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A Long Way Down

By Nick Hornby

(84)

| Hardcover | 9781573223027

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Book Description

In his eagerly awaited fourth novel, New York Times-bestselling author Nick Hornby mines the hearts and psyches of four lost souls who connect just when they've reached the end of the line.

Meet Martin, JJ, Jess, and Maureen. Four peo Continue

In his eagerly awaited fourth novel, New York Times-bestselling author Nick Hornby mines the hearts and psyches of four lost souls who connect just when they've reached the end of the line.

Meet Martin, JJ, Jess, and Maureen. Four people who come together on New Year's Eve: a former TV talk show host, a musician, a teenage girl, and a mother. Three are British, one is American. They encounter one another on the roof of Topper's House, a London destination famous as the last stop for those ready to end their lives.

In four distinct and riveting first-person voices, Nick Hornby tells a story of four individuals confronting the limits of choice, circumstance, and their own mortality. This is a tale of connections made and missed, punishing regrets, and the grace of second chances.

Intense, hilarious, provocative, and moving, A Long Way Down is a novel about suicide that is, surprisingly, full of life.

What's your jumping-off point?

Maureen
Why is it the biggest sin of all? All your life you're told that you'll be going to this marvelous place when you pass on. And the one thing you can do to get you there a bit quicker is something that stops you getting there at all. Oh, I can see that it's a kind of queue-jumping. But if someone jumps the queue at the post office, people tut. Or sometimes they say "Excuse me, I was here first." They don't say "You will be consumed by hellfire for all eternity." That would be a bit strong.

Martin
I'd spent the previous couple of months looking up suicides on the Internet, just out of curiosity. And nearly every single time, the coroner says the same thing: "He took his own life while the balance of his mind was disturbed." And then you read the story about the poor bastard: His wife was sleeping with his best friend, he'd lost his job, his daughter had been killed in a road accident some months before . . . Hello, Mr. Coroner? I'm sorry, but there's no disturbed mental balance here, my friend. I'd say he got it just right.

Jess
I was at a party downstairs. It was a shit party, full of all these ancient crusties sitting on the floor drinking cider and smoking huge spliffs and listening to weirdo space-out reggae. At midnight, one of them clapped sarcastically, and a couple of others laughed, and that was it-Happy New Year to you, too. You could have turned up to that party as the happiest person in London, and you'd still have wanted to jump off the roof by five past twelve. And I wasn't the happiest person in London anyway. Obviously.

JJ
New Year's Eve was a night for sentimental losers. It was my own stupid fault. Of course there'd be a low-rent crowd up there. I should have picked a classier date-like March 28, when Virginia Woolf took her walk into the river, or November 25 (Nick Drake). If anybody had been on the roof on either of those nights, the chances are they would have been like-minded souls, rather than hopeless f*ck-ups who had somehow persuaded themselves that the end of a calendar year is in any way significant.

981 Reviews

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  • 1 person finds this helpful

    *** This comment contains spoilers! ***

    Ho letto questo libro proprio a Capodanno e ciò ha contribuito ad "immedesimarmi" nella storia. Le virgolette sono d'obbligo perchè le situazioni descritte nel romanzo sono esagerate ed esasperate e mi auguro che nessuno possa immedesimarsi del tutto ...(continue)

    Ho letto questo libro proprio a Capodanno e ciò ha contribuito ad "immedesimarmi" nella storia. Le virgolette sono d'obbligo perchè le situazioni descritte nel romanzo sono esagerate ed esasperate e mi auguro che nessuno possa immedesimarsi del tutto. Ma il Capodanno è una festa piena di aspettative per tutti, un momento importante, fatto di bilanci e obiettivi.
    La storia di quattro persone depresse che, forse, avevano solo bisogno di sentirsi meno sole e di accompagnarsi l'un l'altro.
    Un inizio apparentemente triste, con un'evoluzione speranzosa e un finale riflessivo.

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    Moniquebbbaaa said on Aug 15, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    *** This comment contains spoilers! ***

    Libro leggero, carino, ma che fa riflettere.

    La prima parte del libro è divertente, dissacrante, disarmante. L'autore riesce a strappare sorrisi nonostante si parli di suicidio e
    persone che stavano per togliersi la vita.
    La seconda parte non sc ...(continue)

    Libro leggero, carino, ma che fa riflettere.

    La prima parte del libro è divertente, dissacrante, disarmante. L'autore riesce a strappare sorrisi nonostante si parli di suicidio e
    persone che stavano per togliersi la vita.
    La seconda parte non scorre bene, è pesante e diventa tutto un po' banale e scontato.
    La terza parte è una rivelazione! I personaggi assistono ad un suicidio e capiscono di dover riprendere in mano la propria vita. Dopo alcuni tentativi falliti, finalmente la svolta: un incontro di auto-aiuto organizzato dalla più giovane dei quattro aspiranti suicidi, farà aprire gli occhi ai protagonisti e ai loro cari.

    Una nota a parte, in questo strano e a tratti sconclusionato libro, la merita quello strano personaggio che è Noncane. Una figura tra il mistico e il profano che permette a Jess di afferrare il senso profondo delle piccole cose.

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    pianetino89 said on Aug 15, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Slegato, sboccato, troppo auto-compiaciuto, inconcludente. Di sicuro il film che ne è stato tratto sarà più divertente.

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    frustrated greedy reader said on Aug 13, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Ennesima conferma del fatto che Hornby mi piace. Ci sono 4 personaggi, diversi e male assortiti, che si incontrano perché stanno tentando di suicidarsi dallo stesso tetto nello stesso giorno; già da questa premessa il libro è interessante, e come sem ...(continue)

    Ennesima conferma del fatto che Hornby mi piace. Ci sono 4 personaggi, diversi e male assortiti, che si incontrano perché stanno tentando di suicidarsi dallo stesso tetto nello stesso giorno; già da questa premessa il libro è interessante, e come sempre Hornby lo tratta in maniera intelligente, coinvolgente e non banale. Come sempre c’è un tenue sottofondo di tristezza, su cui si stagliano i 4 personaggi e la storia; la cosa forse più bella è che ogni personaggio parla in prima persona secondo il suo stile, sia in termini di lessico che in termini di visione del mondo (uno giovanile e sgrammaticato, uno radical chic fallito, uno “americano” e uno da beghina), trattando così un tema così delicato da vari punti di vista e senza dare giudizi. Un libro intelligente, da leggere per riflettere e per interpretare un po’ il mondo moderno.

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    Stefano Napoli said on Aug 13, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Divertente a tratti, linguaggio "moderno" (molti ca**i e fan**li!,)con qualche spunto interessante; non mi sorprende ne abbiano fatto un film (magari pure carino),vista la forma del romanzo quasi come una sceneggiatura.
    Insomma, si può leggere, se s ...(continue)

    Divertente a tratti, linguaggio "moderno" (molti ca**i e fan**li!,)con qualche spunto interessante; non mi sorprende ne abbiano fatto un film (magari pure carino),vista la forma del romanzo quasi come una sceneggiatura.
    Insomma, si può leggere, se si cerca qualcosa di poco impegnativo e che non costi più di €1, il prezzo che ho pagato io.

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    Rob Luc said on Aug 8, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    MA SAREBBE STATO MEGLIO MORIRE? (di Chiara Rita Napolitano)

    http://www.ilpickwick.it/index.php/letteratura/item/138… on capita molto spesso di associare la parola “suicidio” a “risate”, per ragioni su cui parrebbe un insulto dilungarsi. Siamo abituati a vedere questo atto estr ...(continue)

    http://www.ilpickwick.it/index.php/letteratura/item/138…

    on capita molto spesso di associare la parola “suicidio” a “risate”, per ragioni su cui parrebbe un insulto dilungarsi. Siamo abituati a vedere questo atto estremo contro la vita sempre intarsiato in cornici di dolore e sofferenza, tra drôlerie di tragici eroi spasimanti d’amore. Può un tema del genere, da sempre guardato con un timore e un rispetto quasi reverenziale – come tutto ciò che riguarda la Morte, d’altronde – essere esaminato in modo ironico e allo stesso tempo serio? Può una risata accompagnare quella cornice, senza assumere il tono di una profanazione?
    È il rischioso ed esaltante esperimento tentato da Nick Hornby...

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    Il Pickwick.it (culture, critica e narrazioni) said on Aug 2, 2014 | Add your feedback

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