A Feast for Crows

(A Song of Ice and Fire, Book 4)

By

Publisher: Spectra

4.0
(2829)

Language: English | Number of Pages: 1104 | Format: Mass Market Paperback | In other languages: (other languages) Italian , Spanish

Isbn-10: 055358202X | Isbn-13: 9780553582024 | Publish date: 

Also available as: Hardcover , Audio CD , Softcover and Stapled , Paperback , eBook , Others

Category: Family, Sex & Relationships , Fiction & Literature , Science Fiction & Fantasy

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Book Description
George R.R. Martin sold his first story in 1971 and has been writing professionally ever since. He has written fantasy, horror, and science fiction, and for his sins spent ten years in Hollywood as a writer/producer, working on Twilight Zone, Beauty and the Beast, and various feature films and television pilots that were never made. In the mid 90s he returned to prose, his first love, and began work on his epic fantasy series A Song of Ice and Fire. He has been in the Seven Kingdoms ever since. Whenever he's allowed to leave, he returns to Santa Fe, New Mexico, where he lives with the lovely Parris, a big white dog called Mischa, and two cats named Augustus and Caligula who think they run the place.From the Paperback edition.
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  • 5

    Each one of the books in this series allows the reader more depth and insight into the characters making for the reader to become invested and care. This book as well as the others is a hard one to pu ...continue

    Each one of the books in this series allows the reader more depth and insight into the characters making for the reader to become invested and care. This book as well as the others is a hard one to put down and often times your saying WHY!!!!!

    said on 

  • 2

    Tallone d'Achille martiniano

    Ahimè, come temevo, in questo quarto capitolo della, ormai celeberrima, saga fantasy, Martin ha perso parte delle fila della trama, temporeggiando per buona parte del romanzo con l’introduzione di per ...continue

    Ahimè, come temevo, in questo quarto capitolo della, ormai celeberrima, saga fantasy, Martin ha perso parte delle fila della trama, temporeggiando per buona parte del romanzo con l’introduzione di personaggi sconosciuti. Quest’ultimi sono sì interessanti, ma non indispensabili ai fini della vicenda, o almeno non ad un punto in cui alcuni personaggi chiave ci hanno abbandonato e altri vengono relegati in zone remote della saga, accennati di tanto in tanto, ma senza approfondire adeguatamente background, profili e ruoli.
    Lo stile resta comunque epico, cavalleresco e molto scorrevole, capace di intrigare e stuzzicare curiosità e interesse, specialmente con qualche colpo di scena che ci rimanda al genere fantasy in cui la vicenda è inscritta.
    Dunque per terminare e non tediarvi ulteriormente con troppe considerazioni personali che potrebbero condizionare la vostra lettura, riassumo affermando d’aver apprezzato il quarto capitolo in quanto stile, colpi di scena e gli sviluppi dell’ultima parte del romanzo; d’averlo trovato molto noioso per via di monotonia, personaggi e dialoghi creati ad hoc per aumentare la mole del libro.
    Libro mediocre, nettamente inferiore ai precedenti.

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  • 2

    Che barba, che noia...

    Finora il capitolo più brutto. Non accade quasi nulla, stavolta nemmeno nell'ultima parte. Vengono introdotti nuovi personaggi e nuove tematiche di cui avremmo fatto volentieri a meno. I protagonisti ...continue

    Finora il capitolo più brutto. Non accade quasi nulla, stavolta nemmeno nell'ultima parte. Vengono introdotti nuovi personaggi e nuove tematiche di cui avremmo fatto volentieri a meno. I protagonisti che più amavamo dei romanzi passati, o spariscono, o diventano noiosi (tipo Arya). Troppe vicende riguardanti Cersei, troppi intrighi da telenovelas, tant'è che si fatica a collegare tutte le casate. Ma soprattutto pochissima azione, suspance ed emozioni. Se proprio dobbiamo trovare qualcosa di positivo, questo riguarda i capitoli dedicati a Jamie e Brienne, per quanto sempre circondati da monotonia e noia. Ma ho letto un libro del "Re del fantasy" o cosa????? Mah! Mi sono impuntata per portare a termine tutta la saga...e sinceramente non vedo l'ora. Sembra proprio che l'autore non sappia come concludere questa storia. Che peccato!

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  • 4

    Bellissimo!

    Questo capitolo è particolare, forse piú complesso dei precedenti. Come un giocatore di scacchi, con questo libro Martin sembra delinare nuove strategie.
    Parte dei personaggi scompare alla vista, il r ...continue

    Questo capitolo è particolare, forse piú complesso dei precedenti. Come un giocatore di scacchi, con questo libro Martin sembra delinare nuove strategie.
    Parte dei personaggi scompare alla vista, il raggio di azione si restringe e l'autore si concentra su chi rimane. Alcune parti sono in effetti un pochino pesantine, lo ammetto, soprattutto la parte su Brienne che sembra un po' decontestualizzata. Ho pensato per un momento che lei vagasse un po' a caso e la sua parte non avesse molto senso: fino alla fine. Come sempre Martin ci stupisce alla fine. Dalla metà del libro in poi le pedine si schierano e attendono.
    Dico solo cinque nomi che mi hanno fatto sussultare: Jamie e Cercei (perchè sempre superbi, personaggi stupefacenti e sfaccettati). Victarion forse di tutti i Greyjoy il personaggio migliore, Lady Stoneheart come una fenice ritorna per preparare la sua vendetta e la piccola Arya sempre sopra le righe.
    Ho apprezzato anche Sam che finalmente comincia a tirare fuori le palle, proprio nel punto dove finisce il libro. Un plauso va alla nostra Sansa "MaiUnaGioia" Stark che finalmente comincia anche lei a svegliarsi fuori, del resto con Ditocorto come maestro di inganni, non si può che imparare (era ora che la nostra sfigatella preferita cominciasse ad imparare a stare al mondo!! Son 4 libri che piagnucola!).

    La parte che ho apprezzato meno è stata Dorne, con quel palloso principe malandato (quanto mi manca la Vipera Rossa) e i Greyjoy tranne Victarion, ma so che tutto potrebbe cambiare per cui staremo a vedere...

    Piccola nota personale, la serie tv smette di seguire il libro da qui. Praticamente con questo libro i personaggi e i luoghi e moltissimi dettagli, anche non indifferenti, segnano la fine del parallelismo con la serie. Anche qui staremo a vedere come si evolverà la faccenda....

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  • 3

    La caduta degli dei

    Dei quattro libri letti finora questo è quello che mi è piaciuto di meno. Troppo concentrato su pochissimi personaggi, troppo incentrato sulla staticità degli eventi. Certo qualche guizzo di genio si ...continue

    Dei quattro libri letti finora questo è quello che mi è piaciuto di meno. Troppo concentrato su pochissimi personaggi, troppo incentrato sulla staticità degli eventi. Certo qualche guizzo di genio si è intravisto anche in queste pagine ma nulla rispetto agli altri .... la chiosa finale di Martin sulla scissione del "libro" in due libri mi lascia intendere che nel prossimo non si parli minimamente di Cersei, di Brienne, di Jaime o di chi per essi ... chissà ... per il momento la questione mi lascia piuttosto perplesso ...

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  • 3

    Maldita la manía de George R.R. Martin de ponerle emoción a sus libros al final.

    Han sido unas primeras 500 páginas eternas, con las que he estado más de un mes, en las que no pasaba absolutamente na ...continue

    Maldita la manía de George R.R. Martin de ponerle emoción a sus libros al final.

    Han sido unas primeras 500 páginas eternas, con las que he estado más de un mes, en las que no pasaba absolutamente nada interesante, para luego, en las útlimas 200 y pico que pase todo y muy bueno. Sólo espero que "Danza de dragones" sea mejor, que ha de serlo porque salen los personajes que molan y no se centra en casas menores como Greyjoy. O los dornienses, que casi no aparecen en la saga y ahora se les da mucha importancia.

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  • 3

    Due gradini sotto i precedenti

    Finora il meno entusiasmante. Martin, in questo capitolo, si fa estremamente verboso. Si dilunga per qualsiasi cosa e il ritmo ne risente. Aggiunge punti di vista spesso poco influenti e questo contri ...continue

    Finora il meno entusiasmante. Martin, in questo capitolo, si fa estremamente verboso. Si dilunga per qualsiasi cosa e il ritmo ne risente. Aggiunge punti di vista spesso poco influenti e questo contribuisce a rendere il libro per certi tratti snervanti. In piu', per centinaia di pagine sembra non succedere niente, al contrario di quanto avviene nei capitoli precedenti. Nella parte finale, però, le cose cominciano a succedere e la tensione sale nuovamente alle stelle. E non c'è niente da fare: Martin, per quanto non abbia il dono della sintesi, rimane un narratore e un costruttore di trame favoloso.

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  • *** This comment contains spoilers! ***

    3

    Senza dubbio è il meno adrenalinico e il più atipico di tutti gli episodi letti finora e potrebbe procurare un certo fastidio perchè Martin fa "sparire" inspiegabilmente (e non ce lo spiega fino all'u ...continue

    Senza dubbio è il meno adrenalinico e il più atipico di tutti gli episodi letti finora e potrebbe procurare un certo fastidio perchè Martin fa "sparire" inspiegabilmente (e non ce lo spiega fino all'ultimissima pagina...) tutti i personaggi che abbiamo imparato a conoscere nei 3 volumoni precedenti e introduce personaggi e punti di vista completamente nuovi che a tratti mi hanno anche confusa....non bastava il casino dei 1000 mila personaggi e nomi pre esistenti, bisognava aggiungerne di nuovi.
    In pratica è un volume tutto incentrato su Approdo del Re e una grossa parte è dedicata alla nostra "amabile" regina Cersei quindi se vi sta antipatica, preparatevi, arrivati in fondo la odierete ancora di più! ma Martin non mancherà di togliervi una piccola grande soddisfazione sul finale, ho passato 10 minuti buoni con un sorriso sadico pensando "Tiè, befana!!!"
    Nessun mistero viene svelato....è tutto rimandato al prossimo volume quindi anche io sospendo il mio giudizio in attesa di leggere il prossimo.

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  • 4

    Nel mezzo del cammin di questa saga

    «Sam, noi tremiamo in bilico su profezie semidimenticate, di meraviglie e terrori che nessun vivente può sperare di comprendere… O forse…»

    Credo che queste parole di maestro Aemon dicano bene lo smarr ...continue

    «Sam, noi tremiamo in bilico su profezie semidimenticate, di meraviglie e terrori che nessun vivente può sperare di comprendere… O forse…»

    Credo che queste parole di maestro Aemon dicano bene lo smarrimento del lettore dinnanzi all’ennesimo tomo di Martin. Un libro in cui il lettore riponeva le sue migliori speranze di risoluzione e in cui credeva di ritrovare personaggi che gli sono cari. Invece, la narrazione è affidata a pov non particolarmente popolari (Jaime, Brienne, Cersei, Sam, Arianne Martell, Sansa, Arya, gli Uomini di Ferro): pedine di second’ordine, si potrebbe dire, impegnati in quête che odorano di fallimento.
    Tuttavia, quel che Martin fa in questo libro è proprio creare un peculiare clima di meraviglia e terrore, evocando mondi ancora inesplorati, come Dorne e Braavos, e riempiendoli di colori, profumi e dettagli sensuali.
    Colpiscono l’approfondimento psicologico dei narratori e l’inarrestabile flusso di nomi, titoli e personaggi in scena. L’idea che mi sono fatta di Martin è quella di un ingombrante e sogghignante burattinaio, con mani davvero molto capienti, da cui pendono fili che a me sembrano infiniti, ma che per lui devono avere un numero finito. Un po’ come figurarsi che l’universo sia infinito, ma saperlo matematicamente finito. O non l’hanno ancora deciso?
    Per quanto riguarda Martin, mi auguro vivamente che la sua saga rientri nell’ordine degli oggetti finiti. In fretta. Giuro, sono vendicativa come Lady Stoneheart.

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