A Connecticut Yankee in King Arthur's Court

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Publisher: Discovery Toys

3.7
(830)

Language: English | Number of Pages: 322 | Format: Hardcover | In other languages: (other languages) Spanish , Russian , Italian , French , German , Galego , Portuguese , Romanian , Hungarian

Isbn-10: A000136300 | Publish date: 

Also available as: Paperback , Mass Market Paperback , School & Library Binding , Audio CD , Audio Cassette , Library Binding , Others , Unbound , eBook

Category: Fiction & Literature , Humor , Science Fiction & Fantasy

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Book Description
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  • 5

    Straordinario! Avanguardia allo stato puro! Ironico, surreale quasi a sfiorare il ridicolo. A tratti perfino trash. Vorrei sapere chi non sarebbe disposto a fare carte false per essere considerato il ...continue

    Straordinario! Avanguardia allo stato puro! Ironico, surreale quasi a sfiorare il ridicolo. A tratti perfino trash. Vorrei sapere chi non sarebbe disposto a fare carte false per essere considerato il mago più grande del suo tempo (come il protagonista del libro). Io ci metto la firma!

    said on 

  • 4

    Ho sempre sostenuto che i Classici, per quanto pubblicati molte generazioni lontano da noi, siano sempre attuali: pur non essendo considerato tra i più famosi di Mark Twain, questo libro ha confermato ...continue

    Ho sempre sostenuto che i Classici, per quanto pubblicati molte generazioni lontano da noi, siano sempre attuali: pur non essendo considerato tra i più famosi di Mark Twain, questo libro ha confermato la mia teoria.
    La storia comincia durante una visita da parte dello stesso autore al castello di Warwick, Inghilterra; qui incontro un forestiero, un americano che conosce perfettamente usci e costumi della corte di Re Artù, come se li avesse visti con i suoi stessi occhi.
    Quella sera stessa, nell'albergo in cui l'autore alloggia, lo sconosciuto gli dona da leggere tutta la sua storia, esattamente com'è accaduta.
    Ed è qui che comincia "la storia dentro la storia":
    Hank Morgan è un comunissimo cittadino di Hartford, Connecticut, che lavora come sovrintendente capo in una fabbrica di armi. Un giorno, in seguito ad un violento colpo alla testa ricevuto da uno degli operai, Hank si ritrova misteriosamente catapultato indietro di tredici secoli, per la precisione nell'anno 528, alla corte di re Artù. Fatto prigioniero da uno dei leggendari cavalieri della Tavola Rotonda, viene portato al cospetto del Re, della Regina e di Merlino, il quale lo condanna al rogo per aver affermato di poter oscurare il sole e portare così il regno alla distruzione.
    Il giorno stabilito, però, i ricordi di Hank a proposito dell'eclissi, si rivelano esatti e questo lo salva dal rogo, portandolo a diventare il braccio destro del Re, conosciuto universalmente come Il Capo.
    Lavorando incessantemente e spesso segretamente, Hank cerca di portare quella società (da lui stesso definita ottusa, retrograda e ridicola) ai livelli di civilità del diciannovesimo secolo, tra un battibecco con Merlino, in un duello costante magia/scienza e arguzia, e l'obbligo di doversi attenere ad alcune tradizione dell'epoca, come i tornei tra cavalieri, i salvataggi di fanciulle in difficoltà e la ricerca di avventure, fino ad un inaspettato e un po' triste epilogo.
    Con tanta ironia, Mark Twain esplora una leggenda che mi ha sempre affascinato moltissimo, ma lo fa in chiave meno eroica ed epica: vengono esplorati e scoperti i difetti di Artù e dei suoi cavalieri, sempre giudicati con un occhio più che positivo in tutte le rivisitazioni che mi è capitato di leggere.
    Ma non solo: è anche un romanzo che esplora la società in cui Twain viveva, l'economia e la conoscenza delle leggi, offrendo un quadro completo attraverso gli occhi, l'arguzia e a volte l'arroganza, di Hank.
    Non aspettatevi perciò intrepidi duelli o torbide storie d'amore; aspettatevi ironia, arguzia, arroganza, sagacia, un pizzico di malignità e tanto spirito pratico e scientifico.
    Un libro molto piacevole da leggere e che credo offra qualche spunto di riflessione.

    said on 

  • 4

    Letto da adulto, devo dire che l'ho trovato ancora molto attuale, ed ho apprezzato la scrittura e la modernità dell'autore. Un viaggio nel tempo, una dura critica alle ingiustizie sociali, alle credul ...continue

    Letto da adulto, devo dire che l'ho trovato ancora molto attuale, ed ho apprezzato la scrittura e la modernità dell'autore. Un viaggio nel tempo, una dura critica alle ingiustizie sociali, alle credulità, ai privilegi della Chiesa.

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  • 3

    Long. Sometimes quite boring and forced. Funny and intelligent in some points, but in general it's a book avoidable. - Prolisso. A tratti parecchio noioso e forzato. Divertente e intelligente in alcun ...continue

    Long. Sometimes quite boring and forced. Funny and intelligent in some points, but in general it's a book avoidable. - Prolisso. A tratti parecchio noioso e forzato. Divertente e intelligente in alcuni spunti, ma in generale e' un libro evitabile.

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  • 0

    Salvando l’idea del viaggio nel tempo che pone il romanzo di Twain come un archetipico di grande portata – chi siete, cosa volete, un fiorino! - devo ammettere di averlo trovato quasi orripilan ...continue

    Salvando l’idea del viaggio nel tempo che pone il romanzo di Twain come un archetipico di grande portata – chi siete, cosa volete, un fiorino! - devo ammettere di averlo trovato quasi orripilante, e non per gli anacronismi e le distorsioni, che pur troverebbero giustificazione, rientrando la narrazione nel genere “fantastico”.
    L’americano che si trova risucchiato nell’Inghilterra del VI secolo ci mette un nonnulla ad applicare scienze e coscienze moderne nel tessuto socioeconomico del tempo: stampa i giornali (a non voler considerare il problemuccio dell’analfabetismo, ma la carta, la carta), impianta fabbriche, istituisce il dollaro come moneta unica, costruisce, anzi fa costruire una rete telegrafica, una fortificazione elettrica, nel duello sbaraglia 500 cavalieri a colpi di pistola (da dove cacchio è uscita la pistola), i suoi allievi sono talmente ben istruiti da realizzare, in tempi record, migliaia di biciclette che sostituiscono i cavalli in modo che i Nostri possano rapidamente giungere in soccorso.

    Il realtà non mi è sembrato tanto un romanzo di fantasia o di avventura, quanto piuttosto un libello sulle magnifiche sorti progressive dell’uomo moderno che avendo interiorizzato le idee di egalitè e libertè, non può fare a meno di ridicolizzare superstizioni e pregiudizi del passato, servendosi, ça va sans dire, della nobile arte della dissimulazione, dell’inganno e di mitragliatrici e di esplosivi.
    E passa sotto traccia l’ ammissibile critica o satira che fa Twain della retorica postromantica del romanzo a sfondo storico.
    Eh.
    O tempora, o mores.

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  • 0

    non posso giudicarlo

    l'ho letto troppi anni fa, è stato uno dei primi libri completi finiti faticosamente da bambino! Lo ricordo divertente, ma poco altro

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  • 4

    Bellissimo, mi ha regalato diverse ore di divertimento! Questo è il primo libro di Mark Twain che leggo, chissà perché mi aspettavo un modo di scrivere noioso invece l'ho trovato molto scorrevole trov ...continue

    Bellissimo, mi ha regalato diverse ore di divertimento! Questo è il primo libro di Mark Twain che leggo, chissà perché mi aspettavo un modo di scrivere noioso invece l'ho trovato molto scorrevole trovato veramente attuale!

    said on 

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