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A Gyuruk Ura

(A Gyűrű Szövetsége; A két torony; A király visszatér)

By

Publisher: europa

4.6
(20882)

Language:Magyar | Number of Pages: | Format: Mass Market Paperback | In other languages: (other languages) English , Chi traditional , Chi simplified , Spanish , German , French , Catalan , Polish , Swedish , Italian , Finnish , Dutch , Portuguese , Russian , Slovenian , Norwegian , Greek , Danish

Isbn-10: 963077609X | Isbn-13: 9789630776097 | Publish date: 

Also available as: Others

Category: Fiction & Literature , Science Fiction & Fantasy , Travel

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Book Description
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  • 4

    Che cosa si può dire del Signore degli Anelli? Che alla tenera età di 65 anni l'ho iniziato dopo averlo disdegnato per più di un ventennio in cui l'ho lasciato a impolverarsi sulla libreria; che l'ho ...continue

    Che cosa si può dire del Signore degli Anelli? Che alla tenera età di 65 anni l'ho iniziato dopo averlo disdegnato per più di un ventennio in cui l'ho lasciato a impolverarsi sulla libreria; che l'ho abbandonato dopo un centinaio di pagine; che l'ho ripreso dicendomi che volevo capire perchè milioni di persone l'avessero trovato affascinante e perchè fossero stati scritti quintali di commenti e tesi di laurea; che ci sono sprofondata dentro, catturata da Frodo, Sam, Gandalf, Aragon e Compagnia; che l'ho finito e ho voluto vedere i tre film che ne sono stati tratti; che a quel punto ho letto anche Lo Hobbit; che ho cercato, e sto continuando a cercare e a leggere l'enorme materiale che c'é in rete.
    Insomma: affascinante. E sono diventata Lord of the Ring addicted.

    said on 

  • 0

    (titolo originale in inglese: The Lord of the Rings)
    Il Signore degli Anelli è un romanzo fantasy epico scritto da John Ronald Reuel Tolkien e ambientato alla fine della Terza Era dell'immaginaria Te ...continue

    (titolo originale in inglese: The Lord of the Rings)
    Il Signore degli Anelli è un romanzo fantasy epico scritto da John Ronald Reuel Tolkien e ambientato alla fine della Terza Era dell'immaginaria Terra di Mezzo. Scritto a più riprese tra il 1937 e il 1949, fu pubblicato in tre volumi tra il 1954 e il 1955. Tradotto in trentotto lingue, con decine di riedizioni ciascuna, resta una delle più popolari opere letterarie del XX secolo. Un romanzo di fantasia dunque però trattato in modo storicamente ineccepibbile, del resto Tolkien dimostrò ben presto capacità linguistiche notevoli: eccelse in latino e greco e divenne competente anche di altre lingue tra cui il gotico e l'antico finnico. Diventò docente di Lettere all'università di Leeds e continuò a scrivere e a perfezionare i suoi "Racconti perduti" e il suo linguaggio inventato. Il mondo in cui è ambientato Il Signore degli Anelli nasce dalla passione dell’autore per la filologia e per la lingua e la letteratura anglosassone («Iniziai con il linguaggio e mi ritrovai ad inventare leggende dello stesso sapore») e dal desiderio di creare una mitologia originale inglese che, pur artificiale, colmasse, nell'immaginario collettivo, la carenza che egli ravvisava in quella storica: «Fin da quando ero piccolo la povertà del mio amato paese mi rattristava: non possedeva delle storie veramente sue. [...] Desideravo creare un insieme di leggende più o meno connesse fra loro, dalle più complicate e cosmogoniche fino alle favole romantiche... e volevo semplicemente dedicarlo all'Inghilterra, al mio paese.»

    Il romanzo è ambientato in un universo immaginario (Arda), e in un tempo immaginario (la Terza Era della Terra di Mezzo).Talmente immaginato bene che sembra relae. Riguardo a questo mondo "altro", informazioni ci vengono fornite per tutto il corso della vicenda, ma sono soprattutto le appendici del libro e l'opera postuma Il Silmarillion a descrivere dettagliatamente la storia, gli usi e i linguaggi di queste civiltà. Ne Il Silmarillion, in particolare, viene narrata l'origine di Sauron al servizio di Melkor, creatore del male assoluto, e della guerra scatenata contro quest'ultimo dalle potenze angeliche del mondo, i Valar, che alla fine della Prima Era lo sconfissero e lo rinchiusero nel Vuoto oltre il tempo e lo spazio.

    Gli Uomini che avevano aiutato i Valar, vennero premiati con il dono di un'isola al centro del mare: Númenor. Questi uomini, chiamati Dúnedain o Númenoreani, per lungo tempo vissero in pace e prosperità, scambiando conoscenze con i vicini Elfi che risiedevano nel Reame Immortale, pur non avendo il diritto di sbarcare presso di loro (il "Bando dei Valar"). Tuttavia il male non era stato del tutto estirpato: Sauron era riuscito a scampare alla distruzione rifugiandosi nei luoghi profondi della terra. Attorno al 1500 della Seconda Era, egli riuscì ad irretire dei fabbri elfici, inducendoli a creare gli Anelli del Potere, potenti strumenti magici che aumentavano i poteri dei loro portatori.

    Con le conoscenze rubate agli elfi, Sauron creò in segreto l'Unico Anello, un anello che gli avrebbe consentito di dominare tutti gli altri, e così facendo acquisire un potere enorme. Egli infuse in questo Anello buona parte della sua magia e della sua essenza vitale, fino a farlo diventare un'entità dotata di volontà propria. Tutti gli anelli, a poco a poco, caddero sotto il suo potere; ma Celebrimbor, capo dei fabbri elfici, scoprì in tempo le intenzioni di Sauron, riuscendo a nascondere i tre anelli più potenti, Narya, Vilya e Nenya, che la mano di Sauron non aveva toccato, e che quindi non poteva controllare. Sauron, sconfitto, si ritirò presso la sua fortezza di Umbar.
    Passarono 1500 anni, e gli Uomini di Númenor erano diventati avidi di ricchezza e di potere, e la loro vita ricca e felice andava sempre più accorciandosi. Gelosi della loro immortalità e spaventati dal timore della morte, da tempo avevano perso i contatti con gli Elfi, chiudendosi in un completo isolamento. Ma l'ultimo sovrano númenoreano, Ar-Pharazôn il Dorato, alla guida di un poderoso esercito, entrò nella fortezza di Sauron a Umbar, sconfiggendolo. Catturato il Signore Oscuro, lo condusse in catene a Númenor, dove venne rinchiuso in una cella. Sauron, però, riuscì a corrompere la mente di Ar-Pharazôn, acuendone la paura della morte e spingendolo ad invadere le coste di Valinor, il Reame Immortale. Il sovrano infranse il Bando dei Valar, i quali per difendersi chiamarono Eru Ilúvatar, l’Unico, la divinità che aveva creato il mondo. La sua collera si scatenò sui Númenoreani, distruggendo il loro esercito e inabissando definitivamente l'isola nell'oceano. Alcuni di loro riuscirono a salvarsi e sbarcarono sulle coste della Terra di Mezzo, dove fondarono i due regni Númenoreani in esilio: Arnor, a nord, e Gondor, a sud.

    Sauron, pur essendo morto nel corpo, riuscì a ritornare sotto forma di spirito nella Terra di Mezzo, e cento anni più tardi attaccò gli esuli Númenoreani comandati da Elendil. Costoro si allearono con gli Elfi in un’alleanza contro il Nemico comune, cingendo d'assedio Mordor. Ma nella battaglia, sia Elendil che il re degli Elfi Gil-galad perirono, e la spada di Elendil, Narsil, fu infranta. Ma il figlio di lui, Isildur, riuscì con l'elsa della spada infranta a tagliare il dito a Sauron, separandolo dall'Anello e riducendolo a un'ombra. Isildur non si disfece subito dell’Anello, ma lo conservò, e dopo due anni esso lo tradì, facendolo cadere in un'imboscata degli Orchi, dove perse la vita. L'Anello fu perduto e non se ne ebbe più notizia per duemila anni.

    Venne casualmente ritrovato da due Hobbit, Sméagol e Déagol; il primo uccise il secondo per impossessarsene, quindi si rifugiò nelle Montagne Nebbiose, nascondendosi alla vista di tutti e imbestialendosi sempre di più, prendendo il nome di Gollum. Seicento anni più tardi, l’Anello gli fu sottratto da un altro Hobbit, Bilbo Baggins, che lo tenne per sé e lo portò nella Contea (le vicende di Bilbo e Gollum sono narrate in Lo Hobbit).

    Nel frattempo, il regno di Arnor fu distrutto dal Re Stregone di Angmar, signore dei Nazgûl, al servizio di Sauron. La stirpe dei re di Arnor, però, riuscì a sopravvivere, rimanendo nascosta; Aragorn ne è l’ultimo erede. A Gondor, invece, la stirpe dei re si estinse, e i Sovrintendenti presero il potere.

    Complessivamente, il romanzo copre un arco di tempo che si estende dall’anno 3001 della Terza Era al 6 ottobre del 3021, ultimo anno della Terza Era. Le vicende centrali, tuttavia, si riferiscono al periodo dal settembre 3018, giorno della partenza di Frodo e Sam per il loro viaggio, fino al 25 marzo 3019, data della distruzione dell'Unico Anello.

    Frodo è un Hobbit che vive a Hobbiville, nella Contea. In seguito alla partenza di suo cugino[42] Bilbo per Gran Burrone, uno degli ultimi rifugi degli Elfi nella Terra di Mezzo, Frodo eredita da lui un anello magico che rende invisibile chiunque lo porti al dito, un oggetto che lo zio aveva rubato nella caverna della creatura Gollum molti anni prima, durante una sua avventura. Tredici anni più tardi, grazie alle informazioni dello stregone Gandalf, amico di suo zio Bilbo, Frodo scopre che l’anello è in realtà un’arma di terribile potenza, forgiato dal Signore Oscuro Sauron. Quando l’anello viene gettato nel fuoco, sul bordo appare un’antica scritta: ----- continua

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  • 5

    "Non so nemmeno io che cosa voglio esattamente: ma ho qualcosa da fare prima della fine, qualcosa che si trova avanti a me e non nella Contea"

    Dopo mesi di lettura, a volte scorrevole, a volte più lenta, ho finito Il Signore Degli Anelli . Nonostante abbia visto il film milioni di volte, la storia rimane una delle più affascinanti che io ab ...continue

    Dopo mesi di lettura, a volte scorrevole, a volte più lenta, ho finito Il Signore Degli Anelli . Nonostante abbia visto il film milioni di volte, la storia rimane una delle più affascinanti che io abbia mai letto. Il fascino risiede non soltanto nel mondo magico, surreale, e allo stesso tempo vivido, che Tolkien è riuscito a creare, ma anche e soprattutto nelle emozioni che questo libro evoca: richiama le epoche passate, le glorie antiche e i grandiosi ideali di tempi remoti, così lontani dalla nostra contemporanea società. Leggere questo libro significa immergersi completamente in un'atmosfera apparentemente irraggiungibile, e uscirne con grandi ideali. E' una storia piena, fonte di saggezza, riflessione e ispirazione.
    Mi sono affezionata ai personaggi, al rapporto tra Sam e Frodo, al viaggio: è come se avessi fisicamente percorso la strada con loro. L'unica cosa che ho trovato un po' stancante e difficile da seguire è la descrizione del cammino di viaggio: luoghi a est, altri ad ovest, tutti con nomi impronunciabili, tutti con nomi simili; mi sono persa spesso.

    Tuttavia, rimane un capolavoro della letteratura, a mio parere. Un libro di ideali (che forse mai torneranno - mi sento un po' vuota ora che l'ho finito ).

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  • 4

    mai leggere il libro dopo aver visto il film!

    Ebbene sì ecco il primo errore commesso: ho guardato fino alla nausea il film e poi cosa faccio?..tac.. leggo il libro!!! never again!
    il libro è bello, scorrevole, l'immedesimazione è alta non tanto ...continue

    Ebbene sì ecco il primo errore commesso: ho guardato fino alla nausea il film e poi cosa faccio?..tac.. leggo il libro!!! never again!
    il libro è bello, scorrevole, l'immedesimazione è alta non tanto nei personaggi principali e non, ma quanto al fianco di essi in ogni avventura lunga o breve che avvenga.
    Dei 3 libri ho apprezzato soprattutto la "Compagnia dell'anello" , da quando la compagnia si divide ecco che, a mio parere, la parte di Frodo risulta un po' noiosetta, preferisco di gran lunga le avventure del resto della Compagnia, più avvincenti e più ricche di suspence.
    Frodo è il personaggio che apprezzo di meno, sarò forse condizionata dal film in cui non apprezzavo Frodo nella stessa maniera? possibile. Il nostro principale protagonista si riscatta un po', diventa un po' meno piagnucolone e noioso, all' arrivo del suo antagonista per eccellenza, Gollum.
    I miei preferiti sono Merry e Pipino, vivaci combinaguiai, sempre affamati ma sempre in prima fila nelle battaglie pur sapendo che la loro altezza non sia un elemento favorevole.
    Ecco che anche i piccoli hanno il loro grande posto.

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  • 5

    E’ sempre un piacere averlo fra le mani, soprattutto se sono passati tanti anni dall'ultima volta che è stato letto. “Il signore degli anelli” è un capolavoro assoluto - fautore del genere fantasy - c ...continue

    E’ sempre un piacere averlo fra le mani, soprattutto se sono passati tanti anni dall'ultima volta che è stato letto. “Il signore degli anelli” è un capolavoro assoluto - fautore del genere fantasy - che rimarrà sempre nel cuore del lettore. E’ un libro semplicemente straordinario a cui ci si può solo affezionare. Irripetibile. Escludendo le numerose guerre e battaglie che intercalano nel romanzo, ci sono i bellissimi personaggi, le canzoni, e le ambientazioni ben descritte a tener alto il coinvolgimento. Il finale poi è un ritorno alla realtà, un messaggio, o una sorta di dedica al lettore da parte di Tolkien il quale merita tutta la nostra ammirazione.

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