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A Connecticut Yankee in King Arthur's Court

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Publisher: Discovery Toys

3.7
(798)

Language:English | Number of Pages: 322 | Format: Hardcover | In other languages: (other languages) Spanish , Russian , Italian , French , German , Galego , Portuguese , Romanian , Hungarian

Isbn-10: A000136300 | Publish date: 

Also available as: Paperback , Mass Market Paperback , School & Library Binding , Audio CD , Audio Cassette , Library Binding , Others , Unbound , eBook

Category: Fiction & Literature , Humor , Science Fiction & Fantasy

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Book Description
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  • 0

    Salvando l’idea del viaggio nel tempo che pone il romanzo di Twain come un archetipico di grande portata – chi siete, cosa volete, un fiorino! - devo ammettere di averlo trovato quasi orripilan ...continue

    Salvando l’idea del viaggio nel tempo che pone il romanzo di Twain come un archetipico di grande portata – chi siete, cosa volete, un fiorino! - devo ammettere di averlo trovato quasi orripilante, e non per gli anacronismi e le distorsioni, che pur troverebbero giustificazione, rientrando la narrazione nel genere “fantastico”.
    L’americano che si trova risucchiato nell’Inghilterra del VI secolo ci mette un nonnulla ad applicare scienze e coscienze moderne nel tessuto socioeconomico del tempo: stampa i giornali (a non voler considerare il problemuccio dell’analfabetismo, ma la carta, la carta), impianta fabbriche, istituisce il dollaro come moneta unica, costruisce, anzi fa costruire una rete telegrafica, una fortificazione elettrica, nel duello sbaraglia 500 cavalieri a colpi di pistola (da dove cacchio è uscita la pistola), i suoi allievi sono talmente ben istruiti da realizzare, in tempi record, migliaia di biciclette che sostituiscono i cavalli in modo che i Nostri possano rapidamente giungere in soccorso.

    Il realtà non mi è sembrato tanto un romanzo di fantasia o di avventura, quanto piuttosto un libello sulle magnifiche sorti progressive dell’uomo moderno che avendo interiorizzato le idee di egalitè e libertè, non può fare a meno di ridicolizzare superstizioni e pregiudizi del passato, servendosi, ça va sans dire, della nobile arte della dissimulazione, dell’inganno e di mitragliatrici e di esplosivi.
    E passa sotto traccia l’ ammissibile critica o satira che fa Twain della retorica postromantica del romanzo a sfondo storico.
    Eh.
    O tempora, o mores.

    said on 

  • 0

    non posso giudicarlo

    l'ho letto troppi anni fa, è stato uno dei primi libri completi finiti faticosamente da bambino! Lo ricordo divertente, ma poco altro

    said on 

  • 4

    Bellissimo, mi ha regalato diverse ore di divertimento! Questo è il primo libro di Mark Twain che leggo, chissà perché mi aspettavo un modo di scrivere noioso invece l'ho trovato molto scorrevole trov ...continue

    Bellissimo, mi ha regalato diverse ore di divertimento! Questo è il primo libro di Mark Twain che leggo, chissà perché mi aspettavo un modo di scrivere noioso invece l'ho trovato molto scorrevole trovato veramente attuale!

    said on 

  • 3

    dopo aver letto gli stupendi romanzi " le avventure di tom sawyer",e le avventure di Huckleberry Finn ,le prime cento pagine di questo libro mi sono sembrate un po' deludenti.Forse, perchè passare dal ...continue

    dopo aver letto gli stupendi romanzi " le avventure di tom sawyer",e le avventure di Huckleberry Finn ,le prime cento pagine di questo libro mi sono sembrate un po' deludenti.Forse, perchè passare dall'ottocento all'epica medievale è un po' difficile.

    said on 

  • 4

    Dietro l'apparenza di un libro per ragazzi"Uno yenkee alla corte di Re Artù"è una delle satire più velenose del periodo.Più che un opera morale,come a volte viene definita,è un"J'accuse"contro l'uomo ...continue

    Dietro l'apparenza di un libro per ragazzi"Uno yenkee alla corte di Re Artù"è una delle satire più velenose del periodo.Più che un opera morale,come a volte viene definita,è un"J'accuse"contro l'uomo del nuovo mondo,l'americano,ma anche contro il suo "ances
    trale antenato",l'anglosassone del 520 d.c.,secolo in cui si ritrova Hank,uomo del Connecticut del 1800.
    L'opera quindi,con una buona dose di cinico umorismo,trasforma i cavalieri della tavola rotonda,Merlino e la loro saga in un gruppo di scalcinati personaggi;l'irriverenza non risparmia nessuno e l'accusa è verso qualsiasi potere:l'ineguaglianza soci
    ale che,o in un epoca o nell'altra,vede sempre pochi eletti,tra Stato e Chiesa,a controllare e reprimere la moltitudine,vuoi con la superstizione di un Dio vendicativo,vuoi con la violenza di uno Stato chiuso ed autoritario.Questi i temi che si sviluppano tra l'umorismo e il dramma.Utilizzando il contrasto tra due epoche così lontane ed apparentemente diverse,l'800 secolo dei lumi e del razionalismo e il Medioevo del 500 d.c.epoca oscurantista della magia e dell'irrazionale,Marc Twain lancia forse un grido verso la società americana,anglosassone,così sicura di se stessa da permettersi disastri in nome del progresso.Figli di una superficialità che non li ha fatti mai guardare indietro avanzano in nome di un progresso illusorio,dove tutto è così breve,dove niente resiste,se non le piaghe di sempre.
    Il romanzo può rispecchiare tematiche del giorno d'oggi dove per costruire c'è paradossalmente bisogno di distruggere.come nel medioevo così nell'800 la guerra e i soprusi sono sempre lo stesso identico quadro,come Morgan è la descrizione dell'uomo contemporaneo:sia in un secolo che nell'altro è il simbolo di chi niente raccoglie dagli errori del passato e senza remore,continua
    con la vita di sempre.Unico neo dell'opera,dopo un'inizio scoppiettante,si dilunga con una scrittura farraginosa che penalizza la freschezza e l'impegno dei contenuti.

    said on 

  • 2

    Che delusione! E' dall'adolescenza, dopo aver letto "Tom Sawyer" e "Huckleberry Finn", che desideravo leggere questo romanzo, incuriosito dal titolo. Meglio sarebbe stato leggerlo allora!

    said on 

  • 3

    Sono un po' indecisa sul voto da dare a questo libro.
    Perché da una parte mi ha divertito, dall'altra mi ha infastidito.
    È un libro alquanto dissacrante, diciamo che ci fa vedere la parte ridicola del ...continue

    Sono un po' indecisa sul voto da dare a questo libro.
    Perché da una parte mi ha divertito, dall'altra mi ha infastidito.
    È un libro alquanto dissacrante, diciamo che ci fa vedere la parte ridicola della corte di re Artù e della Tavola rotonda. Però nel farlo diventa ridicolo. Ora, sarò io limitata di mente, ma mi spiegate come il protagonista può essere esperto di tutto ciò che l'umanità ha creato nel diciannovesimo secolo? Quest'uomo è capace di creare ed usare esplosivi, telefoni, ferrovie ed elettricità da solo e senza neanche un manuale! Inoltre conosce a memoria le date e le ore di tutte le eclissi di sole e di luna della storia dell'umanità spaccando il secondo! All'anima, altro che operaio in fabbrica, questo qui come minimo era uno scienziato! Alquanto inverosimile non trovate?
    È anche vero però che mi ha fatto sorridere in molti punti, in alcuni mi è perfino scappata una risata.
    Quindi decido di dare un voto neutro. Però mi aspettavo una cosa molto, molto diversa.

    said on 

  • 2

    No sé qué me pasó con este libro. Esperaba mucho de Mark Twain y resultó que se me hizo pesado, parecía que no avanzaba. Eso sí, hubo momentos en que solté verdaderas carcajadas con algunas de sus fra ...continue

    No sé qué me pasó con este libro. Esperaba mucho de Mark Twain y resultó que se me hizo pesado, parecía que no avanzaba. Eso sí, hubo momentos en que solté verdaderas carcajadas con algunas de sus frases ingeniosas y llenas de ironía.

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