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A Jane Austen Education

How Six Novels Taught Me about Love, Friendship, and the Things That Really Matter

By

Publisher: Penguin Press

4.0
(6)

Language:English | Number of Pages: 272 | Format: Others

Isbn-10: 1594202885 | Isbn-13: 9781594202889 | Publish date: 

Also available as: Paperback

Category: Education & Teaching , Family, Sex & Relationships , Non-fiction

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Book Description
The author of Jane Austen and the Romantic Poets explains how six of Austen's novels taught him life-changing lessons.
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  • 4

    Sei Gruppi di Lettura con William Deresiewicz

    Chissà se Jane Austen si sarebbe spaventata a vedersi consultata come una maestra di vita, un oracolo a cui ricorrere nel momento in cui bisogna fare delle scelte importanti. Eppure, nella sua brevissima vita, ha davvero prodotto delle perle di saggezza, delle lezioni a cui attingere nei momenti ...continue

    Chissà se Jane Austen si sarebbe spaventata a vedersi consultata come una maestra di vita, un oracolo a cui ricorrere nel momento in cui bisogna fare delle scelte importanti. Eppure, nella sua brevissima vita, ha davvero prodotto delle perle di saggezza, delle lezioni a cui attingere nei momenti di difficoltà anche oggi, a distanza di duecento anni dalla loro pubblicazione. Ecco perché nei momenti difficili dell’esistenza leggere o rileggere un romanzo di Jane Austen è una fonte di conforto e di consiglio. William Deresiewicz a ventisei anni lo ha scoperto, suo malgrado.

    Avevo ventisei anni, e in tutte le faccende umane ero stolido come ogni ventiseienne ha diritto di essere, quando conobbi la donna che mi avrebbe cambiato la vita. Il fatto che fosse morta da quasi duecento anni non faceva nessuna differenza. Lei si chiamava Jane Austen e i suoi romanzi mi hanno insegnato tutto quello che so su ciò che conta davvero.

    È inevitabile che gli uomini rifuggano Jane Austencome se il solo nominarla o toccare un suo romanzo potesse svilire la loro virilità. È altrettanto inevitabile che — qualora si tratti di uomini intelligenti e sensibili — una volta che siano stati ‘costretti’ a leggerla, rimangano affascinati dalla sua prosa intelligente, dalle sue arguzie e dal significato profondo di cui la Zitella Illetterata ha infuso tutte le sue opere.
    Laureato in letteratura inglese al secondo anno di specializzazione, Deresiewicz è obbligato dal professore del suo corso a leggere Emma e, dopo un inizio sonnolento, si rende conto del genio della scrittrice inglese. Da quel momento non ha più smesso di leggerla e di trarre insegnamenti dalle sue opere.
    Intrecciando il racconto autobiografico di un periodo in cui il giovane ‘Bill’ si pone davanti alle scelte più importanti della sua vita, con i romanzi della Austen, il loro significato e ciò che gli hanno insegnato, Deresiewicz compie un percorso che ci fa comprendere come i libri della scrittrice inglese siano dei romanzi di formazione, ma contemporaneamente formativi.
    L’ordine dei romanzi nel saggio segue l’ordine di lettura di Deresiewicz o, comunque, un ordine funzionale agli argomenti che vengono trattati nel saggio.
    [...]
    Ma Jane Austen visse mettendo in pratica gli insegnamenti che i suoi stessi romanzi contengono? Secondo Deresiewicz lo fece, e la scelta di non sposare Harris Bigg-Wither né nessun altro — e di non avere figli — fu dettata dal suo desiderio di rimanere libera per poter scrivere. Mi sono ritrovata con gli occhi umidi nel leggere questa splendida considerazione finale:

    La Austen non si sposò mai, però ebbe molti figli, molti più di otto o undici. I loro nomi sono Emma, Elizabeth, Catherine, Anne, Fanny, Elinor e Marianne, Henry Edward, Wentworth, Willoughby, Mr Collins, Miss Bates e Mr Darcy. Non furono longevi, ma eterni. Se avesse sposato Tom o Harris, forse sarebbe stata felice, forse sarebbe stata ricca, forse sarebbe stata madre, forse avrebbe vissuto più a lungo. Forse sarebbe stata tutte queste cose, ma noi non saremmo quelli che siamo e lei non sarebbe stata Jane Austen.

    Infine la frase conclusiva del saggio sembra essere una sfida alla ‘rivale’ letteraria di Jane Austen, Charlotte Brontë, che sosteneva che i romanzi della Austen fossero superficiali, privi di passione. Facendo eco alla frase finale di Jane Eyre, Deresiewicz vuole forse dimostrare che, dopo aver seguito tutti gli insegnamenti possibili che è riuscito a mettere in pratica grazie ai romanzi di Jane Austen, la sua vita — esattamente come quella dell’eroina bronteiana — è arrivata a una felice conclusione, in realtà un inizio, per continuare a crescere.
    Forse la stessa Charlotte ha inconsapevolmente seguito nella sua vita i consigli della Austen, sposando Arthur Bell Nicholls, al quale era legata da un amore più maturo, come quello che Marianne può nutrire verso il Colonnello Brandon e non impulsivo e passionale come quello che la legava a Willoughby.

    Leggere questo saggio è stato come partecipare a un Gruppo di Lettura — o meglio, a sei Gruppi di Lettura — moderati da un autorevole studioso di Jane Austen, il professor William Deresiewicz che, tuttavia, non sale in cattedra a darci una lezione, ma ci fa scoprire degli aspetti dei romanzi che forse non avevamo mai considerato, degli aspetti che partono dal “vissuto” di chi non solo è riuscito a trarre insegnamenti da ciascuno dei romanzi, ma è anche riuscito a mettere tali insegnamenti in pratica. Forse è più facile a dirsi che a farsi.

    E così il Gruppo di Lettura si potrebbe trasformare in una sorta di riunione della A. A. (Austeniani Anonimi, che avete capito?), per riuscire a comprendere quanto giovamento si può trarre dai romanzi di Jane Austen e cosa siamo riusciti a fare nella nostra vita grazie ad essi. E se io dovessi partecipare a tali sedute dovrei – ahimè – confessare: «Salve, sono LizzyGee e, purtroppo, sono e continuo ad essere una Marianne Dashwood prima maniera, impulsiva, diretta, passionale, alla tenera età di … Ma, per fortuna, ho incontrato sulla mia strada il capitano Wentworth e non John Willoughby e – essendo Marianne Dashwood e non Anne Elliot – non mi sono lasciata persuadere e l’ho sposato!»

    Potete trovare la recensione completa QUI:

    http://oldfriendsnewfancies.blogspot.it/2012/05/recensione-la-vita-secondo-jane-austen.html

    said on 

  • 5

    E' stata una bella lettura, che mi ha aiutato ad apprezzare Jane Austen ancora meglio. Ha aggiunto prospettive che non avevo immaginato prima e anche la struttura del libro, commenti sui libri della scrittrice accompagnati da esperienze personali che in qualche modo si intersecano, e' molto piace ...continue

    E' stata una bella lettura, che mi ha aiutato ad apprezzare Jane Austen ancora meglio. Ha aggiunto prospettive che non avevo immaginato prima e anche la struttura del libro, commenti sui libri della scrittrice accompagnati da esperienze personali che in qualche modo si intersecano, e' molto piacevole a leggersi.

    said on