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A Náusea

Por

Editor: Nova Fronteira

4.1
(4414)

Language:Português | Number of Páginas: 224 | Format: Mass Market Paperback | Em outros idiomas: (outros idiomas) English , Spanish , French , German , Italian , Catalan , Romanian , Finnish , Polish , Norwegian , Basque , Dutch , Swedish

Isbn-10: 8520918751 | Isbn-13: 9788520918753 | Data de publicação:  | Edition 1

Category: Fiction & Literature , History , Philosophy

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Descrição do livro
"A Náusea", publicado originalmente em 1938, é o primeiro romance de Sartre. Nele estão presentes, de forma ficcional, todos os princípios do existencialismo que seriam mais tarde postulados em "O Ser e o Nada", principal obra filosófica do autor. Escrito sob a forma de diário íntimo, o autor constrói seu romance filosófico a partir dos sentimentos e da observação de ações banais de Antoine Roquentin, o protagonista, que, ao perambular por uma cidade desconhecida, é confrontado com o absurdo da condição humana.
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  • 5

    Leggere questo romanzo è una sfida, prima che un piacere. È la stessa sfida che sostiene Antoine Roquentin: avvalersi della propria libertà e assumersi la responsabilità della proprie azioni, nonostan ...continuar

    Leggere questo romanzo è una sfida, prima che un piacere. È la stessa sfida che sostiene Antoine Roquentin: avvalersi della propria libertà e assumersi la responsabilità della proprie azioni, nonostante la nausea. La nausea, infatti, permea il romanzo costituendo il nucleo centrale della trama e della filosofia di Jean Paul Sartre.
    Bisogna, peraltro, inserire questo caposaldo della letteratura francese in un contesto vigoroso come quella dell'esistenzialismo, dove lo scrittore è anche un intellettuale, e dove l'intellettuale è "engagé". L'assurdo, il concetto su cui ruota questa filosofia rivoluzionaria, non è spiegabile senza una presa di coscienza e il conseguente impegno. Ed ecco che vediamo rivelarsi al nostro protagonista la vera natura delle cose con la loro insensatezza e la loro ingombrante sensazione di soffocamento, mentre osserva le radici di un castagno nel giardino pubblico di una Bouvine immaginaria. L'angoscia, che sperimenta chi, consapevolmente, teme per la sua libertà, generata dall'esistenza, è la conseguenza ultima del mettersi in gioco, lo scoprire continuamente sé stessi per mezzo delle infinite possibilità a cui solo la morte pone fine. Così, quando leggiamo "La Nausea", scopriamo noi stessi attraverso la nostra libertà e per farlo basta avere il coraggio di intraprendere questa sfida.
    Ossian

    dito em 

  • 3

    La nausea. J.P.Sartre.

    Lettura non facile, ma il bilancio tutto sommato è positivo, sebbene intere parti del romanzo mi abbiano attraversato senza lasciare traccia.
    Molto interessanti le figure dell'Autodidatta e quella di ...continuar

    Lettura non facile, ma il bilancio tutto sommato è positivo, sebbene intere parti del romanzo mi abbiano attraversato senza lasciare traccia.
    Molto interessanti le figure dell'Autodidatta e quella di Anny, forse le uniche che restano impresse in un romanzo in cui l'assurdità di esistere è il tema fondamentale.
    Riporto due passaggi emblematici:

    "Ho voglia di andarmene, d'andarmene in qualche posto dove sia veramente il mio posto, dove m'ingrani...Ma il mio posto non è in nessun luogo; io sono di troppo."

    "Adesso quando dico mi sembra una cosa vuota.Non arrivo più a sentir me stesso troppo bene, tanto mi sento dimenticato. Tutto quanto resta di reale in me è dell'esistenza che si sente esistere. Sbadiglio piano piano, lentamente."

    dito em 

  • 3

    Trovo difficile dare un commento a questo libro, anche perché è già stato detto tanto, e sicuramente in modo più appropriato di come potrei fare io. Senza dubbio devo riconoscerne il valore, e mi sono ...continuar

    Trovo difficile dare un commento a questo libro, anche perché è già stato detto tanto, e sicuramente in modo più appropriato di come potrei fare io. Senza dubbio devo riconoscerne il valore, e mi sono appuntata anche i passaggi, parecchi, che più mi hanno fatto riflettere, ma nonostante questo avrei voluto, come ho letto in vare recensioni, sentirmi travolta da questa nausea, per capirla e apprezzarla meglio. Forse non è semplicemente il momento migliore, forse voglio allontanare riflessioni così introspettive in questo periodo della mia vita. Forse gli darò una seconda lettura, ma più in là nel tempo. Devo prima metabolizzarlo.

    dito em 

  • 0

    (non brutto, ma per ora "non mi chiama". Di certo lo riprenderò in un futuro non troppo remoto. Di buono c'è che ricordo tutto di ciò che è accaduto nelle 50 pagine che ho letto finora.)

    dito em 

  • 3

    Non sono un amante del genere ma ebbi l'occasione di prendere questo libro a un prezzo conveniente, quindi l'ho fatto mio. Che dire: sicuramente è un libro che vuole mostrare le conseguenze di un cert ...continuar

    Non sono un amante del genere ma ebbi l'occasione di prendere questo libro a un prezzo conveniente, quindi l'ho fatto mio. Che dire: sicuramente è un libro che vuole mostrare le conseguenze di un certo stile di vita basata sull'essere misantopri. Un libro che mostra i pensieri folli di un uomo che fa della solitudine una scelta. Non è una lettura brillante ma alla fine ciò che lascia è la consapevolezza di non voler vivere una vita come quella del protagonista; credo che in fin dei conti era proprio questo il messaggio dell'autore.

    dito em 

  • 3

    Le tre stelle sono ovviamente molto opinabili e soggettive...

    Non è "il mio genere". Lento. Lentissimo. Faticoso.
    Volevo provare Sartre, l'ho provato e ho capito che non fa proprio per me!

    dito em 

  • 5

    Nausea condivisa

    In tutta sincerità non credo di avere un bagaglio filosofico tale da poter capire appieno questo libro. Ci sono stati dei momenti in cui mi ha annoiato, ma, forse per la prima volta in vita mia, mi s ...continuar

    In tutta sincerità non credo di avere un bagaglio filosofico tale da poter capire appieno questo libro. Ci sono stati dei momenti in cui mi ha annoiato, ma, forse per la prima volta in vita mia, mi sono trovato nello status di “annoiato che non riesce a staccarsi dal libro”. Non pensavo che una simile contraddizione potesse esistere, eppure è successo.
    Sentivo la necessità assoluta di cercare di capire che cosa volesse comunicarmi questo omonimo francese. Mi sentivo parte dei suoi drammi. Per la prima volta mi sono trovato davanti ad un protagonista che si fa delle sonore seghe mentali per tutto e l’ho apprezzato. Da tempo stavo aspettando un libro così e finalmente mi ci sono imbattuto. Il senso di abbandono (Senza Anny non mi rimane niente) e soprattutto la sua nausea, quella si, l’ho percepita tutta.

    dito em 

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