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A Good School

By Richard Yates

(8)

| Paperback | 9780099518587

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Book Description

At fifteen, Terry Flynn had the face of an angel and the body of a perfect athlete...Set in a small boarding school on the eve of America's entry into World War Two, "A Good School" tells the story of William Grove, the nervous teenager trying to fit Continue

At fifteen, Terry Flynn had the face of an angel and the body of a perfect athlete...Set in a small boarding school on the eve of America's entry into World War Two, "A Good School" tells the story of William Grove, the nervous teenager trying to fit in; the betrayed alcoholic, Jack Draper; and, Edith Stone, the teacher's daughter, who falls in love with the most popular boy in school. Instantly acclaimed on its first publication, peopled with some of Richard Yates' most memorable characters, this tender, spare masterpiece is a haunting meditation on the twilight of youth, and an unforgettable description of the impact of war on the lives of an innocent generation.

80 Reviews

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  • 1 person finds this helpful

    anche se più debole rispetto agli scritti più noti,in questo romanzo l'autore riesce ad offrirci un valido ritratto dolce-amaro di una generazione alle prese con i propri turbamenti e l'incombere della chiamata alle armi.

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    Giusy Pascarella said on Jul 29, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Ecco il romanzo di Yates che mi ha deluso, proprio l'ultimo che non avevo ancora letto. Non so se averlo letto con discontinuità influisca sul mio giudizio oppure se le mie difficoltà ad avanzare siano state legate al fatto che la storia non mi ha ca ...(continue)

    Ecco il romanzo di Yates che mi ha deluso, proprio l'ultimo che non avevo ancora letto. Non so se averlo letto con discontinuità influisca sul mio giudizio oppure se le mie difficoltà ad avanzare siano state legate al fatto che la storia non mi ha catturato. Tanti personaggi con poco spessore che si confondono gli uni negli altri, la solita disperazione di Yates che pero' mi ha convinto meno del solito, qua e la emerge il fuoriclasse e qualche scena potrebbe salvare il romanzo. L'immagine dei diplomandi che intonano con convinzione canzoni per bambini quando in breve si ritroveranno a partire per la guerra per esempio. Ma e' Yates e mi aspetto di piu'. Due stelle.

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    palomar said on Apr 24, 2014 | Add your feedback

  • 2 people find this helpful

    "Would there never be an end to the pain of this rejection and this terrible, terrible loneliness?"

    Se si sapesse descrivere a parole, se si potesse ricondurre ad una cerchia di concetti fratelli, forse la solitudine farebbe meno paura, sarebbe meno logorante e non avrebbe gli effetti disastrosi che ha. Una cosa simile, del resto, accade con le mal ...(continue)

    Se si sapesse descrivere a parole, se si potesse ricondurre ad una cerchia di concetti fratelli, forse la solitudine farebbe meno paura, sarebbe meno logorante e non avrebbe gli effetti disastrosi che ha. Una cosa simile, del resto, accade con le malattie: dare un nome al male significa ridimensionarlo (anche se soltanto nella percezione), capire se esiste una cura, se è possibile sperare in una qualche guarigione.
    I personaggi di Yates non hanno parole e non le cercano, nuotano nel silenzio, nel vuoto di un'esistenza votata alla finzione, alla simulazione, al teatro; malati dell'incapacità di comunicare, vivono in un passato nel quale credono esista, intrappolata, inaccessibile, tutta la felicità concessa loro (quasi l'avessero sprecata senza nemmeno accorgersene, come un bene esauribile).
    E' difficile crescere, e ancor più difficile è crescere bene (senza strascichi di inutili sensi di colpa, liberi da una paralizzante sterilità/immaturità emotiva).

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    alice said on Apr 6, 2014 | 3 feedbacks

  • 1 person finds this helpful

    Piaciuto meno degli altri Yates letti, credo che il fatto che fosse un romanzo corale mi abbia un po' indisposto.

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    Wick said on Jan 17, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Anni di scuola

    A me piace moltissimo il modo di scrivere di Yates, ironico, caustico, impertinente e a volte sgradevole. Sempre rigorosamente autobiografico. Pare che dopo la pubblicazione di questo romanzo molti ex-compagni di scuola gli abbiano tolto il saluto e ...(continue)

    A me piace moltissimo il modo di scrivere di Yates, ironico, caustico, impertinente e a volte sgradevole. Sempre rigorosamente autobiografico. Pare che dopo la pubblicazione di questo romanzo molti ex-compagni di scuola gli abbiano tolto il saluto e leggendolo si capisce il perché: pochissime sono le persone che salva. Probabilmente non salva nemmeno se stesso, infatti il suo alter ego-Grove è descritto come un imbranato, asociale,incapace nelle relazioni con gli altri. Il suo impegno nel giornale della scuola è l’unica cosa che in qualche modo gli riesce ma anche in quell’attività è fortemente dipendente dal giudizio altrui, cioè del suo più brillante compagno di camera Britt per il quale ha e conserva nel tempo una forte venerazione. Fa tenerezza pensare che il brillante scrittore(come ci confida a fine libro) riscrive infinite volte le lettere all’amico per migliorarne lo stile timoroso anche da adulto del suo giudizio. E poi smette di scrivergli per un senso di abissale inferiorità nei suoi confronti.
    I personaggi del romanzo vengono visti con gli occhi di un adolescente e così le vicende della scuola, a volte terribili. Il fatto di descrivere i personaggi guardandoli con gli occhi di allora è un pregio ma anche un limite del romanzo nel senso che molte descrizioni risultano caricaturali, proprio come spesso gli adolescenti si percepiscono. Alcuni compagni (Edith, Larry, Britt e pochi altri) sono invece idealizzati, si muovono su un'altra sfera, in un loro iperuranio. L’aspetto psicologico è la pecca del romanzo, in ogni caso bellissimo.
    Sullo sfondo dell’esistenza fuori dal tempo alla Dorset, c’è la guerra, ci sono i primi morti. La scuola è perciò una specie di rifugio fuori dal tempo e dalla storia, un rifugio precario. La Dorset è una famiglia per chi famiglia non ha. Bellissimo il pianto del Babbo (il professor Driscoll) quando riporta a casa i suoi studenti che hanno fatto un festino incuranti le regole. Tanto ormai il mondo dorato e fuori dal tempo della Dorset (in via di fallimento) sta per chiudere i battenti, scaraventando quei ragazzi, dei bambini, tra le spire della guerra mondiale. Bellissimo il finale nostalgico in cui l’autore si toglie la maschera di Grove e esprime il senso di nostalgia a chiare parole e parlando in prima persona: nostalgia per la scuola, per i compagni e soprattutto per il padre che a costo di gravosi sacrifici gli ha consentito di frequentare la Dorset. Del padre Yates ha sentito la mancanza solo dopo averlo perso. Alla figura del padre, musicista e cantante senza successo e ai suoi sogni frustrati, è ispirato il bellissimo romanzo Disturbo della quiete pubblica, che inspiegabilmente non ha mai raccolto successo.

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    Mario Inisi said on Dec 4, 2013 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Una buona scuola, Richard Yates, 1978
    Un collegio americano durante la seconda guerra mondiale. Un'educazione sentimentale. L'essere marginali. Insegnare. A cosa serve? Vivere? E' possibile?

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    Glapasi said on Nov 22, 2013 | Add your feedback

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