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A Metamorfose

By Franz Kafka

(35)

| Paperback | 9788571646858

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Book Description

658 Reviews

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  • 3 people find this helpful

    Chi ti ficiru, picciò?

    Chi ti ficiru, picciò? dice l’amorosa madre titillando il labbruzzo del pargolo che piange accorato.
    Cosi' si fa, si faceva, dalle mie parti e cosi' mi è venuto di fare col piccolo Franz – che nel ’15 tanto piccolo non era, ma comunque più giovane ...(continue)

    Chi ti ficiru, picciò? dice l’amorosa madre titillando il labbruzzo del pargolo che piange accorato.
    Cosi' si fa, si faceva, dalle mie parti e cosi' mi è venuto di fare col piccolo Franz – che nel ’15 tanto piccolo non era, ma comunque più giovane di quando perfeziona l’invettiva contro la famiglia nella ‘Lettera al padre’, nel ‘19’-.
    Certo non è la stessa reazione che, alla prima lettura, ebbi. Il passato remoto lo uso a ragion veduta per non tediarvi con i bla-bla dei miei amarcord. Solidarietà tra adolescenti, in definitiva.

    Certo, indipendentemente dalle considerazioni personali, ne è passato del tempo da quando Gregor Samsa “campava” tutta la famiglia, una famiglia che lo teneva prigioniero dei sensi di colpa!! Ora da scarafaggio vivrebbe assieme ad altri milioni di figli e meno male che i nonni ci sono e si guardano bene dallo schiacciarli!

    Che rimane della metamorfosi di Kafka? Molto altro dico perché, al di là della realistica descrizione delle dinamiche familiari e della competenza entomologica blattidica, il suo volere immaginarsi insetto strisciante per vedere l’effetto che fa -come aveva scritto alla sua amata Felice Bauer - è più che mai attuale pensando alle migliaia di “scarafaggi” sopravvissuti ai marosi del canale di Sicilia.
    Come la serva che non li teme ma li disprezza, ci apprestiamo a liberarcene con metodi subdoli: semplicemente ignorando le loro anche piccole esigenze, senza sporcarci le mani, anzi con la vanteria di averli soccorsi in mare.

    E lui nacque "diverso", cosa che mi sembra venga sottovalutata quando ci si concentra sul solo aspetto psicologico e strutturale della sua opera, come se tutto il suo universo fossero state le quattro mura di casa propria.
    L’aria che tirava per gli ebrei, in quel dopoguerra, cominciava ad essere mefitica e Kafka non era cosi preso da se stesso per ignorarlo.
    Per questo 'La Metamorfosi' rimane allora un manifesto artisticamente perfetto di com-passione per le diversità di sempre, piuttosto che una visione onirica o una favola nera.

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    Maria Francesca e basta said on Jul 16, 2014 | 2 feedbacks

  • 1 person finds this helpful

    Kafka riesce a trasformare una storia assurda e breve in un concentrato di riflessioni per il lettore.

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    Clara Firrincieli said on Jun 30, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Racconto breve; la trama è molto interessante e la storia originale. E'scritto molto bene anche se con un lessico abbastanza semplice! Mi è piaciuto molto

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    Dylan <3 said on May 31, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Un racconto angosciante e fobico sullo scopo dell'esistenza e la diversità

    Ne parlo su YouTube: https://www.youtube.com/watch?v=q-8tg1_DTzw

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    TheRevolutionaryAct said on May 28, 2014 | Add your feedback

  • 2 people find this helpful

    *** This comment contains spoilers! ***

    Agghiacciante

    La prima impressione che ho avuto del racconto non è stata per niente positiva. Dopo una seconda e poi terza rilettura ho compreso di essermi sbagliato in toto. La storia in realtà non è quella di Gregor Samsa trasformato in insetto, bensì quella di ...(continue)

    La prima impressione che ho avuto del racconto non è stata per niente positiva. Dopo una seconda e poi terza rilettura ho compreso di essermi sbagliato in toto. La storia in realtà non è quella di Gregor Samsa trasformato in insetto, bensì quella di Gregor Samsa impossibilitato a scendere dal letto e a raggiungere la porta chiusa a chiave per aprirla. E’ quella di Gregor Samsa tenuto recluso nella sua stessa stanza, immagine quanto mai potente di quell'ostracismo sociale e famigliare che sviluppiamo verso la malattia, la diversità, l'inadeguatezza. E’ quella di Gregor Samsa con quel messaggio dell’autore sullo sfruttamento di chi ci circonda, e sull'emarginazione dell'inutile e dell’incompreso.
    A emergere prepotentemente dal racconto è la solitudine di Gregor, la sua degradazione e umiliazione. La metafora dell’insetto rappresenta la negazione della libertà e l’annientamento della personalità, nonché la dipendenza dal primo potere imposto: la famiglia.
    Il protagonista si sveglia una mattina trasformato in insetto e il suo primo pensiero è rivolto al lavoro: è terribilmente in ritardo e subirà sicuramente la ramanzina dal capo. Da Kafka ennesima dimostrazione di quanto la società se ne freghi dell'individuo, rendendolo di fatto succube ai poteri forti.

    Il finale è quanto di più cinico, crudele e spietato possa esserci. Tutti a pensare: UNO DI MENO. Racconto breve (sono un'ottantina di pagine) ma d'effetto.
    Consigliatissimo.

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    Fabio Sacco said on May 18, 2014 | Add your feedback

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