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A Patchwork Planet

By Anne Tyler

(2)

| Others | 9780670880836

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Book Description

31 Reviews

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  • 1 person finds this helpful

    Carino, ma sicuramente non tra i romanzi migliori della Tyler!

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    Adibur said on May 30, 2014 | Add your feedback

  • 2 people find this helpful

    Leggo libri sulla terza età perchè mi piacciono gli anziani, o sono corcondata da anziani perchè...?

    Volevo parafrasare Hornby, con il suo "ascolto la musica pop perchè sono triste, o sono triste perchè ascolto la musica pop?" ma mi sono ingarbugliata.
    Avevo adocchiato questo titolo perché, un tempo, Anne Tyler era tra i miei autori preferiti, e per ...(continue)

    Volevo parafrasare Hornby, con il suo "ascolto la musica pop perchè sono triste, o sono triste perchè ascolto la musica pop?" ma mi sono ingarbugliata.
    Avevo adocchiato questo titolo perché, un tempo, Anne Tyler era tra i miei autori preferiti, e perché in un commento (Roberten, era il tuo?) avevo letto che il protagonista è il tipo a cui piace sbirciare i carrelli della spesa altrui per trarne deduzioni – come faccio io. Lo leggo e scopro che… Barnaby Gaitlin fa più o meno quello che faccio io in questo momento: assistenza domiciliare a persone anziane, autosufficienti ma incapaci di fare tutto da sé senza una certa fatica. Anche la sua famiglia assomiglia alla mia, ohimè… E allora mi sono chiesta: me la vado a cercare? Perché ultimamente ne ho un po’ troppo, di sofferenza umana e senile in particolare.
    Ma torniamo al libro: le stellette sono un tre e mezza, perché per un bel pezzo l’ho letto senza guizzo, ma nella parte finale sono tornata ad apprezzare la capacità della Tyler di descrivere le sfaccettature di quelle abominevoli dinamiche familiari…

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    soltanto_Claudia said on Dec 17, 2013 | 5 feedbacks

  • 1 person finds this helpful

    *** This comment contains spoilers! ***

    L'angelo custode serve davvero?

    La costruzione del romanzo è molto abile e scopre progressivamente le caratteristiche di un protagonista che all'inizio crediamo di aver identificato, ma cambia sotto i nostri occhi mentre si amplia il panorama intorno a lui mostrandoci le persone ch ...(continue)

    La costruzione del romanzo è molto abile e scopre progressivamente le caratteristiche di un protagonista che all'inizio crediamo di aver identificato, ma cambia sotto i nostri occhi mentre si amplia il panorama intorno a lui mostrandoci le persone che condividono la sua vita e il retroterra dal quale proviene.
    La storia comincia in medias res, con il protagonista che da papà divorziato va a trovare la figlia che vive in un'altra città. Da qui inizia lentamente a scoprirsi il ritratto di Barnaby Gaitlin, che si presenta come un fallito con un lavoretto che garantisce a mala la pena la sopravvivenza, un matrimonio finito, una figlia stanca della sua inaffidabilità che lo fa arrivare tardi agli incontri periodici.
    Pian piano scopriamo che è figlio di una ricca famiglia con cui è in contrasto, che ha avuto un'adolescenza inquieta e soprattutto che è convinto della tradizione che assegna un "angelo" a ogni Gaitlin. Anche Barnaby crede di aver trovato il suo angelo, che lo aiuta a strutturare meglio la sua vita. Ma in realtà è lui, definito "inaffidabile" ad essere davvero interessato agli altri ed alle loro vite, come dimostra la cura che si prende degli anziani seguiti dal servizio per cui lavora.
    E alla fine si accorgerà che l'"angelo", la donna con la quale si è messo, che sembra perfetta e che tutti apprezzano, è in realtà autoritaria e "noiosamente solida" mentre spunta al suo fianco la figura completamente diversa della sua compagna di lavoro.
    Se il plot è ben costruito, la figura di Barnaby non è vivacissima e a volte ci si domanda quale sia il senso di questa storia che si snoda lentamente.
    Per questo motivo, anche se è comunque gradevole, non supera le tre stelline.

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    mafalda0250 said on Jan 5, 2013 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Che brutta cosa vegnì vecc. Il quadro desolante del destino che aspetta i più 'fortunati' di noi: quelli che diventano vecchi, è descritto con l'incomparabile leggerezza della Tyler. Certo, c'è poco da stare allegri.

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    lamanu said on Aug 18, 2012 | Add your feedback

  • 2 people find this helpful

    mi è piaciuto?

    L'ho finito stanotte, e durante la giornata mi sono ritrovata a tornarci col pensiero. Se ci ho ripensato, significa che mi ha fatto riflettere. Ma non so dire se il libro mi è piaciuto oppure no. Per una viscerale come me, è strano. Ci sono stupende ...(continue)

    L'ho finito stanotte, e durante la giornata mi sono ritrovata a tornarci col pensiero. Se ci ho ripensato, significa che mi ha fatto riflettere. Ma non so dire se il libro mi è piaciuto oppure no. Per una viscerale come me, è strano. Ci sono stupende descrizioni e riflessioni sulla vecchiaia e la morte. Io almeno - che vivo a stretto contatto con una persona molto cara, anziana e malata, - le trovo precise, molto realistiche, non miseramente buoniste. Barnaby però mi sembra anaffettivo e infantile, trascinato dagli eventi. Se vuol essere un romanzo di formazione, lo trovo poco coinvolgente. Scritto bene, ma freddo, tutto sommato.

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    orio il gatto - "Abbassiamo i toni, alziamo le ambizioni" said on Jun 24, 2012 | 3 feedbacks

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