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A L'Est D'Eden

By

Editeur: LGF

4.4
(1541)

Language:Français | Number of pages: 631 | Format: Paperback | En langues différentes: (langues différentes) English , Spanish , Italian , Swedish , German , Polish , Slovenian , Portuguese , Greek

Isbn-10: 2253005975 | Isbn-13: 9782253005971 | Publish date: 

Category: Family, Sex & Relationships , Fiction & Literature , History

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Description du livre
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  • 5

    Veramente un gran bel Libro.
    Che dire…è una lettura piacevolissima, ci accompagna attraverso la storia di due famiglie, lungo la vita di personaggi indimenticabili secondo me, nel bene e nel male. Il ...continuer

    Veramente un gran bel Libro.
    Che dire…è una lettura piacevolissima, ci accompagna attraverso la storia di due famiglie, lungo la vita di personaggi indimenticabili secondo me, nel bene e nel male. Il mio preferito è sicuramente Cal, così umano nel suo cedere a sentimenti di invidia, vendetta, nel suo chiudersi in se stesso risultando antipatico e incomprensibile agli altri…per essere poi colto da grandi slanci verso il prossimo, il padre in primis, e impegnarsi per il bene del prossimo, consapevole di sé e della propria indole.
    Da leggere.

    dit le 

  • *** Ce commentaire dévoile des détails importants de l\'intrigue ! ***

    4

    e mezzo

    Come sempre mi colpiscono gli incipit dei libri di Steinbeck, calorosi, apparentemente lenti ma che da subito ti trascinano nella storia (ho avuto le stesse impressioni in Furore e ne L’inverno del no ...continuer

    Come sempre mi colpiscono gli incipit dei libri di Steinbeck, calorosi, apparentemente lenti ma che da subito ti trascinano nella storia (ho avuto le stesse impressioni in Furore e ne L’inverno del nostro scontento). Qui ci porta nella sua Valle d’origine, nel Salinas, in California, narrando proprio in prima persona. Belle le prime immagini di terra da coltivare e da scoprire, di terra fertile e ricca di acqua da una parte e di asprezza e aridità dall’altra. E intorno alla Valle cresce l’anima di un popolo fatto di immigrati, di povera gente, di uomini e di donne. Steinbeck si muove quindi su un patrimonio umano ricco: le pagine scorrono velocemente e sono veramente dense di storie e di personaggi; c’è sì indagine psicologica ma non traspare con un flusso di coscienza continuo, bensì si esprime in frequenti dialoghi ed eventi precisi e questo tipo di narrazione mi piace, perché rende il romanzo ancora più fruibile e chiaramente scorrevole.
    Il leitmotiv di questo lungo romanzo è l'antagonismo tra il bene il male, prima tra i fratelli Trask e poi tra i gemelli Caleb e Aaron, proprio come fu per Caino e Abele. Tanto il bene quanto il male fanno parte di noi, ma alla fine esiste sempre una possibilità di scegliere, tutto sta nel coglierla, anche se a volte tale scelta determina sofferenza.
    Di questa saga mi porterò sempre dietro il ricordo di alcuni personaggi in particolare:
    Li, non solo perché è cinese, perché è straniero tra gli stranieri, ma perché è l’unico sano di mente all’interno della famiglia di Adam Track; è anche simpatico, e poi è l’unico a prendersi cura dei due gemelli. Ho trovato i colloqui con Samuel Hamilton i più belli di tutti. Li e Samuel sono affiatati e genuini nonostante le differenze culturali; la rappresentazione che ne dà Steinbeck fa capire quanto le differenze siano soltanto frutto di barriere mentali.
    Samuel, con la sua vena mistica e sognatrice, con la sua saggezza e la sua empatia per gli altri.
    Tom, un altro uomo tormentato, così fragile e in pena, ma anche rude e violento. Pare non sia in grado di trovare la sua strada: ora si abbandona ai fumi dell’alcool e alle prostitute, ora si perde nei libri. Vi riporto questo breve passaggio che secondo me delinea bene la sua vera natura: “ Tom si addentrava in un libro, strisciava tra le copertine, si scavava una galleria tra i pensieri come una talpa e usciva fuori con le mani e il viso pieni di quel libro.”
    E infine Cathy, che rappresenta tutto ciò che di diabolico, di inconcepibile possa esistere.

    dit le 

  • 5

    East of Eden

    John Steinbeck ed io

    Qualsiasi manuale di letteratura vi dirà che John Steinbeck è uno degli autori che meglio hanno descritto la California dai tempi della Dunst bowl agli anni Sessanta. Vincitore de ...continuer

    John Steinbeck ed io

    Qualsiasi manuale di letteratura vi dirà che John Steinbeck è uno degli autori che meglio hanno descritto la California dai tempi della Dunst bowl agli anni Sessanta. Vincitore del premio Nobel per la letteratura è definito anche un biologo della letteratura, per la cura con cui descriveva i scenari in cui ambientava i propri romanzi.
    Ed ora intervengo io, per consigliarvi cosa scegliere, sulla base della mia esperienza di lettrice. Ho incontrato quest’autore con ‘Pian della Tortilla’, che riepilogava la situazione dei paisanos (popolani dal sangue misto) in una piccola realtà come Salinas. Trattandosi di una regione piuttosto povera, è per molti la ricerca di un lavoro è decisamente molto dura… I protagonisti sono manovali, muratori, disoccupati… si accontentano di qualsiasi lavoro per sbarcare il lunario fino a quando improvvisamente il loro destino sembra cambiare. Un bel romanzo, dal gusto un po’ picaresco ed epico, che miscela la narrazione fantastica al crudo realismo con un sapore agro dolce.

    Dopo ho proseguito con il suo libro probabilmente più conosciuto ‘Furore’, che ho amato come non mi capitava da anni. Protagonista Tom Joad che con la sua famiglia decide di abbandonare la sua terra per avere più opportunità lavorative nella ricca California. E’ la storia di un viaggio dal centro America alla costa alla ricerca di quelle opportunità che l’aridità e l’industrializzazione hanno portato via. E’ un libro di svolta, di cambiamento uno dei libri più attuali che abbia letto negli ultimi tempi.
    Dopo questo capolavoro ho letto un altra suameraviglia meno conosciuta e con meno riconoscimenti ‘In viaggio con Charlie’ uno dei suoi ultimi romanzi che narrano il viaggio dell’autore da New York city ad occidente con il proprio barboncino, un francesino dal pelo bianco. Quest’ultimo romanzo mi ha fatto conoscere l’autore dal punto di vista umano, mentre in tutti i romanzi precedente la narrazione era impersonale, in quest’ultimo romanzo Steinbeck scrive in prima persona e racconta il suo rapporto con i suoi cari, con il viaggio ma soprattutto con il suo Paese. Anche in questo caso la sua scelta è stata piuttosto particolare soprattutto perché per un lettore appassionato apprezza sentire parlare il proprio autore soprattutto quando non si ha la possibilità di ascoltare interviste o altro.

    Ed ora ‘La valle dell’Eden’
    Sono arrivata a questo volume quest’inverno quando ormai Steinbeck mi mancava già da un po’ di tempo. Steinbeck mi manca spesso, non posso stare lontana dai suoi scritti per lunghi periodi quindi sono contenta quando ho l’opportunità di riavvicinarmi a lui, con una scusa o con un'altra. Questo volume era in casa mia, acquistato da mia sorella, un sacco di anni fa. Nessuno si era mai avvicinato perché davvero lungo e fisicamente pesante. E così in un momento di astinenza da Steinbeck mi sono avvicinata quasi inconsapevolmente a questo libro, ed ho iniziato a leggerlo.

    L’avvertenza è che se inizierete a leggerlo state pur certi che non potrete smettere con facilità, quindi avvicinatevi a lui in un periodo non intenso e quando avrete un po’ di tempo. La narrazione è avvincente e la trama decisamente nuova per noi europei. Il libro narra, secondo lo stile di Steinbeck tre generazioni di una famiglia seguendo principalmente il figlio maggiore Adam.
    Un po’ di trama, giusto l’inizio … per non rovinarvi la lettura

    Il libro viene pubblicato nel 1952 ed è originariamente dedicato dall’autore ai figli, ai quali voleva descrivere con le parole i ricordi del suo cuore ed in particolare la Salinas Valley. Si tratta di uno dei libri più amati da Steinbeck, perché è un po’ la sua storia e quella della sua famiglia. L’idea fulcro del romanzo è presa dal libro della Genesi, a cui spesso l’autore rimanda in questa saga. In particolare si rimanda ai versetti 1-16 ed alla narrazione della storia di Caino ed Abele.
    La famiglia è il tema centrale attorno il quale si sviluppa questo libro. Lo strano rapporto di Adam con il padre ed il fratello, la bella famiglia di Samuel Hamilton così aperta, solare e positiva. Il rapporto difficile di Adam con la moglie e poi l’affetto dei figli, visto come un traguardo da raggiungere. La battaglia per raggiungere quest’affetto, le verità nascoste per amore e poi rivelate per risentimento.

    Una vera e propria saga famigliare che accoglie il lettore come in una famiglia, con i suoi affetti e con i suoi problemi, spesso nascosti sotto il tappeto.
    Quello che ho amato

    Molto difficile non scivolare nelle banalità. Amo come scrive Steinbeck perché a volte, e mi capita quasi in ogni suo libro, basta girare una pagina per iniziare a pensare che con qualche frase stia parlando a noi. Non dirò se in questo libro mi è capitato più spesso oppure meno, perché non lo so, ma so che l’intero libro è realizzato con lo spirito di creare un qualcosa di epico.
    La California è in ogni angolo, in ogni pagina. Soleggiata ed arida, fatta di terre ricche ma con alture scoscese dalle quali non si riesce a ricavare niente.
    La California è nei suoi personaggi. In Samuel Hamilton forse il personaggio che ho amato di più con i suoi tanti figli e con il suo credo intenso. E’ un uomo dal carattere robusto, forte e vitale come la sua terra color ruggine arrostita dal sole. Samuel Hamilton è un uomo di fede, e con la sua fede riesce a salvare la sua famiglia, la sua casa ed i suoi amici.

    Adam Trask, il protagonista, è un uomo che cresce e che continua ad adattarsi alle sue alterne fortune. Gli eventi ed il destino lo fanno incontrare con la fede, e con le tante domande a cui non ha mai prestato attenzione. La sua ricerca inizia con spostamenti fisici da un luogo all’altro e terminerà con un netto cambiamento a livello umano. Le sue alterne fortune, lo porteranno ad essere un uomo diverso da quello che immaginava potesse diventare.
    E qui arriviamo ad un altro dei miei personaggi preferiti Li. Si tratta di un cinese emigrato in California, per problemi nel proprio paese, che inganna i Californiani con il suo accento fintamente cinese, non perché non sappia pronunciare le parole correttamente ma perché preferisce essere considerato come il suo accento: uno straniero… un diverso. Mi piace in ogni sua presenza, è così saggio e pensieroso che probabilmente regge sulle sue spalle il destino della famiglia Trask. Mi piace in ogni sua accezione, mi piace il suo ruolo ed il modo in cui decide di crescere i figli di Adam. Il libro va letto anche soltanto per le perle di saggezza che quest’uomo mite semina durante il suo percorso.

    In conclusione
    Per me questo volume non è proprio una scoperta, e come immaginavo prima di iniziarlo è uno dei libri più belli che mi sia capitato di leggere. E’ un libro al quale a mio parere dovrete dedicare del tempo, è piuttosto lungo ed è difficile da lasciare quando lo si inizia. Per molti altri libri di questo autore ho scritto di aver amato i personaggi, per questo quello che forse ho amato di più è il racconto. La storia narrata è la storia di una famiglia che con il proprio sangue e sudore ha partecipato alla creazione di quello che è un grande sogno. Leggete questo libro perché sarà un libro che saprete portare con voi nel tempo.

    dit le 

  • 5

    La visione biblica del mondo di Steinbeck non è fosca e sanguinante come quella di Faulkner, è assolutamente armoniosa e pacificatrice. L’avevo capito leggendo Vicolo Cannery e Furore; ne La valle del ...continuer

    La visione biblica del mondo di Steinbeck non è fosca e sanguinante come quella di Faulkner, è assolutamente armoniosa e pacificatrice. L’avevo capito leggendo Vicolo Cannery e Furore; ne La valle dell’Eden la definitiva conferma, a partire dal titolo.
    A differenza che in Furore, in cui tema prevalente è la questione sociale, al centro de La valle dell’Eden ci sono i legami familiari ed i sentimenti che legano padri e figli, sulla falsariga di una storia che sempre si ripete, quella di Caino e Abele, macchiata dalla colpa del peccato , lavata dal perdono del Padre, ma soprattutto impreziosita dalla libertà che solo l’uomo ha di sbagliare ancora e ancora.
    Si esce corroborati dalla lettura di questo corposo romanzo, la cui trama è conosciuta grazie al film di Elia Kazan del 1955 –che in realtà mette in scena soltanto l’ultima parte delle quattro in cui il libro è diviso-; si esce dalla lettura come illuminati dal pensiero che la fragilità dell’uomo costituisce la sua grandezza e lo rende la meraviglia dell’universo. Tra Cal ed Aron Trask, i due gemelli nati dall’incontro dell’onesto e limpido Adam con la demoniaca Cathy Ames, il lettore compie lo stesso percorso della giovane Abra: rimane colpita dalla bellezza angelica di Aron, ma alla fine comprende che la vera bellezza è nella complessità e ricchezza dell’animo umano, in ogni sua sfaccettatura, anche quelle che si nascondono nelle pieghe più riposte e negli angoli più bui, anzi soprattutto negli istinti e nel peccato, che rendono l’uomo fragile e disperato, miserevole ma “vero” in quello che Steinbeck definisce, attraverso le parole del personaggio che più di tutti spicca nel romanzo per umanità, il domestico cinese dei Trask, Lee, “il diritto di soffrire”.

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  • 5

    L'epopea americana di due famiglie

    Una breve premessa: di John Steinbeck non avevo letto nulla; le poche volte in cui mi è capitata l’occasione di parlarne in merito, l’argomentazione è stata indirizzata su altra importante opera, cioè ...continuer

    Una breve premessa: di John Steinbeck non avevo letto nulla; le poche volte in cui mi è capitata l’occasione di parlarne in merito, l’argomentazione è stata indirizzata su altra importante opera, cioè “Furore”. Per pura casualità, quindi, sono venuto in possesso de “La valle dell’Eden” la cui lettura mi ha lasciato affascinato.

    Il romanzo è composto da due narrazioni all’apparenza indipendenti ma che si intrecciano in maniera armoniosa, e decisiva per la trama, in cui si descrivono, con dovizia di particolari, tre generazioni appartenenti alla famiglia Hamilton, di cui lo stesso Steinbeck ne fa parte, e la famiglia Trask; inoltre, hanno una precipua presenza le figure di Cathy Ames e di un servitore cinese di acuta intelligenza e fine spirito critico di nome Lee. L’ambientazione ha come luogo principale la valle del fiume Salinas nella California settentrionale in un periodo temporale che spazia dalla seconda metà dell’800 fine alla fine della 1^ Guerra Mondiale nel 1918.

    I capostipiti delle due famiglie sono Sam Hamilton l’irlandese saggio, buono, filosofo, che che vive, con la sua numerosa prole di ben nove figli e la piccola e coriacea moglie Liza, in una fattoria nella parte più arida e meno produttiva della valle del Salinas, e Cyrus Trask con i suoi due figli, Adam e Charles, avuti da due differenti mogli che scompaiono prematuramente e in maniera drammatica, che vive in quella parte della valle dove il terreno è più fertile e, inoltre, riesce ad arricchirsi lavorando per il governo americano. Nella seconda generazione della famiglia Trask si frappone in maniera drastica e sconveniente Cathy Ames che rappresenterà la persona più malvagia e spietata delle due diverse saghe.

    La trama è un’ininterrotta serie di vicissitudini e accadimenti che snocciolano e analizzano tutte le varie sfaccettature dell’animo umano nei suoi aspetti più profondi in cui spiccano, in antitesi, la bontà e la cupidigia, la malvagità e la riflessione, il senso di colpa e la spregiudicatezza, la magnanimità e la perversione. Sono molti i personaggi presenti in tutta la narrazione; ognuno di loro ha una peculiarità caratteriale che sarà fonte del destino che li attende al capolinea; gioia e dolore si intervallano in maniera armoniosa e inducono a riflettere sui percorsi vitali che , a similitudine di trama e ordito, riescono a tessere una storia emozionante anche se a tratti crudele e ingiusta.

    Si potrebbero ancora descrivere alcuni fatti ed episodi di particolare rilevanza, ma penso debba essere il lettore ad assaporare capitolo dopo capitolo, pagina dopo pagina, la grandezza di quest’opera nei suoi più dettagliati e sorprendenti meandri.

    Una lettura che innalza lo spirito e ci porta ad astrarsi dal mondo esterno fino a poter fortemente gridare nella propria mente : “TU PUOI!”

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  • 5

    Libro epico, non trovo altro aggettivo per definirlo. Non perché vi siano narrate grandi gesta, anzi: l'autore segue la vita di due generazioni di abitanti di Salinas, il paese nel west americano da c ...continuer

    Libro epico, non trovo altro aggettivo per definirlo. Non perché vi siano narrate grandi gesta, anzi: l'autore segue la vita di due generazioni di abitanti di Salinas, il paese nel west americano da cui anche lui proviene, e si tratta di una vita semplice, ordinaria. Ma proprio nell'ordinario emerge la dimensione epica che accompagna ogni vita: la bontà ingenua ma anche saggia di Samuel, la lealtà infinita di Lee, la debolezza di Adam, la cattiveria di Cathy e il ripetersi del mito di Caino e Abele stendono su tutta la vicenda una sorta di solennità biblica, e nonostante le 800 pagine (ultimamente mi tengo alla larga dai libri troppo lunghi) giunta all'ultima pagina mi è dispiaciuto finirlo. Se proprio devo trovare una pecca (che mi stava quasi convincendo a dargli 4 stelle invece di 5) sono proprio i troppi personaggi, tutti ugualmente protagonisti: sono abituata a leggere libri con 2, massimo 3 personaggi principali cui fanno da contorno una moltitudine di comparse, mentre qui sono un po' tutti protagonisti ed è difficile affezionarsi a qualcuno. Sono giunta alla conclusione che per Steinbeck il protagonista della vicenda sia l'essere umano in quanto tale, e anche in questo sta la sua grandezza. Comunque su tutti giganteggia un po' la figura del cinese Lee, forse l'unico a cui mi sono un po' affezionata e che mi mancherà...è proprio l'amico fedele ma giusto e obiettivo che tutti vorrebbero accanto nella propria vita. Consigliatissimo.

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  • 5

    Steinbeck si misura con la Bibbia, intingendo più di seicento pagine nell'etica. Parla di colpa, destino degli uomini e libero arbitrio, di bassezze e nobiltà d'animo, in questo romanzo che è un epope ...continuer

    Steinbeck si misura con la Bibbia, intingendo più di seicento pagine nell'etica. Parla di colpa, destino degli uomini e libero arbitrio, di bassezze e nobiltà d'animo, in questo romanzo che è un epopea familiare, una sorta di saga americana.
    Un libro corposo e maturo, ricco di spunti interessanti e dal fascino intramontabile.

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  • 0

    Incipit

    La valle del Salinas, nella California settentrionale, è una lunga gola stretta tra due catene montuose.....

    http://www.incipitmania.com/incipit-per-titolo/v/la-valle-delleden-john-steinbeck/ ...continuer

    La valle del Salinas, nella California settentrionale, è una lunga gola stretta tra due catene montuose.....

    http://www.incipitmania.com/incipit-per-titolo/v/la-valle-delleden-john-steinbeck/

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  • 3

    mi contraddico? ebbene si, mi contraddico, sono vasto, contengo moltitudini

    storia romanzata di una famiglia e di un'epoca storica
    con un riferimento più che marcato alla Bibbia
    la netta distinzione tra bene e male fa certo parte della semplicità del periodo in cui il romanzo ...continuer

    storia romanzata di una famiglia e di un'epoca storica
    con un riferimento più che marcato alla Bibbia
    la netta distinzione tra bene e male fa certo parte della semplicità del periodo in cui il romanzo è stato scritto, come anche il concetto di un male ontologico e di una figura femminile corruttrice...nel complesso il libro regge, è avvincente, e seppur datato si fa bandiera di valori mai superati e certo ancora attuali, anche se in verità l'ingenuità di fondo finisce per annacquare il messaggio e certe espressioni oggi sarebbero considerate razziste...

    ps. i personaggi sono archetipi, anche la cattiveria di Cathy lo è, si insinua che abbia qualcosa che le manca, come forse a Caino...però è anche vero che è una sopravvissuta, e questo la rende talmente inattaccabile che solo la colpa alla fine la scalfisce, colpa per non esser riuscita a macchiare il povero Adam...ma solo a segnarne la vita...macchiarlo le avrebbe dato ragione, ma Steinbeck non intende cedere terreno al male: Adam è buono e morirà da buono e lei morirà quando sceglierà di cedere all'idea che ci sono persone buone a cui lei non può arrivare col suo potere corruttore...un vero serpente insomma...

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