A Storm of Swords

(A Song of Ice and Fire, Book 3)

By

Publisher: Spectra

4.7
(2298)

Language: English | Number of Pages: 992 | Format: Hardcover | In other languages: (other languages) Spanish , Portuguese , Catalan

Isbn-10: 0553106635 | Isbn-13: 9780553106633 | Publish date: 

Also available as: Mass Market Paperback , Paperback , Audio Cassette , Softcover and Stapled , Others , Audio CD , eBook

Category: Family, Sex & Relationships , Fiction & Literature , Science Fiction & Fantasy

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Book Description
Rarely has there been a tale as gripping, or one as likely to seize the minds and hearts of a generation, as George R. R. Martin's epic high fantasy series. In A Game of Thrones, an ancient kingdom was torn by the ambitions of ruthless men and women; in A Clash of Kings, war, sorcery, and madness swept over the kingdom like a voracious beast of prey. Now, as the brutal struggle for power nears its tumultuous climax, the battered and divided kingdom faces its most terrifying invasion--one that is being spearheaded from beyond the grave....A Storm Of SwordsOf the five contenders for power, one is dead, another in disfavor, and still the wars rage as violently as ever, as alliances are made and broken. Joffrey, of House Lannister, sits on the Iron Throne, the uneasy ruler of the land of the Seven Kingdoms. His most bitter rival, Lord Stannis, stands defeated and disgraced, the victim of the jealous sorceress who holds him in her evil thrall. But young Robb, of House Stark, still rules the North from the fortress of Riverrun. Robb plots against his despised Lannister enemies, even as they hold his sister hostage at King's Landing, the seat of the Iron Throne. Meanwhile, making her way across a blood-drenched continent is the exiled queen, Daenerys, mistress of the only three dragons still left in the world. Filled with the stench of death and decay from the destructive dynastic war, Daenerys is gathering allies and strength for an assault on King's Landing, hoping to win back the crown she believes is rightfully hers.  But as opposing forces maneuver for the final titanic showdown, an army of barbaric wildlings bent on overwhelming the Seven Kingdoms arrives from the outermost line of civilization. In their vanguard is a horde of mythical Others--a supernatural army of the living dead whose animated corpses are unstoppable. And as the future of the land hangs in the balance, no one will rest in the quest for victory until the Seven Kingdoms have exploded in a veritable storm of swords....Brilliantly conceived and grand in scope, A Storm of Swords is the incredible tale of a world of harsh beauty and powerful magic, torn by treachery, ravaged by brutality, and consumed by greed and ambition. It portrays a war-torn landscape in which nobles and commoners, heroes and villains, the freeborn and the enslaved, all struggle to survive and to find their destinies...along with the dazzling bounty and wondrous enchantment that was once their birthright in the Seven Kingdoms.
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  • 4

    Juego de tronos me resultó entretenido. Choque de reyes fue más complejo y movido de lo que me esperaba. Pero Tormenta de espadas ha sido sublime y, en mi opinión, el mejor libro de toda la saga que h ...continue

    Juego de tronos me resultó entretenido. Choque de reyes fue más complejo y movido de lo que me esperaba. Pero Tormenta de espadas ha sido sublime y, en mi opinión, el mejor libro de toda la saga que he leído.

    George R. R. Martin se ha lucido pero bien. No solo es un gran escritor que ha conseguido crear un universo rico y complejo, lleno de personajes, situaciones y paisajes, coherente, verosímil y muy adictivo. Si no que también es el único autor que conozco capaz de escribir un libro de más de 1000 páginas, sin que le sobre alguna o duerma al lector.
    Martin puede conseguir respetar las singularidades de los personajes manteniendo el tono homogéneo. Aunque no pusiera el título del capítulo siguiente, sabrías rápido de quien se trata, ya que Martin es capaz de imprimirle al texto el carácter, la personalidad y la forma del personaje en cuestión, sin retocar o cambiar su manera de escribir.

    ¿Y qué decir de los personajes? Siguen resultándome carismáticos, complejos, enigmáticos y, sobre todo, muy bien construidos y perfilados tanto física como psicológicamente. Ellos son el motor de la historia, y lo que hace que ésta resulte tan real que a veces confundas esta saga con un libro histórico.

    La historia también es muy rica en matices y, como no, presenta unos giros argumentales sorprendentes, bien hechos y mejor explicados y justificados. Desde luego los libros de la saga son de todo menos predecibles. Y precisamente eso es lo que los hace tan atractivos, ya que consiguen atraparte y dejarte siempre con ganas de más, gracia a sus intrigantes y abiertos finales. Lo único que te deja claro al terminar es que quieres empezar el siguiente ¡ya!.

    Resumiendo, la saga es buena, pero este libro es maravilloso. Me queda todavía más lectura de Poniente para juzgar apropiadamente la obra de Martin, pero sin lugar a dudas recomiendo Canción de Hielo y Fuego. Y lo está recomendando una persona a la que nunca le ha gustado la Narrativa épica. Así que ¡Imaginad lo bueno que es!.

    said on 

  • 5

    Totalmente recomendable

    De momento el que más me ha gustado de los tres. Incluso habiendo visto la serie, la lectura de la saga complementa las imágenes.
    Una saga con mucha calidad, y a pesar de la longitud del libro, no se ...continue

    De momento el que más me ha gustado de los tres. Incluso habiendo visto la serie, la lectura de la saga complementa las imágenes.
    Una saga con mucha calidad, y a pesar de la longitud del libro, no se hace nada pesado

    said on 

  • 5

    Guardando A Storm of Swords con lo sguardo vissuto di chi si è letto anche i due successivi una cosa sembra ovvia: questo libro è la fine di una fase. Abbiamo visto come è iniziata la Guerra dei Cinqu ...continue

    Guardando A Storm of Swords con lo sguardo vissuto di chi si è letto anche i due successivi una cosa sembra ovvia: questo libro è la fine di una fase. Abbiamo visto come è iniziata la Guerra dei Cinque Re, abbiamo visto la minaccia del Nord (quello vero, quello Oltre la Barriera) farsi sempre più reale. Abbiamo visto Daenerys crescere in forza e consapevolezza.
    Adesso è il momento di raccogliere i frutti, e se A Game of Thrones e A Clash of Kings ti lasciavano con l'idea che si stava preparando Il Mondo, questo ti lascia la consapevolezza che qualcosa è finito, che le regole del gioco, i giocatori, forse anche la scacchiera, sono irrimediabilmente cambianti.
    Ma sto mettendo i buoi davanti al carro, come dice Ser Davos in una delle scene che hanno un posto speciale nel mio cuore.

    In realtà è molto difficile scrivere di questo libro: succedono troppe cose, a troppi personaggi, in troppi luoghi. Ha così tanti plot twist che sembra impossibile possano essere tutti nello stesso volume... e diciamo che la struttura a punti di vista è tanto interessante da leggere quanto difficile da rencensire.
    La novità più interessante, per me, è stato il pov di Jaime Lannister. Lo Sterminatore di Re. Lo spergiuro. L'uomo senza onore.
    È difficile provare simpatia per Jaime: tutti lo disprezzano, e a tutti i motivi c'è da aggiungere il suo carattere: arrogante, insopportabile, inutilmente crudele.
    Il suo primo capitolo non fa nulla per cambiare la nostra opinione.
    Chi avrebbe detto in un solo volume sarebbe passato da personaggio detestabile a personaggio preferito? Jaime Lannister ha uno dei migliori archi narrativi della saga, in cui vediamo come ha fatto a diventare quello che è, e in cui lo vediamo muovere i primi passi verso la redenzione. Vediamo come questo mondo crudele abbia trasformato un ragazzo pieno di sogni e promesse nel manifesto di ciò che le brave persone disprezzano.
    Catalizzatore di questa evoluzione è che Brienne di Tarth, la gigantesca fanciulla guerriero a cui è affidato il compito di portarlo a King's Landing. Tra i due si viene a creare un rapporto che è una gioia da leggere, soprattutto quando tu, lettore, ti accorgi che sono amici anche se non vogliono ammetterlo.
    Ed è a Brienne che Jaime confiderà il proprio segreto, il motivo che l'ha spinto a diventare il disprezzato Kingslayer.
    Poi oh, a me piace che Jaime distruggerebbe il mondo per Cersei, ma proverebbe a salvarlo per Brienne. E su una nota più generale, Jaime mostra quanto sia maledettamente bravo Martin a gestire i suoi personaggi, e come vederli attraverso gli occhi altrui possa ingannare.

    Anche mettendo da parte i deliri da fangirl impenitente questo libro si distingue: la situazione di Westeros è drammatica in tutti i sensi, la guerra imperversa ed è chiaro che il regno è sull'orlo dell'abisso. Così come è chiaro che gli eserciti sono composti da singoli individui che possono essere terribili a prescindere dal loro schieramento, e che sono le persone comuni a pagare il prezzo della lotta tra i grandi Lord.
    Anche se noi lettori di Martin sappiamo che, oltre alla povera gente, pagano anche tutti i personaggi con un qualche codice morale: di base in questa serie se non sei incredibilmente problematico alla Jaime, Theon, Cersei o Melisandre, hai tre possibilità. Muori, subisci traumi infiniti, subisci traumi così infiniti che - a una certa - sarebbe meglio morire.
    È dura vedere errori umani avere conseguenze così... ingiuste.
    In quest'ottica è ovvio che la banda di fuorilegge guidata da Beric Dondarrion abbia tanta presa sul popolo: in nome di Robert Baratheon l'uomo cerca di proteggere gli oppressi e di uccidere gli oppressori, ma il prezzo è un nuovo elemento sulla scacchiera. R'hllor, il Dio Rosso, il Dio del Fuoco, il Dio di Melisandre.
    Il Dio che sembrerebbe fare qualcosa di concreto, e quindi attira adepti. Soprattutto se a presentarlo non è una pazza fanatica ma un simpatico buontempone come Thoros.

    Ma questo è il libro dove arrivano altri giocatori: è qui che la tanto nominata Dorne entra in scena, con l'arrivo del principe Oberyn Martell, fratello di Elia, sposa di Rhaegar e uccisa assieme ai figli dietro ordine dei Lannister.
    È qui che vediamo come le macchinazioni politiche e la lotta per il Trono di Spade sia inutile, se a nessuno importa di proteggere il regno dall'invasione dei Bruti: perchè in tutto questo c'è anche Mance Ryder che, per salvare il suo popolo dagli Estranei, attacca la Barriera, e i Guardiani da soli non possono tenerla.
    E Jon, che scopre il prezzo della lealtà e deve decidere se pagarlo o meno.

    È un libro complicato, questo, con troppi personaggi per fare giustizia a tutti, troppi plot twist per parlarne senza rovinare la sorpresa Archi narrativi giungono alla fine, misteri vengono svelati, altri vengono alla luce.
    Ci domandiamo chi alla fine uscirà vincitore nel gioco del trono, ma anche chi è destinato a fare la differenza contro gli Estranei: Daenerys, che più di ogni altro sembra avere i requisiti necessari per essere Azor Ahai rinato? Bran, in viaggio verso il cuore del Nord, di cui il Corvo con Tre Occhi e Jojen continuano a sottolineare l'importanza? O Jon, che se fosse vera la R+L=J rappresenterebbe il ghiaccio e il fuoco del titolo?
    Nella speranza, ovviamente, che ci sia ancora un mondo da salvare: tra Cersei e Ditocorto non so quanto possa restare di Westeros di qui al settimo libro.

    said on 

  • 5

    Continuo a farmi del male leggendo un altro volume-mattone: si tratta del terzo volume della saga "A Song of Ice and Fire". Nella versione italiana, mi risulta che Lord Mondador abbia toccato l'apice, ...continue

    Continuo a farmi del male leggendo un altro volume-mattone: si tratta del terzo volume della saga "A Song of Ice and Fire". Nella versione italiana, mi risulta che Lord Mondador abbia toccato l'apice, traducendolo in ben tre volumi: "Tempesta di spade" (traduzione del titolo originale, per confondere i lettori, visto che è solo 1/3), "I fiumi della guerra" e "Il portale delle tenebre". I due ultimi titoli mi ricordano più dei Librogame®, tipo "Lupo Solitario".
    Non tenterò nemmeno per un attimo di accennare alla trama, perché è troppo lunga e non potrei che spoilerare la qualunque.
    Perché mi sto facendo ulteriormente del male leggendo ora anche il quarto libro? Perché sto cercando di mettermi in pari, prima di vedere la quinta stagione della serie televisiva, dalla quale sono riuscito con successo a tenermi alla larga, nonostante i colleghi di ufficio. Come ho fatto? Basta minacciarli di rivelare colpi di scena della sesta stagione, considerando che immagino siano presenti nel quarto e nel quinto libro ;)

    (http://www.jhack.it/blog/2015/06/30/a-storm-of-swords/)

    said on 

  • 5

    A disfrutar!!!

    Vuelven las intrigas, las traiciones, los giros inesperados... Nos adentramos en conocer mejor a algún personaje, haciéndonos ver que no todo es lo que parece. Genial!!!

    said on 

  • 5

    Alucinante

    Este libro para mi por ahora, es el mejor y eso que los dos anteriores son muy buenos. Yo soy de las que primero veo la serie y después leo :) a pesar de que sabía todo lo que iba a ocurrir, puedo dec ...continue

    Este libro para mi por ahora, es el mejor y eso que los dos anteriores son muy buenos. Yo soy de las que primero veo la serie y después leo :) a pesar de que sabía todo lo que iba a ocurrir, puedo decir que me ha sorprendido, he disfrutado y me ha encantado. Tormenta de espadas sin dudas, contiene momentos totalmente épicos e imposibles de olvidar :)

    said on 

  • 5

    Questo libro è così bello che: a) l'ho letto in due settimane (pur avendo visto prima la serie), b) mi alzavo ogni mattina con mezz'ora o un'ora di anticipo per poter andare avanti in tutta tranquilli ...continue

    Questo libro è così bello che: a) l'ho letto in due settimane (pur avendo visto prima la serie), b) mi alzavo ogni mattina con mezz'ora o un'ora di anticipo per poter andare avanti in tutta tranquillità, c) quando l'ho finito mi sono messo a lavare i piatti fino ad allora trascurati e continuavo ad avere i brividi ripensando al finale.
    È il libro più ricco di avvenimenti, personaggi e cambiamenti di carte in tavola, almeno finora. Punto di pregio tra tanti, almeno per me, è l'introduzione del punto di vista di Jaime: negli altri due libri è una figura sullo sfondo, mentre qui ha un percorso tale da farmi ribadire ancora una volta il mio amore incondizionato per i Lannister.

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