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A Good School

By

Publisher: Vintage

3.8
(370)

Language:English | Number of Pages: 192 | Format: Paperback | In other languages: (other languages) Italian , Spanish

Isbn-10: 0099518589 | Isbn-13: 9780099518587 | Publish date: 

Also available as: Others , Hardcover , eBook

Category: Family, Sex & Relationships , Fiction & Literature , Teens

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Book Description
At fifteen, Terry Flynn had the face of an angel and the body of a perfect athlete...Set in a small boarding school on the eve of America's entry into World War Two, "A Good School" tells the story of William Grove, the nervous teenager trying to fit in; the betrayed alcoholic, Jack Draper; and, Edith Stone, the teacher's daughter, who falls in love with the most popular boy in school. Instantly acclaimed on its first publication, peopled with some of Richard Yates' most memorable characters, this tender, spare masterpiece is a haunting meditation on the twilight of youth, and an unforgettable description of the impact of war on the lives of an innocent generation.
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  • *** This comment contains spoilers! ***

    3

    A me Yates piace.
    Nel senso che mi piace la sua scrittura e quel suo modo senza affettazioni di sbatterti in faccia la più cupa realtà.
    Lo vedi questo tizio? Vedi quanto fa schifo la sua vita? Vedi c ...continue

    A me Yates piace.
    Nel senso che mi piace la sua scrittura e quel suo modo senza affettazioni di sbatterti in faccia la più cupa realtà.
    Lo vedi questo tizio? Vedi quanto fa schifo la sua vita? Vedi come ti somiglia, eh? Guarda che fine che fa!!!
    E mi viene da piangere ma-mi-piace.
    In questo romanzo, come in "Cold Spring Harbor", qualcuno ce la fa. Non fraintendetemi: siamo in un collegio maschile -i brividi veri!!- e poco prima della seconda guerra mondiale e sapete bene cosa può significare per dei ragazzi che stanno diventando maggiorenni; ma proprio perché in maggioranza i protagonisti sono dei ragazzi che si preoccupano solo dei capelli puliti delle ragazze, e le dimensioni del pene che poi ti ridono tutti dietro, il football e il giornalino della scuola, il consiglio studentesco… quasi sembra che i problemi siano lontani lontani.
    Ci sono così tante voci nel romanzo che non saprei dire chi è il protagonista, tutti o nessuno, forse è la stessa Dorset?
    Alle volte mi diventa impossibile ricordare i nomi e collegare i fatti!
    Come si chiama quel ragazzino bello e popolare? Yates ce lo mostra in tutto il suo splendore la sera che fa l’amore per la prima volta e la pagina dopo il ragazzo è bello che morto! Ah, grazie amico.
    Credo che l’intero romanzo lo possiamo riassumere con l’immagine del pulmino pieno di ragazzini ubriachi che cantano mentre il professore che li riaccompagna a scuola scoppia a piangere a dirotto.
    “Una buona scuola” poteva finire lì.

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  • 3

    anche se più debole rispetto agli scritti più noti,in questo romanzo l'autore riesce ad offrirci un valido ritratto dolce-amaro di una generazione alle prese con i propri turbamenti e l'incombere dell ...continue

    anche se più debole rispetto agli scritti più noti,in questo romanzo l'autore riesce ad offrirci un valido ritratto dolce-amaro di una generazione alle prese con i propri turbamenti e l'incombere della chiamata alle armi.

    said on 

  • 2

    Ecco il romanzo di Yates che mi ha deluso, proprio l'ultimo che non avevo ancora letto. Non so se averlo letto con discontinuità influisca sul mio giudizio oppure se le mie difficoltà ad avanzare sian ...continue

    Ecco il romanzo di Yates che mi ha deluso, proprio l'ultimo che non avevo ancora letto. Non so se averlo letto con discontinuità influisca sul mio giudizio oppure se le mie difficoltà ad avanzare siano state legate al fatto che la storia non mi ha catturato. Tanti personaggi con poco spessore che si confondono gli uni negli altri, la solita disperazione di Yates che pero' mi ha convinto meno del solito, qua e la emerge il fuoriclasse e qualche scena potrebbe salvare il romanzo. L'immagine dei diplomandi che intonano con convinzione canzoni per bambini quando in breve si ritroveranno a partire per la guerra per esempio. Ma e' Yates e mi aspetto di piu'. Due stelle.

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  • 3

    "Would there never be an end to the pain of this rejection and this terrible, terrible loneliness?"

    Se si sapesse descrivere a parole, se si potesse ricondurre ad una cerchia di concetti fratelli, forse la solitudine farebbe meno paura, sarebbe meno logorante e non avrebbe gli effetti disastrosi che ...continue

    Se si sapesse descrivere a parole, se si potesse ricondurre ad una cerchia di concetti fratelli, forse la solitudine farebbe meno paura, sarebbe meno logorante e non avrebbe gli effetti disastrosi che ha. Una cosa simile, del resto, accade con le malattie: dare un nome al male significa ridimensionarlo (anche se soltanto nella percezione), capire se esiste una cura, se è possibile sperare in una qualche guarigione.
    I personaggi di Yates non hanno parole e non le cercano, nuotano nel silenzio, nel vuoto di un'esistenza votata alla finzione, alla simulazione, al teatro; malati dell'incapacità di comunicare, vivono in un passato nel quale credono esista, intrappolata, inaccessibile, tutta la felicità concessa loro (quasi l'avessero sprecata senza nemmeno accorgersene, come un bene esauribile).
    E' difficile crescere, e ancor più difficile è crescere bene (senza strascichi di inutili sensi di colpa, liberi da una paralizzante sterilità/immaturità emotiva).

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  • 5

    Anni di scuola

    A me piace moltissimo il modo di scrivere di Yates, ironico, caustico, impertinente e a volte sgradevole. Sempre rigorosamente autobiografico. Pare che dopo la pubblicazione di questo romanzo molti ex ...continue

    A me piace moltissimo il modo di scrivere di Yates, ironico, caustico, impertinente e a volte sgradevole. Sempre rigorosamente autobiografico. Pare che dopo la pubblicazione di questo romanzo molti ex-compagni di scuola gli abbiano tolto il saluto e leggendolo si capisce il perché: pochissime sono le persone che salva. Probabilmente non salva nemmeno se stesso, infatti il suo alter ego-Grove è descritto come un imbranato, asociale,incapace nelle relazioni con gli altri. Il suo impegno nel giornale della scuola è l’unica cosa che in qualche modo gli riesce ma anche in quell’attività è fortemente dipendente dal giudizio altrui, cioè del suo più brillante compagno di camera Britt per il quale ha e conserva nel tempo una forte venerazione. Fa tenerezza pensare che il brillante scrittore(come ci confida a fine libro) riscrive infinite volte le lettere all’amico per migliorarne lo stile timoroso anche da adulto del suo giudizio. E poi smette di scrivergli per un senso di abissale inferiorità nei suoi confronti.
    I personaggi del romanzo vengono visti con gli occhi di un adolescente e così le vicende della scuola, a volte terribili. Il fatto di descrivere i personaggi guardandoli con gli occhi di allora è un pregio ma anche un limite del romanzo nel senso che molte descrizioni risultano caricaturali, proprio come spesso gli adolescenti si percepiscono. Alcuni compagni (Edith, Larry, Britt e pochi altri) sono invece idealizzati, si muovono su un'altra sfera, in un loro iperuranio. L’aspetto psicologico è la pecca del romanzo, in ogni caso bellissimo.
    Sullo sfondo dell’esistenza fuori dal tempo alla Dorset, c’è la guerra, ci sono i primi morti. La scuola è perciò una specie di rifugio fuori dal tempo e dalla storia, un rifugio precario. La Dorset è una famiglia per chi famiglia non ha. Bellissimo il pianto del Babbo (il professor Driscoll) quando riporta a casa i suoi studenti che hanno fatto un festino incuranti le regole. Tanto ormai il mondo dorato e fuori dal tempo della Dorset (in via di fallimento) sta per chiudere i battenti, scaraventando quei ragazzi, dei bambini, tra le spire della guerra mondiale. Bellissimo il finale nostalgico in cui l’autore si toglie la maschera di Grove e esprime il senso di nostalgia a chiare parole e parlando in prima persona: nostalgia per la scuola, per i compagni e soprattutto per il padre che a costo di gravosi sacrifici gli ha consentito di frequentare la Dorset. Del padre Yates ha sentito la mancanza solo dopo averlo perso. Alla figura del padre, musicista e cantante senza successo e ai suoi sogni frustrati, è ispirato il bellissimo romanzo Disturbo della quiete pubblica, che inspiegabilmente non ha mai raccolto successo.

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  • 5

    Una buona scuola, Richard Yates, 1978
    Un collegio americano durante la seconda guerra mondiale. Un'educazione sentimentale. L'essere marginali. Insegnare. A cosa serve? Vivere? E' possibile? ...continue

    Una buona scuola, Richard Yates, 1978
    Un collegio americano durante la seconda guerra mondiale. Un'educazione sentimentale. L'essere marginali. Insegnare. A cosa serve? Vivere? E' possibile?

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  • 4

    Questo Natale,senza che me lo aspettassi a dire il vero,ho ricevuto un sacco di libri in regalo.libri veri,quelli di carta,con le pagine e tutto quanto fa di un libro,un libro.fra questi regali,immeri ...continue

    Questo Natale,senza che me lo aspettassi a dire il vero,ho ricevuto un sacco di libri in regalo.libri veri,quelli di carta,con le pagine e tutto quanto fa di un libro,un libro.fra questi regali,immeritati oltretutto e neppure ricambiati totalmente,c'era pure Una buona Scuola di R.Y.un ottimo romanzo,scritto come una volta,bene cioè.

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