A Clockwork Orange

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Förlag: Modernista

4.3
(4986)

Language: Svenska | Number of Pages: | Format: Others | På andra språk: (andra språk) English , Chi traditional , Spanish , German , French , Italian , Catalan , Portuguese , Finnish , Polish , Czech

Isbn-10: 9186629336 | Isbn-13: 9789186629335 | Publish date: 

Category: Crime , Fiction & Literature , Science Fiction & Fantasy

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Bokbeskrivning

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  • *** This comment contains spoilers! ***

    0

    Arancia meccanica, di Anthony Burgess.

    Una sana immersione nel surrealismo del 900 ogni tanto ci vuole.
    Scritto all’inizio degli anni 60 il romanzo usa il nadsat, uno slang artificiale derivato dall’i ...fortsätt

    Arancia meccanica, di Anthony Burgess.

    Una sana immersione nel surrealismo del 900 ogni tanto ci vuole.
    Scritto all’inizio degli anni 60 il romanzo usa il nadsat, uno slang artificiale derivato dall’inglese con influenze russe e ci proietta in un mondo distopico dove da una parte c’è l’ultra violenza di bande di minorenni che scelgono scientemente di vivere di furti, violenze sessuali, sopraffazioni, travolti da un cinismo e dall’assenza totale di principi, dall’altra uno stato, molto anonimo, che corre ai ripari non con l’educazione ed il recupero ma con la galera e, il caso del libro, il progetto Ludwig.
    Un condizionamento tale da impedire fisicamente le pulsioni violente anche solo con il pensiero da parte del soggetto trattato, applicato nel libro al protagonista Alex. Solo il cappellano della prigione cerca di convincere Alex a non sottoporsi al trattamento con il quale perderebbe il suo diritto di libera scelta: diverrebbe buono per obbligo fisico e non per convincimento morale.
    Il fallimento del progetto governativo e i suoi diversi usi per propaganda politica di colore opposto non impediscono però ad Alex di aprire gli occhi su una nuova fase della sua vita dandosi obiettivi “borghesi”. All’età di 18 anni Alex chiude il suo racconto con “…fratelli, non sono giovane, non più, oh no. Alex tipo maturando sta, oh sì”.
    Un libro sul bene e sul male senza un giudizio etico ma con la ferma convinzione che la libertà di scelta ed il libero arbitrio dell’individuo con le relative conseguenze siano i caposaldi della libertà. Fa un po’ il paio con 1984 o Farenheit 451, emblemi di mondi distopici di riduzione della volontà e della libertà dell’uomo.
    Infine come dimenticarsi dell’epica riduzione cinematografica di Stanley Kubrick assolutamente riconosciuta da Burgess come aderente agli scopo del libro.

    sagt den 

  • 3

    Vite bruciate narrate in slang

    Una completa ed esaustiva immersione nella vita di un teppista. La violenza fine a se stessa e le sue ragioni, non appesantite da facili moralismi. Un metodo violento per cancellare il desiderio di v ...fortsätt

    Una completa ed esaustiva immersione nella vita di un teppista. La violenza fine a se stessa e le sue ragioni, non appesantite da facili moralismi. Un metodo violento per cancellare il desiderio di violenza.
    La parte difficile è superare l'impatto con lo "slang".

    sagt den 

  • 4

    Un pochino faticoso seguire il linguaggio utilizzato da Alex, soprattutto all'inizio del romanzo, ma è talmente interessante e profondamente ispirata la storia da non poter mancare in una libreria deg ...fortsätt

    Un pochino faticoso seguire il linguaggio utilizzato da Alex, soprattutto all'inizio del romanzo, ma è talmente interessante e profondamente ispirata la storia da non poter mancare in una libreria degna di rispetto. Tutta la mia stima a Burgess.

    sagt den 

  • 5

    Capolavoro. Scrittura originalissima e lucida, vivace e intelligente imprescindibile comunque che dà forma alla storia narrata in prima persona da Alex (il nostro umile narratore). Critica sociale e p ...fortsätt

    Capolavoro. Scrittura originalissima e lucida, vivace e intelligente imprescindibile comunque che dà forma alla storia narrata in prima persona da Alex (il nostro umile narratore). Critica sociale e psicologia, senso dell'altro e dell'arte, di Dio o Zio, del bene e del male ma sopratutto della libera scelta è del dovere e del potere di un governo. Grande Burgess un piccolopoco trascurato dai lettori ed editori d'Italia.

    sagt den 

  • 4

    Ultraviolencia y egoismo: Juventud.

    Lo leí (o fingí haberlo leído) cuando tenía 14 años. En esa época, por supuesto, Alex se presentaba ante mi como un anti-héroe al cual adorar (además estaba influenciada por la película de Kubrick que ...fortsätt

    Lo leí (o fingí haberlo leído) cuando tenía 14 años. En esa época, por supuesto, Alex se presentaba ante mi como un anti-héroe al cual adorar (además estaba influenciada por la película de Kubrick que me parecía toda una obra de arte)... Ahora que lo leo de grande, me parece que mi anterior apreciación del libro refuerza el mensaje de Anthony Burgess. Era joven y, por lo tanto, egoista. Las atrocidades que hacía Alex parecían un juego para mi, ficción; sin entender que son un reflejo de la realidad. Además, en esta nueva edición que leí se incluye el capítulo 21!! No puedo creer que en mi primera lectura del libro me haya quedado con que Alex vuelve a ser el malchico de siempre y que, siendo quien es, libre y malvado, seria feliz el resto de su vida. Este último capítulo es como madurar de repente, necesitaba que Burgess me diera este final ahora que ya soy grande y entiendo las consecuencias de madurar.

    Un libro para todos nosotros, para entender nuestra juventud "porque, de cierto modo, ser joven es como ser un animal".
    Me gustó.

    sagt den 

  • 5

    Un altro capolavoro sul male

    La letteratura si è sempre occupata del male. Certo il male è più interessante del bene, ma proprio per questo occorre una notevole abilità letteraria per affrontare il tema senza cadere nella retoric ...fortsätt

    La letteratura si è sempre occupata del male. Certo il male è più interessante del bene, ma proprio per questo occorre una notevole abilità letteraria per affrontare il tema senza cadere nella retorica.
    Arancia Meccanica è un assoluto capolavoro ed il modo in cui affronta il tema del male è figlio dell’epoca in cui è stato scritto. Se nell’800 Mary Shelley ed Emily Brontë potevano permettersi una visione romantica e farci intendere che ogni uomo nasce buono e diventa cattivo solo per reazione alla cattiveria della società, dopo due guerre mondiali e gli orrori della Shoah quella teoria non poteva più reggere.
    Non sono riuscito a capire esattamente cosa pensi Burgess sull’origine del male, se lo consideri connaturato a certi uomini o se lo riconduca ad una loro scelta, ma quello che è certo è che ritenga impossibile poter imporre con la forza il bene a chi è malvagio.
    Ma questo libro è molto di più. E’ anche l’invenzione di un nuovo linguaggio, il Nadsat, che stempera i momenti più drammatici e, dopo le difficoltà iniziali, diventa anche molto piacevole da seguire.
    È politica, collocandosi nel filone distopico orwelliano per sottolineare il cinismo con cui i politici sfruttano i drammi personali per guadagnare consensi o attaccare i nemici.
    È stata infine la base per un altro capolavoro, questa volta cinematografico, del grande Kubrik.

    sagt den 

  • 4

    Un uomo non è un uomo se non gli è concesso di poter scegliere in piena libertà. Questa la tesi su cui poggia il romanzo, bellissimo, di Burgess. E fin qui, credo e auspico, siamo tutti d’accordo.
    Il ...fortsätt

    Un uomo non è un uomo se non gli è concesso di poter scegliere in piena libertà. Questa la tesi su cui poggia il romanzo, bellissimo, di Burgess. E fin qui, credo e auspico, siamo tutti d’accordo.
    Il problema si complica quando, a corollario, si afferma che la libertà di scelta prescinde dal fare il bene o il male, perché – sempre secondo l’autore – è comunque preferibile una società che lascia liberi gli individui, anche di compiere azioni riprovevoli o addirittura criminali, ad una società che “costringe” i suoi membri a fare solo ed esclusivamente il bene.
    Senza entrare nel dibattito, tutt’altro che chiuso, sul libero arbitrio (alcuni filosofi e neurobiologi negano che esista), conviene forse chiedersi 1) perché molti individui, in piena coscienza, scelgono di fare il male, e 2) cosa può fare la società (lo Stato) per evitare, senza costrizioni fisiche o mentali nei confronti degli individui, che le azioni malvagie prendano il sopravvento su quelle buone.
    Per quanto riguarda il primo quesito è indubbio che molte persone scelgono il male perché succubi dell’indottrinamento (casi esemplari sono i fanatici terroristi che fanno stragi, immolandosi a loro volta in nome di un dio o di un ideale, oppure gli affiliati alla criminalità organizzata, spinti da motivi economici ma anche dal rispetto di anacronistiche e aberranti concezioni di “onore”, “famiglia”, ecc.). E quindi ci si può lecitamente chiedere: quanto sono realmente liberi di scegliere tali individui?
    La differenza essenziale tra una persona che si comporta bene e un’altra che si comporta male sta nel fatto che la prima adotta un codice etico che gli impone di rispettare un valore assoluto: la libertà dell’altro. Chi è indottrinato è per definizione un fanatico che non conosce il significato e l’importanza di tale valore.
    Gli uomini non sono per natura né buoni né cattivi, ma spesso (o forse sempre) scelgono sulla base di considerazioni opportunistiche. Date loro occasioni di riscatto morale, intellettuale e materiale, e anche le persone che hanno sbagliato torneranno perlopiù a preferire le azioni virtuose a quelle turpi (non sono un “buonista”, ma l’attuale politica carceraria, almeno in Italia, è un evidente tradimento degli obiettivi rieducativi).
    Su cosa può fare la società, quindi, da insegnante non posso non mettere davanti a tutto l’educazione. Una persona dotata di buona cultura, di sensibilità per le cose belle del mondo e di spirito critico non sceglierà mai, in piena consapevolezza, il male.
    Il protagonista del romanzo, il teenager teppista Alex, viene redento dalla musica classica (la sua passione), non certo dalla galera e dalla terapia d’urto farmacologico-cinefobica “Ludovico”.
    C’è speranza (e duro lavoro) per tutti noi.

    sagt den 

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    3

    Violento

    Historia de la vida de un adolescente dividida en tres partes, donde la violencia se expresa de tres claras y distintas formas: física, psicológica y política. En la primer parte, el narrador protagon ...fortsätt

    Historia de la vida de un adolescente dividida en tres partes, donde la violencia se expresa de tres claras y distintas formas: física, psicológica y política. En la primer parte, el narrador protagonista junto con sus otros amigos adolescentes practican la violencia física lastimando, hiriendo y violando personas sólo por diversión. En la segunda, el protagonista es capturado y, luego de asesinar a un compañero de celda, es sometido a un tratamiento experimental de tortura psicológica con resultados notables: Queda psicológicamente imposibilitado de ejercer acto violento alguno. En la tercera y última parte, el trastornado protagonista se encuentra en medio de una disputa política entre el gobierno y la oposición, usándolo estos últimos como ejemplo de las aberraciones cometidas por el ejecutivo actual y siendo sometido a tratamientos de cura de sus trastornos por parte de sus originales opresores, sólo para demostrar la bondad de estos. La novela se centra en la historia del narrador pasando por las tres estadías antes descriptas, utilizando una jerga adolescente llamada nadsat (una mezcla del idioma con el ruso) que convierte la lectura un tanto tediosa.

    sagt den 

  • 5

    Non rimanere in superficie

    Uno dei miei libri preferiti in assoluto, Arancia Meccanica si configura come uno di quei libri che non tutti sono in grado di comprendere. Il linguaggio ardito è un ostacolo per taluni, una piacevole ...fortsätt

    Uno dei miei libri preferiti in assoluto, Arancia Meccanica si configura come uno di quei libri che non tutti sono in grado di comprendere. Il linguaggio ardito è un ostacolo per taluni, una piacevole fonte di immersione nel contesto per i più pazienti. Basta aprire la prima pagina per comprenderlo.
    Molti lo hanno superficialmente giudicato come un inno alla violenza, ma basta saperlo leggere tra le righe (e nemmeno tanto) per comprendere che è, piuttosto, un inno all'importanza, oserei dire vitale, del libero arbitrio. Leggetelo, ma non rimanete in superficie.

    sagt den 

  • 3

    Libro letto anni fa. Avrò avuto vent'anni, mi aveva colpito la particolarità dei personaggi. Sicuramente da leggere più che da guardare in versione film, che non mi è piaciuta molto e che perde per st ...fortsätt

    Libro letto anni fa. Avrò avuto vent'anni, mi aveva colpito la particolarità dei personaggi. Sicuramente da leggere più che da guardare in versione film, che non mi è piaciuta molto e che perde per strada molto di quello che nel libro si è riuscito a creare.

    sagt den 

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