A Grand Central Station em vaig asseure i vaig plorar

Per

Editor: Viena Editors

3.8
(30)

Language: Català | Number of Pàgines: 136 | Format: Mass Market Paperback | En altres llengües: (altres llengües) English , Italian , Spanish , German

Isbn-10: 8483306662 | Isbn-13: 9788483306666 | Data publicació:  | Edition 1

Translator: Marta Pera Cucurell

Category: Fiction & Literature

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Descripció del llibre
Aquesta és la crònica d´una passió portada al límit: la que va néixer entre la jove escriptora canadenca Elizabeth Smart i el poeta anglès George Barker, llavors un home casat, del qual ella es va enamorar a través dels seus versos abans de conèixer-lo personalment. No va trigar gaire a mantenir-hi una relació per carta i, a través de Lawrence Durrell, va aconseguir conèixer-lo i convertir-se en la seva amant i en la mare de tres fills seus. Amb un llenguatge prodigiós, ple d´imatges tan originals com trasbalsadores, la novel·la narra l´enamorament addictiu de l´autora per Barker, amb qui arrib a establir una relació d´una intensitat tan gran que quasi es converteix en una experiència mística tan addictiva com malsana.

Elizabeth Smart (Ottawa, Ontario, 1913 - Londres, 1986), fou una poeta i novel·lista canadenca, i és la primera vegada que la seva obra, esdevinguda tot un clàssic, es publica en català.

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  • 3

    Scrittura di alto livello

    Scritto negli anni '40, pubblicato una prima volta nel 1945 e ripubblicato nel 1966,, quando l'adulterio era riprovatissimo e penalmente rilevante.
    Prosa poetica, urticante, carnale, straordinariament ...continua

    Scritto negli anni '40, pubblicato una prima volta nel 1945 e ripubblicato nel 1966,, quando l'adulterio era riprovatissimo e penalmente rilevante.
    Prosa poetica, urticante, carnale, straordinariamente erotica, spezzata, emotiva e tuttavia calibrata, esplosiva eppure contenuta, sensuale ma anche minerale.
    Grande prova di scrittura (ancorché letta in italiano..)

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  • 5

    E' lirismo puro, questo non-romanzo che racconta (ma non racconta, in realtà, piuttosto schizza, abbozza, sussurra, delinea in modo tratteggiato una vicenda amorosa che chi conosce riconoscerà) una st ...continua

    E' lirismo puro, questo non-romanzo che racconta (ma non racconta, in realtà, piuttosto schizza, abbozza, sussurra, delinea in modo tratteggiato una vicenda amorosa che chi conosce riconoscerà) una storia vecchia come il mondo, e unica al mondo per chi la vive.
    Succede insomma che la lei che scrive si innamora di un uomo sposato con un'altra, una donna colomba con "gli occhi delicati dei neonati, fiduciosi come i non tentati". E nonostante la compassione per questa donna, la necessità degli amori necessari è implacabile, ineludibile, e "la necessità non fornisce ali di velluto per fuggire". E finisce che i due finiscono in una "felicità che può permettersi, come la nascita, di trascurare il sangue e la lacerazione" .
    Il che non è ovviamente la fine, è un "adesso". Quell'adesso che anche se arriva a mani vuote, dà tutto. E tutto poi toglie, quando le cose si mettono male. Perchè il mondo attorno assedia, la storia, anche, assedia. Sullo sfondo, però, che un mal d'amore fa sbiadire anche una guerra mondiale, anche sei milioni di morti, mentre tu muori della morte di un amore.
    Non è da tutti dirlo.
    Dirlo con poesia e insieme grandissima autoironia, è da veri eletti.

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  • 4

    "My dear, my darling, do you hear me where you sleep?"

    E' un cuore accartocciato, grondante sangue ed appassito dai troppi pianti, eppure ancora disperatamente fiero, a parlare, per bocca di Elizabeth Smart, lungo le 147 pagine che compongono questo breve ...continua

    E' un cuore accartocciato, grondante sangue ed appassito dai troppi pianti, eppure ancora disperatamente fiero, a parlare, per bocca di Elizabeth Smart, lungo le 147 pagine che compongono questo breve (troppo breve, a mio parere) poema in prosa (la storia, in verità, dura appena una settantina di facciate, dal momento che questa edizione riporta, e per fortuna, considerate alcune ingenuità di traduzione, il testo originale a fronte).
    E' lui, quel cuore (il cuore della dolce e tenace Elizabeth), il nostro personale Virgilio, guida capricciosa eppure fidata attraverso un mondo strano di verità importanti ma spesso negate; ed è sempre lui a chiamare a sé il nostro, di cuore (il cuore del lettore), sicuro di trovare, nella piccola folla di coloro che hanno letto o leggeranno quest'opera (e questo malgrado la tiratura limitatissima della prima edizione ed il boicottaggio della censura che rese ancora più difficoltosa, negli anni seguenti, la sua diffusione), uno o più cuori-gemelli tanto simili a lui da essere in grado di comprendere a pieno la gioiosa follia di queste pagine ed il senso dell'estremo sacrificio (che è un poco reale ed un poco metaforico) della celebre poetessa canadese.
    In un modo esaltato e fortemente visionario (ma soprattutto incredibilmente sensibile poiché in grado di percepire i molteplici respiri del mondo), il cuore della Smart, ci parla d'amore e di passione (la sua, incontrollabile, per il poeta George Barker, padre dei suoi quattro bambini), di onore (quello compromesso della sua protagonista, rimasta incinta, proprio come lei, di un uomo sposato ad un'altra) e di dignità, di fede (quanti rimandi, più o meno celati, alla Bibbia, tra queste pagine! Lo stesso titolo, a ben vedere, è il risultato di un adattamento del primo verso del salmo 137, oltre che un riferimento a Byron) e di speranza (in una sicura rinascita).
    Straordinaria la tenerezza della protagonista verso la moglie dell'uomo amato, una donna sottile e bianca e fragile (quasi caricaturale nella sua passiva sottomissione), trasparente quanto una margheritina recisa; sempre a lei, a questa macchietta scolorita e piatta, corre il pensiero della cara Elizabeth, provata ma non spezzata, dall'abbandono e dal tradimento (da parte di un uomo debole ed insicuro circa la propria sessualità).
    La storia, che è sostanzialmente quella della fallita fuga dei due amanti, si perde, in mezzo ad un carnevale di immagini potenti e prepotenti.
    Ogni frase del libro, d'altra parte, è un aforisma compiuto in sé e praticamente perfetto; non stupisce, quindi, il fatto che Moz vi abbia attinto a piene mani, sia durante la Smiths-era che dopo ("Well I wonder" e "Shakespeare's sister" risentono pesantemente dell'influenza di questo libro).

    http://www.youtube.com/watch?v=uTnspbSjKVc

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  • 4

    Amore sacro, amor profano.

    Passione. Sacra e profana. Romantica ed erotica.
    "Mettimi come sigillo sul tuo cuore, come sigillo sul tuo braccio; perché forte come la morte è l'amore, tenace come gli inferi è la passione..." ...continua

    Passione. Sacra e profana. Romantica ed erotica.
    "Mettimi come sigillo sul tuo cuore, come sigillo sul tuo braccio; perché forte come la morte è l'amore, tenace come gli inferi è la passione..."

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  • 4

    "There have been men who have been more remembered than nations, and nations of men have been willing to die for a word.
    Then my word or your word?"

    Lungo poema in prosa, appossionatamente egotistico. ...continua

    "There have been men who have been more remembered than nations, and nations of men have been willing to die for a word.
    Then my word or your word?"

    Lungo poema in prosa, appossionatamente egotistico. I brandelli di trama, di fatti, che se ne estrapolano, raccontano di una storia d'amore proibita, dell'esplodere della passione e del rapido dimenticare. Ma la Smart si rifiuta di accettare l'inevitabilità dei fatti: il fuoco d'amore, lei lo tiene testardamente acceso. il mondo, le sue regole, i suoi eventi, la guerra persino, lei limanda l diavolo; lei vuole godere il suo paradiso (o il suo calvario) fino all'ultima goccia. E il suo amore, lei, lo scaglia in faccia al mondo, così che anch'esso possa goderne, e bruciarne.
    Splendida prosa, intessuta di richiami ai testi sacri - a tratti forse un poco leziosa - ma animata da una forza non comune, una sorta di rabbia leggiadra, di dolore che spesso non si nega anche la gioia di un sorriso.

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  • 5

    "Sono imputata di silenzio e di amore."

    Il delirio: la morte, il silenzio, l'amore, l'urlo, la rivolta, l'onnipotenza, la latitanza divina, la ricerca d'un progetto, il destino derelitto. Tutto questo è Elizabeth Smart: una voce potente, ge ...continua

    Il delirio: la morte, il silenzio, l'amore, l'urlo, la rivolta, l'onnipotenza, la latitanza divina, la ricerca d'un progetto, il destino derelitto. Tutto questo è Elizabeth Smart: una voce potente, geniale nel coniugare così bene, intensamente, sorprendentemente le istanze della Bibbia (e, non a caso, dei libri più belli: i Salmi e il Cantico dei Cantici) con le urgenze della quotidianità. Qui c'è lo scontro di due sistemi di pensiero che ormai si sono scoperti insanabile, non più tangenti, urtanti, sfreganti, produttori di scintille. La Smart trova la sapienza giusta per farli collidere, creando, attraverso la non facile edificazione d'una notevolissima prosa lirica, un potente getto, una potente raffica dell'io, quello suo personale, intimo e privato, ma che diventa il ruggito, l'ululato d'un'intera e complessa umanità dove ritrovarsi non è difficile ma pericoloso, angosciante. Tutti noi preferiremmo nasconderci tra i nostri compiti quotidiani, non sospettando (o non volendo sospettare) che proprio tali compiti sono la prova più lampante dei nostri capi di imputazione.

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  • 4

    Coelho, sei solo un ladro di titoli!!!!!
    Un racconto lungo, ardito, scabroso, a tratti ostico (e ostile), non pacificato. Un antidoto alla piagnucoloseria (nonostante il titolo) "letteraria". Se vi pia ...continua

    Coelho, sei solo un ladro di titoli!!!!!
    Un racconto lungo, ardito, scabroso, a tratti ostico (e ostile), non pacificato. Un antidoto alla piagnucoloseria (nonostante il titolo) "letteraria". Se vi piace la chick-lit girate alla larga.

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