A Heartbreaking Work of Staggering Genius

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Publisher: Pan Macmillan

3.7
(2932)

Language: English | Number of Pages: 416 | Format: Paperback | In other languages: (other languages) Danish , Italian , German , French , Dutch , Spanish , Czech , Portuguese

Isbn-10: 0330484648 | Isbn-13: 9780330484640 | Publish date: 

Also available as: Hardcover , School & Library Binding , Library Binding , Audio CD , Others , eBook

Category: Biography , Family, Sex & Relationships , Fiction & Literature

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Book Description
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  • 4

    Io sono viva.

    ... in caso contrario, questa potrebbe essere la storia dei miei figli.
    Uno, venticinquenne, per il quale la vita è una dispensa: bisogna raccogliere di tutto, a piene mani. Anche l'erba cipollina che ...continue

    ... in caso contrario, questa potrebbe essere la storia dei miei figli.
    Uno, venticinquenne, per il quale la vita è una dispensa: bisogna raccogliere di tutto, a piene mani. Anche l'erba cipollina che dà sapore.
    Il piccolo, tredici anni, che si lascia guidare, trasportare, trascinare.
    Due folli.
    Per fortuna, anche il mio colesterolo è ancora sotto controllo.

    said on 

  • 4

    Una famiglia viene sconvolta da un duplice lutto e il ventiduenne Dave si trova a fare da madre e padre al fratellino Toph. Ma Dave riesce a tramutare un evento devastante nell'inizio di una nuova p ...continue

    Una famiglia viene sconvolta da un duplice lutto e il ventiduenne Dave si trova a fare da madre e padre al fratellino Toph. Ma Dave riesce a tramutare un evento devastante nell'inizio di una nuova possibilità, una nuova vita carica di libertà.
    Scritto in un modo impertinente, particolare, fuori dagli schemi, efficace, in alcuni momenti un po' irritante , con un ritmo incalzante, a volte ubriacante, capace di produrre emozioni a profusione .

    said on 

  • 2

    Se è vero, ed è vero, che non si dovrebbe giudicare un libro dalla copertina
    è altrettanto vero che non lo si dovrebbe giudicare dal titolo.
    "L'opera struggente di un formidabile genio" è un titolo fa ...continue

    Se è vero, ed è vero, che non si dovrebbe giudicare un libro dalla copertina
    è altrettanto vero che non lo si dovrebbe giudicare dal titolo.
    "L'opera struggente di un formidabile genio" è un titolo fantastico.
    Erano anni che volevo leggere questo libro di Dave Eggers spinto dalla trama,
    dalle recensioni, dalla fama dell'autore e.... dal titolo!
    Purtroppo il risultato è inferiore alle attese. Eggers scrive bene, la storia è carina
    (in gran parte autobiografica) ma i tempi morti sono troppi e a volte l'autore
    si lascia andare ad un lavoro autocontemplativo scrivendo frasi incomprensibili
    solo per far vedere quanto è bravo e colto e spiritoso e......
    Il libro è confuso, prolisso e alquanto noioso.
    Tocca mille temi senza approfondirne nessuno.
    Qui e là si intravede una luce ma è solo una mera illusione.
    Più volte sono stato tentato di abbandonare la lettura ma questo va contro
    il mio "Modus operandi" e quindi, seppur con fatica l'ho teminato.
    Anche per poterlo giudicare compiutamente.
    E il giudizio non può che essere negativo.

    said on 

  • 4

    Un punto di vista di come si veda il mondo

    Divertente e nello stesso tempo emozionante questo romanzo autobiografico, un affresco certo insolito e fluviale, in taluni sprazzi anche coinvolgente. la storia raccontata da Eggers nel libro è, lett ...continue

    Divertente e nello stesso tempo emozionante questo romanzo autobiografico, un affresco certo insolito e fluviale, in taluni sprazzi anche coinvolgente. la storia raccontata da Eggers nel libro è, letteralmente, la sua storia, l'A. prende i pezzi di uno specchio rotto e, al posto di piangerci sopra, ride del loro riflesso. Un mondo spaccato ed infranto, che diventa possibilità per mille possibilità. Il punto dove tutti si interrompono e muoiono diventa l'inizio, l'avvio per trovare, con un'inedità sincera profondità, il gusto per un altro vivere. Così, quando i confini svaniscono e i riferimenti si confondono, rimane una pulsante prospettiva, così densa ed appassionata, da far innamorare del tempo rimasto.

    said on 

  • 3

    Kid A

    Dopo tanti anni non ho ancora capito se i Radiohead mi piacciono o no. Tra cd e vinili ho tutta la loro discografia, eppure....Kid A per esempio quando uscì mille anni fa lo trovai pretenzioso, poi an ...continue

    Dopo tanti anni non ho ancora capito se i Radiohead mi piacciono o no. Tra cd e vinili ho tutta la loro discografia, eppure....Kid A per esempio quando uscì mille anni fa lo trovai pretenzioso, poi anni dopo lo trovai geniale, adesso lo trovo un bel disco con dei pezzi splendidi e altri noiosi alla morte. Un po' come questo libro di Dave Eggers, che a tratti si è fatto leggere con entusiasmo e a tratti ha annoiato, invogliandomi a saltare pagine. Tre stelle di media.

    said on 

  • 3

    Vorrei poter mettere le mezze stelline: perché questo libro non è solo buono ma nemmeno ottimo.
    Mi è piaciuto, mi ha fatto ridere, ma la seconda parte mi ha coinvolto meno della prima: la storia della ...continue

    Vorrei poter mettere le mezze stelline: perché questo libro non è solo buono ma nemmeno ottimo.
    Mi è piaciuto, mi ha fatto ridere, ma la seconda parte mi ha coinvolto meno della prima: la storia della rivista e della vita dei giovani americani negli anni '90. Ammetto che però è interessante come riflessione sociologica sulla mia generazione
    L'ironia logorroica dell'autore è poi adorabile

    said on 

  • 3

    Premessa: non so se questo libro mi sia piaciuto o meno. Per certi aspetti ho trovato interessante lo stile, come se l’autore vomitasse letteralmente parole sul lettore e questo ne venisse catturato, ...continue

    Premessa: non so se questo libro mi sia piaciuto o meno. Per certi aspetti ho trovato interessante lo stile, come se l’autore vomitasse letteralmente parole sul lettore e questo ne venisse catturato, quasi come da una spirale di fatti, pensieri, ossessioni dalla quale non poter fare a meno di staccarsi, difatti, una buona prima metà del libro l’ho fatta fuori in un pomeriggio. Ho amato il modo in cui viene trattata la tragica vicenda familiare, il rapporto di Eggers col fratello Toph, cui si ritrova a fare da padre a poco più di vent’anni. Mi è anche piaciuto il modo in cui si narra di “Might”, rivista underground dei primi anni Novanta di cui l’autore fu cofondatore, le idee, l’ottimismo esagerato di una generazione ormai passata, e, questo fermento, questa voglia di fare forse le ritroviamo così amplificate per l’ultima volta a livello storico. Mi sono piaciute le citazioni anni Novanta: Mtv. “The Real world”, la musica, immaginare il contesto del periodo.

    Però.

    Sinceramente alla fine, dopo aver letto l’ultima pagina, il libro mi ha lasciato un senso di insoddisfazione, un’antipatia effettiva per l’ego eccessivo di chi scrive (al di là dello stile, come ho già detto interessante) e dopo un pò, non l’ho più tollerato. In definitiva, non mi aspettavo di finirlo con così grande stanchezza. Troppo. Parere personale, ovviamente.

    said on 

  • 4

    IL SENSO DELLE COSE

    Gran bel libro. Di non facile lettura e molto, come dire, introspettivo, intimista. L'inizio è fulminante. Si parte dalla morte della amatissima madre per planare, poco tempo dopo, a quella del meno a ...continue

    Gran bel libro. Di non facile lettura e molto, come dire, introspettivo, intimista. L'inizio è fulminante. Si parte dalla morte della amatissima madre per planare, poco tempo dopo, a quella del meno amato padre. Il resto è una lunga fuga in avanti, dalla fredda Chicago alla rutilante San Francisco, alla ricerca di un posto dove vivere insieme al fratello più piccolo. Intorno una ridda di personaggi improbabili e decadenti, immersi in una quotidianità fatta di continui sogni ad occhi aperti e circondata da un'apparente, mellifluo, benessere.
    Sullo sfondo, il cuore tragico di tutta la vicenda: il ricordo della morte della amatissima madre. Il dolore, il sangue, la malattia, il respiro sempre più debole, le corse in ambulanza. Ma soprattutto la tenerezza, i sorrisi, le parole, le cose dette e quelle non dette, quello che si sarebbe potuto fare e quello che non si è fatto. Fino all'epilogo, il ritorno a casa alla ricerca dei corpi e delle ceneri, il riappropriarsi della memoria. Un viaggio nei luoghi di quella memoria e di quei luoghi che custodiscono, gelosi, l'immagine di lei. E alla fine del viaggio, un rito commemorativo che sa di liberazione e di espiazione. Di riconciliazione. Ciò che rimane, dentro, è solo il vorticare incessante delle parole e delle azioni, alla ricerca, l'ultima, di un senso e del senso ultimo di tutte le cose.

    said on 

  • 3

    che dire

    Lo stile di Eggers è una buona miscela di sfrontatezza e studio, però Wallace è altro pianeta. Ho come l'impressione che l'autore si specchi troppo nello stile senza affrontare il vero vuoto di trama ...continue

    Lo stile di Eggers è una buona miscela di sfrontatezza e studio, però Wallace è altro pianeta. Ho come l'impressione che l'autore si specchi troppo nello stile senza affrontare il vero vuoto di trama che avvolge questo libro. Sarò anche all'antica, ma per me ci deve essere una trama. Voglio movimento e personaggi con una direzione, personaggi con uno struggimento interiore che cambiano.
    Quì c'è un racconto in prima persona con alcune trovate geniali e tanta carta sprecata.

    said on 

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