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A Farewell to Arms

By

Publisher: Simon & Schuster Audio

4.0
(4859)

Language:English | Number of Pages: | Format: Audio CD | In other languages: (other languages) French , German , Italian , Spanish , Swedish , Polish , Portuguese , Chi simplified , Bulgarian , Catalan

Isbn-10: 0743564375 | Isbn-13: 9780743564373 | Publish date:  | Edition Unabridged

Also available as: Paperback , Audio Cassette , Library Binding , Hardcover , School & Library Binding , Unbound , Others , eBook , Mass Market Paperback

Category: Biography , Fiction & Literature , History

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Book Description

Hemingway's classic novel of the First World War

The best American novel to emerge from World War I, A Farewell to Arms is the unforgettable story of an American ambulance driver on the Italian front and his passion for a beautiful English nurse. Hemingway's frank portrayal of the love between Lieutenant Henry and Catherine Barkley, caught in the inexorable sweep of war, glows with an intensity unrivaled in modern literature, while his description of the German attack on Caporetto -- of lines of fired men marching in the rain, hungry, weary, and demoralized -- is one of the greatest moments in literary history. A story of love and pain, of loyalty and desertion, A Farewell to Arms, written when he was 30 years old, represents a new romanticism for Hemingway.

Ernest Hemingway did more to change the style of English prose than any other writer in the twentieth century, and for his efforts he was awarded the Nobel Prize for literature in 1954. Hemingway wrote in short, declarative sentences and was known for his tough, terse prose. Publication of The Sun Also Rises and A Farewell to Arms immediately established Ernest Hemingway as one of the greatest literary lights of the twentieth century. As part of the expatriate community in 1920s Paris, the former journalist and World War I ambulance driver began a career that lead to international fame. Hemingway was an aficionado of bullfighting and big-game hunting, and his main protagonists were always men and women of courage and conviction, who suffered unseen scars, both physical and emotional. He covered the Spanish Civil War, portraying it in fiction in his brilliant novel For Whom the Bell Tolls, and he subsequently covered World War II. His classic novella The Old Man and the Sea won the Pulitzer Prize in 1953. He died in 1961.

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  • *** This comment contains spoilers! ***

    4

    La storia d’amore, struttura portante del libro che conduce verso il triste finale, l’ho trovata francamente brutta. Frederic fondamentalmente si vuole solo scopare una bella ragazza e Catherine è una ...continue

    La storia d’amore, struttura portante del libro che conduce verso il triste finale, l’ho trovata francamente brutta. Frederic fondamentalmente si vuole solo scopare una bella ragazza e Catherine è una ragazza (molto bella ma sembrerebbe davvero un po' matta) che cerca di superare il vuoto della sua grande solitudine. Si trovano accomunati dall’essere entrambi forestieri e parlare la stessa lingua. In generale io non ho visto trasparire amore da questa storia (e da donna non mi piacerebbe essere caratterizzata, né amata in questo modo).. cioè, veramente c’è una grandissima intesa sessuale, sì – scopano sempre e quando non scopano hanno voglia di scopare (e se effettivamente può valere sempre, a maggior ragione può essere ragione fortissima durante una guerra) - ma a me è sembrata davvero più la fantasia di un soldato ferito in guerra che soddisfa le sue turbe sulla bellissima crocerossina che di notte si infila nel suo letto di ospedale, lenisce i suoi dolori e la sua solitudine e nulla chiede in cambio. Anche se effettivamente si riscatta – lui e anche la loro storia - verso la fine, in cui Frederic fuggitivo, non può far altro che abbandonarsi a questo amore e prendersene il peso della responsabilità. I dialoghi dei due amanti però sono davvero brutti, stucchevoli, stupidi e di conseguenza anche letterariamente brutti, anche se la parte finale, più descrittiva, prende un altro ritmo, crescente.
    La storia della guerra invece è bella, perché i dialoghi sono estremamente brillanti (in realtà anche i dialoghi con la capa infermiera cerbera che odia Frederic ferito sono alquanto divertenti): viene istintivo pensare a quelli, come uomini di un’altra epoca, inevitabilmente vecchi, e invece questi dialoghi frizzanti, scanzonati, spesso un po’ volgari e sporcaccioni, altre volte amari e cinici, ci restituiscono la freschezza della giovinezza che è la stessa sempre e ovunque, tra i soldati annidati nel cavallo di Troia come tra piloti di guerre stellari.
    Anche le descrizioni dei luoghi e delle situazioni sono intense, calzanti e musicali.
    Bella questa parte, nonostante sia inevitabile chiedersi perché cavolo questo americano è venuto a fare questa guerra così lontana, tra genti straniere.. non ci dice molto di lui; e poi, ammesso che la guerra degli ufficiali deve essere sempre ben diversa da quella dei soldati semplici (figuriamo in una guerra di trincea), qui la guerra vera e propria di Frederic dura giusto un pugno di giorni (in cui gli succede di tutto, essere ferito nello scoppio di una bomba, ritornare al fronte e partecipare subito alla ritirata da Caporetto, rischiare la fucilazione e fuggire a sua volta) ma in generale sembra più il Grand Tour alternativo e anche abbastanza demenziale di un americano alquanto cazzone. È tutto uno sbevazzare in compagnia e andar per bordelli, quando non si progettano viaggetti “licenziosi”.
    Il dramma arriva solo verso la fine della guerra, con il cinismo ormai esausto di Rinaldi, la ritirata con compagni improvvisati, la fuga solitaria, e finisce lontano dalla guerra, nella vita.
    Tant’è la prima guerra mondiale.. mondiale non solo per il numero di nazioni coinvolte nel conflitto, ma anche per questa strana accozzaglia di persone, di lingue e provenienze completamente diverse che si trovano nella intimità di una condizione estrema quale è la guerra.
    Tuttavia la lettura da un certo punto in poi confesso mi ha preso di brutto – di testa e di pancia, tutti i personaggi diventano in qualche modo cari e simpatici, anche disapprovandoli: non ci son santi, se entrano in gioco il mestiere e il talento.

    said on 

  • 4

    L'illusione della fuga

    Dunque il vecchio Ernest è stato un tipo duro, da caccia, corride e whisky. Quando scrisse questo A farewell to arms era ancora abbastanza giovane, il mondo era in piena crisi economica ma lui beveva ...continue

    Dunque il vecchio Ernest è stato un tipo duro, da caccia, corride e whisky. Quando scrisse questo A farewell to arms era ancora abbastanza giovane, il mondo era in piena crisi economica ma lui beveva martini e fumava sigari battendo a macchina il suo memoir; quando gli italiani a Caporetto venivano ammazzati, e poi s'ammazzavano ritirandosi per la sindrome impazzita da diserzione, in quel gran casino che è la guerra quel bighellone di un Ernest - che non è mai stato un vile, ma neanche uno stupido - fuggiva dal fronte, tecnicamente per spassarsela con una infermiera. Del resto, chi gliel'aveva fatto fare di venire a combattere a queste latitudini? Perchè biasimarlo, in fondo? Lui va a rifugiarsi in uno chalet svizzero, tra sport invernali e tubamenti colombeschi con la sua bella, in attesa di un bimbo più o meno voluto.
    Qualcuno avrà forse il brividino di irritazione: ma tu guarda 'sto tronfio americano, viene a sparare un paio di colpi e bere vino sulle tovaglie a scacchi, grasse risate cameratesche poi quando i crucchi prendono il sopravvento... Facile così!
    Eh, ma perchè voi ignorate ancora il finale. Perchè voi credete che fuor di guerra vada tutto rose e fiori. E invece. Quello di Hemingway è un punto di vista romanzesco e disincantato sulla Prima Guerra Mondiale, la coscienza che gli "alti valori" dell'epoca andavano a cozzare brutalmente con la bellezza della vita, la sciupavano tragicamente. E' in fondo il punto di vista di ogni soldato semplice italiano, austriaco, etc che finì a ingrassare la terra. Dovrebbero erigere un monumento anche ai poveri, pusillanimi disertori secondo me.

    said on 

  • 3

    Ad Alta Voce Radio 3 RAI

    http://www.adaltavoce.rai.it/dl/portaleRadio/Programmi/Page-9fe19bce-1c27-4b63-b41e-2d7581d21374?set=ContentSet-85454ff9-8fbd-4233-9ec7-6a668d4f2415&type=A
    Sicuramente un romanzo importante soprattutt ...continue

    http://www.adaltavoce.rai.it/dl/portaleRadio/Programmi/Page-9fe19bce-1c27-4b63-b41e-2d7581d21374?set=ContentSet-85454ff9-8fbd-4233-9ec7-6a668d4f2415&type=A
    Sicuramente un romanzo importante soprattutto come manifesto contro l'assurdità della guerra. Ciò nonostante l'ho trovato piuttosto noioso. Soprattutto molte conversazioni, troppo dilungarsi su particolari irrilevanti e troppa importanza alla storia d'amore del protagonista con la crocerossina. Sulla prima guerra mondiale di gran lunga meglio "Un anno sull'altipiano".
    Eccellente comunque la lettura di Tommaso Ragno

    said on 

  • *** This comment contains spoilers! ***

    4

    Now, after reading to the end, I think I probably fully understand why Bradly Cooper in the movie "Silver Linings Playbook" tossed this novel out of window after finishing reading it. I have kind of ...continue

    Now, after reading to the end, I think I probably fully understand why Bradly Cooper in the movie "Silver Linings Playbook" tossed this novel out of window after finishing reading it. I have kind of fully anticipated a sad ending and therefore I have not been completely devastated by it. The novel was very likely written with this unavoidable outcome in mind (of the author's) from the beginning as this novel was a narrative of a person who reminisced his late lover. It's so sad to the readers. But as I read on, I got the feeling that all the happy and heavenlike life between Frederic Henry and Catherine Barkley, especially their time in Switzerland, couldn't be sustained and something bad would have to come at the end. But it's still too much for me to bear towards the end.

    In principle, this novel can be just altered a little and we would have a happy ending. But then, would this novel be much less regarded by the readers and literature connoisseurs ? From another perspective, I don't really feel that this novel is such a great American classic and it doesn't really stand out in the hundreds of novels that I have read in the last several years. The readers know what the protagonist was thinking very well and there have been quite a bit of philosophizing about life. The anti-war sentiment has been clear as people in the front in this novel were all tired of the war. But none of these factors are distinctive any more in this day and age. Since the protagonist didn't really fight at the forefront but drove ambulance, there was no real battlefield description and what the novel has offered is the depressive atmosphere among the drivers, doctors and soldiers in the front. While we have been led to think quite a bit about the war, the description of the war is more or less one-sided (anti-war) and I have not been very impressed.

    Dashes "--" have been used in quite some places to replace words like "fuck", "shit" etc. This is apparently due to censorship in the early editions but those words could have been put back in versions published in the 21st century !

    p.38 (6th line): from my Google (re)search, it seems that "capri bianca" should really be "capri bianco"; (8th line): "coridor" should be "corridor". p.148 (13th line), I think "... emply holster ..." should be "... empty holster ...". p.218 (21st line): "cles My leg ..." misses a period "." after "cles" (of "vehicles").

    said on 

  • 3

    Ti lascia sicuramente qualcosa nonostante tutto

    Ha alternato parti di notevole interesse a parti scialbe, una lettura che sicuramente ti rapisce, ma che ha molto di racconto di un nonno e delle sue storie giovanili: certe parti interessanti e certe ...continue

    Ha alternato parti di notevole interesse a parti scialbe, una lettura che sicuramente ti rapisce, ma che ha molto di racconto di un nonno e delle sue storie giovanili: certe parti interessanti e certe davvero tediose.
    Per le parti salienti e alcuni spunti di riflessioni non rimpiango di aver letto il libro ma sicuramente lascia un po' d'amaro.

    Parole come onore, ritirata, vittoria e sconfitta associati a luoghi e date che, come dice l'autore, si sono totalmente svuotati da questi meri eufemismi e che servono nelle parate per aizzare coloro che non conoscono la guerra è sicuramente il punto più alto dehttp://www.anobii.com/books/Addio_alle_armi/9788804567103/0122a9b69c18fe56a9#l racconto.

    said on 

  • 5

    Che romanzo bellissimo.

    A livello di scrittura si può fare anche un parallelismo con un altro romanzo bellissimo (che è venuto dopo, ma che io ho letto prima): "Il Giardino dei Finzi Contini" di Giorgio Bassani. Sempre una s ...continue

    A livello di scrittura si può fare anche un parallelismo con un altro romanzo bellissimo (che è venuto dopo, ma che io ho letto prima): "Il Giardino dei Finzi Contini" di Giorgio Bassani. Sempre una storia d'amore a fare da nido contro un orrore sullo sfondo che bussa continuamente e sembra lontano e vicino allo stesso tempo. Entrambe le scritture sono semplici, potentissime.
    Ma se Bassani è semplice e datato (ma il tipo di datato affascinante, non il datato brutto) e riesce a donare questa sensazione perenne di etereo, di eden (facendoti immaginare che sia tutto verde, con quegli alberi sfocati, le biciclette con il cestino pieno di fiori e donne diafane con il vestitino bianco), Hemingway è semplice ma crudo, secco.
    E la cosa che più colpisce, al contrario della prosa rarefatta di Bassani, è come Hemingway resti fedele alla semplicità (anche alla banalità).
    Talmente semplice che se scardini certi monologhi d'amore e ne ricavi piccole frasi, queste potrebbero entrare nei baci Perugina o in un Fabio Volo. Eppure la forza sta nel tesserle assieme ed è nel fluire di queste frasi banali, che si ricavano delle immagini devastanti. La banalità e la secchezza che diventano una cifra stilistica potentissima.
    Prima volta che trovo una cosa del genere un romanzo. Quindi, amorevolmente consigliato.

    "Spesso un uomo desidera essere solo e anche una ragazza desidera esser sola e se si amano sono gelosi di questo l'uno per l'altro, ma io posso dire sinceramente che per noi non è così. Potevamo sentirci soli mentre eravamo insieme, soli con gli altri. So che la notte non è come il giorno: che tutte le cose sono diverse, che le cose della notte non si possono spiegare nel giorno perché allora non esistono, e la notte può essere un momento terribile per la gente sola quando la solitudine è cominciata."

    said on 

  • 5

    Addio alle armi è un'opera a mio avviso eccezionale e scritta in modo egregio. La narrazione non va incontro a punti morti e pesanti; la prosa è chiara, precisa e dettagliata, come io ritengo che debb ...continue

    Addio alle armi è un'opera a mio avviso eccezionale e scritta in modo egregio. La narrazione non va incontro a punti morti e pesanti; la prosa è chiara, precisa e dettagliata, come io ritengo che debba essere, senza trascinare il lettore nella stanchezza, persino nei passaggi più duri e cruenti. Mi ha colpita la disillusione di Hemingway verso la vita, suo tratto caratteristico. Quando sembra che tutto sia perfetto, la vita ci presenta il conto della nostra felicità e allora anche l'amore salvifico e appagante ci viene strappato, o con la morte o con l'impossibilità dell'unione. Questo senso di sconfitta e impotenza mi sembra che ammanti la produzione di Hemingway. Mi soffermerei più su questo aspetto stilistico, anche se si potrebbe scrivere molto anche riguardo la concezione della guerra maturata da Hemingway.
    Anche sul fronte prevale il senso di resa esistenziale, pur nella partecipazione attiva agli eventi storici, una visione in fondo condivisibile e più ampia che abbraccia la vita intera.
    Direi che Hemingway mi ha conquistata del tutto con Addio alle armi.

    said on 

  • 4

    A Farewell to Arms

    Pubblicato in piena crisi economica, è un romanzo parzialmente autobiografico. Il titolo, già particolarmente significativo, in lingua originale è connotato di ulteriori sfumature. Senza ombra di dubb ...continue

    Pubblicato in piena crisi economica, è un romanzo parzialmente autobiografico. Il titolo, già particolarmente significativo, in lingua originale è connotato di ulteriori sfumature. Senza ombra di dubbio è un lavoro impegnato di scrittura, che vede nelle piaghe della guerra la presa di coscienza della precarietà della vita e dell'amore.

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