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A Dance with Dragons

A Song of Ice and Fire

By

Publisher: Voyager

4.0
(1645)

Language:English | Number of Pages: 704 | Format: Paperback | In other languages: (other languages) Spanish , Catalan

Isbn-10: 0002247402 | Isbn-13: 9780002247405 | Publish date: 

Also available as: Hardcover , eBook , Mass Market Paperback , Others

Category: Family, Sex & Relationships , Fiction & Literature , Science Fiction & Fantasy

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Book Description
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  • *** This comment contains spoilers! ***

    5

    En previsión de que el sexto pueda tardar en llegar dejo una guía de cómo queda cada personaje al final del libro:

    * Daenerys:perdida en el desierto de los dothrakis pero aprendiendo como se monta al ...continue

    En previsión de que el sexto pueda tardar en llegar dejo una guía de cómo queda cada personaje al final del libro:

    * Daenerys:perdida en el desierto de los dothrakis pero aprendiendo como se monta al dragón, está a punto de morir de hambre intentando volver a pie a Meereen. El libro acaba cuando se encuentra al khalassar de uno de los antiguos jinetes de Karl Drogo.
    * Tyrion: En el asedio a Mereen como miembro de una de las compañías libres junto con Jorha Mormont, su plan es conseguir que la compañía cambie de capa y ayude al ejército de Daenerys.
    * Jon Nieve: ¿muerto? le acaban de dar cuatro puñaladas sus propios hermanos juramentados al grito de 'Por la guardia!' cuando tenía intención de marchar junto con los hombres libres y los cuervos que quisieran a Invernalia para acabar con Ramsay Bolton.
    * Bran Stark: al norte del muro en una cueva junto con Hodor, los hermanos Reed y los hijos del bosque conviertiéndose en un verdevidente.
    * Quentyn Martell: muerto en Mereen al intentar montar a los dragones.
    * Theon Greyjoy: ha secuestrado de Invernalia a la falsa Arya Stark y llega al campamento de Stannis donde está cautiva su hermana Asha.
    * Stannis: camina a Invernalia para enfrentarse al ejército de los Bolton.
    * Jon Connington: la antigua mano del rey Aerys Targayen ha recuperado sus antiguas tierras en Poniente y pretende conquistar Bastión de Tormentas, es el protector del príncipe Aegon.
    * Melisandre: sigue en el Muro junto con la mujer e hija de Stannis.
    * Arya Stark: se acaba de convertir en novicia de la extraña secta de los cambiacaras.
    * Jaime: huye junto con Brienne, no se sabe adónde.
    * Cersei: después de ser humillada publicamente teniendo que ir desnuda a la fortaleza roja parece que está mucho más recatada y tranquila (¿solo lo parece?).
    * Barristan Selmy: mano de Daenerys, ante la falta de la reina depone a su marido acusándole de intentar envenenarla y junto con todos los mercenarios y algunos meerenos intenta gobernar la ciudad. Al final del libro los ejércitos de Yunkay que sitian la ciudad empiezan a arrojar cadáveres de muertos por la 'Yegua clara' (enfermedad infecciosa).
    * Victarion Greyjoy: acaba de llegar con su flota a la bahía de esclavos en busca de Daenerys.
    * Kevan Lannister: el rey regente muere a manos de Lord Varys en el epílogo del libro, también se carga al maestre Pycelle. Lo hace todo para provocar la suficiente ditracción en Desembarco del Rey como para que Aegon pueda reunir un ejército y casándose con Daenerys gobiernen los siete reinos.

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  • *** This comment contains spoilers! ***

    3

    Gli è sfuggita di mano, ammettiamolo. Se per i precedenti quattro libri (sì, compreso A Feast for Crows) non potevo che sperticarmi in lodi, per A Dance with Dragons non posso fare a meno, a fine lett ...continue

    Gli è sfuggita di mano, ammettiamolo. Se per i precedenti quattro libri (sì, compreso A Feast for Crows) non potevo che sperticarmi in lodi, per A Dance with Dragons non posso fare a meno, a fine lettura, di notare come ci siano un sacco di scene inutili, di ripetizioni, di liste, di capitoli sacrificabili, di colpi di scena beceri, con il difetto peggiore che è l'assenza di archi narrativi, sostituiti da un generico mandare avanti la storia qua e là finché non è ora di chiudere tutto perché altrimenti il libro non è fisicamente pubblicabile.

    C'è chi, a prescindere dalla sua presenza in A Feast for Crows, fa solo una comparsata che si conclude con un cliffhanger, come Davos e Jaime, o con nulla di fatto, come Arya e Bran, o con capitoli che potevano benissimo stare nel libro precedente, come Cersei e i Dornishmen. C'è chi ha perso smalto, come Daenerys e Tyrion, con storie che con i giusti tagli avrebbero potuto trovare una conclusione in questo libro anziché essere destinate al prossimo. C'è chi invece riesce ad avere un arco completo, come Jon e Theon, c'è chi fa una comparsata gradita, come Melisandre, Asha, Ser Barristan e Ser Kevan, e c'è chi sarebbe bellissimo se affondasse e basta, come Victarion.

    Ora capisco perché sento spesso dire che Martin è frustrante: non è l'attesa tra un libro e l'altro, è la sensazione della storia che ristagna e dell'universo che si dilata inutilmente proprio nel momento in cui i personaggi dovrebbero convergere anziché disperdersi; non sono i personaggi che muoiono, è la facilità con cui personaggi appena arrivati riescono a fare in qualche pagina di riassunto quello che personaggi amati e seguiti dall'inizio non riusciranno mai a fare; non sono i troppi personaggi e le troppe ambientazioni, è come i nuovi sembrano aver messo in ombra i vecchi.

    È pur sempre Martin, è tutt'altro che una lettura spiacevole, ma per The Winds of Winter spero vivamente che si dia una regolata. E se proprio devono essere 1500 pagine, che lo siano ricche di eventi come A Storm of Swords e non annacquate come A Dance with Dragons.

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  • 4

    Con ganas de más

    Me cuesta leer mucho este tipo de libros, tantísimas descripciones de todo, tantísimos nombres (aparte de los protagonistas) se me hace muy pesado....
    Pero es verdad que G.R.R. Martin es un crack. La ...continue

    Me cuesta leer mucho este tipo de libros, tantísimas descripciones de todo, tantísimos nombres (aparte de los protagonistas) se me hace muy pesado....
    Pero es verdad que G.R.R. Martin es un crack. La historia se va volviendo cada vez más intrigante, más difícil de creer todo...
    Me ha gustado mucho más que "Festín de cuervos", pero claro, que en este libro están mis personajes favoritos.
    Ya digo, la historia está en un punto de no saber que va a pasar, de cuestionarte si va ha ganar el bien o no, no saber que pensar de muchos personajes, sobre todo los nuevos...
    El capítulo de la portada es simplemente INCREÍBLE, y los últimos me dejaron sin aliento.
    Espero que G.R.R. Martin no tarde en publicar de una vez "Vientos de invierno". ¡¡Necesitamos saber ya el final de este juego de tronos!!

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  • 4

    Seconda lettura

    Riletto a tre anni di distanza, con calma. Stavolta l'ho apprezzato di più, l'unico difetto che ho trovato è la tendenza all'eccessiva descrizione di ogni particolare, che lo rendono più pesante dei p ...continue

    Riletto a tre anni di distanza, con calma. Stavolta l'ho apprezzato di più, l'unico difetto che ho trovato è la tendenza all'eccessiva descrizione di ogni particolare, che lo rendono più pesante dei precedenti. Lascia sempre con una tremenda voglia di leggere Winds of Winter, e con un sacco di punti interrogativi sul destino dei nostri eroi...

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  • 3

    Intermezzo?

    Non ho apprezzato molto la divisione dei personaggi in diversi libri, anche perché forse tagliare un po' sui punti di vista avrebbe alleggerito e reso più scorrevole la narrazione, senza la necessità ...continue

    Non ho apprezzato molto la divisione dei personaggi in diversi libri, anche perché forse tagliare un po' sui punti di vista avrebbe alleggerito e reso più scorrevole la narrazione, senza la necessità per l'autore di tagliare gli ultimi capitoli e aggiungerlo al prossimo libro.

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  • 2

    Lettura iniziata il 3 gennaio 2014.
    Lettura terminata il 7 dicembre 2014.
    Davvero? Davvero.
    No perché sapete io mi stufo se uno parla parla parla ma non dice niente. E se questo qualcuno fatalità è un ...continue

    Lettura iniziata il 3 gennaio 2014.
    Lettura terminata il 7 dicembre 2014.
    Davvero? Davvero.
    No perché sapete io mi stufo se uno parla parla parla ma non dice niente. E se questo qualcuno fatalità è uno scrittore mi stufo ancora di più a leggere le sue righe senza che mi racconti qualcosa di sostanzioso. E se poi penso che sto leggendo il quinto volume di una saga e 'sto tiro me lo ha fatto anche al quarto volume m'incavolo proprio! No perché più di 2000 pagine in cui non accade quasi niente, si spendono fin troppe parole per mille nuovi personaggi di cui non m'importa niente, e si dicono due parole in croce di quelli che amo di più, proprio non sono sostenibili!
    Ma tanto che parlo a fare? Lo so che appena uscirà il sesto libro mi fionderò a leggerlo, perché io DEVO sapere come andrà avanti questa storia. E so anche che il vecchio marpione sa perfettamente che farò così, come lo farà chiunque altro sia arrivato a questo punto.

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  • 5

    Visto lo scempio perpetrato da Mondadori sui volumi del ciclo e la più che discutibile traduzione, questa volta ho letto il libro in lingua originale: ci ho messo un po' più tempo ma ne è valsa la pen ...continue

    Visto lo scempio perpetrato da Mondadori sui volumi del ciclo e la più che discutibile traduzione, questa volta ho letto il libro in lingua originale: ci ho messo un po' più tempo ma ne è valsa la pena. La saga continua a piacermi e non mi stanca, i personaggi mi prendono ancora, e la storia mi appassiona. Se deve essere avventura che avventura sia ! Aspetto con ansia i prossimi (e ultimi) due volumi e i seguiti della altrettanto valida serie televisiva.

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  • 4

    A well-written book by George Martin: altough a bit long winded in the dialogues, it keeps the attention of the reader high thanks to the switch of the setting from the known Westeros (the place of th ...continue

    A well-written book by George Martin: altough a bit long winded in the dialogues, it keeps the attention of the reader high thanks to the switch of the setting from the known Westeros (the place of the more boring previous book) to the unknown Essos, and thanks to the untangle of the different plots, which converge to Daenerys' one.

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  • 4

    “A Dance with Dragons” (diviso nella vergognosa edizione italiana nei volumi “I guerrieri del ghiaccio”, “I fuochi di Valyria” e “La danza dei draghi”) riprende le story-line di tutti quei personaggi ...continue

    “A Dance with Dragons” (diviso nella vergognosa edizione italiana nei volumi “I guerrieri del ghiaccio”, “I fuochi di Valyria” e “La danza dei draghi”) riprende le story-line di tutti quei personaggi che erano stati ignorati in “A Feast for Crows”. Più lungo del precedente, il quinto volume inizialmente segue una trama contemporanea a quella di “A Feast for Crows” ma, superata la prima metà del romanzo, riprende anche diverse story-line del quarto volume. Il risultato è un sovraffollamento di personaggi (diciotto POV in tutto), alla maggior parte dei quali vengono dedicati al massimo due o tre capitoli. Questo comporta che "A Dance with Dragons" cada nel tranello che proprio la distribuzione dei POV in due volumi serviva a evitare: realizzare un romanzo strapieno di story-line tutte terminanti in cliffhanger che solo in alcuni casi sembrano evocati da una reale esigenza narrativa, piuttosto che da un insufficiente numero di pagine disponibili. E nonostante ciò non rimane comunque abbastanza spazio per aggiungere tutti i POV che George Martin aveva in mente (Sam e Sansa infatti non compaiono).

    Tuttavia, nonostante il ritmo confusionario, il romanzo riesce comunque a coinvolgere il lettore grazie alle interessanti svolte narrative nelle quali Martin dimostra tutto il suo sadismo nei confronti dei propri personaggi.

    Jon, Daenerys, Tyrion e Theon sono i quattro personaggi sui quali “A Dance with Dragons” si focalizza maggiormente. Interessante il parallelismo tra i primi due, entrambi alle prese con il potere recentemente ottenuto e con ciò che esso comporta. Così, mentre Jon scopre che essere in una posizione di comando significa rinunciare all’approvazione e all’amicizia dei suoi confratelli, vediamo l’immenso ego della Regina dei Draghi sgonfiarsi poco a poco, quando questa si accorge che gestire una città-stato la mette di fronte a decisioni che mal si sposano con la sua rigida visione del bene e del male. La story-line di Tyrion dà l’opportunità a Martin di arricchire ulteriormente la dinamica del gioco del trono, nel quale i giocatori sono sempre più numerosi. Merita un plauso lo sviluppo del personaggio di Theon che, schiacciato e annichilito dalle proprie colpe e dalla crudeltà del suo carceriere, appare ormai ben diverso dal bullo del secondo libro.

    Tra i numerosi POV minori, quelli di Bran, Arya e Melisandre iniziano a condurre l’opera verso un contesto più marcatamente fantasy, che sarà probabilmente approfondito nei volumi successivi. Interessanti, ma ancora non particolarmente sviluppati, i personaggi di Barristan, Asha e Victarion. Puramente funzionali al prosieguo della trama, i punti di vista di Quentyn, Griff e Areo (quest’ultimo non è nemmeno il protagonista dei suoi stessi capitoli). Al contrario, con i soli due capitoli a lei dedicati, Cersei si riconferma essere uno dei migliori personaggi ideati da Martin, probabilmente il migliore POV di questo romanzo, insieme a quello di Theon.

    Complessivamente, il quinto romanzo delle “Cronache del Giaccio e del Fuoco” si rivela essere un libro di transizione, che più che azione offre suspence, ma nel quale si pongono le basi per un'accelerazione del ritmo (e magari per una seconda carneficina di personaggi, dopo quella di “A Storm of Swords”) che probabilmente avrà luogo nel romanzo successivo.

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