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A Prayer for Owen Meany

By

Publisher: Lester and Orpen Dennys

4.3
(813)

Language:English | Number of Pages: | Format: Others | In other languages: (other languages) Chi traditional , French , Italian , German , Spanish , Swedish , Polish , Latvian , Dutch , Finnish

Isbn-10: 0886192269 | Isbn-13: 9780886192266 | Publish date: 

Also available as: Mass Market Paperback , Paperback , Hardcover , School & Library Binding , eBook

Category: Family, Sex & Relationships , Fiction & Literature , Religion & Spirituality

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Book Description
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  • 5

    Bellissimo.
    Il cerchio della storia che si chiude sempre, ripetendosi all'infinito.
    Una analisi dura della recente realtà degli US, che fa riflettere su come il passato non insegni nulla, malgrado sia ...continue

    Bellissimo.
    Il cerchio della storia che si chiude sempre, ripetendosi all'infinito.
    Una analisi dura della recente realtà degli US, che fa riflettere su come il passato non insegni nulla, malgrado sia ciclico.
    Owen Meany e tutti i perdonaggi sono eccezionali, Irving è fantastico nel crearli e renderli presenti, reali.

    said on 

  • 4

    Guardare il viale di palme dall’alto

    E’ la storia di una bellissima amicizia, troppo bella per esser vera, fra Johnny e Owen: il primo è un bambino normale, il secondo straordinario, dalle dimensioni ridotte alla voce acuta e all’intelli ...continue

    E’ la storia di una bellissima amicizia, troppo bella per esser vera, fra Johnny e Owen: il primo è un bambino normale, il secondo straordinario, dalle dimensioni ridotte alla voce acuta e all’intelligenza vivacissima. Il libro è straordinariamente divertente dall’infanzia all’adolescenza dei ragazzi, ho riso parecchio, poi si fa più serio ma comunque interessante come documento di vita studentesca americana degli anni ’60, prima, durante e dopo la guerra del Vietnam, che ha deviato il corso della vita di molti. E’ scioccante l’incontro con la famiglia dell’elicotterista morto, un cammeo su un frammento di società abbrutita che inneggia alla guerra come sfogo di pulsioni bestiali e al tempo stesso ai funerali rifiuta la bandiera americana, come se quella fosse la loro personale guerra contro i vietcong.
    Mi è piaciuto molto il racconto, i personaggi e lo sfondo di provincia americana: non mi è piaciuta l’idea del destino che si deve compiere e non ho capito cosa volesse dire l’autore. Posto che la storia nel suo complesso non è realistica, mi sembra che introdurre i problemi religiosi della famiglia e il compimento della volontà di Dio opacizzi lo splendore inventivo dei fatti narrati, tolga ai personaggi parte del loro spessore, anche se l’accettazione implica eroismo, perché comunque di servo arbitrio si tratta.

    said on 

  • 3

    Certe volte vorrei essere una stella....

    A volte persone speciali entrano nella nostra vita, ci sostengono e ci accompagnano, per brevi tratti o per lunghi tragitti; a volte modificano i nostri comportamenti, le nostre decisioni, altre ci in ...continue

    A volte persone speciali entrano nella nostra vita, ci sostengono e ci accompagnano, per brevi tratti o per lunghi tragitti; a volte modificano i nostri comportamenti, le nostre decisioni, altre ci indicano strade che mai avremmo pensato di intraprendere. Anche se la ragione di queste presenze non ci è subito chiara, col tempo comprendiamo la ragione di queste presenze e ne conserviamo il ricordo.

    said on 

  • 4

    Direi anche 3 stelline e mezzo...nel complesso il libro non mi è dispiaciuto,anzi. Ho adorato il finale. Per il resto il libro (un mattoncino di 600 pagine) è abbastanza scorrevole, forse un po' noios ...continue

    Direi anche 3 stelline e mezzo...nel complesso il libro non mi è dispiaciuto,anzi. Ho adorato il finale. Per il resto il libro (un mattoncino di 600 pagine) è abbastanza scorrevole, forse un po' noioso in certi punti in cui Irving è entrato troppo nel merito di questioni religiose o politiche, rendendo quindi un po' pesante lo sfondo storico e sociale del tempo.

    said on 

  • 3

    Non e' un libro per me, e' ben scritto, ben costruito, ma non e' risucito a farsi amare.
    La componente religiosa mi ha annoiata, la prima meta' del libro mi ha confusa, in varie occasioni ho dovuto ob ...continue

    Non e' un libro per me, e' ben scritto, ben costruito, ma non e' risucito a farsi amare.
    La componente religiosa mi ha annoiata, la prima meta' del libro mi ha confusa, in varie occasioni ho dovuto obbligarmi a continuare, e la seconda meta' non e' stata sufficiente a farmi rivalutare il libro.
    Cosa mi rimarra' di questo libro? un vestito rosso, la recita di fine anno (anche se non ho capito proprio tutti i dettagli) la polvere del marmo e la lama che gira.

    said on 

  • 5

    Il dizionario etimologico ci racconta come il termine “emozione” derivi dal francese émotion, derivazione di émouvoir, ossia “mettere in movimento”. Tralasciando le implicazioni mediche e psicologiche ...continue

    Il dizionario etimologico ci racconta come il termine “emozione” derivi dal francese émotion, derivazione di émouvoir, ossia “mettere in movimento”. Tralasciando le implicazioni mediche e psicologiche del caso, che meriterebbero un paio di centinaia di pagine, proviamo a semplificare con il rischio (concreto) di banalizzare: un’emozione ti fa muovere.
    Se così fosse – e probabilmente così è – con “Preghiera per un amico” vi troverete a percorrere dei chilometri.

    A metà tra un romanzo di formazione e un meraviglioso grandangolo sulla storia americana, “Preghiera per un amico” vi condurrà dagli anni ’50 alla guerra del Vietnam, dal nuovo edonismo agli anni reaganiani, potendo contare su un personaggio assolutamente indimenticabile: Owen Meany. Uno di quei personaggi con i quali – volendo mantenere salda la metafora di inizio post – puoi correre una mezza dozzine di maratone: Owen ha una voce stridula (o fessa, per citare le prime righe del romanzo), Owen ha una fede solidissima in Dio e nei suoi disegni, Owen ha un senso dell’amicizia che supera il tempo e lo spazio, Owen e l’idea stessa di sport.

    Owen è, semplicemente, uno dei più commuoventi, divertenti, toccanti, umani personaggi letterari che io abbia avuto la fortuna di incontrare.

    Narrata in prima persona dalla voce, malinconica e a tratti struggente, di John, che di Owen è amico fraterno, “Preghiera per un amico” è un libro che – semplicemente – va letto. Perché in fondo è di emozioni (di movimento) che ci nutriamo e che viviamo, e con questo capolavoro di Irving potrete ridere, indignarvi, commuovervi. E addirittura versare qualche lacrima, come è successo a chi scrive. E persino scoprire di aver smarrito le parole, come mi sta capitando adesso.

    -- http://www.masedomani.com/2014/12/29/recensione-preghiera-per-un-amico-di-john-irving/ --

    said on 

  • 5

    John Irving sale (tardi maledetta me, meno male che sto recuperando!) sul podio dei miei scrittori preferiti di sempre. Scoperto l'anno scorso e mi rammarico perché questo è il suo primo libro letto, ...continue

    John Irving sale (tardi maledetta me, meno male che sto recuperando!) sul podio dei miei scrittori preferiti di sempre. Scoperto l'anno scorso e mi rammarico perché questo è il suo primo libro letto, e dubito che nessuno degli altri potrà eguagliarlo, se così sarà il mio cuore deve essere pronto a fare balzi e capriole, fermarsi, battere veloce, commuoversi, vivere intensamente...Questo libro mi si è impresso dentro come pochi altri al mondo. Le storie che si narrano sono così surrealmente realistiche che ci si sente grati di poter assistere a questa magia. Grati e completamente svuotati quando si gira l'ultima pagina. Svuotati ma colmi di sensazioni e percezioni vivissime. Irving GRAZIE, sono a quota 6 dei tuoi libri e non intendo fermarmi. Non fermarti nemmeno tu. Owen Meany è il personaggio che qualunque scrittore vorrebbe creare, PREGHIERA PER UN AMICO resta il libro che io vorrei scrivere, il libro indimenticabile.

    said on 

  • 4

    Owen Meany!

    Un libro che non mi è piaciuto del tutto, c'è troppa religione, alcune parti sono troppo lente, ma...
    ...ma al di sopra di tutto c'è un grande personaggio, Owen Meany.
    Owen Meany e il suo essere speci ...continue

    Un libro che non mi è piaciuto del tutto, c'è troppa religione, alcune parti sono troppo lente, ma...
    ...ma al di sopra di tutto c'è un grande personaggio, Owen Meany.
    Owen Meany e il suo essere speciale e l'impossibilità di non toccarlo, i suoi sogni, le sue arringhe, la sua genialità.
    C'è anche Tabby che aleggia per tutto il romanzo con potenza e forza e questi due personaggi sono talmente forti che è inevitabile che tutti gli altri appaiano come figurine sbiadite sullo sfondo.

    8-/10

    said on 

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