Create your own shelf sign up

Together we find better books

[−]
  • Procurar Conteggio caratteri ISBN valido ISBN non valido Codice a barre valido Codice a barre non valido loading search

A Sr.A Presidente

Por

3.0
(546)

Language:Português | Number of Páginas: 293 | Format: Others | Em outros idiomas: (outros idiomas) German , Norwegian , Swedish , Spanish , Italian , Dutch , French , English

Isbn-10: 9896130558 | Isbn-13: 9789896130558 | Data de publicação: 

Category: Fiction & Literature , Mystery & Thrillers

Do you like A Sr.A Presidente ?
Junte-se ao aNobii para ver se os seus amigos já o leram, e descubra livros semelhantes!

Registe-se gratuitamente
Descrição do livro
Sorting by
  • 2

    Libro sicuramente scorrevole ma scritto maluccio e con una storia non propriamente appassionante. Tra i gialli nordici letti finora è il meno interessante.

    dito em 

  • 2

    Non aprite quella porta

    Una storia che, a parte l’idea iniziale, anche questa discutibile (il rapimento), non riesce mai a coinvolgere il lettore.
    Un piano cervellotico, un’esecuzione raffazzonata, un’indagine inverosimile, ...continuar

    Una storia che, a parte l’idea iniziale, anche questa discutibile (il rapimento), non riesce mai a coinvolgere il lettore.
    Un piano cervellotico, un’esecuzione raffazzonata, un’indagine inverosimile, dei moventi assurdi e i personaggi creati a tavolino. Poi c’è un po’ di 11 settembre, gli americani cattivi, il coinvolgimento degli arabi, le relazioni accennate tra Norvegia e Stati Uniti, i problemi personali dei personaggi, il passato che ritorna…
    Cara Holt, se hai un’idea (buona o no) per una storia e non sai come fare a svilupparla, portala a un editore televisivo e falla realizzare da un gruppo di sceneggiatori; loro sapranno come rendere interessante la storia, appassionante la trama, creare la necessaria tensione investigativa, incuriosire lo spettatore e, infine, trovare un finale soddisfacente.
    Soprattutto, di questa idea parlane se vuoi agli amici, ma evita di scrivere un romanzo.

    dito em 

  • 3

    Vik/Stubo serie - book 3

    In realta' 3 stelline e mezzo. L'idea non e' male ma alcuni dettagli sono improbabili e si sofferma troppo su alcuni argomenti mentre inizia e poi non riprende altri. La protagonista,Johanne Vik, e' c ...continuar

    In realta' 3 stelline e mezzo. L'idea non e' male ma alcuni dettagli sono improbabili e si sofferma troppo su alcuni argomenti mentre inizia e poi non riprende altri. La protagonista,Johanne Vik, e' come al solito stramba e dopo 3 libri ancora non capisco se mi piace o meno. In realtà' leggero' anche i libri successivi, lo so, perché' mi affeziono ai personaggi!

    dito em 

  • *** Este comentário contém <i>spoilers</i>! ***

    3

    Non il miglior Holt

    Di Anne Holt è quello che mi è piaciuto meno... Non molto credibile in diversi passaggi e finale troppo accelerato rispetto al resto della storia (tipo, SPOILER!, alla fine Scifford era innocente! Qui ...continuar

    Di Anne Holt è quello che mi è piaciuto meno... Non molto credibile in diversi passaggi e finale troppo accelerato rispetto al resto della storia (tipo, SPOILER!, alla fine Scifford era innocente! Quindi è stato ammazzato per niente? Ah beh beh...).
    Altri gialli di Anne Holt mi erano piaciuti di più.

    dito em 

  • 3

    La porta chiusa

    Resta sempre un mistero per me la traduzione dei titoli dei libri o film: questo da "il rapimento del presidente" diventa "La porta chiusa"...a parte questo la storia è che il primo presidente donna a ...continuar

    Resta sempre un mistero per me la traduzione dei titoli dei libri o film: questo da "il rapimento del presidente" diventa "La porta chiusa"...a parte questo la storia è che il primo presidente donna americano si reca in Norvegia e qui scompare.
    Tutte le forze (norvegesi e USA) vengono messe in campo per ritrovarla e gli integralisti arabi sono i primi sospettati...

    dito em 

  • 3

    Madam President

    All'inizio sembra quasi che Kristiane, la figlia maggiore di Johanne, sia il termometro della situazione mondiale, sembra che avverta un pericolo incombente ma, dopo aver dato l'incipit, la bimba scom ...continuar

    All'inizio sembra quasi che Kristiane, la figlia maggiore di Johanne, sia il termometro della situazione mondiale, sembra che avverta un pericolo incombente ma, dopo aver dato l'incipit, la bimba scompare dal romanzo, affidata al padre, perché Johanne fugge da casa con la figlioletta più piccola, fugge dal suo passato dove giganteggia la figura di Warren Scifford, di cui lei non vuole parlare con nessuno, fugge da Ingvar: è il romanzo della loro crisi: «Non so per quanto tempo riuscirò ancora a sopportare la tua doppia personalità. ...I tuoi segreti sono troppo grandi, Johanne. Troppo grandi per me e troppo grandi per te stessa».
    Intrecciata alla storia personale c'è quella del caso in questione, ed è di dimensioni mondiali: è sparita la prima presidente donna degli Stati Uniti, mentre era in visita ad Oslo; e alla sua ricerca si dedica tutta la polizia di Oslo in perenne contrasto con le forze investigative americane che spadroneggiano (e intrecciano intrighi) senza rispetto per nessuno.
    In questa trama complessa ci imbattiamo in personaggi della Holt appartenenti ad altra serie (Hanne Wilhelmsen con Marry la Zarra): d'accordo, Oslo è piccola, ma non costituiscono una forzatura tutte queste coincidenze?
    Romanzo giallo, ma molto infarcito (tuttavia con equilibrio) di osservazioni sul comportamento degli Americani, sul loro essere particolarmente vulnerabili dopo l'11 settembre (la storia si svolge nel 2005), sui loro nervi scoperti; e di conseguenza, sulla loro sconfinata arroganza nel voler risolvere a modo loro le questioni.
    Interessante il punto di vista del "nemico arabo":«... ancora si stupiva quando sentiva persone peraltro istruite parlare dei valori americani riferendosi con convinzione alla famiglia, alla pace e alla democrazia... George W. Bush aveva cercato di trasformare la sanguinosa, fallimentare, apparentemente interminabile guerra irachena in una questione di valori». «La catastrofe a Manhattan era stata una sconfitta. Non aveva distrutto gli Stati Uniti, li aveva soltanto cambiati. In peggio. ... Abdallah si era reso conto che gli americani avevano un solo vero nemico: se stessi».
    Non certo più tenero è un giovane americano (tacciato di comunismo) nei confronti dei suoi connazionali: «Togli all'americano medio l'auto, lo shopping e la Tv e gli togli la voglia di vivere».
    Annotazioni interessanti, abbastanza integrate nella storia, ma lo svolgimento della narrazione ne risente.

    citazioni più ampie in :
    http://www.leparoletranoileggere.it/2013/09/22/la-porta-chiusa/#more-800

    dito em 

  • 1

    Continuo a pensarla sempre allo stesso modo.
    Non basta essere nordici per scrivere buoni gialli.
    Questo l'ho letto a prestito.
    Meno male.

    dito em 

  • 3

    Questa donna ha evidenti problemi con le sue storie. Non è assolutamente in grado di concluderle. A leggere lei, la Norvegia sembra un qualsiasi paese del terzo mondo dove i colpevoli non finiscono ma ...continuar

    Questa donna ha evidenti problemi con le sue storie. Non è assolutamente in grado di concluderle. A leggere lei, la Norvegia sembra un qualsiasi paese del terzo mondo dove i colpevoli non finiscono mai in galera, la giustizia prende abbagli in continuazione e tutti la fanno franca. Certo, magari non è vero nemmeno il contrario e la Norvegia non è il paese perfetto, però come lo descrive lei mi pare veramente un po' troppo...
    Nello specifico di questo libro, la storia non è male, non la trovo nemmeno così improbabile come hanno scritto in tanti e poi la scrittura è scorrevole e non pesante. Ma il solito (non) finale butta a mare tutto il resto. Lascia troppe cose senza spiegazione, probabilmente c'è o ci sarà un seguito, altrimenti non ha senso...

    dito em