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A Single Man

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Publisher: Vintage

4.0
(1095)

Language:English | Number of Pages: 160 | Format: Paperback | In other languages: (other languages) Italian , Spanish

Isbn-10: 0099541289 | Isbn-13: 9780099541288 | Publish date: 

Also available as: Hardcover , Others , Audio CD , eBook

Category: Education & Teaching , Fiction & Literature , Gay & Lesbian

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Book Description
Celebrated as a masterpiece from its first publication, A Single Man is the story of George Falconer, an English professor in suburban California left heartbroken after the death of his lover, Jim. With devastating clarity and humour, Christopher Isherwood shows George's determination to carry on, evoking the unexpected pleasures of life as well as the soul's ability to triumph over loneliness and alienation.
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  • 4

    Questa settimana la mia soglia di attenzione è stata davvero patetica, e questo libro merita una rilettura. L'incredibile racconto della giornata di un uomo in lutto inizia così:

    Waking up begins wit ...continue

    Questa settimana la mia soglia di attenzione è stata davvero patetica, e questo libro merita una rilettura. L'incredibile racconto della giornata di un uomo in lutto inizia così:

    Waking up begins with saying am and now. That which has awoken then lies for a while staring up at the ceiling and down into itself until it has recognized I, and therefrom deduced I am, I am now. Here comes next, and is at least negatively reassuring; because here, this morning, is where it has expected to find itself: what’s called at home.
    But now isn’t simply now. Now is also a cold reminder: one whole day later than yesterday, one year later than last year. Every now is labeled with its date, rendering all past nows obsolete, until — later of sooner — perhaps — no, not perhaps — quite certainly: it will come.

    said on 

  • 3

    Ho detestato questo libro fino all'ultima pagina, e ho cominciato ad amarlo soltanto quando l'ho finito. Non avevo mai voglia di leggerlo, non perché fosse brutto: ma perché mi poneva davanti ad una c ...continue

    Ho detestato questo libro fino all'ultima pagina, e ho cominciato ad amarlo soltanto quando l'ho finito. Non avevo mai voglia di leggerlo, non perché fosse brutto: ma perché mi poneva davanti ad una condizione esistenziale dolorosa, bruciante, che un po' mi riguarda, come riguarda tutti. L'estrema, disarmante, solitudine che prova il protagonista di fronte a chiunque gli si pari davanti (dalla vecchia amica ai suoi studenti) non è lontana dalla condizione di solitudine, il disallineamento, lo sconforto che tutti noi, a fasi alterne, che crescono con la maturità, verso la fine della vita (ma spesso anche prima), siamo destinati a provare: il mondo circostante sembra allora solo un circo dove si muovono maschere che non sono in grado di decifrare il nostro stato d'animo, e delle quali noi non decifriamo il senso. E' una sensazione diversa dalla depressione: la definirei quasi una rassegnazione, una disillusione, una malinconia. In questo libro è descritta benissimo.

    said on 

  • 3

    Questo romanzo in terza persona sembra chiaramente autobiografico: l'uso della terza persona, il riflettore puntato impietosamente su George, accentuano il carattere autobiografico ma anche lucido e s ...continue

    Questo romanzo in terza persona sembra chiaramente autobiografico: l'uso della terza persona, il riflettore puntato impietosamente su George, accentuano il carattere autobiografico ma anche lucido e spassionato dell'opera. Il tema è George, anzi la solitudine di George dopo la morte dell'amato compagno Jim. La solitudine di George si muove davanti agli occhi del lettore cambiando aspetto nel corso della lettura. All'inizio troviamo George solo in senso umano e anche sociale, con i suoi che non capiscono la sua omosessualità, con l'assenza di Jim che occupa intere pagine. La solitudine assomiglia alla malinconia, ha dei risvolti depressivi e il lettore si sente trasportato da un senso di solidarietà per questo relitto umano. Invece pian piano dalle pagine affiora una figura molto diversa. Da solo diventa assoluto, come una statua su un piedistallo, carismatico. Ha una cara amica Charlie che continua a invitarlo a pranzo, a cena, a casa sua, a provarci con poca convinzione nonostante conosca la sua omosessualità, ha dei vicini che lo invitano a bere qualcosa, degli allievi che lo cercano e ci tengono a discutere con lui. Ha una nemica Doris che va a trovare in ospedale. Insomma George non è solo. Non è incompreso, non è socialmente isolato. Lo troviamo solo in quanto su un piedistallo. Partiamo da un'anima alla deriva nelle prime pagine del libro e troviamo alla fine del libro una testa brillante che è al comando di un corpo vecchiotto, sì, ma che gode in un certo senso della luce di gioventù riflessa del brillante cervello. Lo troviamo intessere un dialogo platonico con lo studente Kenny in un rapporto che ricorda quello tra insegnante studente nell'antica Grecia con annessi e connessi. La solitudine di George assomiglia a quella autocompiaciuta e orgogliosa di un semidio, di un semidio a tempo: oggi semidio, domani parente prossimo della spazzatura.
    Sicuramente una persona affascinante.

    Anche se avesse detto a Lois (del che dubito): l'ho svestito, l'ho messo a letto, era ubriaco come la giustizia. Prima le avrà raccontato della nuotata. Avresti dovuto vederlo in quell'acqua, pazzo come un fanciullo! Non dovrebbero lasciarlo andar in giro solo, gli ho detto.
    George sorride a se stesso, del tutto soddisfatto di sè. Sì, sono davvero pazzo, pensa. E' il mio segreto, è la mia forza.

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  • 1

    Insomma, ho aspettato gli anni per leggere questo libro pensando di non essere pronto e che sarebbe stato troppo. E invece nulla, sproloquio vanesio e basta. Unico punto interessante è quando parla d ...continue

    Insomma, ho aspettato gli anni per leggere questo libro pensando di non essere pronto e che sarebbe stato troppo. E invece nulla, sproloquio vanesio e basta. Unico punto interessante è quando parla di Huxley, ovviamente con la solita umiltà e senza far trasparire nemmeno un briciolo di saccenza. Baaah.

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  • 4

    California anni '60. Un professore gay ha perso il compagno morto in un incidente stradale.
    Un'amica, anche lei sola, e un incontro apparentemente casuale con un suo studente del college rappresentano ...continue

    California anni '60. Un professore gay ha perso il compagno morto in un incidente stradale.
    Un'amica, anche lei sola, e un incontro apparentemente casuale con un suo studente del college rappresentano due momenti significativi di una giornata qualsiasi vissuta tra casa e lavoro.
    Voto: tre stelline e mezza, ma il mezzo non è previsto.

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  • 3

    Migliora nella seconda parte

    Non ricordo benissimo il film, che vidi parecchi anni fa e solo una volta, ma leggendo il romanzo mi sembra che ci siano parecchie differenze. La prima che mi viene in mente è che la relazione con Jim ...continue

    Non ricordo benissimo il film, che vidi parecchi anni fa e solo una volta, ma leggendo il romanzo mi sembra che ci siano parecchie differenze. La prima che mi viene in mente è che la relazione con Jim è molto più approfondita nel film che nel romanzo, dove fa un po' da sfondo. E poi sbaglio o il personaggio di Julianne Moore è completamente diverso, a cominciare dal look? Dovrò guardarlo un'altra volta, a questo punto. Prima parte piuttosto noiosa, la seconda migliora nettamente solo grazie al dialogo tra George e il suo studente.

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  • 3

    Ho faticato molto con la parte iniziale di questo libro, perchè la fotografia nitidissima della solitudine del protagonista che ne emergeva mi deprimeva troppo: George recita costantemente l'apparenza ...continue

    Ho faticato molto con la parte iniziale di questo libro, perchè la fotografia nitidissima della solitudine del protagonista che ne emergeva mi deprimeva troppo: George recita costantemente l'apparenza del ruolo che ci si aspetta da lui ed è molto coscienzioso nel rispettarlo esteriormente, ma il dolore per la mancanza di Jim ha reso quasi insopportabile la distanza tra ciò che sente davvero e l'impossibilità di mostrarlo. Alla lunga questo personaggio mi ha conquistato con la sua profondissima umanità e consapevolezza delle finzioni e convenzioni in mezzo alle quali spesso viviamo, e la scrittura di Isherwood mi è piaciuta per la sua linearità perchè risulta quasi pudica e delicata nel raccontare la sofferenza di George.

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  • 4

    "Erano trascurati, allegri e spavaldamente bohémien; infaticabilmente interessate ai fatti altrui, e sconfinatamente tolleranti."

    Allora, le quattro stelle se le merita tutte perché l'ho letto voracemente e con interesse. Avvolta in un lenzuolo con i temporali estivi milanesi come sottofondo, a volte coperti dalla musica di Jame ...continue

    Allora, le quattro stelle se le merita tutte perché l'ho letto voracemente e con interesse. Avvolta in un lenzuolo con i temporali estivi milanesi come sottofondo, a volte coperti dalla musica di James Blake. La storia la conoscevo già grazie al bellissimo film di Tom Ford (posso osare, addirittura più bello del libro?), ma nel racconto di Isherwood manca l'amore passionale di George nei confronti di Jim, manca la malinconica tristezza, George è solo trascinato dagli eventi. Forse avrebbe giovato scrivere il tutto in prima persona, ma non lo so. In ogni caso, un bel racconto se si prendono le distanze con il film, che è narrativamente fedele, ma non emotivamente.

    Ps. Da vedere assolutamente il film sulla vita di Isherwood, "Christopher and his kind".

    said on 

  • 4

    All'inizio mi infastidiva la terza persona, mi sembrava che rendesse il racconto estraneo. Poi, quasi alla fine, il racconto si trasforma e riesce ad entrare fin dentro il protagonista. Bello. ...continue

    All'inizio mi infastidiva la terza persona, mi sembrava che rendesse il racconto estraneo. Poi, quasi alla fine, il racconto si trasforma e riesce ad entrare fin dentro il protagonista. Bello.

    said on 

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