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A Multitude of Sins

By Richard Ford

(4)

| Paperback | 9780375726569

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Book Description

One of the most celebrated and unflinching chroniclers of modern life now explores, in this masterful collection of short stories, the grand theme of intimacy, love, and their failures.

With remarkable insight and candor, Richard Ford examines Continue

One of the most celebrated and unflinching chroniclers of modern life now explores, in this masterful collection of short stories, the grand theme of intimacy, love, and their failures.

With remarkable insight and candor, Richard Ford examines liaisons in and out and to the sides of marriage. An illicit visit to the Grand Canyon reveals a vastness even more profound. A couple weekending in Maine try to recapture the ardor that has disappeared from their life together. And on a spring evening, a young wife tells her husband of her affair with the host of the dinner party they’re about to join. The rigorous intensity Ford brings to these vivid, unforgettable dramas marks this as his most powerfully arresting book to date–confirming the judgment of the New York Times Book Review that “nobody now writing looks more like an American classic.”

15 Reviews

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  • 1 person finds this helpful

    Prima di mollare leggete l'ultimo

    Belli i paesaggi. Ti fa venire voglia di andare nel Maine, di farti un giro a Chicago con sosta sulle panchine davanti al lago Michigan, di espatriare in Canada, di scendere fino a New Orleans (saltando l'Ohio se possibile)... ma non per incontrare i ...(continue)

    Belli i paesaggi. Ti fa venire voglia di andare nel Maine, di farti un giro a Chicago con sosta sulle panchine davanti al lago Michigan, di espatriare in Canada, di scendere fino a New Orleans (saltando l'Ohio se possibile)... ma non per incontrare i personaggi di questi racconti, nè per vivere le loro storie perchè non hanno molto sapore. Tranne l'ultima. Perció se iniziate a leggere il libro e al terzo racconto vi chiedete se andare avanti, prima di abbandonare leggete l'ultimo.

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    Katia P. said on Feb 26, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Infinite noie

    Si tratta di una raccolta di racconti (l'unica di Ford a quanto ne so) che dipinge una specie di galleria di mostri o, meglio, di piccoli, squallidi borghesi americani alle prese con i sentimenti della vita. Il primo racconto si intitola "Cucciol" e ...(continue)

    Si tratta di una raccolta di racconti (l'unica di Ford a quanto ne so) che dipinge una specie di galleria di mostri o, meglio, di piccoli, squallidi borghesi americani alle prese con i sentimenti della vita. Il primo racconto si intitola "Cucciol" e narra l'arrivo inaspettato di una cagnetto nella organizzata e fredda vita di una coppia molto up. L'obiettivo è metterne in evidenza l'insensibilità. Il lettore prende atto di un raccontino che vorrebbe essere moralista e ci riesce a metà. Ma i seguenti racconti confermano l'intento. "Richiami" è il rivelatore incontro tra un padre separato (e scopertosi gay) con il figlio in una battuta di caccia. Ovviamente il padre è ricco sfondato. Il tutto visto dalla angolatura del figlio schiantato dalla assenza di un padre dandy, dipinto per essere odioso e quasi caricaturale. Il lettore sbadiglia. "Presepe" nara i pensieri intimi di una donna con amante lontano e tutt'altro che affidabile. La situazione in bilico, una figlia tossicodipendente assente ma presente attraverso il marito di lei (odioso) e le nipotine. Il tutto in una località sciistica americana. Le considerazioni della signora sono un festival del banale e al lettore viene voglia di dirle "ma ti sta bene la tua vita vuota. Non ti meriti altro". Quarto racconto: "Intimità". Tre paginette. Il pregio è che è, appunto, breve. Il Quinto "Tempo prezioso" incomincia bene col protagonista che vede mentre è in auto l'incidente mortale di una barbona (?) travolta da un auto. La cosa sembrerebbe spingerlo a fare pensieri profondi. Purtroppo tutti i personaggi di questa raccolta sembrano dotati di un solo neurone che consumano in fretta. Così il personaggio si incontra con una amante dal nome buffo (Jena) che gli proponr di uccidere il marito. Lui dice no. Lei con gran garbo lo scarica. Fine. Sbadiglio. Se siete arrivati sin qui tocca al racconto "Incontro". Un tizio si imbatte per caso nel marito della donna che si portava a letto tempo prima e con il quale c'era stata una scazzottata. Il marito tradito si è rifatto una vita. I due si scambiano alcune battute insipide e l'autore spruzza qualcosa che dovrebbe essere un quadro della psicologia di non si sa bene chi. Il racconto "Sotto il radar2 è noioso, agghiacciante e inutile. Due tizi stanno andando a cena da un amico. Lei strada facendo lo informa che, proprio con quell'amico, ci è andata a letto. Lui ferma la macchina cerca di ragionare e non riesce a perdonare una cosa del genere. Il fatto è che un procione è stato investito. Lei gli chied di scendere e vedere. Lui lo fa. Lei si mette al volante e lo stira come il procione di prima. Fine del racconto. Mani nei capelli del lettore. "Dominion". Una relazione svogliata tra un avvocato americano e una donna canadese. La donna è sposata. Tutti e due stanno vivendo una storia senza futuro che non sanno come chiudere. Lei assolda un attore che si finge il marito e gli fa una piazzata che gestisce civilmente. Lei lo riporta all'aereoporto e lo ri9mette sul volo per caso rivelandogli l'inganno. Lui parte lei rimane. Il senso? Boh. "Carità" è un racconto noiosissimo, quasi un colpo di grazia. Abisso una cosa così scema da far arrossire. Due amanti (ovviamente sposati ma non tra loro) stanno insieme perché la pelle urla. In qualsiasi società moderna dopo i 25 anni si impara a capire che amore e ottimo sesso non sono esperienze equivalenti. Si comprende che si può fare ottimo sesso con una persona che non ti metteresti in casa neppure per 5 minuti. E che ti puoi innamorare di una persona con il/la quale la qualità performativa del sesso è bassa. I due protagonisti invece se ne accorgono mentre vivono una relazione. Insomma due imbecilli. Lei sembra più imbecille perché su questa cosa riesce a uscire di testa. I due decidono (meglio: lei decide) di andare a vedere il Grand Canyon. Qui si fa fotografare sul precipizio e mentre lui scatta lei inciampa e si trasformain una marmellata in fondo al canyon. Lui passa i suoi imbarazzi a spiegare perché era òì, perché non l'ha spinta. I poliziotti gli credono e lui se ne torna a ca. La sua vita non sarà più la stessa. Fine del racconto e, grazie a dio del libro. Oltre alla banalità del tutto è da ricordare che l'autore ha una fissazione per le scrpe lucide: "Scarpe tedesche nere, lucidissime" (p. 119) e "le scarpe marroni erano lucidissime" (p. 125). Ma è anche di un provinciale made in USA assoluto, a pagina 149: "Bevvero troppa grappa Nonino". Che deve essere la marca di grappa che piace a lui e che deve fare tanto figo dalle sue parti. Mettere in chiaro il nome commerciale di una grappa (a mio avviso ce ne sono di migliori ma se questo bevono gli americani va bene) a me sembra una caduta di stile assoluta. Insomma volete farvi male: leggetevi questo conglomerato insulso, arrogante e moralista in forma di libro.

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    Sindwal said on Nov 13, 2013 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Gli uomini credono che le donne non cambieranno mai; le donne credono che gli uomini cambieranno sempre.
    Forse è cosi, tutti racconti in cui l'equivoco è il movente. Ad un certo punto non ci si capisce piu. Come mai? I pensieri si fanno sempre piu lo ...(continue)

    Gli uomini credono che le donne non cambieranno mai; le donne credono che gli uomini cambieranno sempre.
    Forse è cosi, tutti racconti in cui l'equivoco è il movente. Ad un certo punto non ci si capisce piu. Come mai? I pensieri si fanno sempre piu lontani e c'è sempre qualcuno pronto a sentirsi trattato ingiustamente. Accade cosi, pian piano di sentirsi sempre piu distanti e abbandonati o traditi. Ci si lascia e, poi, dopo tempo non si sa neanche piu il perchè.
    "..in attesa che i confusi sentimenti che aveva provato nel momento della separazione potessero essere apprezzati pienamente e poi diminuire e diventare una barriera meno insormontabile. Non erano cattivi sentimenti, ne un terreno che gli fosse sconosciuto, ne uno scivolare verso la desolazione. Erano semplicemente il "risultato". E di li a poco avrebbe provato un senso di liberazione, un alleggerimento, un'impressione di fatti completati per cui, col tempo, ci avrebbe pensato sempre meno, finchè tutto gli sarebbe apparso, riflettendoci, quasi perfetto"
    (pag. 123 - Tempo prezioso)

    "Non siamo capaci di stare insieme, di curare gli affetti e le persone che ce li ispirano, di amare profondamente e di appartenere."Scrive nella quarta di copertina, ed è quello che fa in queste short stories; raccontare il momento in cui ciò accade, a chiuderlo quel mondo, quelle vite con una frase, in un susseguirsi di variazioni sul tema, di cose che van fuori posto, in cui ti senti estraneo, spaesato, fuori di un ordine che potevi aver immaginato. Per questo commettiamo " infiniti peccati", per l'inettitudine alla cura del sentimento d'amore.

    Poi succede tutto in un attimo, una parola, un diniego, preceduto da un te l'avevo detto mille volte, o te l'avevo fatto capire ma tu niente. E cosa succedeva dentro quella testa che l'aveva detto mille volte, cosa cova nel rancore e nell'incapacità di comunicare? Funziona per accumulo, per somma esponenziale, per un rimurginare muto e sordo, come un grattar sempre la crosta di un'abrasione.

    L'esperienza di lettura di questi "Infiniti peccati"è quel che ritengo un sordido piacere nel ritrovare la moltitudine di meccanismi relazionali che si inceppano per le cose piu disparate.
    "Ed era stato ad Hartford che aveva avuto l'occasione di incontrare George Nicholson e di scopare con lui in un Reed Root Inn finchè si erano stufati tutti e due. Non sarebbe successo mai piu, era la sua opinione, poichè in un anno non si era ripetuto"
    Marjorine aveva detto questo in macchina a suo marito e per cinque minuti ne lei ne Steven aprirono piu bocca.
    "[..] Steven scivolò in uno stato nel quale cominciò a temere che forse lui non era capace di dire un'altra parola, che qualcosa (stanchezza, sorpresa, disappunto per ciò che Majorine aveva confessato) in quel momento lo costringeva a staccarsi dalla realtà e a scivolare via dal presente, e a cominciare a perdere la testa e a diventare cosi strambo da correre il rischio di mettersi lentamente a barbugliare e a non parlare piu per molto tempo - mesi - e poi, solo con l'ausilio di farmaci, essere in grado di proferire semplici espressioni ed essere affidato alle cure della famiglia di sua madre. Un pensiero terribile.
    E cosi, per evitarlo, per salvarsi la vita e non perdere l'equilibrio mentale, disse bruscamente solo una parola, mentre Majorine aspettava le sue reazioni alla propria infelice confessione. E per qualche ragione la parola - una frase in realtà - che Steven pronunciò fu "cumuli a bassa quota". Una cosa che aveva sentito dire durante il bollettino metereologico. "
    (pag. 138 - Sotto il radar)

    Ford è un anatomo patologo di istanti, di momenti precisi in cui l'irreversibile accade. E' sorprendente per me l'abilità di condensare la solubilità delle relazioni amorose, che passano dalla disillusione alla dissoluzione, quasi sempre senza rumore, piccole crepe sull'intonaco, perchè quello che conoscevi dentro ne nascondeva un altro.
    "… il matrimonio era solo una lunga serie di scoperte su se stesso alla fine della quale, to’, ecco un’altra persona che non ti conosce molto bene."
    Insomma, cose che sanno tutti e niente è piu scontato della fine di un matrimonio, di una relazione eppure...

    E' spietato il referto, nessun perdono, patologia amorosa attraverso i sintomi della disaffezione.. Amareggiato da questo eterno mistero che rappresenta l'amore, le sue infinite sfumature, gli incastri che combinano le persone, le similitudini dei comportamenti nella coazione a ripetersi. Un catalogo di situazioni, sentimenti, frustrazioni che sperimentiamo quotidianamente e nelle quali inevitabilmente ci identifichiamo, ritrovando similitudini e analogie che o ti avviliscono o ti danno piacere e, se non sei tu sono personaggi che hai conosciuto davvero.
    Eppure non sono affatto, questi protagonisti, superficialoni, che fanno le cose per inclinazione al giochetto fedifrago, ma danno l'impressione di essere profondi, di meditare, di sviluppare pensieri e motivazioni di un qualche spessore e che pure si perdono in qualche debolezza, istinto, non solo in un" coito ergo sum" ma mi da l'idea che tutto ciò, piu che alla superficialità o immaturità, sia condizione cosmica che appartiene al genere umano.
    Oppure perchè, come dice Salomè che tutto derivi perchè la nostra prima esperienza è quella di una perdita?

    "L’amore [...] era una lunga serie di domande insignificanti senza le cui risposte non potevi vivere."
    Saranno mille anni che si scrive attorno all'amore, ai sentimenti, ai comportamenti che li caratterizzano ma pare quasi ci sia qualcosa di nuovo, ogni volta, e Ford è uno specialista raffinato e lirico nel suggerire e descrivere prospettive, intarsi, storie a noi vicine. Sollecita in questo una morbosità adolescenziale, curiosità, il sapere di altri.

    "Se non impariamo a pensare anche contro noi stessi, quando potremo diventare veramente adulti?".
    Ma sono proprio i ragazzi, figli di coppie disastrate, che compaiono in due dei racconti, quelli che piu sembrano cercare un rimedio, di ricomporre uno sfacelo affettivo, e quindi anche i piu maturi paradossalmente, ma anche i piu malinconici e tristi, quasi fossero portatori di una consapevolezza dell'infausto amoroso.
    " ..mio padre non voleva sentirsi dire che non poteva fare quello che voleva, non ammetteva che quello che faceva potesse essere ritenuto sbagliato, o causa di rancori, o di un divorzio, o di uno di quei terribili scandali che rovinano la vita agli altri [..] e credeva che cosi desse agli altri la stessa libertà di fare quello che volevano, come se il mondo fosse un posto superfantastico per tutti. Lui era l'assenza, con la capacità che aveva lui di non essere dov'era esattamente, e tuttavia di dare l'impressione di essere presente a tutti gli osservatori tranne al più acuto. Un figlio, per esempio."
    (pag. 42 – Richiami)

    Amare è stancarsi di essere solo: è dunque una vigliaccheria e un tradimento verso noi stessi (e sovranamente importante non amare). (F. Pessoa, Il libro dell'inquietudine)

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    Simurgh said on Oct 16, 2013 | 1 feedback

  • 3 people find this helpful

    "Ho avuto paura di essere deluso. Mi andava tutto bene nella vita, poi, improvvisamente non ce l'ho fatta a immaginare un sistema per semplificare le cose. Così sono riuscito solo a complicarla".(la vita).

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    Domenico Fina said on Mar 20, 2013 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Ovvero: fenomenologia del tradimento in dieci mosse. Di questo grande narratore ho amato molto Il Giorno dell'Indipendenza, meraviglioso e totale affresco della vita di un uomo ordinario e riflessivo. In questi racconti, Ford scava nel particolare, d ...(continue)

    Ovvero: fenomenologia del tradimento in dieci mosse. Di questo grande narratore ho amato molto Il Giorno dell'Indipendenza, meraviglioso e totale affresco della vita di un uomo ordinario e riflessivo. In questi racconti, Ford scava nel particolare, dipingendo con stile ricco e approfondito le dinamiche della coppia che si spezza. Nei piccoli gesti quotidiani, nei ricordi apparentemente insignificanti ma mai sopiti, nelle situazioni casuali e superficiali che rivelano malessere e insoddisfazione. I personaggi si allontanano in maniera indifferente e talvolta infantile dall'abitudinaria solidità dell'amore famigliare, per concedersi a passioni forzate e senza futuro, perlopiù con colleghi di lavoro, quasi a sottolineare che un certo tipo di alienazione dei sentimenti è ormai diffusissimo nella nostra società. Una lettura prolissa e profonda, mai banale, a tratti leggermente noiosa, ma sicuramente meritevole di essere affrontata.

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    InvernoMuto said on Aug 6, 2012 | Add your feedback

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    Dieci racconti incentrati sul tema dell'infedeltà.
    Il giudizio morale non affiora mai esplicitamente, e perciò investe implicitamente ogni singola parola. E' un continuo gioco di subconscio. Bellissimi "Cucciolo", e "Abisso". L'apertura e la chiusu ...(continue)

    Dieci racconti incentrati sul tema dell'infedeltà.
    Il giudizio morale non affiora mai esplicitamente, e perciò investe implicitamente ogni singola parola. E' un continuo gioco di subconscio. Bellissimi "Cucciolo", e "Abisso". L'apertura e la chiusura della raccolta.

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    I Am Vertical said on Jan 29, 2012 | Add your feedback

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