A Confederacy of Dunces

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Publisher: Penguin Classics

4.0
(2758)

Language: English | Number of Pages: 338 | Format: Paperback | In other languages: (other languages) Spanish , French , Italian , German , Swedish , Catalan , Danish , Portuguese , Galego , Czech

Isbn-10: 1856132781 | Isbn-13: 9781856132787 | Publish date: 

Preface Walker Percy

Also available as: Hardcover , Audio Cassette , School & Library Binding , Audio CD , Others , eBook

Category: Fiction & Literature , Humor , Philosophy

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Book Description
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  • 5

    Che pallle in alcuni paragrafi...

    ma vale la pena leggere qualche pagina che non ti garba per il resto? Decisamente.
    La storia è un pretesto, tutti i personaggi sono "ininfluenti", tutto viene fagocitato da Ignatius, un personaggio i ...continue

    ma vale la pena leggere qualche pagina che non ti garba per il resto? Decisamente.
    La storia è un pretesto, tutti i personaggi sono "ininfluenti", tutto viene fagocitato da Ignatius, un personaggio irriverente, politicamente scorretto, ironico, molto spesso anche lui vittima di idiozia. Se tutti gli idioti fossero come lui vivremmo forse in un mondo migliore. Perchè Ignatius non è soltanto obeso e scansafatiche... ma regala vere pillole di filosofia.
    Mi ha divertito molto, moltissimo. Quanto sarebbe stato figo avere ancora John Kennedy Toole tra noi.

    said on 

  • 0

    in wishlist da quasi 20 anni, avrei fatto meglio a lasciarlo lì ....

    Ho sempre girato attorno a questo libro, e alla sua rocambolesca pubblicazione e al suo roboante successo postmortem ripromettendomi di leggerlo prima o poi. Si sa, i percorsi di lettura non sono mai ...continue

    Ho sempre girato attorno a questo libro, e alla sua rocambolesca pubblicazione e al suo roboante successo postmortem ripromettendomi di leggerlo prima o poi. Si sa, i percorsi di lettura non sono mai lineari, l'ho comperato e regalato senza leggerlo un paio di volte (mai sottovalutare i segni del destino!) e poi complice il kindle e il torneo US Open del Gruppo Letteratura Americana mi son detta: Diamogli una chance, è arrivato il suo momento, evvai, leggo il capolavoro misconosciuto.
    E invece no, non ce l'ho fatta a leggerlo. Ho dovuto rileggere le prime 5 pagine due volte: continuavo a dimenticare cosa stessi leggendo, e questo magari non sarà un segno del destino ma la vecchiaia che ci frega la memoria. Sia quel che sia, addio ignatius, non riesci proprio a interessarmi, tu e la pallosissima banda di idioti.

    said on 

  • 2

    Mi avevano detto: fa morire dal ridere.
    Morire no, ma è abbastanza divertente.
    Eppure, arrivata a metà, mi sono chiesta: ma a me cosa me ne frega delle vicende di questi idioti?
    Niente da fare, non mi ...continue

    Mi avevano detto: fa morire dal ridere.
    Morire no, ma è abbastanza divertente.
    Eppure, arrivata a metà, mi sono chiesta: ma a me cosa me ne frega delle vicende di questi idioti?
    Niente da fare, non mi ha preso.

    said on 

  • 0

    Una banda di balordi

    La parola capolavoro, oggigiorno abusata in molti campi, è stata usata anche per definire questo libro. Non capisco bene come si creino queste leggende, o come possa un editore, pur dovendo supportare ...continue

    La parola capolavoro, oggigiorno abusata in molti campi, è stata usata anche per definire questo libro. Non capisco bene come si creino queste leggende, o come possa un editore, pur dovendo supportare le proprie creature, puntare su questo tipo di così ambiziosa forma pubblicitaria.
    "lo lessi fino in fondo. All'inizio con l'acuta sensazione che non fosse abbastanza brutto da consentirmi di smettere, poi con una punta di interesse e via via sempre con maggior emozione, che sfociò alla fine in incredulità: non era possibile che fosse così valido". Questo c'è scritto nella prefazione originaria - ho letto la prima edizione del 1998.
    Ebbene, non è abbastanza brutto da smettere, sempre se si supera il primo capitolo, decisamente brutto; il personaggio di Ignatius è talmente particolare, e così surreali le scene, che ci si immerge in un mondo fantasioso e balordo riuscendo anche a ridere. Ma la storia è farraginosa e si dilunga troppo. Ci si sente via via più appesantiti, dalla mole di Ignatius, dal racconto stesso e dalla mole del libro, e si finisce per smettere, anche se il libro non sarebbe abbastanza brutto da smettere.
    A metà ho mollato, allegramente e senza rimpianti.

    said on 

  • 3

    Wow Ignatius! che fatica stare dietro alle tue rocambolesche avventure, alla tua mente che macina idee filosofiche assurde e alla tua mole decisamente troppo ingombrante.

    said on 

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