A Game of Thrones

Book 1 of a Song of Ice and Fire

By

Publisher: Voyager

4.5
(6025)

Language: English | Number of Pages: 864 | Format: Paperback | In other languages: (other languages) Spanish , Czech , Dutch , Chi traditional , Polish , Swedish , Italian

Isbn-10: 0007428545 | Isbn-13: 9780007428540 | Publish date: 

Also available as: Mass Market Paperback , Hardcover , Audio Cassette , Others , eBook , Audio CD

Category: Family, Sex & Relationships , Fiction & Literature , Science Fiction & Fantasy

Do you like A Game of Thrones ?
Join aNobii to see if your friends read it, and discover similar books!

Sign up for free
Book Description
Kings and quuens, knights and renegades, liars, lords and honest men. All will play the Game of Thrones.

Summer span decades. Winter can last a lifetime. And the struggle for the Iron Throne has begun. It will stretch from the south, where heat breeds plot, lusts and intrigues; to the vast frozen north, where a 700-foot wall of ice protects the kingdom from the dark dorces that lie beyond.
The Game of Thrones.
You win, or you die.

Book One of A Song of Ice and Fire begins the greatest fantasy epic of the modern age.
Sorting by
  • 5

    Magnifico non ho mai letto un libro così! Straordinario come l'autore abbia saputo concatenare un intreccio così complesso. Impossibile smettere di leggerlo da quando si sfoglia la prima pagina del pr ...continue

    Magnifico non ho mai letto un libro così! Straordinario come l'autore abbia saputo concatenare un intreccio così complesso. Impossibile smettere di leggerlo da quando si sfoglia la prima pagina del prologo. L'aspetto più stupefacente è come nonostante io abbia sempre evitato il genere,mi sia innamorato del primo capitolo di questa epopea dove dosi massicci di vita con V convivono con il mistero e il timore della magia che resta in un angolo facendo capolino sul finale. Consiglio per la lettura acquistate anche il secondo subito perché le 800 pagine volano in attimo. Buona lettura

    said on 

  • 4

    Tra miti esistiti (ma ormai estinti) e intrighi di potere: fantastico!

    Descrivere, o addirittura pretendere di "recensire" un'opera come questa, non sarà facile per chi il critico lo fa di professione, figurarsi se si è solo lettori appassionati ed onnivori.
    Io faccio pa ...continue

    Descrivere, o addirittura pretendere di "recensire" un'opera come questa, non sarà facile per chi il critico lo fa di professione, figurarsi se si è solo lettori appassionati ed onnivori.
    Io faccio parte della seconda schiera di persone, e non pretendo quindi che il mio giudizio venga considerato originale, approfondito o altro. Dico solo che, chi ha già letto Tolkien, Lewis, ma pure Lovecraft (per i miti estinti e gli Dèi senza nome, che qualcosa ricorderanno...), dovrebbe leggere anche George R.R. Martin e la saga del "Trono di Spade".

    Come tutte le opere nate e cresciute all'ombra del "mito" di epoche passate, confuse e perse dall'andare del tempo, anche il "Trono di Spade" è imponente, non accontentandosi solo di narrare fatti (e misfatti) che avvengono attorno alla corte di "Approdo del Re" sotto il dominio di Robert Barotheon, ma pure tutto quanto è il vivere quotidiano di quella nobiltà, grande e piccola, a volte davvero miserabile, che da sempre ha fatto ombra ai "veri" potenti, facendo e disfacendo alleanze o cospirando per eliminare i nemici, o ancora combinando matrimoni "politici" per allearsi con altre nobili Case, ovviamente, a svantaggio di qualcun altro.

    Tutto per la bramosia di potere, che, come si può immaginare, vista l'ambientazione del romanzo, viene ben camuffata da valori quali "onore", "lealtà", "retaggio", "lustro", ma che in sotterraneo vive e pulsa secondo istinti primordiali, molte volte bestiali, incestuosi, iracondi, capricciosi, maschilisti, crudeli.
    Ovviamente, anche tutto quello che si muove "in sotterraneo" è figlio della cultura, della superstizione e del vivere di quell'epoca e, a merito di Martin, va detto che riesce proprio bene a tratteggiare e caratterizzare i protagonisti, guidando il lettore ad immergersi in un universo che di cavalleresco ha tanto certo, ma le cui tinte non sono solo "eroiche" (basta pensare al fatto che l'autore narra, tante volte, di miti che si da per scontato siano esistiti, che a quel tempo però sono ormai morti, estinti, o in estinzione: vedasi i meta-lupi, le manticore, gli uomini delle foreste, i draghi...), o fiabesche: tutto qui è oscuro e dimesso.
    Persino i "buoni" in assoluto, appartenenti alla Casa Stark, dominano su una terra a Nord chiamata "Grande Inverno" fredda ed inospitale, spesso coperta dalle nevi e affogata nel ghiaccio, avendo come stemma araldico proprio il "meta-lupo"; per non parlare poi, della "Barriera" eretta al confine più remoto dei "Sette Regni", sorvegliata da cavalieri in nero che, più che Nobili, sono monaci votati senza riserve alla causa della difesa del Regno, senza potersi mai sposare, senza poter abbandonare mai il proprio dovere pena la condanna a morte, accomunati da un giuramento che li rende tutti "fratelli", fino alla morte e, tra questi "fratelli", non proprio tutti sono degli stinchi di Santo, anzi.
    Leggendo, poi, fa impressione la parte del libro che narra le vicende che avvengono al "Nido dell'Aquila", fortino inespugnabile e raggiungibile solo attraverso una marcia tra il freddo sferzante perenne, in mezzo a pericoli di ogni sorta. La nobile Lady, Signora di quel possedimento, ha perso tutto quanto era proprio con la morte del suo Lord, e, assieme al figlio, si è ritirata, velenosa di risentimento e meditando vendetta contro tutti: nemici e amici.

    Non bisogna dimenticare, e da tenere assolutamente presente, che questo romanzo è radicalmente "politico", nel senso che, pur leggendo di gesta di spade e tornei cavallereschi, il nerbo principale del racconto è incentrato su tutto quanto accade attorno alla Corona dei Sette Regni, con le Case Nobiliari, a contendersela senza esclusione di colpi, provocando avvelenamenti, rapimenti, razzie di ogni genere e cospirazioni, anche attraverso legami lussuriosi "contro-natura" che si farà presto a scoprire (ma di cui non parlo per non rivelare più di quanto ho già scritto), e su cui si pone più volte l'accento. Il sesso, molte volte, viene utilizzato come strumento "di potere" o per soggiogare gli altri, e l'autore non si fa scrupolo di descriverlo, anche con dovizia di particolari, ulteriore differenza, questa, sostanziale con opere mastodontiche della stessa derivazione "Fantasy".

    Bisogna prepararsi ed avere la giusta predisposizione alla lettura del "Trono di Spade". O meglio, come sarebbe stato più giusto titolarlo, con la traduzione "letterale" del titolo in inglese, ovvero "Il gioco dei Troni" che, sono d'accordo sarebbe stato di minore impatto rispetto a quello attuale, ma avrebbe reso certamente meglio l'idea su quanto ci si sarebbe apprestato ad affrontare.
    Come Martin fa dire alla Regina Cersei Lannister Barotheon, "Al gioco del Trono si vince o si muore" e, secondo me, questa è la chiave (ammettiamolo: anche abbastanza ovvia) su cui è stato impostato, e su cui si regge, l'intero racconto.

    Chi pensa (perché magari non ha mai visto la serie TV), che questo sia un romanzo dove i buoni alla fine vincono, solo popolato dagli eroici cavalieri senza macchia, sbaglia, e sono convinto che ne resterà deluso. Più che a Tolkien, per certi versi, questo libro si avvicina agli intrighi di House of Cards.
    Cambiano certo i metodi: qui la gente viene intimidita col pugnale più che con i documenti compromettenti (che pure ci sono, non pensiate), ma la lotta per il potere è, se possibile, pure più spietata.

    Mi sono appassionato davvero alla storia, e ho "consumato" le 800 e più pagine in un baleno, comprando già il secondo volume.
    Sono certo che riempirà tante mie giornate, in maniera appassionante.

    said on 

  • 5

    Well written. This book was almost impossible to put down. In the beginning it can be confusing with the various characters but as a reader one becomes invested in the characters and starts to feel at ...continue

    Well written. This book was almost impossible to put down. In the beginning it can be confusing with the various characters but as a reader one becomes invested in the characters and starts to feel attached....then of course they die

    said on 

  • 5

    Ho letto tutti i libri de "Le cronache del ghiaccio e del fuoco" (prima dell'uscita della serie televisiva), belllissimo, anche se di fantasy nei primi libri c'è ben poco, bisogna avere pazienza. Atte ...continue

    Ho letto tutti i libri de "Le cronache del ghiaccio e del fuoco" (prima dell'uscita della serie televisiva), belllissimo, anche se di fantasy nei primi libri c'è ben poco, bisogna avere pazienza. Attendo i prossimi...

    said on 

  • 3

    poco fantasy

    Per ora di fantasy ben poco, parti belle e parti noiose, tanta fatica a prendere dimistichezza con i personaggi che sono tanti come tante sono le informazioni. Alla fine è un buon libro sicuramente le ...continue

    Per ora di fantasy ben poco, parti belle e parti noiose, tanta fatica a prendere dimistichezza con i personaggi che sono tanti come tante sono le informazioni. Alla fine è un buon libro sicuramente leggerò il secondo, non capisco però chi lo paragona a Tolkien che per me è di ben altro livello.

    said on 

  • 0

    Il primo dei libri della monumentale opera di Martin. La lettura va via liscia come l'olio. Intrighi, amori, avventure. Non ci vorra molto prima che le storie dei vari personaggi vi catturino e vi ten ...continue

    Il primo dei libri della monumentale opera di Martin. La lettura va via liscia come l'olio. Intrighi, amori, avventure. Non ci vorra molto prima che le storie dei vari personaggi vi catturino e vi tengano col fiato sospeso per conoscerne gli esiti. Consigliato

    said on 

  • 0

    Nel gioco del trono...

    O si vince o si muore...Adoro questo libro e adoro tutti i suoi personaggi. La lettura scorre senza intoppi e ognuno di loro ti tiene con fiato sospeso...è una droga questo libro!!!

    said on 

  • 5

    Pornografia testuale

    Ora, non vorrei passare per quello che si ferma alle superficie e non guarda al contenuto. Non vorrei proprio, e devo dire che, date certe mie altre letture, potrei passare per ipocrita. La serie dell ...continue

    Ora, non vorrei passare per quello che si ferma alle superficie e non guarda al contenuto. Non vorrei proprio, e devo dire che, date certe mie altre letture, potrei passare per ipocrita. La serie della HBO, che mi sono scofanato al ritmo di una stagione e mezza al giorno grazie al cofanetto della morosa, mi aveva preparato, va bene, dovevo aspettarmelo. E però... Sul serio!
    Pornografia.
    Pornografia pura, come un mattone di cocaina finissima, pornografia negli scenari e pornografia nelle scene, specialmente quando si parla di vestiario e araldica, di battaglie e di manierismi. Pornografia che mira ai bassi istinti del lettore smanioso di fantasia realistica e post-tolkieana, che fa di tutto per titillare i di lui recettori narrativi con fiotti di dettagli minuziosi, fini, incastonati in un'ambientazione che ormai è al paro con Arda come fama, e a ragione.
    Ebbene, la pornografia vende, in forma di libro come no. Lo scenery porn, come sua variante dal sapore squisitamente tecnico-letterario, pure, naturalmente. È saputo. Certo, c'è pornografia e pornografia...
    Cento a uno, si tratta di un povero tentativo di sbancare sul listello del giornalone nazionale. Nei restanti casi, è George R. R. Martin, e il libro vende comunque, anche se è un mattone di ottocento pagine di sfacciatissimo capolavoro in formato anti-tascabile.
    Ma va bene, va bene: è un mattone facilmente digeribile. Croce sul cuore, parola di lupetto: ve lo farete fuori in tre pomeriggi, e se ci metterete di più sarà solo perché v'hanno sgamato troppe volte a leggere di straforo al lavoro e ora rischiate il posto. Tanto bello è che proverete a portarvelo anche a mollo nella vasca, col suo formato A4 copertina in lega di cartone rigido (cosa che vi sconsiglierei, dato l'imbarazzo ergonomico e ed etico, ma allora farei la figura dell'ipocrita).
    E anche a chi si fosse spoilerato tutto lo spoilerabile guardando la trasposizione televisiva piacerà. Ne son più che sicuro: nel peggiore dei casi, non vi accorgerete dei meravigliosi passaggi descrittivi e della narrativa esperta di Martin, e vi riraffigurerete le scene della produzione HBO; nel migliore, vi verrà voglia di immergervi ancora di più nella mitologia dei Sette Regni, e spenderete ore e ore del vostro prezioso tempo libero a memorizzare le genealogie di tutte le grandi Case (e vi piacerà, o se vi piacerà). Robe da uscirsene maniaci, garantisco io.
    E della trama... Cosa volete che vi dica? Al gioco del trono o si vince o si muore, e già solo questa frase dovrebbe farvi capire che se stessi qui a spiegarvela tutta, primo ci lascerei le giornate, secondo rischierei poi di ricevere da voi carte-bomba. E non va bene, perché devo ancora leggermi gli altri quattro palinsesti (e i due che verranno poi).
    Ed ecco, sì. Mi è piaciuto. Tanto. Un capolavoro non adatto ai tradizionalisti del fantasy, ma perfetto per chi del genere conosce vita, morte e miracoli. In ogni caso, godibile anche dai più timorosi benauguranti di questo filone così importante della nostra tradizione narrativa contemporanea.

    said on 

  • 5

    Fuori dagli schemi

    Al di là di tutto ciò che concerne la serie televisiva, devo dire che questo libro mi ha aperto gli occhi: da un certo punto in poi, mi sono resa conto di essermi ormai assuefatta negli anni ad una se ...continue

    Al di là di tutto ciò che concerne la serie televisiva, devo dire che questo libro mi ha aperto gli occhi: da un certo punto in poi, mi sono resa conto di essermi ormai assuefatta negli anni ad una serie di schemi narrativi e di "paletti" che in questo libro vengono allegramente scavalcati. Non voglio fare spoiler, mi limito a dire che, dopo aver letto quel che c'è finora di questa saga, molti altri romanzi mi sono apparsi decisamente scontati e banali.

    said on 

Sorting by
Sorting by
Sorting by