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A Canticle for Leibowitz

By

Publisher: Lippincott

4.0
(430)

Language:English | Number of Pages: | Format: Hardcover | In other languages: (other languages) Spanish , Chi simplified , French , Italian , German , Portuguese , Hungarian , Polish , Chi traditional , Czech

Isbn-10: 0739447033 | Isbn-13: 9780739447031 | Publish date: 

Also available as: Paperback , Mass Market Paperback , School & Library Binding , Library Binding , Others

Category: Fiction & Literature , Religion & Spirituality , Science Fiction & Fantasy

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Book Description
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  • 4

    除了書本身要表達的東西以外,看得出來作者很虔誠,所以宗教的部分也同樣在內容中舉足輕重;所以由於個人因素的關係(抱歉,我屬於不同的宗教TwT),其實前半段對個人而言有點苦澀。不過如果到了中段,看到書中想要表達的東西、整個豁然開朗以後,就會好很多了喔
    可以看到那個讓世界進步的原點呀,即使只是小小的進步,在幾十世紀以後大家都還是會記得的呢!>W<

    另外書中時間偷偷推進的感覺也很有趣,轉瞬之間百年就從手尖流逝了
    個人很喜歡這種關於時間的敘述喔(大河劇風格XD......)

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  • 5

    “The buzzards laid their eggs in season and lovingly fed their young.

    Sometimes dinner was only a toad. Once it was a messenger from New Rome.
    Earth had nourished them bountifully for centuries. She would nourish them for centuries more..
    Pickings were good for a while ...continue

    Sometimes dinner was only a toad. Once it was a messenger from New Rome.
    Earth had nourished them bountifully for centuries. She would nourish them for centuries more..
    Pickings were good for a while in the region of the Red River; but then out of the carnage, a city-state arose.”

    Le poiane sono un tocco paesaggistico ricorrente nei tre romanzi brevi che compongono questo quadro di una storia futura. Sul romanzo in sè, ho poco da aggiungere alle recensioni di Sakura 87 e Sadako. La crudeltà del processo storico e la presenza di ordini monastici mi ha spesso ricordato sia Dune, sia un romanzo ben diverso come “Pillars of the Earth”. Il pessimismo storico di Leibowitz però è pessimismo cattolico, come quello manzoniano: è sempre aperto alla speranza, pur nella consapevolezza che sarà solo una scintilla; ma questa scintilla andrà difesa, a costo di trasferirla su Alpha Centauri. Anche se la Storia si ripete e l’umanità sembra non imparare mai: la terza parte sembra chiudere il ciclo e riportarci daccapo; un’autostrada a sei corsie, percorsa da veicoli robotici, è già stata ricostruita esattamente sul sito di una analoga di duemila anni prima: ma farà presto la stessa fine.
    Rispetto ai romanzi citati, c’è anche ricchezza di umorismo: anche qui, umorismo cattolico, come in Chesterton, Guareschi, Lafferty: non ironia o satira, ma consapevolezza della propria ridicola inadeguatezza davanti al Creatore e alla missione che ci propone; saggezza nel ricordare come i potenti passino, mentre il gesto dimenticato di un umile possa segnare la storia, anche a sua insaputa. I monaci copiano schemi di circuiti stampati senza capirli, e in segno di venerazione li decorano con rami d'ulivo e cherubini; la lista della spesa della moglie di Leibowitz diventa preziosa reliquia..
    Inoltre, nel delineare una storia futura e il ruolo in essa di una “Nuova Chiesa” e un futuro Cristianesimo (in realtà solo abbozzare: non sapremo dov’è il “Vaticano”, se non, vagamente, nel Nordamerica orientale; e non sapremo quasi nulla del resto del mondo), Miller non ha temuto di porre questioni teologiche difficili: il contrasto all’eutanasia delle vittime del fallout è ortodossia cattolica, ma la nuova Immacolata Concezione finale confina decisamente con l’eresia. Il finale, con l’agonia dell’abate, le sue riflessioni e l’assolutamente inattesa Comunione che riceve, è bellissimo per quanto difficile. Sembra di rileggere le dickiane Cronache del dopobomba, dove personaggi post-umani come il focomelico ci costringono a ridefinire cosa sia “umano”.

    Note linguistiche. Miller crea un interessante impasto di inglese e latino: latino ecclesiastico ma anche reinventato direttamente da lui; c’è anche qualche termine spagnolo, visto che l’opera è ambientata nel Sudovest degli USA (uno dei signorotti elencherà tra i suoi titoli “defensor fidei and Vaquero supreme”; si tratta del “principe di Texarkana”, che si contrappone all’Impero di Denver e alla Nuova Laredo..).
    Il termine “crosshatched”, reso famoso da “The city and the city” di Miéville, è già usato qui per indicare la compenetrazione di aree “civili” e “barbariche”. “Humankind” è usato al posto di “mankind”: non me lo aspettavo nel ’59.
    Curiosità finale: non c’è una sola presenza femminile nell’intero libro, a parte le due vittime del finale..

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  • 3

    Un libro molto strano, bello per alcune considerazioni e per il mondo distopico, strano e poco coinvolgente per la trama e lo stile. Il finale poi un po' deludente

    said on 

  • 4

    Vivendo in una dimensione storica in cui scienza e religione si trovano su due differenti crinali separati da un abisso, l'una tesa a negare qualunque validità alla seconda e l'altra a osteggiare per ...continue

    Vivendo in una dimensione storica in cui scienza e religione si trovano su due differenti crinali separati da un abisso, l'una tesa a negare qualunque validità alla seconda e l'altra a osteggiare per bigottismo qualsiasi progresso della prima, appare paradossale l'ambientazione postapocalittica postulata da Miller, ex ateo che abbracciò il cattolicesimo in seguito a scioccanti esperienze di guerra: l'assunzione -cioè- da parte di una futuristica chiesa cattolica della missione di preservare le ultime vestigia di scienza e cultura in un mondo imbarbarito in seguito all'ultimo conflitto mondiale culminato in una guerra nucleare. I superstiti del Diluvio di Fiamma, che pose fine all'epoca della Magna Civitas, rivolsero la loro rabbia e disperazione contro coloro che, accecati dall'orgoglio, avevano condotto il progresso a un punto tale da annientare la civiltà umana: gli scienziati in un primo momento, gli studiosi poi, fino a discendere all'ultimo gradino e a scagliarsi contro i semplici alfabetizzati. Alcuni scamparono alle ritorsioni ritirandosi in convento: Isaac Edward Leibowitz, scienziato ebreo impiegato nell'esercito degli Stati Uniti, fondò l'Ordine Albertiniano di Ricercatori e Memorizzatori di libri per opporsi alla distruzione dell'intero patrimonio culturale da parte dei Semplicioni.

    In questa ambientazione prendono piede i tre racconti unificati che compongono Un cantico per Leibowitz: Fiat Homo, Fiat Lux, Fiat Voluntas Tua.
    La sezione Fiat Homo è ambientata seicento anni dopo il Diluvio di Fiamma, in un nuovo medioevo tra cui fanno capolino rovine e reperti dell'epoca della civiltà moderna. Protagonista è il novizio Francis, che non esiterei a definire modellato sull'Adso di Umberto Eco se Un cantico per Leibowitz non fosse stato pubblicato più di vent'anni prima del Nome della rosa: Francis è un giovanotto ingenuo e di buona volontà, curioso ma ligio alla regola, che durante l'annuale periodo di eremitaggio quaresimale rinviene un rifugio antinucleare in cui sono conservati alcuni documenti appartenuti allo stesso Leibowitz, reliquie che potrebbero accelerare le pratiche di canonizzazione del fondatore del suo ordine, tra le opposizioni dell'abate Arkos, timoroso che il tumulto provocato dalla scoperta di Francis possa turbare la pace dell'abbazia.
    Dal medioevo di Fiat Homo, in cui i monaci copiano e miniaturizzano disegni tecnici e progetti per consegnarli alla storia nell'attesa che l'umanità si evolva al punto da comprenderli nuovamente, si passa al rinascimento di Fiat Lux, in cui quegli stessi monaci hanno scoperto il torchio da stampa e stanno già sperimentando l'applicazione di alcune testimonianze per riscoprire l'energia elettrica. Ma poiché la storia è ciclica -questo sembra essere il messaggio che Miller lascia trasparire-, il progresso riacutizza la frattura tra scienza e religione e sembra fare da sfondo alla rinascita della guerra.
    Giunta nel 3174, milleduecento anni dopo il Diluvio di Fiamma, la comunità fondata da Leibowitz deve aprire le proprie porte al Thon Taddeo, studioso pieno di sé che intende consultare i documenti conservati nell'abbazia. Don Paulo, l'anziano e benevolo abate, comprende che la scienza sta per tornare appannaggio dei laici, non più sospettosi e intenzionati a pascersi nella loro ignoranza, e che la chiesa potrebbe presto perdere il suo ruolo all'interno della preservazione e diffusione della conoscenza. Insorge qui lo spirito religioso dell'autore, sempre ben presente ma -come si può temere- mai invadente: emblematica in tal senso è la conferenza tenuta dal Thon Taddeo ai monaci dell'abbazia, in cui lo studioso si rivolge al suo pubblico come a una platea di bigotti seppur eruditi, cercando di evitare argomenti che potrebbero turbare il senso religioso degli astanti, salvo sbattere la testa a ogni pie' sospinto contro l'evidenza che i monaci sono eccitati più che offesi dalle sue idee scientifiche.
    Un ulteriore salto di seicento anni porta il lettore in Fiat Voluntas Tua, precisamente nel 3781. Il mondo, ciclicamente, è tornato ad appropriarsi della tecnologia perduta, facendo anzi passi avanti nella colonizzazione dello spazio, e altrettanto ciclicamente è tornato a sperimentare con il nucleare, nonostante le passate conseguenze. La Chiesa, come profetizzato da Don Paulo, è tornata a occuparsi delle coscienze più che delle conoscenze, accogliendo le masse in cerca di un rifugio sicuro dai bombardamenti e offrendo loro protezione e assistenza spirituale. Ampio spazio viene dato alla polemica contro l'eutanasia, che vede padre Zerchi - l'abate della comunità dei monaci albertiniani, ormai priva del suo ruolo - opporsi alla moderna medicina che, nulla potendo contro i danni da radiazioni, spinge i cittadini irreparabilmente condannati al suicidio assistito. Prevedendo l'ennesimo olocausto mondiale, frattanto, la Chiesa si prepara a mandare una delegazione su Alpha Centauri, per preservare la storia della cristianità e le vestigia della civiltà umana per le generazioni future. Sempre che ve ne saranno.

    Quasi quattromila anni di storia -milleottocento ideatati dall'autore- che dimostrano inevitabilmente come l'umanità rimanga, senza speranza di redenzione, sempre uguale a se stessa, in un ciclo che alterna vertiginosi progressi e vertiginose cadute. Poco dopo la chiusura del periodo di guerra fredda, Miller esorcizza le paure dell'intera umanità facendo di una storia fantascientifica un monito al pericolo scampato ma sempre possibile: l'estinzione del genere umano conseguente alla troppa fiducia dei moderni nel progresso e nella tecnologia dimenticando il lato spirituale. Tema ancora attuale dopo più di cinquant'anni, ancora controverso, e ancora irrisolto: che lo si condivida o meno, Un cantico per Leibowitz resta una pietra miliare sottovalutata e ingiustamente relegata al solo ambito fantascientifico, tanto che una versione cartacea dell'opera resta introvabile al di fuori delle bancarelle d'usato rifornite di Urania.

    Recensione pubblicata (con biografia dell'autore) anche su http://www.lastambergadeilettori.com/2014/02/speciale-scrittori-suicidi-un-cantico.html

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  • 4

    Vivendo in una dimensione storica in cui scienza e religione si trovano su due differenti crinali separati da un abisso, l'una tesa a negare qualunque validità alla seconda e l'altra a osteggiare per ...continue

    Vivendo in una dimensione storica in cui scienza e religione si trovano su due differenti crinali separati da un abisso, l'una tesa a negare qualunque validità alla seconda e l'altra a osteggiare per bigottismo qualsiasi progresso della prima, appare paradossale l'ambientazione postapocalittica postulata da Miller, ex ateo che abbracciò il cattolicesimo in seguito a scioccanti esperienze di guerra: l'assunzione -cioè- da parte di una futuristica chiesa cattolica della missione di preservare le ultime vestigia di scienza e cultura in un mondo imbarbarito in seguito all'ultimo conflitto mondiale culminato in una guerra nucleare. I superstiti del Diluvio di Fiamma, che pose fine all'epoca della Magna Civitas, rivolsero la loro rabbia e disperazione contro coloro che, accecati dall'orgoglio, avevano condotto il progresso a un punto tale da annientare la civiltà umana: gli scienziati in un primo momento, gli studiosi poi, fino a discendere all'ultimo gradino e a scagliarsi contro i semplici alfabetizzati. Alcuni scamparono alle ritorsioni ritirandosi in convento: Isaac Edward Leibowitz, scienziato ebreo impiegato nell'esercito degli Stati Uniti, fondò l'Ordine Albertiniano di Ricercatori e Memorizzatori di libri per opporsi alla distruzione dell'intero patrimonio culturale da parte dei Semplicioni.

    In questa ambientazione prendono piede i tre racconti unificati che compongono Un cantico per Leibowitz: Fiat Homo, Fiat Lux, Fiat Voluntas Tua.

    Continua su:
    http://www.lastambergadeilettori.com/2014/02/speciale-scrittori-suicidi-un-cantico.html

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  • 5

    除了對核子武器恐怖平衡的強烈批判外,許多情景(不盡然是因為以天主教、修道院為背景的緣故)與思維也不禁讓人聯想到後來安伯托‧艾可的《玫瑰的名字》、大衛‧米契爾的《雲圖》以及丹‧西蒙的《海柏利昂》。

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