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A Single Man

By

Publisher: Vintage

4.0
(1086)

Language:English | Number of Pages: 160 | Format: Paperback | In other languages: (other languages) Italian , Spanish

Isbn-10: 0099541289 | Isbn-13: 9780099541288 | Publish date: 

Also available as: Hardcover , Others , Audio CD , eBook

Category: Education & Teaching , Fiction & Literature , Gay & Lesbian

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Book Description
Celebrated as a masterpiece from its first publication, A Single Man is the story of George Falconer, an English professor in suburban California left heartbroken after the death of his lover, Jim. With devastating clarity and humour, Christopher Isherwood shows George's determination to carry on, evoking the unexpected pleasures of life as well as the soul's ability to triumph over loneliness and alienation.
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  • 4

    California anni '60. Un professore gay ha perso il compagno morto in un incidente stradale.
    Un'amica, anche lei sola, e un incontro apparentemente casuale con un suo studente del college rappresentano due momenti significativi di una giornata qualsiasi vissuta tra casa e lavoro.
    Voto ...continue

    California anni '60. Un professore gay ha perso il compagno morto in un incidente stradale.
    Un'amica, anche lei sola, e un incontro apparentemente casuale con un suo studente del college rappresentano due momenti significativi di una giornata qualsiasi vissuta tra casa e lavoro.
    Voto: tre stelline e mezza, ma il mezzo non è previsto.

    said on 

  • 3

    Migliora nella seconda parte

    Non ricordo benissimo il film, che vidi parecchi anni fa e solo una volta, ma leggendo il romanzo mi sembra che ci siano parecchie differenze. La prima che mi viene in mente è che la relazione con Jim è molto più approfondita nel film che nel romanzo, dove fa un po' da sfondo. E poi sbaglio o il ...continue

    Non ricordo benissimo il film, che vidi parecchi anni fa e solo una volta, ma leggendo il romanzo mi sembra che ci siano parecchie differenze. La prima che mi viene in mente è che la relazione con Jim è molto più approfondita nel film che nel romanzo, dove fa un po' da sfondo. E poi sbaglio o il personaggio di Julianne Moore è completamente diverso, a cominciare dal look? Dovrò guardarlo un'altra volta, a questo punto. Prima parte piuttosto noiosa, la seconda migliora nettamente solo grazie al dialogo tra George e il suo studente.

    said on 

  • 3

    Ho faticato molto con la parte iniziale di questo libro, perchè la fotografia nitidissima della solitudine del protagonista che ne emergeva mi deprimeva troppo: George recita costantemente l'apparenza del ruolo che ci si aspetta da lui ed è molto coscienzioso nel rispettarlo esteriormente, ma il ...continue

    Ho faticato molto con la parte iniziale di questo libro, perchè la fotografia nitidissima della solitudine del protagonista che ne emergeva mi deprimeva troppo: George recita costantemente l'apparenza del ruolo che ci si aspetta da lui ed è molto coscienzioso nel rispettarlo esteriormente, ma il dolore per la mancanza di Jim ha reso quasi insopportabile la distanza tra ciò che sente davvero e l'impossibilità di mostrarlo. Alla lunga questo personaggio mi ha conquistato con la sua profondissima umanità e consapevolezza delle finzioni e convenzioni in mezzo alle quali spesso viviamo, e la scrittura di Isherwood mi è piaciuta per la sua linearità perchè risulta quasi pudica e delicata nel raccontare la sofferenza di George.

    said on 

  • 4

    "Erano trascurati, allegri e spavaldamente bohémien; infaticabilmente interessate ai fatti altrui, e sconfinatamente tolleranti."

    Allora, le quattro stelle se le merita tutte perché l'ho letto voracemente e con interesse. Avvolta in un lenzuolo con i temporali estivi milanesi come sottofondo, a volte coperti dalla musica di James Blake. La storia la conoscevo già grazie al bellissimo film di Tom Ford (posso osare, addirittu ...continue

    Allora, le quattro stelle se le merita tutte perché l'ho letto voracemente e con interesse. Avvolta in un lenzuolo con i temporali estivi milanesi come sottofondo, a volte coperti dalla musica di James Blake. La storia la conoscevo già grazie al bellissimo film di Tom Ford (posso osare, addirittura più bello del libro?), ma nel racconto di Isherwood manca l'amore passionale di George nei confronti di Jim, manca la malinconica tristezza, George è solo trascinato dagli eventi. Forse avrebbe giovato scrivere il tutto in prima persona, ma non lo so. In ogni caso, un bel racconto se si prendono le distanze con il film, che è narrativamente fedele, ma non emotivamente.

    Ps. Da vedere assolutamente il film sulla vita di Isherwood, "Christopher and his kind".

    said on 

  • 4

    All'inizio mi infastidiva la terza persona, mi sembrava che rendesse il racconto estraneo. Poi, quasi alla fine, il racconto si trasforma e riesce ad entrare fin dentro il protagonista. Bello.

    said on 

  • 1

    Il film è riuscito a rendere ciò a cui il libro, piatto ed insignificante, non è riuscito nemmeno ad avvicinarsi. Profondo, drammatico, intenso, erotico. Ottimo film, pessimo libro.

    said on 

  • 5

    <<"Riguarda l'esperienza continuano a ripeterci che quando saremo più grandi avremo esperienze come se fosse chissà quale conquista.Lei cosa ne pensa professore? L' esperienza serve davvero?
    "Che tipo di esperienza?"
    "Be',posti in cui si è stati, gente che si è incontrata. Situa ...continue

    <<"Riguarda l'esperienza continuano a ripeterci che quando saremo più grandi avremo esperienze come se fosse chissà quale conquista.Lei cosa ne pensa professore? L' esperienza serve davvero?
    "Che tipo di esperienza?"
    "Be',posti in cui si è stati, gente che si è incontrata. Situazioni già vissute,così che quando si ripresentano sai come affrontarle. Tutte quelle scemenze che con gli anni dovrebbero farti diventare saggio."
    "Lascia che ti dica una cosa,Kenny. Non posso parlare per gli altri, ma per quel che mi riguarda nulla mi ha fatto diventare saggio. Certo, siccome alcune cose mi sono già capitate, quando si ripresentano mi dico: ci risiamo. Ma non mi pare di nessun aiuto.Secondo me io semmai sono diventato più stupido , anzi divento sempre più stupido:è un fatto."
    "Senza scherzi, professore. Non dice sul serio, vero?Non si sente più stupido di quando era giovane?"
    "Molto, ma molto più stupido."
    "Che mi pigli un colpo...Allora l' esperienza è inutile? Che uno ce l abbia oppure no non cambia nulla?"
    "No, non sto dicendo questo.Dico solo che uno non se ne fa niente.Ma se non ci prova nemmeno... se si limita a sapere che esiste, e che la si possiede,allora può essere meravigliosa...">>

    Avete presente quei giorni in cui siete in mezzo ad una folla di persone che ridono, urlano, scherzano insomma sono a loro agio completamente, e avete come la sensazione di essere in una bolla d' aria? La loro allegria la avvertite rompersi contro le pareti della bolla e non toccarvi, le loro spalle vi urtano, vi pestano i piedi, ma è solo la scorza; non vi toccano...
    Oppure avete presente quelle feste dove tutti conoscono tutti,e voi fate parte degli imbucati, quelli al cui amico non si può dire di no, quando propone di portarvi, perché sarebbe scortese...E quindi tutti vi parlano tentano di farvi sentire a vostro agio, ma nulla... Continuate a starvene appoggiati alla parete desiderando ardentemente di esserne risucchiati, a sentirvi inadeguati, con il vostro patetico bicchiere mezzo vuoto, un sorriso ebete sulla faccia, e la voglia di scappare, qualsiasi posto ma non lì , non ora?

    Ecco è così che si sente George il protagonista di "A single man" solo che la sua festa imbarazzante , e le sue persone chiassose sono la sua stessa vita...

    "Il risveglio comincia con due parole, sono ed ora. Poi ciò che si è svegliato resta disteso un momento a fissare il soffitto, e se stesso, fino a riconoscere Io e a dedurne Io sono ora. Qui viene dopo, ed è ,almeno in negativo , rassicurante; poiché stamattina è qui che ci si aspetta di essere; come dire, a casa. Ma ora non è semplicemente ora. Ora è anche un freddo promemoria; un intera giornata più di ieri, un anno in più dell' anno scorso. Ogni ora ha un etichetta con una data , che rende obsoleti tutti gli ora passati, finché prima o poi , forse- no , non forse, di sicuro- succederà.
    La paura contorce il nervo vago. Un malsano ritrarsi da ciò che, da qualche parte là fuori, ci sta aspettando.
    Ma intanto la corteccia, questo severo controllore, ha preso il suo posto ai comandi e li ha verificati uno per uno; le gambe si stirano, la parte inferiore della schiena si inarca, le dita si tendono e si flettono.E a qual punto l' intero sistema riceve il primo ordine del giorno: IN PIEDI."

    Ma nonostante tutto continua a vivere (a camminare, a stare appoggiato alla sua parete) perché deve.Ma il suo mondo non gira più da quando Jim se ne è andato, e non vede che l' apparenza delle cose, non vuole più scendere, in profondità, ecco, perché il mondo non è più speciale, da che è morta la persona che glielo rendeva tale. Il mondo non è degno dell' attenzione di George,è così indecorosamente fastidioso, un ' unica cosa è degna dell' attenzione di George: il ricordo. Continua ad insegnare Letteratura all' università dove conosce Kenny uno studente piuttosto brillante che a differenza degli altri osa porgli delle domande, osa ricordargli gli altri stessi , pur tuttavia non quella giuste:

    <<" Vedi Kenny, ci sono cose che non sai di sapere, finché qualcuno non te le chiede."(...) "Qualcuno che ti faccia una domanda ci vuole, " continua George,intenzionalmente " prima che tu possa rispondergli. Ma è raro trovare qualcuno che faccia la domanda giusta. Sono tutti così poco attenti.">>

    E qui la vita di George ha una scossa, deve andare avanti malgrado Charlotte (una specie di sua migliore amica), malgrado Jim e malgrado tutto il resto. Ma proprio allora la vita cambia idea, e...
    Lascio a voi scoprire il resto ...

    said on 

  • 4

    Siamo agli inizi degli anni '60, c'è la crisi dei missili di Cuba, il '68 e il grande trambusto nelle università devono ancora venire.
    La morte del compagno Jim scaraventa George nella solitudine della sua diversità (è omosessuale, è una minoranza), e della sofferenza.
    Ha una unica am ...continue

    Siamo agli inizi degli anni '60, c'è la crisi dei missili di Cuba, il '68 e il grande trambusto nelle università devono ancora venire.
    La morte del compagno Jim scaraventa George nella solitudine della sua diversità (è omosessuale, è una minoranza), e della sofferenza.
    Ha una unica amica, una donna, Charlotte, a cui ha confidato le sue pene: con gli altri è asserragliato in posizione di difesa: ai vicini non ha detto che Jim è morto, ha detto che è tornato a casa. I vicini stanno al di là di un ponte: realmente, ma anche simbolicamente, c'è una barriera tra lui e loro.
    George indossa una maschera di normalità e va a insegnare letteratura all'Università: anche lì la sua solitudine lo accompagna. I suoi studenti non sanno niente di lui, sanno solo quello che dice, quello che la sua testa dice: le sue opinioni letterarie.
    Se si attarda a parlare di un argomento più personale, più intimo, si accorge che guardano in alto, verso l'orologio alle sue spalle. L'ora è finita. E lui si vergogna di non saper affrontare la solitudine.

    said on 

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