A Elegância do Ouriço

Por

Editor: Editorial Presença

3.9
(25400)

Language: Português | Number of Páginas: 280 | Format: Paperback | Em outros idiomas: (outros idiomas) French , Spanish , Italian , Catalan , English , Chi traditional , German , Swedish , Galego , Slovak , Russian , Dutch , Finnish , Slovenian , Czech

Isbn-10: 9722340514 | Isbn-13: 9789722340519 | Data de publicação: 

Também disponível como: Others

Category: Family, Sex & Relationships , Fiction & Literature , Philosophy

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Descrição do livro
É num edifício situado num bairro rico de Paris e habitado por uma burguesia rica e snobe, que decorre este emocionante romance contado a duas vozes. Alternadamente, as duas protagonistas vão dando a conhecer o seu bairro e as pessoas que as rodeiam. Renée é uma porteira de 54 anos, cultíssima autodidacta e apaixonada pela pintura naturalista holandesa, por filosofia, pelo cinema japonês e uma devoradora de livros. Paloma, a segunda protagonista, é uma adolescente de 12 anos, astuta, que percebe mais do mundo à sua volta do que aquilo que aparenta, e que deseja suicidar-se no dia do seu décimo terceiro aniversário. Entre a aparente humildade e ignorância de Renée e de Paloma, aparece um novo morador no prédio: o senhor Ozu, um japonês que inicia uma relação de amizade com ambas, formando-se um pequeno trio que terá para todos um papel redentor. Um livro terno, divertido e com personagens que irão cativar os leitores desde a primeira página.
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  • 5

    "Ma il mondo, così com'è, non è fatto per le principesse."

    Due le voci narranti di questo romanzo la prima quella di Renèe la portinaia, vedova da molto tempo che affronta la solitudine coccolando il suo gattone e immergendosi nella lettura appena ha un attim ...continuar

    Due le voci narranti di questo romanzo la prima quella di Renèe la portinaia, vedova da molto tempo che affronta la solitudine coccolando il suo gattone e immergendosi nella lettura appena ha un attimo di inattività, così come non rinuncia al gusto della sua immancabile tavoletta di cioccolato.
    La seconda quella di Paloma, bambina dodicenne sempre in conflitto con la sua famiglia che mal sopportando la mediocrità della gente, deciderà di suicidarsi il giorno del suo compleanno.
    Renèe e Paloma sono destinate ad incontrarsi e a rendersi conto di quanto siano simili e di come tutte e due cerchino di nascondere la loro vera essenza di persone estremamente sensibili, fino all'arrivo del nuovo inquilino che riuscirà a tirar fuori la loro vera personalità.
    Molto ben scritto secondo me, il libro, e ricco di riferimenti filosofici molto ben spiegati dall'autrice, come anche le molte citazioni a cui fa riferimento la portinaia. Bella la storia, ben strutturata e piena di risvolti piacevoli, se non fosse per la rabbia che ho provato nel finale quando in una sola riga l'autrice ha sconvolto tutto, ma… come sempre... non tutto il male viene per nuocere...

    dito em 

  • 4

    E' stata una fortuna che io abbia letto questo libro proprio ora, alla mia età, dopo aver raggiunto un certo grado di consapevolezza e lucidità sul mondo e su me stesso. Sono innumerevoli le volte in ...continuar

    E' stata una fortuna che io abbia letto questo libro proprio ora, alla mia età, dopo aver raggiunto un certo grado di consapevolezza e lucidità sul mondo e su me stesso. Sono innumerevoli le volte in cui nei pensieri delle protagoniste ho rivisto me stesso, il mio disincanto verso l'esistenza, il mio costante senso di inadeguatezza, i miei demoni interiori, ma anche la stessa volontà (o necessità) di cercare in questo ineluttabile fluire del tempo la mia camelia sul muschio, l'impronta dell'eternità, il mio sempre nel mai.

    dito em 

  • 0

    Libro semplicemente bellissimo! Bello l'intreccio fra le 2 protagoniste dotate di una fine e spiccata intelligenza, oltre che di una profonda cultura e sensibilità verso il mondo. Belle le riflessioni ...continuar

    Libro semplicemente bellissimo! Bello l'intreccio fra le 2 protagoniste dotate di una fine e spiccata intelligenza, oltre che di una profonda cultura e sensibilità verso il mondo. Belle le riflessioni e le disquisizioni sulla lingua, l'arte, la musica.. la vita. Io ho trovato questo libro straordinario. Da leggere!

    dito em 

  • 4

    La mia opinione su questo famoso romanzo è cambiata almeno tre volte nol corso della lettura. Mi ha continuamente sorpreso, suscitando un turbinìo di senzazioni ogni volta diverse. Sono partita con gr ...continuar

    La mia opinione su questo famoso romanzo è cambiata almeno tre volte nol corso della lettura. Mi ha continuamente sorpreso, suscitando un turbinìo di senzazioni ogni volta diverse. Sono partita con grandi aspettative perché ha avuto uno straordinario successo al suo esordio, avvenuto nel 2006, e da quel giorno la sua fama è cresciuta senza sosta. L'autrice, Muriel Burbery, ha ottenuto una grande notorietà a livello internazionale, al punto che oramai tutta la sua produzione (non molta a dire il vero) viene identificata con “l'Eleganza del riccio”. Non so se sia una cosa positiva per lei, ma ora che il libro l'ho letto anche io comprendo bene come mai si è messa in moto una tale macchina da guerra, con i suoi molteplici risvolti. Il motivo per cui io invece mi sono decisa a leggerlo dieci anni dopo la sua pubblicazione è uno di quei misteri da lettrice che non sono in grado di spiegare. Non mi ero mai presa la briga nemmeno di buttare un occhio alla trama, niente di niente. I bestsellers scatenano in me una specie di allergia, per cui ci giro alla larga fino a quando l'entusiasmo non si placa almeno un po'. Alla fine comunque ho iniziato a leggerlo. Con un certo dispiacere mi ero quasi convinta ad abbandonarlo, cosa che detesto fare e che riservo solamente ai libri che mi procurano più fastidio che gioia. Il motivo è presto detto: la prima parte è tanto, troppo infarcita di filosofia, e chi come me non ha mai avuto un buon rapporto con la materia è facile che trovi i pensieri riportati un po' ostici e faticosamente assimilabili.
    Le protagoniste del romanzo sono due donne, una appena dodicenne e l'altra nel pieno della sua maturità. Sono estremamente diverse tra loro, non solo per un fattore anagrafico ma anche e soprattutto per la loro estrazione sociale e per il ruolo che loro malgrado rivestono nella comunità. Paloma è una ragazzina molto matura per la sua età, che abita con la famiglia in un lussuoso palazzo della “parigi bene”; Renèè invece è la portinaia. Nonostante la palese diversità, esiste qualcosa di insospettabile che accumuna le due donne: sono entrambe dotate di una spiccata intelligenza, molto superiore alla media, e possiedono una profonda cultura che per motivi diversi si ostinano a nascondere al prossimo. Paloma ha un rapporto difficile con la propria famiglia. La osserva con gli occhi di un'aliena, assolutamente incapace di adattarsi alla loro mediocrità: il padre è un parlamentare perennemente assente, la madre è superficiale e schiava di antidepressivi e sonniferi, mentre la sorella maggiore, Colombe, è una studentessa di filosofia della Sorbona che di intellettuale ha solo il titolo. E' proprio lei quella che Paloma maggiormente disprezza, perché non riesce ad accettare il suo vuoto interiore e trova assurdo che una materia tanto nobile come la filosofia sia utilizzata da Colombe sono per darsi un tono, senza capirne l'immenso valore. Paloma cerca di nascondersi ai loro occhi e si sforza di apparire un'adolescente come le altre, infarcita di sottocultura come la maggior parte dei suoi coetanei. Abbassa il suo rendimento scolastico, legge fumetti a tavola e sostanzialmente non interagisce mai con i familiari, i quali non sospettano minimamente la verità. E' convinta che la sua straordinarietà, se costretta a doverla condividere con i suoi familiari, le farebbe viviere un vero e proprio incubo. Paloma purtroppo pensa che la sua famiglia non sia altro che lo specchio della società in cui è costretta a vivere: sono gli esponenti a lei più prossimi, ma in generale non nutre una grande fiducia nell'essere umano. Condannata dalla sua profonda ed acuta sensibilità ad isolarsi dal marciume di cui è circondata, prende una decisione lucida e cruda, con la quale si apre il romanzo. Prima di portare a compimento la sua opera decide però di scrivere un diario in cui annotare i suoi pensieri, le sue riflessioni più profonde riguardo l'animo umano e riguardo le cose tangibili, appartenenti al corpo, che sono in grado di instillare in lei la percezione della bellezza. E' l'ultimo tentativo che è disposta a compiere per capire se dopo tutto la vita ha un senso che ancora le sfugge, qualcosa che la allontani da tutta quella mediocrità.
    Al piano terra del lussoso palazzo abita invece la portinaria Reneè, altra anima solitaria e custode di un tesoro prezioso, costruito con anni di silenzioso apprendistato. Reneè è vedova da diversi anni, ma nonostante una vita umile fatta di onesto lavoro e privazioni non ha mai vissuto la sua condizione piangendosi addosso, affliggendosi per il suo magro destino. Al contrario, ha fatto di tutto questo il suo scrigno. Ha cullato la sua solitudine arricchendola di conoscenza, imparando da autodidatta tutto quello che di meraviglioso ha creato l'uomo attraveso i secoli: filosofia, arte, letteratura, musica, cinema. Figlia di contadini della campagna francese, Reneè ha dovuto abbandonare presto gli studi per affrancarsi dalla famiglia, nonostante avesse ricevuto in dono un'intelligenza fuori dal comune. Questa sua predisposizione per lo studio, unita ad un amore per l'arte in tutte le sue forme, l'hanno portata nel corso degli anni a costruirsi una solida ed ampia cultura, che si è sempre preoccupata di nascondere al prossimo. Anche per Reneè infatti la superiorità del suo intelletto è vista come un qualcosa da proteggere, che se svelata porterebbe soltanto problemi. Un pensiero distorto che affonda le sue radici in un dolore antico, che ci verrà rivelato soltanto alla fine del romanzo. Reneè cerca di impersonare fino in fondo il ruolo della portinaia, adattando persino il suo aspetto all'immaginario collettivo: si trascura, è sciatta, veste male e non va dal parrucchiere da anni. Nascosta sotto uno strato di vecchi indumenti e celata dietro uno sguardo allenato a mantersi inespressivo, la sua anima si nutre di quella bellezza che Paloma non sa più trovare. Per Renèè tutto è bellezza, perché la sua anima ne è intrisa.
    Il romanzo è un alternarsi tra i diari di Paloma e i pensieri di Renèè, che nella prima parte mi hanno quasi mandato fuori strada. Come dicevo all'inizio ero sul punto di mollare, perché ho trovato quel continuo filosofeggiare di Reneè eccessivo e senza uno scopo narrativo. Mi sembrava di girare in tondo, persa nei ragionamenti complicati che la portinaia esterna anche quando compie i gesti più semplici. Ogni considerazione, anche la più banale, è ridondante di pensiero filosofico. Ho pensato che se il libro era davvero un continuo rimbalzare tra il rimuginare di Paloma e il filosofeggiare spinto di Renèè, non ce l'avrei fatta a proseguire e mi sarei arenata su una pagina a caso. Poi improvvisamente tutto cambia ed acquista un senso, cambia il ritmo del romanzo e cambia anche la mia opinione sulla faccenda. Nella vita delle due donne irrompe un ricco signore giapponese, Monsieur Ozu, nuovo inquilino del lussoso palazzo. E' colto, affascinante, e come Reneè ha una passione per Anna Karenina. E' proprio una citazione del romanzo, buttata lì per caso da Monsieur Ozu, ad innescare la miccia del cambiamento: sentendo quella frase così nota Reneè ha un lieve sussulto, che le illumina gli occhi. Nessun condomino se ne sarebbe mai accorto, tranne Monsieur Ozu. Lui è diverso, perché sa guardare oltre le apparenze e perché i preconcetti non fanno parte della sua natura. Ha riconosciuto in Reneè una persona a lui affine, e per questo desidera approfondire la sua conoscenza: la inviterà a pranzo nel suo appartamento, e poi ad un tè pomeridiano per godersi insieme uno di quei film giapponesi che Reneè ama tanto. E' proprio vero che quando si innesca la miccia del cambiamento gli avvenimenti cominciano a susseguirsi con una rapidità sconcertante, come se il tempo prima fosse stato immobile, congelato nelle vecchie abitudini. Dopo aver fatto amicizia con Monsieru Ozu Reneè farà la conoscenza anche di Paloma, che riconoscerà come spirito affine: due anime solitarie costrette a nascondere la loro cultura al mondo, paradossi viventi in una società in cui l'apparenza conta molto di più della sostanza.
    Il romanzo si conclude in modo inaspettato, almeno per quanto riguarda Reneè, che ho finalmente imparato ad amare e a comprendere nella sua stravaganza e nel suo chiudersi al mondo. Per quanto riguarda Paloma invece ho tirato un sospiro di sollievo: quello che cercava, quello su cui ha provato a riflettere per mesi attraverso le pagine del suo diaro, l'ha trovato infine nella guardiola di una portinaia sciatta ed invisibile agli occhi dei ricchi condomini. In lei ha trovato l'autentica bellezza, quella che non arriva dagli abiti assurdamente costosi di sua madre o dai lineamenti perfetti di sua sorella, ma quella che arriva dall'amore e dal rispetto per la vita. L'esistenza di tutti è pregna di dolore e sofferenza, ma se nel pieno delle nostre tragedie siamo in grado di scorgere anche un solo istante di pura bellezza, allora forse saremo padroni del vero significato della vita. Quell'istante diventerà eterno: un sempre nel mai.

    dito em 

  • 3

    L'ingrediente principale è la solitudine, la voglia di eclissarsi di nacondersi di non farsi riconoscere dal mondo per timore del suo giudizio ma sarà proprio l'incontro di 3 diversi tipi di solitudin ...continuar

    L'ingrediente principale è la solitudine, la voglia di eclissarsi di nacondersi di non farsi riconoscere dal mondo per timore del suo giudizio ma sarà proprio l'incontro di 3 diversi tipi di solitudine a dar vita al libro!!
    A volte si fa un pò fatica a proseguire nella lettura o perlomeno a me è successo così. Però se si supera il primo impatto , si scopre con lo scorrere delle pagine che il carattere dei personaggi emerge e le vite di Renèè la portinaia autodidatta, Paloma la dodicenne saccente e del signor Ozu non sono poi esattamente così come appaiono e che c'è sempre qualcosa dietro la facciata che ogni persona si crea !! forse è un pò esagerato il modo con cui l'autrice tratteggia il carattere di Renèè e il modo con cui il personaggio s'esprime ,a volte risulta un pò forzato, ma sparse nel libro ci sono vere perle di saggezza e specie il diario di Paloma ci regal delle attente e acute osservazioni sul mondo attuale e sul piccolo micromondo di quel condominio snob di parigi . Vale comunque la pena , non lo ritengo un capolavoro della letteratura ma sicuramente una finestra sul cortile della vita attuale

    dito em 

  • 4

    Categoria dei libri che "fanno venir voglia di vivere". Scritto in maniera semplice, adatto quindi a ogni tipo di pubblico, se devo trovargli un difetto (ino) ogni tanto gioca un po' troppo a fare il ...continuar

    Categoria dei libri che "fanno venir voglia di vivere". Scritto in maniera semplice, adatto quindi a ogni tipo di pubblico, se devo trovargli un difetto (ino) ogni tanto gioca un po' troppo a fare il libro radical-chic e a citarsi addosso opere (letteratura, film, quadri) pseudo-imprescindibili come se tutti dovessero conoscerle a memoria. Non è così, ovviamente, e non siamo a scuola: mettiamo da parte le interrogazioni! A parte ciò, trovo meritato il suo successo: ha saputo parlare a molti cuori.
    Ci sono anche delle parti utilizzabili in chiave scolastica: alcune pagine sulla grammatica, raccontata da punti di vista inusuali, possono essere stimoli curiosi.
    Però non guardate il film (sempre francese) che ne è stato tratto! Grandissima delusione.

    dito em 

  • 4

    Per quanto il linguaggio sia forbito, e in alcuni passaggi addirittura oscuro, la storia è semplice.
    La protagonista, Renée, fa la portinaia in una ricca palazzina di Parigi. È una donna di mezza età, ...continuar

    Per quanto il linguaggio sia forbito, e in alcuni passaggi addirittura oscuro, la storia è semplice.
    La protagonista, Renée, fa la portinaia in una ricca palazzina di Parigi. È una donna di mezza età, povera e sciatta. O questa almeno è l'immagine che vuole che gli altri vedano di lei. Ma, una volta chiuso il mondo fuori dalla porta del suo appartamentino, Renée può dar sfogo alla sua vera, elegante personalità: qui coltiva, da autodidatta e con incredibili risultati, la propria passione per la letteratura, divorando libri su libri.
    Che cosa ha portato Renée a chiudersi come un riccio e a mostrare al cospetto del mondo soltanto la parte più ruvida di sé? Un dramma familiare (che non sto qui a svelare per ovvi motivi).
    Ma, a quanto pare, non c'è trauma o tempo (male impiegato o volato via) che tenga quando ci si mettono di mezzo l'amore e l'amicizia, che, in questo caso, hanno le sembianze di un distinto signore giapponese, Kakuro, e della piccola ed eccentrica Paloma: "L'importante, mi ha detto un giorno Paloma, non è morire, ma cosa si fa nel momento in cui si muore. Che cosa facevo nel momento della morte? mi chiedo, avendo una risposta già pronta nel tepore del mio cuore.
    Che cosa facevo? Avevo incontrato l'altro ed ero pronta ad amare."

    Come detto all'inizio, la storia è semplice, ma anche molto bella. Di quelle che si vorrebbe aver già letto, per averle nel proprio bagaglio da sempre.

    dito em 

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