Hooray! You have added the first book to your bookshelf. Check it out now!
Create your own shelf sign up
[−]
  • Search Digit-count Valid ISBN Invalid ISBN Valid Barcode Invalid Barcode

A Sr.A Presidente

By Anne Holt

(3)

| Others | 9789896130558

Like A Sr.A Presidente ?
Join aNobii to see if your friends read it, and discover similar books!

Sign up for free

Book Description

111 Reviews

Login or Sign Up to write a review
  • 1 person finds this helpful

    Madam President

    All'inizio sembra quasi che Kristiane, la figlia maggiore di Johanne, sia il termometro della situazione mondiale, sembra che avverta un pericolo incombente ma, dopo aver dato l'incipit, la bimba scompare dal romanzo, affidata al padre, perché Johann ...(continue)

    All'inizio sembra quasi che Kristiane, la figlia maggiore di Johanne, sia il termometro della situazione mondiale, sembra che avverta un pericolo incombente ma, dopo aver dato l'incipit, la bimba scompare dal romanzo, affidata al padre, perché Johanne fugge da casa con la figlioletta più piccola, fugge dal suo passato dove giganteggia la figura di Warren Scifford, di cui lei non vuole parlare con nessuno, fugge da Ingvar: è il romanzo della loro crisi: «Non so per quanto tempo riuscirò ancora a sopportare la tua doppia personalità. ...I tuoi segreti sono troppo grandi, Johanne. Troppo grandi per me e troppo grandi per te stessa».
    Intrecciata alla storia personale c'è quella del caso in questione, ed è di dimensioni mondiali: è sparita la prima presidente donna degli Stati Uniti, mentre era in visita ad Oslo; e alla sua ricerca si dedica tutta la polizia di Oslo in perenne contrasto con le forze investigative americane che spadroneggiano (e intrecciano intrighi) senza rispetto per nessuno.
    In questa trama complessa ci imbattiamo in personaggi della Holt appartenenti ad altra serie (Hanne Wilhelmsen con Marry la Zarra): d'accordo, Oslo è piccola, ma non costituiscono una forzatura tutte queste coincidenze?
    Romanzo giallo, ma molto infarcito (tuttavia con equilibrio) di osservazioni sul comportamento degli Americani, sul loro essere particolarmente vulnerabili dopo l'11 settembre (la storia si svolge nel 2005), sui loro nervi scoperti; e di conseguenza, sulla loro sconfinata arroganza nel voler risolvere a modo loro le questioni.
    Interessante il punto di vista del "nemico arabo":«... ancora si stupiva quando sentiva persone peraltro istruite parlare dei valori americani riferendosi con convinzione alla famiglia, alla pace e alla democrazia... George W. Bush aveva cercato di trasformare la sanguinosa, fallimentare, apparentemente interminabile guerra irachena in una questione di valori». «La catastrofe a Manhattan era stata una sconfitta. Non aveva distrutto gli Stati Uniti, li aveva soltanto cambiati. In peggio. ... Abdallah si era reso conto che gli americani avevano un solo vero nemico: se stessi».
    Non certo più tenero è un giovane americano (tacciato di comunismo) nei confronti dei suoi connazionali: «Togli all'americano medio l'auto, lo shopping e la Tv e gli togli la voglia di vivere».
    Annotazioni interessanti, abbastanza integrate nella storia, ma lo svolgimento della narrazione ne risente.

    citazioni più ampie in :
    http://www.leparoletranoileggere.it/2013/09/22/la-porta…

    Is this helpful?

    Fatima said on Sep 22, 2013 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Fantapolitica con finale tirato per i capelli. Non è per me.

    Ho preso questo libro senza aver letto niente nè dell'autrice nè della trama. Mal me ne incolse!

    Is this helpful?

    millericcioli said on Aug 19, 2013 | 2 feedbacks

  • 1 person finds this helpful

    Continuo a pensarla sempre allo stesso modo.
    Non basta essere nordici per scrivere buoni gialli.
    Questo l'ho letto a prestito.
    Meno male.

    Is this helpful?

    Anna said on Jul 12, 2013 | 1 feedback

  • 1 person finds this helpful

    buono ma niente di eccezionale

    come da oggetto. lettura piacevole per gli amanti del giallo scandinavo, ma per certi versi un po' inverosimile

    Is this helpful?

    Librista said on May 10, 2013 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Questa donna ha evidenti problemi con le sue storie. Non è assolutamente in grado di concluderle. A leggere lei, la Norvegia sembra un qualsiasi paese del terzo mondo dove i colpevoli non finiscono mai in galera, la giustizia prende abbagli in contin ...(continue)

    Questa donna ha evidenti problemi con le sue storie. Non è assolutamente in grado di concluderle. A leggere lei, la Norvegia sembra un qualsiasi paese del terzo mondo dove i colpevoli non finiscono mai in galera, la giustizia prende abbagli in continuazione e tutti la fanno franca. Certo, magari non è vero nemmeno il contrario e la Norvegia non è il paese perfetto, però come lo descrive lei mi pare veramente un po' troppo...
    Nello specifico di questo libro, la storia non è male, non la trovo nemmeno così improbabile come hanno scritto in tanti e poi la scrittura è scorrevole e non pesante. Ma il solito (non) finale butta a mare tutto il resto. Lascia troppe cose senza spiegazione, probabilmente c'è o ci sarà un seguito, altrimenti non ha senso...

    Is this helpful?

    skyene said on Mar 6, 2013 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    *** This comment contains spoilers! ***

    Mah … Trattandosi di fantapolitica, si può anche passare sopra sulla improbabilità della storia. Anche perché fino a un certo punto il libro ha un bel ritmo e si fa leggere bene. Procedendo verso la conclusione, però, l’implausibilità supera ogni lim ...(continue)

    Mah … Trattandosi di fantapolitica, si può anche passare sopra sulla improbabilità della storia. Anche perché fino a un certo punto il libro ha un bel ritmo e si fa leggere bene. Procedendo verso la conclusione, però, l’implausibilità supera ogni limite. Che la presidente sia stata casualmente nascosta (e abbandonata, non si sa perché) proprio nella cantina del palazzo in cui, dopo una lite domestica, si è andata a rifugiare la moglie del detective in capo .. beh proprio non si regge. Come non si regge che la storia finisca senza nessuna vera spiegazione. Che doveva succedere dopo il rapimento? Che c’era scritto nelle lettere? Warren era colpevole o innocente? ecc. ecc. ecc.

    Is this helpful?

    Celeste said on Jan 18, 2013 | Add your feedback

Book Details

Improve_data of this book