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A Heartbreaking Work of Staggering Genius

By

Publisher: Pan Macmillan

3.7
(2779)

Language:English | Number of Pages: 400 | Format: Paperback | In other languages: (other languages) Danish , Italian , German , French , Dutch , Spanish , Czech , Portuguese

Isbn-10: 0330484559 | Isbn-13: 9780330484558 | Publish date:  | Edition New Ed

Also available as: Hardcover , School & Library Binding , Library Binding , Audio CD , Others , eBook

Category: Biography , Family, Sex & Relationships , Fiction & Literature

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Book Description

"Well, this was when Bill was sighing a lot. He had decided that after our parents died he just didn't want any more fighting between what was left of us. He was twenty-four, Beth was twenty-three, I was twenty-one, Toph was eight, and all of us were so tried already, from that winter. So when something world come up, any little thing, some bill to pay or decision to make, he would just sigh, his eyes tired, his mouth in a sorry kind of smile. But Beth and I...Jesus, we were fighting with everyone, anyone, each other, with strangers at bars, anywhere -- we were angry people wanting to exact revenge. We came to California and we wanted everything, would take what was ours, anything within reach. And I decided that little Toph and I, he with his backward hat and long hair, living together in our little house in Berkeley, would be world-destroyers. We inherited each other and, we felt, a responsibility to reinvent everything, to scoff and re-create and drive fast while singing loudly and pounding the windows. It was a hopeless sort of exhilaration, a kind of arrogance born of fatalism, I guess, of the feeling that if you could lose a couple of parents in a month, then basically anything could happen, at any time -- all bullets bear your name, all cars are there to crush you, any balcony could give way; more disaster seemed only logical. And then, as in Dorothy's dream, all these people I grew up with were there, too, some of them orphans also, most but not all of us believing that what we had been given was extraordinary, that it was time to tear or break down, ruin, remake, take and devour. This was San Francisco, you know, and everyone had some dumb idea -- I mean, wicca? -- and no one there would tell you yours was doomed. Thus the public nudity, and this ridiculous magazine, and the Real World tryout, all this need, most of it disguised by sneering, but all driven by a hyper-awareness of this window, I guess, a few years when your muscles are taut, coiled up and vibrating. But what to do with the energy? I mean, when we drive, Toph and I, and we drive past people, standing on top of all these hills, part of me wants to stop the car and turn up the radio and have us all dance in formation, and part of me wants to run them all over."

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  • 1

    Abbandonato

    Altro libro abbandonato questa estate, non sono stato fortunato nelle scelte. Se lo scrittore si fosse fermato a circa 150 pagine forse tre stelline si sarebbero anche potute dare. Troppo lungo, ...continue

    Altro libro abbandonato questa estate, non sono stato fortunato nelle scelte. Se lo scrittore si fosse fermato a circa 150 pagine forse tre stelline si sarebbero anche potute dare. Troppo lungo, troppo confuso, troppo.

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  • 0

    Abbandonato

    Come poche volte mi è capitato, mi appello al terzo diritto del lettore secondo Pennac, e cioè, non finire il libro. Dopo un centinaio di pagine cedo all'evidenza che la storia non mi prende per ...continue

    Come poche volte mi è capitato, mi appello al terzo diritto del lettore secondo Pennac, e cioè, non finire il libro. Dopo un centinaio di pagine cedo all'evidenza che la storia non mi prende per nulla. Trovo fastidioso, a tratti disgustoso, il modo che in cui il narratore racconta la malattia della madre, quasi si trattasse di un fatto privo di importanza, uno di quelli che non esige tatto e delicatezza. Proverò a leggere qualche altro di Eggers, fra un po', ma questo lo abbandono.

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  • 2

    Come dice al lettore Eggers stesso nella (infinita) prefazione, fino a pagina 104 le cose vanno abbastanza bene, anche narrativamente parlando. La storia di Dave e Toph mi aveva catturato, ero felice ...continue

    Come dice al lettore Eggers stesso nella (infinita) prefazione, fino a pagina 104 le cose vanno abbastanza bene, anche narrativamente parlando. La storia di Dave e Toph mi aveva catturato, ero felice come una Pasqua e pronto a mangiarmi le duecento pagine seguenti. Peccato che da lì in poi L'opera struggente di un formidabile genio cessi di essere interessante. Da romanzo autobiografico ben scritto e avvincente si tramuta in un noioso compendio sull'ego dell'autore e sulla sua generazione. Evitabilissimo.

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  • 2

    Crudo e leggermente odioso

    Un libro che arriva dritto nello stomaco, in particolare su alcune scene. Ha del potenziale, ma è la ridondanza fatta persona e il troppo stroppia. Bella l'idea del metà libro, per cui ogni pagina ...continue

    Un libro che arriva dritto nello stomaco, in particolare su alcune scene. Ha del potenziale, ma è la ridondanza fatta persona e il troppo stroppia. Bella l'idea del metà libro, per cui ogni pagina (anche l'interno di copertina) è una parte integrante del libro, e bella la storia che due orfani se la cavino ma dopo un po' risulta banale e un po' come dire fastidioso. Il protagonista ricco e fico perde i genitori in maniera tragica, quindi vince una borsa di studio e alleva il fratellino e la sorella in un campus californiano ed è tutto wow bellissimo dopo che prima è andato tutto buuu bruttissimo. Ed è tutto scritto in questo modo. Dopo un po'.. Bleah!

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  • 3

    Gli anni 90 sono stati molto più froci degli 80, ha detto New York, ma voi che cazzo ne sapete non ci capite un cazzo. Stava scrivendo a Porto e Krakovia, io ho letto la discussione solo qualche ...continue

    Gli anni 90 sono stati molto più froci degli 80, ha detto New York, ma voi che cazzo ne sapete non ci capite un cazzo. Stava scrivendo a Porto e Krakovia, io ho letto la discussione solo qualche giorno dopo mi ha mandato il log Porto una sera che era ubriaco e io ero strafatto e mangiavo i pop corn dalla ciotola come un cane. Krakovia scrive: sei tu quello che non capisce un cazzo e ce l'hai anche molto piccolo. New York scrive: fanculo io sono serio i 90 sono stati più froci degli 80 negli 80 si vestivano e ballavano da froci ma non erano froci Krakovia scrive: e invece nei 90? Porto scrive: nei 90 effettivamente tutti a struggersi, tutti sti maschi a chiedere di essere tirati fuori da dentro un po' da cani New York scrive: quello che dico io gli emo kurt cobain il padre degli emo e tutti questi ragazzini e ragazzine sofferenti Krakovia scrive: il problema con voi due è che siete maschi e non vedete al di là state sempre dietro il mainstream New York scrive: adesso riparti con le avanguardie Krakovia scrive: no testa di cazzo, ma ci sono altri luoghi in cui andare oltre a quello in cui vanno tutti sei solo un coglione a New York non mi sorprende che ti sei trasferito a New York Porto scrive: ma se noi siamo stati adolescenti negli anni 90 e i 90 sono froci siamo cresciuti un po' froci anche noi? Krakovia scrive: la fai semplice, ma penso sia plausibile io penso che New York sia frocio New York scrive: fanculo proprio tu parli lesbica Krakovia scrive: vedremo chi ha ragione New York scrive: fottiti Porto scrive: Krakovia ma tu perché sei scura di pelle? New York scrive: io vi saluto Krakovia scrive: mio padre era egiziano Porto scrive: ciao New York scrive: cia Krakovia scrive: ciao Porto scrive: ah no sentitevi questa prima questo stava negli Stars of the lid sentite che roba cazzo è bellissimo ciao http://popcornpopcornpop.tumblr.com/post/91526206145 Krakovia scrive: grazie New York scrive: bello Porto scrive: ciao

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  • 3

    L'opera struggente (per metà) di un formidabile genio

    "A dire il vero, parecchi di voi potrebbero provare il desiderio di saltare molta della parte centrale del libro, in particolare tra le pagine 266 e 387, che riguardano l'esistenza di un gruppo di ...continue

    "A dire il vero, parecchi di voi potrebbero provare il desiderio di saltare molta della parte centrale del libro, in particolare tra le pagine 266 e 387, che riguardano l'esistenza di un gruppo di giovani la cui vita è decisamente difficile da rendere interessante anche se a coloro che la stanno effettivamente vivendo lo sembra davvero".

    Il libro si inizia con entusiasmo, colpiti dalla storia e dalla maniera in cui Eggers la racconta. Poi trovo che il racconto perda molto in interesse e anche in stile, forse per colpa di un eccessivo autocompiacimento da parte dell'autore. Le ultime pagine, per chi fosse riuscito ad arrivarci nonostante tutto, sono un bel regalo.

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