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A Concubina Russa

Por

Editor: Porto Editora

3.7
(73)

Language:Português | Number of Páginas: 584 | Format: Softcover and Stapled | Em outros idiomas: (outros idiomas) German , English , Spanish , Italian , Dutch , Czech

Isbn-10: 9720041676 | Isbn-13: 9789720041678 | Data de publicação: 

Category: Fiction & Literature , History , Romance

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Descrição do livro
Uma poderosa história de amor, sobrevivência e lealdade, num fascinante e agitado momento da História.

Exiladas da Rússia após a Revolução Bolchevique, a bela e destemida Lydia e a sua aristocrática mãe refugiam-se em Junchow, na China.
Sozinha e sem recursos, Lydia serve-se da sua astúcia para sobreviver, ludibriando e roubando estrangeiros desprevenidos.
Nas ousadas investidas que faz pela cidade chinesa, Lydia cruza-se com um jovem comunista chinês, Chang An Lo, que a salva da morte certa, num perigoso confronto com as tríades chinesas.
Nesta atmosfera de perigo e exotismo, entre raptos, traições e o tráfico de ópio, Lydia e Chang apaixonam-se, desafiando o preconceito e a desonra.
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  • 2

    Una base di genere picaresco, un pizzico di brutta copia de L'amante della Duras, il tutto ricoperto da una coltre storica di comunismo. Non definirei questo romanzo brutto, perchè l'idea di base era abbastanza buona ed è anche molto scorrevole, ma nonostante ciò l'ho concluso a fatica e non cred ...continuar

    Una base di genere picaresco, un pizzico di brutta copia de L'amante della Duras, il tutto ricoperto da una coltre storica di comunismo. Non definirei questo romanzo brutto, perchè l'idea di base era abbastanza buona ed è anche molto scorrevole, ma nonostante ciò l'ho concluso a fatica e non credo di leggere i restanti due libri della trilogia, nel caso venissero pubblicati in italiano. Scritto in maniera troppo leggera che ha reso il testo sin troppo leggero (scusate la ripetizione!) e campato in aria. Inoltre, ritengo che un romanzo lungo debba accattivare a maggior ragione il lettore dalla prima all'ultima pagina, invece, questo decolla soltanto a 1/3 dalla fine.

    dito em 

  • 2

    Peccato!!!!

    Nel mese di luglio dell'anno scorso, la passione ardente e bruciante di Tatiana e Alexander - protagonisti indiscussi della splendida saga di Il cavaliere d'inverno - mi aveva positivamente stupito.
    Mi aveva regalato una piacevolissima settimana in compagnia di questi meravigliosi personagg ...continuar

    Nel mese di luglio dell'anno scorso, la passione ardente e bruciante di Tatiana e Alexander - protagonisti indiscussi della splendida saga di Il cavaliere d'inverno - mi aveva positivamente stupito.
    Mi aveva regalato una piacevolissima settimana in compagnia di questi meravigliosi personaggi che, in preda di sensazioni altalenanti: rabbia e frustrazione, gioia e dolore, sconcerto e stupore, sullo sfondo di una San Pietroburgo invasa dai nazisti e dai bombardamenti, narrava l'incredibile odissea di due giovani, costretti a combattere dinanzi a una serie di avversità e ingiustizie, pur di coronare il loro sogno d'amore.
    Più che un romanzo, la loro era la storia dei nonni dell'autrice. La più grande - e mai raccontata - storia d'amore e di coraggio di una giovane ragazza nella Russia nazista che, con il suo coraggio, la sua forza interiore e, soprattutto, l'indescrivibile e bruciante passione che la legava al suo amato, non si arrestò di fronte a nulla, pur d'inseguire l'uomo della sua vita.
    L'inconsueta e suggestiva copertina - un paesaggio raffigurante la statua di un cavaliere in sella al suo destriero, posta al centro di una piazza deserta circondata da un'immensa distesa di neve - e un titolo, che sembrava rievocare antiche e drammatiche reminiscenze di giovani e valorosi combattenti, che oggi non sono altro che i nostri nonni, furono quelle indiscusse motivazioni che m'indussero ad impossessarmi della trilogia della Simmons con certezza assoluta.
    L'irresistibile attrazione che lega i protagonisti, il loro folle e possessivo amore che si sprigiona nella semplicità dei piccoli gesti, - in cui si cerca di mettere sempre a tacere il segreto rituale dei loro corpi che si toccano ma che poi, in silenzio, tornano nuovamente a toccarsi - e il destino ineluttabile della guerra che li costrinse a separarsi l'uno dall'altro, furono alcune delle poche ragioni che m'indussero a realizzare come, di Tatiana e Alexander, non ne avessi ancora del tutto abbastanza. Non ne fossi del tutto soddisfatta, sebbene la lettura delle loro indiscutibili vicende si protrasse per un lasso di tempo un po' più duraturo del solito, in quanto leggere storie di questo tipo non accadesse tutti i giorni.
    Fu così che, con buoni propositi e grandi aspettative, m'imbattei in La concubina Russa. Romanzo di un'esordiente autrice americana che nella sua amata terra natia riscosse un successo strepitoso, nonché ritratto di un'epoca indimenticabile dove, tra il tanfo di una terra arida e sconosciuta, si respira il profumo di una storia che sa di antico, odora di fiori di ciliegio appena sbocciati, e che non brilla per stile o per originalità bensì per la minuzia di particolari storici e sociali che danno credibilità e veridicità alla storia. Ma che, talvolta, rallentano l'andamento della lettura, al fine di annoiare e stancare.
    E' in una Cina insidiata da ladri, pericoli e sofferenze di ogni sorta, che avrà inizio questa storia. Una storia dove la sedicenne Lydia, è stata costretta a maturare più in fretta dei suoi coetanei e ad accudire la madre Valentina, vedova da tempo ma ancora dilaniata dalla morte del marito. A rubare, pur di sopravvivere o, di essere protagonista di una serie di inumane ferocie e crudeltà.
    E' in un vagone dall'arredamento sciatto e dimesso che la Furnivall districa le vicende di questa giovane ragazzina, che a soli cinque anni ha visto morire suo padre e da allora il suo cuore è andato in frantumi. E' proprio grazie a lei, questo personaggio forte e indomito, che l'autrice tesserà una storia colma d'inquietudine e tristezza. Ci narra le vicende di una giovane ladra che si muove fra zone piene di sterchi e spazzatura, che non ha tempo per volgersi al passato, e che farà di tutto pur di assicurare alla madre una vita dignitosa e soddisfacente.
    In una Cina povera, desolante e malmessa, suddivisa in classi sociali e impegnata a consumare una lotta al potere, dove predomina, per l'appunto, la supremazia del più forte sul più debole, Lydia dovrà ben presto imparare a sopravvivere. Non solo per se stessa ma anche per la sua dolce metà, Chang An Lo. Un giovane ragazzo di strada, che professa l'arte del comunismo e che combatte contro la tirannia giapponese, pur di sfuggire alle grinfie di qualche organizzazione di trafficanti di schiavi bianchi che potrebbero spedirlo nella caotica Shangai.
    In un quadro ricco di azione e suggestione, di sentimenti e amori perduti e ritrovati, fra i vicoli di strade squallide e strette nell'oscurità più profonda, talmente anguste perché il sole riuscisse a infilarsi, l'autrice ritrae alla perfezione un'epoca fascinosa e degna di essere ricordata. Esplorata e rievocata come un tedioso volume di storia, ma il cui ricordo non riuscirà a rimanere impresso nei recessi più reconditi della nostra memoria. Così come la "grande" storia d'amore e di perdite tra la ladra Lydia e il giovane di strada Chang An Lo, sopita in buona parte della vicenda e sollecitata, in minima parte, esclusivamente dall'intreccio di vite di alcune personaggi. Legati sempre più all'altro e, in questo clima di guerre e tensioni, resi più solidali dinanzi alle divergenze del governo cinese.
    Con un filo di romance che, camuffandosi tra i rituali dei piccoli gesti e i dolorosi ricordi di un passato non sempre felice, avrà pochissima efficacia, persiste una generale aura di tristezza e malinconia, che imperverserà sui personaggi con rabbia e ferocia. Renderanno il romanzo della Furnivall, non più come la più grande storia d'amore degli ultimi tempi, come sembrava volesse garantire la quarta di copertina, - alla pari della trilogia della Simmons - ma come una lettura semplice e un po' tediosa. Per nulla pretenziosa o originale, ma ricca di azione e pochissimo pathos che, per gli inguaribili romantici come la sottoscritta, non ha sortito l'effetto desiderato.
    Il ritmo piuttosto lento e cadenzato, un finale non del tutto ricco e soddisfacente ma paesaggi epici e affascinanti, rendono La concubina Russa come quel genere di lettura che non mi sarei mai aspettata da un romanzo d'amore. Per nulla indimenticabile e ben lungi da storie terribilmente forti come Forte come l'onda è il mio amore o Il mio dolce gemello, - che osannano l'amore come esigente, enfatico e irrazionale - il romanzo di quest'esordiente autrice non possiede nulla che lo renda indimenticabile.
    Pur essendo consapevole della straordinaria abilità dell'autrice di saper realizzare, scenari terribilmente realistici e veritieri, La concubina Russa non riesce a sorprendere e a raggiungere l'apice della luminosità. E' un romanzo sull'adolescenza, sulle diversità tra classi sociali, sul conflitto tra il desiderio di essere integrati nel mondo degli "altri" e il bisogno irrinunciabile di essere se stessi che evidenzia una meravigliosa sintonia fra l'autrice, la propria ispirazione e la capacità ricettiva dei personaggi.
    Chiuso con un tonfo e riposto tra gli scaffali della mia libreria, al termine della lettura già non ricordavo più la ragione per cui, qualche anno fa, compii un simile acquisto. Chissà, forse ero io che, in cuor mio, speravo d'incappare in qualcosa di magico e indimenticabile e che, tra il silenzio delle mie riflessioni e le vecchie mura della mia casa, mi facesse struggere per qualcosa che ancora non ho. Forse il tipo di storia che, sebbene garantisse qualcosa di bello e straordinario, non concernesse con i miei gusti personali e mi facesse richiedere in qualcosa di più.
    Oppure, non esiste neanche una ragione particolare per cui questo romanzo non mi sia piaciuto. E' cosi. Punto e basta. La concubina Russa non ha colto nel segno, ed io sono rammaricata di aver perso del tempo prezioso in qualcosa che, forse, altri apprezzeranno di gran lunga della sottoscritta.

    dito em 

  • *** Este comentário contém <i>spoilers</i>! ***

    3

    In realtà sarebbero tre stelle e 3/4 circa...

    Sicuramente l'adattamento del testo non è dei migliori: mancano verbi e articoli, e molto spesso le frasi sono lunghissime e talvolta senza senso. Molte frasi dei dialoghi sono riportate in russo o in cinese, il che non permette una piena comprensione degli avvenimenti.
    Sul titolo poi non s ...continuar

    Sicuramente l'adattamento del testo non è dei migliori: mancano verbi e articoli, e molto spesso le frasi sono lunghissime e talvolta senza senso. Molte frasi dei dialoghi sono riportate in russo o in cinese, il che non permette una piena comprensione degli avvenimenti.
    Sul titolo poi non so davvero che dire! Fino a che non si arriva alla lettera di Valentina alla fine quasi, non ha senso! Sicuramente la concubina non può essere Lydia, giovane ragazza che scopre il vero amore con un ragazzo cinese. Da quel che ho potuto intuire la concubina è Valentina, che per permettere alla figlia di avere un futuro decide di concedersi a uomini di potere. Ma questa è tutta una teoria campata in aria...

    A parte questo, la storia è carina. In realtà su 660 e più pagine, la storia vera e propria si svolge soltanto da pagina 500 circa in poi. Prima ci sono soltanto tanti capitoli (brevi e lunghi) che racchiudono spezzati di vita di personaggi che fino all'ultimo non si intrecciano o, almeno, sembrano non intrecciarsi!

    Devo dire che dal momento in cui la storia prende vita, tutto si fa molto dinamico e avvincente!
    Ho molto apprezzato alcuni personaggi quali Lydia, Alfred, Li Mei e Alexei. Non mi è piaciuto vedere morire Valentina, anche se la sua lettera alla figlia rappresenta la grandissima svolta del libro che mette luce sulle molte mezze frasi sparse qua e là nel romanzo.

    Potrei continuare ma, concludendo, posso affermare che non è sicuramente un capolavoro, ma è una lettura abbastanza piacevole (da pagina 500 in poi, ovviamente =D)!
    Peccato per il finale, avrei preferito che i due protagonisti si ritrovassero dopo aver vinto entrambi la propria battaglia personale! =)

    P.S.: ho persino scoperto che il sequel e il prequel sono inediti in Italia, quindi che dire...rimane tutto nebuloso e senza fine certa...!!!

    dito em 

  • *** Este comentário contém <i>spoilers</i>! ***

    5

    MAGNIFICO!

    C’è un genere letterario a cui proprio non so resistere: il romance-storico.
    Perché? Perché adoro la storia, perché in fondo sono una romanticona (si, lo ammetto) e perché mi piacciono le storie d’Amore (NB: Amore no AMMORE, AMOREE O AMMOREE), quindi se volete farmi felice consigliatemi dei ...continuar

    C’è un genere letterario a cui proprio non so resistere: il romance-storico.
    Perché? Perché adoro la storia, perché in fondo sono una romanticona (si, lo ammetto) e perché mi piacciono le storie d’Amore (NB: Amore no AMMORE, AMOREE O AMMOREE), quindi se volete farmi felice consigliatemi dei romance storici che vi hanno appassionato ;-)
    “La Concubina Russa” è proprio uno di quei romanzi storici che è riuscito a scaldarmi il cuore.
    La storia è particolare: 1928, Lydia è una ragazzina 16enne che vive insieme alla madre Valentina nella Cina del Nord, più precisamente a Junchow. La città è sotto la giurisdizione degli inglesi ma ci vivono anche francesi, italiani, americani e russi, potrebbe essere un paradiso ma invece è un vero e proprio inferno. Violenza, illegalità, ingiustizia, povertà in contrasto ad una sfrontata ricchezza, commercio di oppio e gruppi di affiliati alla setta dei Serpenti Neri rendono la città invivibile.
    Lydia vive nella parte più povera del quartiere russo, ma durante una passeggiata si spinge in un vicolo malfamato e viene aggredita, ma verrà salvata da Chan An Lo, la sua vita comincerà a cambiare da quella sera.
    Un plauso all’autrice che non ha “distorto” la parte storica per dare spazio alla parte romance (BRAVA), ma il cuore di questa storia sono ovviamente i personaggi fortemente caratterizzati, spicca su tutti lei, Lydia.
    Dimenticatevi le solite eroine tutte Amore-ti-prego-salvami, dimenticatevi le pudiche e controllate protagoniste alla Jane Austen perché Lydia è tutta un’altra storia. A 5 anni ha dovuto lasciare la Russia per sfuggire all’armata rossa solo perché la sua famiglia benestante appoggiava invece il ritorno della monarchia zarista, ha vissuto la violenza comunista e ha visto morire suo padre.
    Lydia però ha resistito, ha stretto i denti ed è andata avanti, ora vive in Cina ma la sua vita non è facile né, tantomeno felice, va a scuola come ogni adolescente della sua età, ma tornata a casa deve affrontare la disperazione di una madre che sa di aver perso tutto e la sua dipendenza dall’alcol, e soprattutto deve portare sulle spalle il peso di una famiglia che senza di lei non esisterebbe neppure.
    Per riuscire a mangiare e pagare l’affitto Lydia ruba, mente e inganna, neanche l’amica Polly riesce ha consolare lo spirito ribelle e tormentato della ragazza, perché effettivamente Lydia è in realtà molto sola, solo un sogno illumina le sue notti: l’Inghilterra. Lasciare la squallida cittadina di Junchow e vivere finalmente un’esistenza che possa essere considerata tale, è questo che permette a Lydia di aprire gli occhi ogni giorno e di affrontare la vita, ma la felicità è dietro l’angolo, la felicità si chiama Chang An Lo.
    Chang un cinese di sangue puro, figlio di funzionari imperiali ormai morti da tempo, è un comunista convinto, il suo sogno è quello di un equilibrio tra le varie facce della società e quello di giustizia e libertà.
    No, no preoccupatevi non sarà AMMORE a prima vista, non sarà un favola dei fratelli Grimm, sarà una connessione, sarà Amore puro e semplice: i due con una delicatezza straordinaria abbatteranno a poco a poco ogni singolo ostacolo dovuto alle differenze delle reciproche culture e saranno pronti a combattere uno per l’altra.
    Ho letteralmente DIVORATO questa storia, lo stile è perfetto, scorrevole, pieno di intrighi e colpi di scena, anche i personaggi secondari sono perfetti (Alfred sei un tessoro, Alexei sei un gran fi**!).
    Il finale è un colpo al cuore, perfetto… ci sarà un seguito e spero che esca in fretta… devo sapere!

    dito em 

  • 4

    3 stelle e mezzo

    Sono stata spinta all’acquisto di questo libro dal fatto che è consigliato dalla Gabaldon (questa donna non delude anche quando consiglia solo i libri ^^) e ho scoperto una lettura apprezzabilissima dove si possono ritrovare numerosi elementi presenti nei suoi romanzi: c’è il difficile adattament ...continuar

    Sono stata spinta all’acquisto di questo libro dal fatto che è consigliato dalla Gabaldon (questa donna non delude anche quando consiglia solo i libri ^^) e ho scoperto una lettura apprezzabilissima dove si possono ritrovare numerosi elementi presenti nei suoi romanzi: c’è il difficile adattamento in un paese straniero, la descrizione, lo scontro (e la fusione) di culture e società differenti, c’è una parte storica molta accurata, la sopravvivenza, le tensioni precedenti una rivoluzione, c’è la storia d’amore che non è fine a se stessa, ci sono personaggi molto intriganti, Lydia la giovane rossa protagonista dall’animo selvaggio (la ragazza volpe) e Chang An Lo, giovane idealista comunista, i cui spiriti si uniscono, Valentina, la madre di Lydia (la concubina del titolo?) personaggio controverso, non del tutto positivo ma, giustificabile nelle sue azioni (però, che rabbia che, le donne, per sopravvivere, siano sempre costrette a vendere se stesse), l’intransigente e pacato Alfred che, alla fine, si rivela persona migliore di quella che dimostrava di essere, Theo Willoughby l’insegnante sospeso tra due mondi, l’orso Liev Popkov, il nobile russo in esilio Alex Serov per non dimenticare i numerosi cattivi sia occidentali che cinesi.
    Ci sono diversi colpi di scena, quello riguardante il padre di Lydia me lo aspettavo^^, gli altri sinceramente no.
    Un libro che mi sento di consigliare in attesa di vedere pubblicati il sequel e il prequel (accidenti pensavo fosse autoconclusivo).

    dito em 

  • 2

    E ti pareva che non ci fosse un seguito!!!!!! preferirei un libro lunghissimo piuttosto che le trilogie......Sono stufa!!!!!!
    Decisamente mi aspettavo veramente di più.
    La storia d'amore fra i due è l'ormai trita e ritrita unione fra oriente e occidente, con annessi e connessi proble ...continuar

    E ti pareva che non ci fosse un seguito!!!!!! preferirei un libro lunghissimo piuttosto che le trilogie......Sono stufa!!!!!!
    Decisamente mi aspettavo veramente di più.
    La storia d'amore fra i due è l'ormai trita e ritrita unione fra oriente e occidente, con annessi e connessi problemi creati da culture differenti. A dir la verità l'ho trovata un pò stiracchiata, sia l'incontro che l'innamoramento fra i due, bah non eccessivamente emozionante. Nella storia nulla manca politica amore disagi, nessuno viene scontentato. Lydia è forse un pò troppo oltre per essere credibile, i suoi atteggiamenti sono esagerati anche se la madre le concede tanta libertà d'azione.....

    dito em 

  • *** Este comentário contém <i>spoilers</i>! ***

    3

    UN PO' SOPRAVVALUTATO...............

    lettura piacevole senz'altro......ma c'è di meglio e di + coinvolgente!!!!!

    dito em 

  • 4

    sicuramente una bella storia,ma per quanto si possa avvicinare al CAVALIERE D'INVERNO come storia,non ci sono paragoni....quest'ultimo e' unico e inimitabile

    dito em