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A Prayer for Owen Meany

By

Publisher: Lester and Orpen Dennys

4.3
(789)

Language:English | Number of Pages: | Format: Others | In other languages: (other languages) Chi traditional , French , Italian , German , Spanish , Swedish , Polish , Latvian , Dutch , Finnish

Isbn-10: 0886192269 | Isbn-13: 9780886192266 | Publish date: 

Also available as: Mass Market Paperback , Paperback , Hardcover , School & Library Binding , eBook

Category: Family, Sex & Relationships , Fiction & Literature , Religion & Spirituality

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Book Description
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  • 5

    Il dizionario etimologico ci racconta come il termine “emozione” derivi dal francese émotion, derivazione di émouvoir, ossia “mettere in movimento”. Tralasciando le implicazioni mediche e psicologiche del caso, che meriterebbero un paio di centinaia di pagine, proviamo a semplificare con il risch ...continue

    Il dizionario etimologico ci racconta come il termine “emozione” derivi dal francese émotion, derivazione di émouvoir, ossia “mettere in movimento”. Tralasciando le implicazioni mediche e psicologiche del caso, che meriterebbero un paio di centinaia di pagine, proviamo a semplificare con il rischio (concreto) di banalizzare: un’emozione ti fa muovere.
    Se così fosse – e probabilmente così è – con “Preghiera per un amico” vi troverete a percorrere dei chilometri.

    A metà tra un romanzo di formazione e un meraviglioso grandangolo sulla storia americana, “Preghiera per un amico” vi condurrà dagli anni ’50 alla guerra del Vietnam, dal nuovo edonismo agli anni reaganiani, potendo contare su un personaggio assolutamente indimenticabile: Owen Meany. Uno di quei personaggi con i quali – volendo mantenere salda la metafora di inizio post – puoi correre una mezza dozzine di maratone: Owen ha una voce stridula (o fessa, per citare le prime righe del romanzo), Owen ha una fede solidissima in Dio e nei suoi disegni, Owen ha un senso dell’amicizia che supera il tempo e lo spazio, Owen e l’idea stessa di sport.

    Owen è, semplicemente, uno dei più commuoventi, divertenti, toccanti, umani personaggi letterari che io abbia avuto la fortuna di incontrare.

    Narrata in prima persona dalla voce, malinconica e a tratti struggente, di John, che di Owen è amico fraterno, “Preghiera per un amico” è un libro che – semplicemente – va letto. Perché in fondo è di emozioni (di movimento) che ci nutriamo e che viviamo, e con questo capolavoro di Irving potrete ridere, indignarvi, commuovervi. E addirittura versare qualche lacrima, come è successo a chi scrive. E persino scoprire di aver smarrito le parole, come mi sta capitando adesso.

    -- http://www.masedomani.com/2014/12/29/recensione-preghiera-per-un-amico-di-john-irving/ --

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  • 5

    John Irving sale (tardi maledetta me, meno male che sto recuperando!) sul podio dei miei scrittori preferiti di sempre. Scoperto l'anno scorso e mi rammarico perché questo è il suo primo libro letto, e dubito che nessuno degli altri potrà eguagliarlo, se così sarà il mio cuore deve essere pronto ...continue

    John Irving sale (tardi maledetta me, meno male che sto recuperando!) sul podio dei miei scrittori preferiti di sempre. Scoperto l'anno scorso e mi rammarico perché questo è il suo primo libro letto, e dubito che nessuno degli altri potrà eguagliarlo, se così sarà il mio cuore deve essere pronto a fare balzi e capriole, fermarsi, battere veloce, commuoversi, vivere intensamente...Questo libro mi si è impresso dentro come pochi altri al mondo. Le storie che si narrano sono così surrealmente realistiche che ci si sente grati di poter assistere a questa magia. Grati e completamente svuotati quando si gira l'ultima pagina. Svuotati ma colmi di sensazioni e percezioni vivissime. Irving GRAZIE, sono a quota 6 dei tuoi libri e non intendo fermarmi. Non fermarti nemmeno tu. Owen Meany è il personaggio che qualunque scrittore vorrebbe creare, PREGHIERA PER UN AMICO resta il libro che io vorrei scrivere, il libro indimenticabile.

    said on 

  • 4

    Owen Meany!

    Un libro che non mi è piaciuto del tutto, c'è troppa religione, alcune parti sono troppo lente, ma...
    ...ma al di sopra di tutto c'è un grande personaggio, Owen Meany.
    Owen Meany e il suo essere speciale e l'impossibilità di non toccarlo, i suoi sogni, le sue arringhe, la sua geniali ...continue

    Un libro che non mi è piaciuto del tutto, c'è troppa religione, alcune parti sono troppo lente, ma...
    ...ma al di sopra di tutto c'è un grande personaggio, Owen Meany.
    Owen Meany e il suo essere speciale e l'impossibilità di non toccarlo, i suoi sogni, le sue arringhe, la sua genialità.
    C'è anche Tabby che aleggia per tutto il romanzo con potenza e forza e questi due personaggi sono talmente forti che è inevitabile che tutti gli altri appaiano come figurine sbiadite sullo sfondo.

    8-/10

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  • 4

    4.5 stelle

    Molto bello! Impossibile dimenticare il personaggio di Owen Meany. Grazie a david per avermi fatto scoprire Irving. A breve leggerò sicuramente altro di questo autore...

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  • 2

    La fine prevedibile

    Il libro in se stesso è molto bello, scritto bene, una storia commovente ma il problema grosso di questo libro è che è noioso, prolisso, la lettura risulta poco scorrevole, la storia è troppo poco appassionante per una prolissità del genere, si vuole giungere alla fine ma tanto si capisce già da ...continue

    Il libro in se stesso è molto bello, scritto bene, una storia commovente ma il problema grosso di questo libro è che è noioso, prolisso, la lettura risulta poco scorrevole, la storia è troppo poco appassionante per una prolissità del genere, si vuole giungere alla fine ma tanto si capisce già dall'inizio, dalle prime 20 pagine quale sarà la conclusione della storia. In qualsiasi caso l'autore resta sempre una pietra miliare della letteratura statunitense.

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  • 4

    Il cerchio si chiude solo alla fine del libro. I salti temporali, che a me in generale non piacciono troppo, in questo caso sono la bellezza del libro ed è uno dei rari casi in cui mi sento di ammettere. E' un libro che richiede pazienza: se in qualche parte pare prolisso, perché non sempre è chi ...continue

    Il cerchio si chiude solo alla fine del libro. I salti temporali, che a me in generale non piacciono troppo, in questo caso sono la bellezza del libro ed è uno dei rari casi in cui mi sento di ammettere. E' un libro che richiede pazienza: se in qualche parte pare prolisso, perché non sempre è chiaro dove voglia andare a parare, alla fine ripaga parecchio lo sforzo.
    Libro molto ben strutturato.

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  • 5

    John Irving - Preghiera per un amico

    Ennesimo gran bel romanzo di Irving, scrittore che sta sempre di più scalando posizioni nelle mie gerarchie o gusti personali e che risulta esponente di rilievo della letteratura americana di fine novecento. A mio parere i grandi narratori americani moderni (penso soprattutto a Franzen e Lethem) ...continue

    Ennesimo gran bel romanzo di Irving, scrittore che sta sempre di più scalando posizioni nelle mie gerarchie o gusti personali e che risulta esponente di rilievo della letteratura americana di fine novecento. A mio parere i grandi narratori americani moderni (penso soprattutto a Franzen e Lethem) sono passati di qui.

    La figura centrale di Preghiera per un amico è indubbiamente Owen Meany, quell'amico che tutti vorremmo avere, onesto, sincero, deciso ma in particolare leale. Irving con la sua scrittura a tratti inondante, definisce a tutto tondo la figura di questo personaggio, con episodi che magari possono risultare incomprensibili inizialmente ma che acquistano sempre un ben preciso significato (ed il magnifico, sontuoso finale ne è l'esempio più fulgido).

    L'inizio di Preghiera per un amico è folgorante e mi ha ricondotto ad Hotel New Hampshire proprio per il puro piacere di leggere, di immergermi in un mondo, in una storia dove i protagonisti, una volte chiuse le pagine, sai già che ti mancheranno. Successe così con il precedente romanzo di questo autore, in particolar modo per la sua abilità nel trattare avvenimenti tragici con una leggerezza di linguaggio e di toni che non significa voler banalizzare o rendere meno drammatici tali eventi ma piuttosto creare un contesto narrativo attutito, quasi ovattato, in cui il dolore e la tragedia vengono comunque metabolizzati, come nella vita reale, con il passare del tempo.

    L'inizio come ho detto è folgorante e le prime duecento pagine si divorano in un lampo. Poi il romanzo, nella parte centrale, un po' fatica, soprattutto quando si inizia ad introdurre il tema del Vietnam ed alcuni stralci di politica americana che forse, per essere compresi in toto, necessiterebbero di approfondimenti a parte. Il libro si risolleva poi con un finale magnifico, uno dei più belli che mi sia capitato di leggere, una profonda riflessione sulla fede in Dio, sull'amicizia e sul significato della nostra presenza di esseri umani sulla terra. Tutti concetti che forse vengono spesso dimenticati ma che rappresentano il cardine della nostra vita.

    Fossi in voi per Natale mi regalerei questo libro se non l'avete ancora letto. Magari sembrerà un regalo un po' strano vista l'età del romanzo e vista la marea di titoli luccicanti che ci vengono propinati ogni giorno, però Irving, dopo Hotel New Hampshire, ha scritto un'altra piccola gemma. Leggetelo, regalatelo e consigliatelo!

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