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A Clash of Kings

(A Song of Ice and Fire, Book 2)

By George R.R. Martin

(145)

| Hardcover | 9780553108033

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Book Description

George R. R. Martin, a writer of unsurpassed vision, power, and imagination, has created a landmark of fantasy fiction. In his widely acclaimed A Game of Thrones, he introduced us to an extraordinary world of wonder, intrigue, and adventure. N Continue

George R. R. Martin, a writer of unsurpassed vision, power, and imagination, has created a landmark of fantasy fiction. In his widely acclaimed A Game of Thrones, he introduced us to an extraordinary world of wonder, intrigue, and adventure. Now, in the eagerly awaited second volume in this epic saga, he once again proves himself a master myth-maker, setting a standard against which all other fantasy novels will be measured for years to come.

Time is out of joint. The summer of peace and plenty, ten years long, is drawing to a close, and the harsh, chill winter approaches like an angry beast. Two great leaders--Lord Eddard Stark and Robert Baratheon--who held sway over an age of enforced peace are dead...victims of royal treachery. Now, from the ancient citadel of Dragonstone to the forbidding shores of Winterfell, chaos reigns, as pretenders to the Iron Throne of the Seven Kingdoms prepare to stake their claims through tempest, turmoil, and war.

As a prophecy of doom cuts across the sky--a comet the color of blood and flame--six factions struggle for control of a divided land. Eddard's son Robb has declared himself King in the North. In the south, Joffrey, the heir apparent, rules in name only, victim of the scheming courtiers who teem over King's Landing. Robert's two brothers each seek their own dominion, while a disfavored house turns once more to conquest. And a continent away, an exiled queen, the Mother of Dragons, risks everything to lead her precious brood across a hard hot desert to win back the crown that is rightfully hers.

A Clash of Kings transports us into a magnificent, forgotten land of revelry and revenge, wizardry and warfare. It is a tale in which maidens cavort with madmen, brother plots against brother, and the dead rise to walk in the night. Here a princess masquerades as an orphan boy; a knight of the mind prepares a poison for a treacherous sorceress; and wild men descend from the Mountains of the Moon to ravage the countryside.

Against a backdrop of incest and fratricide, alchemy and murder, the price of glory may be measured in blood. And the spoils of victory may just go to the men and women possessed of the coldest steel...and the coldest hearts. For when rulers clash, all of the land feels the tremors.

Audacious, inventive, brilliantly imagined, A Clash of Kings is a novel of dazzling beauty and boundless enchantment--a tale of pure excitement you will never forget.

287 Reviews

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  • 1 person finds this helpful

    Bello! Le 5 stelline vanno pero alla regina dei draghi, la prima parte l ho trovata più lenta.
    sono senza parole, triste ed emozionata. Non vedo l'ora di leggere il continuo.

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    bluuu said on Sep 11, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Devo ammettere di aver leggermente preferito il primo libro rispetto al secondo, ma si parla comunque di una lettura a suo modo intrigante e coinvolgente. La storia riprende da dove l'avevamo lasciata, con personaggi nuovi (e protagonisti nuovi) e ve ...(continue)

    Devo ammettere di aver leggermente preferito il primo libro rispetto al secondo, ma si parla comunque di una lettura a suo modo intrigante e coinvolgente. La storia riprende da dove l'avevamo lasciata, con personaggi nuovi (e protagonisti nuovi) e vecchi. Se volete vedere come si evolve la storia per il dominio dei Sette Regni, siete quasi costretti a leggere questo secondo libro.

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    Francesco Macaluso said on Sep 2, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Rispetto al primo libro, il secondo non è proprio la pura sceneggiatura della prima serie tv, ma cambia abbastanza poco, il succo rimane quello. Più descrittivo del primo libro, ma sempre piacevole, poco fantasy, forse un po' meno ricco di discorsi, ...(continue)

    Rispetto al primo libro, il secondo non è proprio la pura sceneggiatura della prima serie tv, ma cambia abbastanza poco, il succo rimane quello. Più descrittivo del primo libro, ma sempre piacevole, poco fantasy, forse un po' meno ricco di discorsi, ma è proprio a voler essere pignoli. Rimane un bel romanzo. Le differenze della serie televisiva aiutano a capire meglio più cose delle vicende dei personaggi, di alcuni loro comportamenti e sulle motivazioni delle loro azioni. Insomma, continua ad essere una buona lettura.

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    durk said on Aug 28, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Es un poco mas lento que el anterior. En ocasiones parece que nada ocurre pero sin darte cuenta ves que va avanzando y te dan mas ganas de seguir leyendo. El estilo de historias separadas incordiadas unas con otras me encanta, es la manera de contar ...(continue)

    Es un poco mas lento que el anterior. En ocasiones parece que nada ocurre pero sin darte cuenta ves que va avanzando y te dan mas ganas de seguir leyendo. El estilo de historias separadas incordiadas unas con otras me encanta, es la manera de contar una historia con tantos personajes. Vamos a por el siguiente.

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    Edutota said on Aug 20, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Denso

    Y después de varios meses "peleándome" contra este pedrusco de la naturaleza puedo decir orgullosa que lo terminé de leer. La verdad es que al principio me costó bastante engancharme porque hacía mucho tiempo que leí el primero y porque la introducci ...(continue)

    Y después de varios meses "peleándome" contra este pedrusco de la naturaleza puedo decir orgullosa que lo terminé de leer. La verdad es que al principio me costó bastante engancharme porque hacía mucho tiempo que leí el primero y porque la introducción es bastante larga. Aún así he disfrutado de la mayoría de la narración aunque algún que otro capítulo se me hacía algo pesado. Hay que leerlo con calma, saboreando cada uno de los detalles. El desarrollo de los personajes es bastante notorio y se observa como maduran y cambian su personalidad en función de lo que viven. Esperaba un final con más acción pero el último capítulo te deja con un sabor de insuficiencia en la boca. Con ganas de seguir leyendo el siguiente, temo por la vida de muchos personajes a los que les he cogido cariño...

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    Mokona said on Aug 18, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    *** This comment contains spoilers! ***

    Revolutionaries wait for my head on a silver plate. Just a puppet on a lonely string... Oh who would ever want to be king?

    Comincio a pensare che leggere i libri di Martin dovrebbe entrare nell'elenco delle fatiche di Ercole, oppure diventare una disciplina olimpionica, o che so io.
    Queste 900 pagine sono passate molto più lentamente rispetto a quelle del primo romanzo, ...(continue)

    Comincio a pensare che leggere i libri di Martin dovrebbe entrare nell'elenco delle fatiche di Ercole, oppure diventare una disciplina olimpionica, o che so io.
    Queste 900 pagine sono passate molto più lentamente rispetto a quelle del primo romanzo, infatti ho sorprendentemente fatto molta fatica a leggere le prime 450-500. Ciò non è un buon segno, per qualsiasi tipo di libro, a mio parere. Infatti ero tentata di dare solo tre stelle al romanzo; ma poi ho pensato: ho dato tre stelle a un sacco di merda, questo libro invece è scritto benissimo e i personaggi mi piacciono davvero tanto.
    Però tengo sempre molto conto del livello di sonnolenza che raggiungo mentre leggo: in questo caso, è stato allarmante e spero che non capiti più col prossimo.
    Per fortuna, la seconda metà è stata decisamente più digeribile, e le pagine hanno finalmente cominciato a scorrere in modo fluido.

    Questa non vuole però essere una recensione negativa, perché alla fine della fiera il romanzo m'è piaciuto davvero.
    Parliamone, allora.

    Le atmosfere sono le solite: cupe e descritte con tanta dovizia di particolari che ti sembrano vere, che prendono vita davanti ai tuoi occhi. Anche se devo rimproverare il fatto che a volta questa perizia nella descrizione di qualsiasi cosa ha finito per rallentare il ritmo della storia, portando a leggere pagine di background e infodump che quasi ti facevano dimenticare cosa i personaggi stessero facendo prima che partisse la tiritera.

    Detto questo, dico che ammiro come Martin sia riuscito a scrivere un intero romanzo che parla di guerra senza mai descrivere una scena di battaglia vera e propria. Ce n'è giusto una, quasi a fine libro, ma è solo una goccia nell'oceano; è stata descritta giusto perché era particolarmente importante (nonostante lo fossero anche molte altre, che però sono state solo riassunte per bocca di altri personaggi, sempre a scontro finito).
    La guerra descritta in questo romanzo, infatti, è una guerra vista e vissuta da quei pochi che, con il loro potere, muovono i fili da marionetta che legano gli uomini, grazie al poter di cui sono investiti (a volte anche auto investiti).
    Dietro a scontri sanguinosi, rappresaglie e duelli ci sono uomini e donne che non si sporcano quasi mai le mani: sono persone come Cersei, Jeoffrey, Tyrion, Varys; e in generale, tutti i lord e gli altri re compaiono in vesti non guerresche, appena prima degli scontri o poco dopo. Ci sono poche eccezioni.
    (Tanto per fare un esempio: si dice che Robb partecipi a tutti gli scontri; la sua voce narrante, in questo libro, è inesistente. La guerra in sé non viene mai descritta, ma se ne racconta)

    Di re, tra l'altro, ce ne sono addirittura quattro. E il colmo è che sono tutti re giovani, re bambini. E proprio per questo, sono i grandi che siedono al loro fianco ad avere davvero lo scettro in pugno.
    A volte questo aspetto paradossale è messo ironicamente in risalto dallo scrittore, mettendo in evidenza come quello che accade per ottenere il potere a volte è pura follia, o spinge gli uomini ad agire mettendosi in ridicolo.

    Comunque, Tyrion si conferma il mio personaggio preferito. È furbo e loquace, il suo handicap e tutte le avversità che ha dovuto affrontare per colpa di esso lo hanno reso più freddo, ma anche più ingegnoso.
    E credo sia anche l'unico dei Lannister a essere umano, a dispetto del fatto che spesso venga additato come mostro a causa del suo aspetto esteriore.
    E non è nemmeno uno che getta fumo negli occhi e basta, ma agisce anche. È l'unico, infatti, che ho visto imbracciare un po' di coraggio e rischiare il tutto e per tutto più volte, anche scendendo in battaglia egli stesso.
    Facendoci caso, è anche l'unico personaggio-voce narrante che si vede combattere per davvero, e in entrambi i primi libri in cui viene descritta direttamente una battaglia.

    Dedico due parole anche agli altri personaggi, dicendo che: Arya è la mia seconda preferita, trova sempre un modo per farsi valere e salvarsi la pelle in un mondo pieno di avversità, ovvero il mondo dei poveracci, che non hanno sicurezze in nessun giorno della settimana; Daeneris è noiosa da morire, sempre circondata da uno stato etereo che la apparire davvero troppo ingenua di fronte ai problemi del resto del mondo, e in maniera imbarazzante (vuole apparire forte ma spesso fa ragionamenti beceri, come tutti quei discorsi sul sangue del drago); Sansa è un po' cresciuta, ma si rifugia ancora disperatamente nelle favole e nella speranza, e agisce poco; Bran mi piace molto, spero che il suo ruolo magico-spirituale si evolvi ancora di più nei prossimi libri; Jon è stato un po' sottotono, ma forse perché le sue parti erano un po' slegate dal resto, e con molta meno azione; Davos mi è sembrato semplicemente uno strumento narrativo; Theon si è conquistato egregiamente il suo soprannome di Voltagabbana, facendo l'odioso dall'inizio alla fine.

    E tutti questi personaggi alzano lo sguardo al cielo e vedono una grande cometa volare sulle loro teste, e ironicamente ognuno ci vede quel che vuole.

    Finalmente la magia sembra tornare, per aggiungere un po' di pepe agli scontri.
    Probabilmente metamorfi, negromanzia et similia avranno pieno sfogo nel prossimo romanzo, e nel quarto tutto ciò comincerà a diventare il normale stato delle cose, la nuova realtà di tutti.

    Insomma, non vedo l'ora di leggere il terzo libro.
    Spero solo che non sia soporifero, perché questa saga non lo merita.

    Titolo Recensione: "Viva la Vida", by Coldplay

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    Cocca93 said on Aug 11, 2014 | Add your feedback

Book Details

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