780553130065

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85 Reviews

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    Carino

    ma nulla più e sorpattutto pieno di noiosissima retorica religiosa.

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    D-Lord said on Jul 18, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Confesso di non averlo compreso appieno all'epoca della lettura, sicuramente per il mio inglese zoppicante.
    Merita una rilettura, ma non riesco a trovare la volontà.

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    Xander Lavelle said on Feb 27, 2014 | Add your feedback

  • 2 people find this helpful

    Vivendo in una dimensione storica in cui scienza e religione si trovano su due differenti crinali separati da un abisso, l'una tesa a negare qualunque validità alla seconda e l'altra a osteggiare per bigottismo qualsiasi progresso della prima, appare ...(continue)

    Vivendo in una dimensione storica in cui scienza e religione si trovano su due differenti crinali separati da un abisso, l'una tesa a negare qualunque validità alla seconda e l'altra a osteggiare per bigottismo qualsiasi progresso della prima, appare paradossale l'ambientazione postapocalittica postulata da Miller, ex ateo che abbracciò il cattolicesimo in seguito a scioccanti esperienze di guerra: l'assunzione -cioè- da parte di una futuristica chiesa cattolica della missione di preservare le ultime vestigia di scienza e cultura in un mondo imbarbarito in seguito all'ultimo conflitto mondiale culminato in una guerra nucleare. I superstiti del Diluvio di Fiamma, che pose fine all'epoca della Magna Civitas, rivolsero la loro rabbia e disperazione contro coloro che, accecati dall'orgoglio, avevano condotto il progresso a un punto tale da annientare la civiltà umana: gli scienziati in un primo momento, gli studiosi poi, fino a discendere all'ultimo gradino e a scagliarsi contro i semplici alfabetizzati. Alcuni scamparono alle ritorsioni ritirandosi in convento: Isaac Edward Leibowitz, scienziato ebreo impiegato nell'esercito degli Stati Uniti, fondò l'Ordine Albertiniano di Ricercatori e Memorizzatori di libri per opporsi alla distruzione dell'intero patrimonio culturale da parte dei Semplicioni.

    In questa ambientazione prendono piede i tre racconti unificati che compongono Un cantico per Leibowitz: Fiat Homo, Fiat Lux, Fiat Voluntas Tua.
    La sezione Fiat Homo è ambientata seicento anni dopo il Diluvio di Fiamma, in un nuovo medioevo tra cui fanno capolino rovine e reperti dell'epoca della civiltà moderna. Protagonista è il novizio Francis, che non esiterei a definire modellato sull'Adso di Umberto Eco se Un cantico per Leibowitz non fosse stato pubblicato più di vent'anni prima del Nome della rosa: Francis è un giovanotto ingenuo e di buona volontà, curioso ma ligio alla regola, che durante l'annuale periodo di eremitaggio quaresimale rinviene un rifugio antinucleare in cui sono conservati alcuni documenti appartenuti allo stesso Leibowitz, reliquie che potrebbero accelerare le pratiche di canonizzazione del fondatore del suo ordine, tra le opposizioni dell'abate Arkos, timoroso che il tumulto provocato dalla scoperta di Francis possa turbare la pace dell'abbazia.
    Dal medioevo di Fiat Homo, in cui i monaci copiano e miniaturizzano disegni tecnici e progetti per consegnarli alla storia nell'attesa che l'umanità si evolva al punto da comprenderli nuovamente, si passa al rinascimento di Fiat Lux, in cui quegli stessi monaci hanno scoperto il torchio da stampa e stanno già sperimentando l'applicazione di alcune testimonianze per riscoprire l'energia elettrica. Ma poiché la storia è ciclica -questo sembra essere il messaggio che Miller lascia trasparire-, il progresso riacutizza la frattura tra scienza e religione e sembra fare da sfondo alla rinascita della guerra.
    Giunta nel 3174, milleduecento anni dopo il Diluvio di Fiamma, la comunità fondata da Leibowitz deve aprire le proprie porte al Thon Taddeo, studioso pieno di sé che intende consultare i documenti conservati nell'abbazia. Don Paulo, l'anziano e benevolo abate, comprende che la scienza sta per tornare appannaggio dei laici, non più sospettosi e intenzionati a pascersi nella loro ignoranza, e che la chiesa potrebbe presto perdere il suo ruolo all'interno della preservazione e diffusione della conoscenza. Insorge qui lo spirito religioso dell'autore, sempre ben presente ma -come si può temere- mai invadente: emblematica in tal senso è la conferenza tenuta dal Thon Taddeo ai monaci dell'abbazia, in cui lo studioso si rivolge al suo pubblico come a una platea di bigotti seppur eruditi, cercando di evitare argomenti che potrebbero turbare il senso religioso degli astanti, salvo sbattere la testa a ogni pie' sospinto contro l'evidenza che i monaci sono eccitati più che offesi dalle sue idee scientifiche.
    Un ulteriore salto di seicento anni porta il lettore in Fiat Voluntas Tua, precisamente nel 3781. Il mondo, ciclicamente, è tornato ad appropriarsi della tecnologia perduta, facendo anzi passi avanti nella colonizzazione dello spazio, e altrettanto ciclicamente è tornato a sperimentare con il nucleare, nonostante le passate conseguenze. La Chiesa, come profetizzato da Don Paulo, è tornata a occuparsi delle coscienze più che delle conoscenze, accogliendo le masse in cerca di un rifugio sicuro dai bombardamenti e offrendo loro protezione e assistenza spirituale. Ampio spazio viene dato alla polemica contro l'eutanasia, che vede padre Zerchi - l'abate della comunità dei monaci albertiniani, ormai priva del suo ruolo - opporsi alla moderna medicina che, nulla potendo contro i danni da radiazioni, spinge i cittadini irreparabilmente condannati al suicidio assistito. Prevedendo l'ennesimo olocausto mondiale, frattanto, la Chiesa si prepara a mandare una delegazione su Alpha Centauri, per preservare la storia della cristianità e le vestigia della civiltà umana per le generazioni future. Sempre che ve ne saranno.

    Quasi quattromila anni di storia -milleottocento ideatati dall'autore- che dimostrano inevitabilmente come l'umanità rimanga, senza speranza di redenzione, sempre uguale a se stessa, in un ciclo che alterna vertiginosi progressi e vertiginose cadute. Poco dopo la chiusura del periodo di guerra fredda, Miller esorcizza le paure dell'intera umanità facendo di una storia fantascientifica un monito al pericolo scampato ma sempre possibile: l'estinzione del genere umano conseguente alla troppa fiducia dei moderni nel progresso e nella tecnologia dimenticando il lato spirituale. Tema ancora attuale dopo più di cinquant'anni, ancora controverso, e ancora irrisolto: che lo si condivida o meno, Un cantico per Leibowitz resta una pietra miliare sottovalutata e ingiustamente relegata al solo ambito fantascientifico, tanto che una versione cartacea dell'opera resta introvabile al di fuori delle bancarelle d'usato rifornite di Urania.

    Recensione pubblicata (con biografia dell'autore) anche su http://www.lastambergadeilettori.com/2014/02/speciale-s…

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    Sakura87 (mi trovate su GR con lo stesso nick) said on Feb 14, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Vivendo in una dimensione storica in cui scienza e religione si trovano su due differenti crinali separati da un abisso, l'una tesa a negare qualunque validità alla seconda e l'altra a osteggiare per bigottismo qualsiasi progresso della prima, appare ...(continue)

    Vivendo in una dimensione storica in cui scienza e religione si trovano su due differenti crinali separati da un abisso, l'una tesa a negare qualunque validità alla seconda e l'altra a osteggiare per bigottismo qualsiasi progresso della prima, appare paradossale l'ambientazione postapocalittica postulata da Miller, ex ateo che abbracciò il cattolicesimo in seguito a scioccanti esperienze di guerra: l'assunzione -cioè- da parte di una futuristica chiesa cattolica della missione di preservare le ultime vestigia di scienza e cultura in un mondo imbarbarito in seguito all'ultimo conflitto mondiale culminato in una guerra nucleare. I superstiti del Diluvio di Fiamma, che pose fine all'epoca della Magna Civitas, rivolsero la loro rabbia e disperazione contro coloro che, accecati dall'orgoglio, avevano condotto il progresso a un punto tale da annientare la civiltà umana: gli scienziati in un primo momento, gli studiosi poi, fino a discendere all'ultimo gradino e a scagliarsi contro i semplici alfabetizzati. Alcuni scamparono alle ritorsioni ritirandosi in convento: Isaac Edward Leibowitz, scienziato ebreo impiegato nell'esercito degli Stati Uniti, fondò l'Ordine Albertiniano di Ricercatori e Memorizzatori di libri per opporsi alla distruzione dell'intero patrimonio culturale da parte dei Semplicioni.

    In questa ambientazione prendono piede i tre racconti unificati che compongono Un cantico per Leibowitz: Fiat Homo, Fiat Lux, Fiat Voluntas Tua.

    Continua su:
    http://www.lastambergadeilettori.com/2014/02/speciale-s…

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    La Stamberga dei Lettori said on Feb 14, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    除了對核子武器恐怖平衡的強烈批判外,許多情景(不盡然是因為以天主教、修道院為背景的緣故)與思維也不禁讓人聯想到後來安伯托‧艾可的《玫瑰的名字》、大衛‧米契爾的《雲圖》以及丹‧西蒙的《海柏利昂》。

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    蜚蠊 said on Jan 25, 2014 | Add your feedback

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    Esto es lo que hay.

    3 relatos juntados en un libro. En el que se aborda la posibilidad de que en el pasado hubiera existido una civilización más avanzado. Y que nosotros mismo nos desintegremos.

    Todo muy interesante, el problema estriba en que se hace aburrido y monoto ...(continue)

    3 relatos juntados en un libro. En el que se aborda la posibilidad de que en el pasado hubiera existido una civilización más avanzado. Y que nosotros mismo nos desintegremos.

    Todo muy interesante, el problema estriba en que se hace aburrido y monotono que todo ocurra en un sitio y casi en su totalidad con dialogos (estilo la Fundacición)

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    dloco said on Oct 29, 2013 | Add your feedback

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