A Doll's House

(Dover Thrift Editions)

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Publisher: Dover Publications

4.0
(3472)

Language: English | Number of Pages: 72 | Format: Paperback | In other languages: (other languages) Italian , German , Spanish , Norwegian , French , Slovenian , Greek , Finnish , Korean , Portuguese

Isbn-10: 0486270629 | Isbn-13: 9780486270623 | Publish date:  | Edition New

Also available as: Hardcover , Audio Cassette , Audio CD , School & Library Binding , Others , eBook

Category: Family, Sex & Relationships , Fiction & Literature , Social Science

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Book Description
One of the best-known, most frequently performed of modern plays, displaying Ibsen’s genius for realistic prose drama. A classic expression of women’s rights, the play builds to a climax in which the central character, Nora, rejects a smothering marriage and life in "a doll’s house." Publisher’s Note. Contents. Dramatis Personae.
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  • *** This comment contains spoilers! ***

    5

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    Una casa di bambola
    Henrick Ibsen
    Una casa di bambola è un'opera teatrale divisa in tre atti lunghi.
    Dove la protagonista, Nora, vive un dramma.
    Custodisce gelosamente un grosso segreto per proteggere ...continue

    Una casa di bambola
    Henrick Ibsen
    Una casa di bambola è un'opera teatrale divisa in tre atti lunghi.
    Dove la protagonista, Nora, vive un dramma.
    Custodisce gelosamente un grosso segreto per proteggere suo marito.
    In tre giorni si consuma tutta la storia, il grande amore che si tramuta in perfetti sconosciuti.
    Prigioniera prima dei "giochi" del padre e poi del marito, Nora non si ritrova in quel contesto, non è lei e non è ciò che vuole.
    Per i tempi in cui si trova prende una decisione coraggiosa, se ne va alla ricerca di se stessa.
    Testo scritto nel 1879, è molto avanti.
    Ibsen mette la donna su un gradino più alto, ritiene che sia pari all'uomo se non migliore.
    Ad una riunione espone una sua tesi affermando che la dinna deve partecipare alle questioni pubbliche come gli uomini.
    Di cosa hanno paura gli uomini?
    Degli intrighi?
    Lui stesso afferma che ha conosciuto molti uomini intriganti nel corso della sua vita, quindi...
    Un autore che dimostra una grossa apertura mentale!
    Le menti chiuse fanno poca strada.
    Che aspettate? Se non l'avete ancora letto, correte ai ripari.
    Un libro scritto per le donne da un grande uomo.

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  • 5

    Consigliato dalla mia professoressa alle medie, letto anni dopo. Incredibile riscatto della figura femminile per quell'epoca , scorrevole e interessante, anche per chi non ama troppo il genere teatral ...continue

    Consigliato dalla mia professoressa alle medie, letto anni dopo. Incredibile riscatto della figura femminile per quell'epoca , scorrevole e interessante, anche per chi non ama troppo il genere teatrale

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  • 3

    Bambole e burattini

    Un testo rivoluzionario per l'epoca, con personaggi molto interessanti perché resi vivi dalla penna e dalla vivida inventiva dell'autore. Mi viene da dire che se Norma è la bambola di Torvald per tre ...continue

    Un testo rivoluzionario per l'epoca, con personaggi molto interessanti perché resi vivi dalla penna e dalla vivida inventiva dell'autore. Mi viene da dire che se Norma è la bambola di Torvald per tre quarti del dramma, alla fine è quest'ultimo a rivelare di essere solo un burattino nelle mani della moglie, incapace di reagire alla reazione di lei. Ecco: questi improvvisi mutamenti di personalità, tanto della donna quanto dell'uomo, non mi hanno convinto fino in fondo, perché avvengono in modo repentino, quasi immediato. Probabilmente, si è trattata di una scelta dettata dalla necessità di mantenere viva e rapida l'azione scenica.
    In ogni caso, un gran bel testo e caposaldo del teatro.

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  • 0

    Testo asciutto, realistico, grottesco e vero nei termini che il marito utilizza rivolgendosi alla moglie, “lodoletta”, “uccellino”, “passerotto” , “canta”, “balla”, “ridi” (fa venire il prurito, verre ...continue

    Testo asciutto, realistico, grottesco e vero nei termini che il marito utilizza rivolgendosi alla moglie, “lodoletta”, “uccellino”, “passerotto” , “canta”, “balla”, “ridi” (fa venire il prurito, verrebbe da dargliele). Ma al di là dell’analisi sociale che può scaturire da questo testo, io ci vedo un avvertimento tipico di una società moderna, che sta emergendo contro le convenzioni sociali, restare fedeli a se stessi, al di là del genere sessuale.
    Nora vuole vivere, respirare, essere se stessa, perché sa di non essere una bambola, come la vorrebbe la società in cui vive. Il testo è meraviglioso, realista, diversamente da Peer Gynt, dove tutto resta ancora molto simbolico e per questo pesante. Stupendo, invece, il dramma musicale di Grieg.

    said on 

  • 4

    Ci mette un po' per diventare interessante, però nel finale l'autore fa capire perfettamente le sue intenzioni. Un manifesto femminista? Sì, molto piú di altri testi piú famosi e osannati.

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  • 3

    Non posso pensare che ci sia qualcuno che abbia considerato quest'opera un manifesto femminista o qualcosa che vagamente ci assomigli! Non ritrovo in Nora l'eroina che salva il marito a costo dell'ono ...continue

    Non posso pensare che ci sia qualcuno che abbia considerato quest'opera un manifesto femminista o qualcosa che vagamente ci assomigli! Non ritrovo in Nora l'eroina che salva il marito a costo dell'onore, non vedo neanche, nel suo finale abbandono del tetto coniugale, la rivincita sul gretto atteggiamento di Helmer una volta scoperto il suo segreto. Non c'è nessuna vittoria della donna, che può farla assurgere a modello di indipendenza, solo un ulteriore capriccio, dal mio punto di vista, di una moglie sempre idolatrata e protetta, che per l'ennesima volta vuole su di se' comprensione e protezione e, non avendola ottenuta immediatamente, decide di ergersi a paladina di se stessa, dimenticando completamente il suo ruolo, non dico di moglie, ma quanto meno di madre, in virtù di un ipotetico ideale da perseguire. Che donna è infatti quella che abbandona i figli a cuor leggero solo perché una sera si rende conto che il marito non ha avuto la prontezza di spirito per immolarsi come lei voleva e si è rivelato per quello che è sempre stato? Che donna è quella che in una notte si accorge di essere stata bambola per tutta la vita e immediatamente vuole rinnegare quello che è stata fino ad un momento prima, per andare a "ritrovarsi", senza meditare minimamente sulle sue responsabilità nei confronti della famiglia che comunque lei stessa ha contribuito a creare? No, non mi è piaciuta Nora, non mi vedo rappresentata dalla sua battaglia di genere, non condivido il suo modo di comportarsi nè prima che il suo segreto venga svelato al marito, nè dopo quando decide di andarsene. Forse se avessi visto l'opera direttamente a teatro avrei potuto avere una visione diversa, ma basandomi solo sulla lettura, questo è stato l'impatto emotivo che ne ho tratto.

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  • 5

    "Occorre gettar via il costume da maschera"

    E gettiamolo allora, fino in fondo. Adoro questo pezzo, riesco a leggermelo con gusto più volte anche a distanza di anni, per non parlare del teatro.
    Quel dialogo finale tra Helmer e Nora però mi sono ...continue

    E gettiamolo allora, fino in fondo. Adoro questo pezzo, riesco a leggermelo con gusto più volte anche a distanza di anni, per non parlare del teatro.
    Quel dialogo finale tra Helmer e Nora però mi sono sempre più convinta che ora debba finire in un altro modo: "I figli me li sono sciroppati tutti io, ti ho salvato la ghirba senza che tu ne sapessi nulla, mi tratti da deficente con la testolina vuota, e ora mi fai tanto il superiore con l'onore? e allora sai che c'è? Fai le valige e vattene tu, caro Helmer, così riuscirò finalmente a pensare a me stessa."
    Ecco: testo profetico, ma finale datato.

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  • 5

    Capolavoro teatrale

    Ho rincorso a lungo questo titolo e il suo autore. Quando finalmente io ho avuto tempo per lui e lui poteva parlar chiaro a me, ciò che questo libro mi ha detto è stato talmente intenso da durare solo ...continue

    Ho rincorso a lungo questo titolo e il suo autore. Quando finalmente io ho avuto tempo per lui e lui poteva parlar chiaro a me, ciò che questo libro mi ha detto è stato talmente intenso da durare solo un paio d'ore. Ma allo stesso tempo capace di riempire tutta una vita come Donna.

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  • 3

    Saranno donne.

    Sabato. La donna che mi ha sposato è fuori il fine settimana per lavoro. A sera in un teatro del centro c’è Filippo Timi in “Casa di bambola”: i recensori dicono che-bravo-Timi, toglie la scena anche ...continue

    Sabato. La donna che mi ha sposato è fuori il fine settimana per lavoro. A sera in un teatro del centro c’è Filippo Timi in “Casa di bambola”: i recensori dicono che-bravo-Timi, toglie la scena anche a Ibsen. Io ci faccio un pensiero, tutto il giorno piove sabbia e a sera non mi resta neanche voglia di scendere per una pizza d’asporto, io poi non ci vado mai in teatro, le sole volte mi ci porta lei, ci sarei andato più per farle un dispetto. Fumo nervoso, leggo, sistemo cose che potevano anche rimanere fuori sistema e a mezzanotte passata leggo “Casa di bambola”, non sono andato a teatro allora me ne allestisco uno io in testa, dopo aver visto “La pianista” nella regia di Haneke e essermi preso una doccia, per concedermi del benessere e non sfondare in una monomania austriaca in chiave napoletana. Aleggiava su Ibsen una cattiva fama di noioseria, di pesantezza: ma “Casa di bambola” è un venticello, tre atti volanti, e Nora è l’uccellino che li attraversa come saltellando da un ramo all’altro, con la leggerezza di un passerotto che forse non serba in petto il cuore di un’aquila ma neppure quello di uno struzzo. È del 1879 la stesura, cioè di oggi: la ricerca della stabilità economica, con i suoi scheletri che non vogliono saperne di starsene negli armadi e con l’amore che diventa un prodotto secondario del perbenismo borghese, e è talmente bello quello scambio sul finale tra Helmer e Nora che a Nora le si perdona la sua tirataccia sul “lo devo a me stessa”: non si possono precorrere di troppo i tempi e per Nora non erano ancora pronte le parole: “Questi tre figli me li sono sciroppata io da sola per tutti questi anni: adesso piangeteli un po’ te, Helmer!” Un po’ di ipocrisia non ce la si nega mai, se può servire a fare bella figura.

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  • 4

    Storia di emancipazione femminile, dai vezzeggiativi di allodola all'indipendenza da una relazione basata sulla sola formalità e sul peso di una società maschilista e totalmente basata sul valore del ...continue

    Storia di emancipazione femminile, dai vezzeggiativi di allodola all'indipendenza da una relazione basata sulla sola formalità e sul peso di una società maschilista e totalmente basata sul valore del denaro, che genera buona o cattiva reputazione.

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