A Hero of Our Time

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Publisher: Oneworld Classics Ltd

4.0
(769)

Language: English | Number of Pages: 300 | Format: Paperback | In other languages: (other languages) Italian , French , Chi traditional , Russian

Isbn-10: 1847491219 | Isbn-13: 9781847491213 | Publish date: 

Also available as: Hardcover , Others , eBook

Category: Fiction & Literature , History , Travel

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Book Description
Chronicling his unforgettable adventures in the Caucasus involving brigands, smugglers,soldiers, rivals, and lovers, this classic tale of alienation influenced ...
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  • 2

    Tutta la vicenda non è per nulla interessante e le riflessioni, le analisi psicologiche sono quasi del tutto assenti. Merita due stelle solo per la sperimentazione narrativa e i brani raccolti insieme ...continue

    Tutta la vicenda non è per nulla interessante e le riflessioni, le analisi psicologiche sono quasi del tutto assenti. Merita due stelle solo per la sperimentazione narrativa e i brani raccolti insieme in modo molto originale e innovativo.

    said on 

  • 5

    Verité romanesque (Mc 3, 24-27)

    ...uno è sempre schiavo dell'altro... [p. 143]

    "In me ci sono due persone..." [p. 251] : "L'amor proprio!" [p. 155] ; "...mi disprezzo..." [p. 229]

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  • 0

    L'uomo superfluo. Nel Caucaso.

    D’altra parte la disillusione, come tutte le mode, ha inizio dagli strati alti della società e poi scende a quelli bassi, che la portano fino ai limiti estremi.

    La lettura di una storia del Caucaso mi ...continue

    D’altra parte la disillusione, come tutte le mode, ha inizio dagli strati alti della società e poi scende a quelli bassi, che la portano fino ai limiti estremi.

    La lettura di una storia del Caucaso mi ha quasi obbligato a ri-leggere questo romanzo che, evidentemente, a suo tempo avevo liquidato troppo frettolosamente.
    In effetti, si comprendono meglio i personaggi quando li si collocano nella terra che per i Russi rappresentava la Frontiera, nel senso americano del termine, il territorio selvaggio da conquistare.
    Una sorta di deserto dei Tartari – penso al romanzo di Buzzati, non all’omonima popolazione. In cui il servizio militare è davvero una sfida, una possibilità di crescita e maturazione, non priva di rischi, come si sente dire Pečorin da un altro personaggio:
    Proprio così: vivi un anno intero senza vedere nessuno, se ci aggiungi la vodka, sei un uomo finito.
    È anche un luogo in cui cadono, solo in parte: sia chiaro, le distinzioni e un ufficiale di umili origini può permettersi di rivolgere la parola a una principessa. Oppure di rimpiangere una San Pietroburgo dorata in cui non aveva, peraltro, parte alcuna.
    Sono bellimbusti. Disprezzano profondamente le case di provincia e hanno nostalgia dei salotti aristocratici della capitale, dove non sono ammessi.

    È in questo ambiente in cui il selvaggio della natura si mescola al gusto della poesia e alla curiosità dei turisti aristocratici che piomba l’uomo superfluo. Pečorin, il figlio di una generazione x, di mezzo, una blank generation, chiamatela come volete.
    La generazione che non può più vivere come i suoi padri ma ha perso le speranze di cambiamento nel mondo con la repressione dei Decabristi prima e poi con l’uccisione del loro campione Puškin.
    Non era la prima e non sarebbe stata l’ultima. Generazioni in cui non vale la pena avere grandi intelligenze, ideali, sentimenti, perché non si trova il modo di spenderli, di investirli, di giocarli sulla ruota del mondo.
    Ed è così che, alla fine, Pečorin si ritrova disincantato, cinico, disilluso, malato di questo nuovo disagio di importazione, per una volta non francese, ma inglese, codificato nella sua espressione massima da Lord Byron.
    La vita diventa un valore come gli altri, che si può mettere a rischio senza pensarci, vincere o perdere non farebbe differenza. Così come per i sentimenti altrui, che Pečorin usa come un gioco.

    E pensare che avrebbe chi può redimerlo, il personaggio più autentico e profondo, Vera che, dal basso della sua fragilità riesce a parlare in modo forte e autentico, è l’unica disposta a entrare nella profondità di Pečorin – ovvero di un’intera generazione – per capire che dietro all’apparenza della noia noia noia (quante volte Pečorin la chiama in causa) e del cinismo c’è qualcosa che andrebbe salvato, rimesso sulla giusta strada perché possa produrre cose buone.
    Nessuno sa essere così autenticamente infelice come te, perché nessuno si sforza a tal punto di convincere se stesso del contrario.

    Ma non era il tempo giusto. E così Pečorin / Lermontov diventa l’emblema di tanti che non hanno potuto essere davvero loro stessi, perché la generazione dei padri non era disposta ad accettarli così.

    Questi sono gli uomini! Sono tutti così: sanno in anticipo tutti i lati brutti di una faccenda, aiutano, consigliano, magari approvano, vedendo l’impossibilità di un altro rimedio, ma poi se ne lavano le mani e, sdegnati, voltano le spalle a colui che ha avuto il coraggio di prendere su di sé il peso della responsabilità.

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  • 5

    Il problema di questo libro è che termina. Contrariamente a quanto esposto nella prefazione (ma forse era solo una provocazione, chissà), Pecorin è davvero un eroe, sicuramente un personaggio carismat ...continue

    Il problema di questo libro è che termina. Contrariamente a quanto esposto nella prefazione (ma forse era solo una provocazione, chissà), Pecorin è davvero un eroe, sicuramente un personaggio carismatico, con idee e principi raramente visti nella letteratura russa ottocentesca, una gran bella "novità" (sì, so dell'esistenza di Kirillov).

    Ah, cover di Third. :troll:

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  • 4

    Un secolo fa il mondo dichiarava guerra a se stesso, giurando che mai più sarebbe stato lo stesso. E fu così. Del resto ogni guerra rappresenta una sorta di cesura fra un mondo che va e uno che irromp ...continue

    Un secolo fa il mondo dichiarava guerra a se stesso, giurando che mai più sarebbe stato lo stesso. E fu così. Del resto ogni guerra rappresenta una sorta di cesura fra un mondo che va e uno che irrompe, migliore o peggiore poco importa. La guerra è il sopravvento di potenti e di forti, solo per un preciso periodo. Di furbi e di opportunisti, sempre solo di quel periodo. Poi basta aspettare. Arrivano altri opportunisti, altri prepotenti, altri furbi. Un secolo fa ci fu allora la guerra che fu detta GRANDE. Ma è stata solo una delle tante. Fu grande perché diversa nel metodo e nei principi. E scoppiò! Un secolo fa nacque pure Lermontov, uno scrittore e poeta non conosciutissimo dalla massa, ma che nella sua breve vita (27 anni) riuscì però a cogliere e a raccontare come pochi la difficoltà di interpretare il vero, il giusto e l’ingiusto, in un’epoca affollata di vicende oppure silenziosa, anche se lo si fa raccontare a più voci. Punti di vista confusi se si vogliono interpretare ma pure inutili e relativi se non si vuole andare oltre il razionale comprensibile. E'la psicologia che la fa da padrona. Kurosawa in Rashomon del resto lo espresse bene nel 1950 con un’analoga operazione, quella di raccontare una storia, un omicidio, facendolo descrivere nelle motivazioni e cause dai vari testimoni del delitto e lo fece fare perfino dalla stessa vittima attraverso la voce di un mago. Lermontov ci descrive una personalità di un’epoca, in un periodo di guerra guerreggiata mai vinta, quella in cui vive Pieciorin (lo scrivo come si legge), che affronta i vari episodi della sua vita apparentemente con leggerezza e superficialità, secondo quanto raccontato da persone che l’hanno conosciuto direttamente o no. La vanità del personaggio sembra contraddistinguere il racconto di un suo amico, ma lo stesso poi viene narrato con una diversa angolatura fino a divenire quasi eroica in altre circostanze e con ben altre caratteristiche da un diverso suo conoscente. Poi è lo stesso Pieciorin a raccontarsi. Ci appare forse solo un uomo perso dietro le sue incertezze, che non riuscirà mai nemmeno lui stesso a comprendere mai appieno la sua vera motivazione, la realtà da cui scaturisce il suo agire nichilista. Forse queste sue sono azioni guidate solo dalla sua filosofia che lo vede aggrapparsi disperatamente al suo destino di uomo solo del “suo tempo”, che dopo un secolo ci appare lo stesso nostro: confuso, con il mondo al confine, i cui soggetti sensibili sono ancora alla ricerca di qualcosa che non è mai qui vicino. Anche il nostro è un mondo legato a un destino cinico e indifferente, che mai cerca la sua completezza. Perché le passioni sono dei semplici, quelli per cui amare e odiare, portano a guerre e a pacificazioni. Pieciorin rappresenta gli altri non allineati, quelli per i quali in fondo l’importante non è trovare, ma cercare. Se non è attuale questo!.

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  • 3

    Anticipa Dostoevskij

    Come un ponte fra il romanticismo e la prosa russa della fine dell '800, Un Eroe del Nostro Tempo costruisce un personaggio dove bene e male si aggrovigliano senza soluzione di continuità, creando un ...continue

    Come un ponte fra il romanticismo e la prosa russa della fine dell '800, Un Eroe del Nostro Tempo costruisce un personaggio dove bene e male si aggrovigliano senza soluzione di continuità, creando un uomo moderno e vitale che potrebbe tranquillamente rovere posto nel nuovo secolo. Certo meno introspezione e più avventura dei grandi che lo seguiranno, ma il piacere della lettura è indiscutibile.

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  • 4

    Credo di non aver mai letto né sentito parlare di un autore che capisse le donne bene quanto Lermontov. E credo che uomini come Pečorin non esistano nella realtà, e non so neanche se questo sia una be ...continue

    Credo di non aver mai letto né sentito parlare di un autore che capisse le donne bene quanto Lermontov. E credo che uomini come Pečorin non esistano nella realtà, e non so neanche se questo sia una bene o un male. Resta di fatto che le donne si innamorano sempre degli uomini come lui, perché? Perché un uomo che riesce a manipolare in maniera così subdola e meschina la mente di una donna, è un uomo che tira fuori il lato masochista e perverso della ragione femminile. Le donne inseguono e si innamorano degli uomini che le fanno soffrire perché la sopportazione del dolore è ciò che le rende grandi, ciò che le fa sentire forti. Io sono una donna di queste e spero di incontrare un Pečorin da redimere.

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  • 0

    我們的時代

    一本叫做「當代英雄」的書,翻來找去卻遍尋不著一個像樣的英雄身影?被稱為普希金繼承人的作家兼藝術家萊蒙托夫(М. Ю. Лермонтов),其小說作品《當代英雄》中沒有人們以為會看到的正義英雄,但卻被反覆拍成電影、電視劇,深入俄國人心中。俄國文學的本質究竟是什麼?它的反覆思索與苦澀本質究竟所為何來?

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    http://www.mplus.com.tw/article/217 ...continue

    一本叫做「當代英雄」的書,翻來找去卻遍尋不著一個像樣的英雄身影?被稱為普希金繼承人的作家兼藝術家萊蒙托夫(М. Ю. Лермонтов),其小說作品《當代英雄》中沒有人們以為會看到的正義英雄,但卻被反覆拍成電影、電視劇,深入俄國人心中。俄國文學的本質究竟是什麼?它的反覆思索與苦澀本質究竟所為何來?

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