A Supposedly Fun Thing I'll Never Do Again

Essays and Arguments

By

Publisher: Back Bay Books

4.0
(3417)

Language: English | Number of Pages: 368 | Format: Paperback | In other languages: (other languages) German , Italian , Spanish

Isbn-10: 0316925284 | Isbn-13: 9780316925280 | Publish date: 

Also available as: Hardcover , Others , eBook

Category: Fiction & Literature , Humor , Travel

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Book Description
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  • 4

    Sono sempre stata molto restia -sin dai tempi B.S. (Before Schettino)- ad affrontare una crociera e con questo libro ho capito perché. Ma adesso -se potessi (e non posso)- mi ci avventurerei volentier ...continue

    Sono sempre stata molto restia -sin dai tempi B.S. (Before Schettino)- ad affrontare una crociera e con questo libro ho capito perché. Ma adesso -se potessi (e non posso)- mi ci avventurerei volentieri. Mi piacerebbe "studiarla", ecco, alla maniera di David Foster Wallace.
    Il libro è esilarante e stilisticamente perfetto.

    said on 

  • 3

    Nadir

    e sarà un caso che il nome (di fantasia) della nave sia una traslitterazione dell'antidepressivo Nardil (che DFW ha assunto a cicli più o meno regolari)? io direi di no. Ed al di là di alcuni temi anc ...continue

    e sarà un caso che il nome (di fantasia) della nave sia una traslitterazione dell'antidepressivo Nardil (che DFW ha assunto a cicli più o meno regolari)? io direi di no. Ed al di là di alcuni temi anch'essi ricorrenti (l'intrattenimento), a me il libro è piaciuto poco. Non oso discutere sulle note a piè di pagina (piccolissime, che mi hanno costretto a leggere a letto con gli occhiali, cosa che aborro) -sono già stata duramente redarguita per questo-. Piuttosto una certa povertà stilistica. Mi ha dato particolarmente fastidio la prosa ammiccante (quante volte ricorre nel libro caro, vecchio... attribuito ora la tavolo 69, ora alla nave stessa e così via?). L'analisi sociologica un po' superficiale. Insomma una cosetta buttata lì, tanto per quadagnare un po'. E meno male che i guadagni della non-fiction gli hanno dato la tranquillità di scrivere dell'altro

    said on 

  • 3

    Tre stelle e 1/2 quasi quattro

    Siete mai stati in crociera? Io si purtroppo e mi sono ritrovata nel 90% delle situazioni descritte da Wallace con la differenza che io, non dovendo scrivere un reportage sulla vita da crociera, mi so ...continue

    Siete mai stati in crociera? Io si purtroppo e mi sono ritrovata nel 90% delle situazioni descritte da Wallace con la differenza che io, non dovendo scrivere un reportage sulla vita da crociera, mi sono tenuta ben lontana da attività organizzate, giochi di gruppo o altro. Quello che racconta Wallace è tutto maledettamente vero dalle brochure pubblicitarie, alla cena la sera al ristorante, alla pulizia perfetta e tutto il resto. Alcune parti mi hanno fatto morir dal ridere come la descrizione del bagno della cabina (l'ho letto tre volte e per tre volte non sono riuscita a trattenermi dal ridere), alcune invece un po' fiacche.
    Detto questo concordo con altri anobiani che già prima di me hanno sottolineato il fatto che le note a piè pagina sono carine, ma dopo un po' rompono i coglioni.

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  • 5

    E' vero, è un raccontino divertente. E una cosa divertente che io non farò più è leggere questo libro da sola in pubblico, per esempio accoccolata sul divanetto di un traghetto, perché se si incappa n ...continue

    E' vero, è un raccontino divertente. E una cosa divertente che io non farò più è leggere questo libro da sola in pubblico, per esempio accoccolata sul divanetto di un traghetto, perché se si incappa nel paragrafo del te pomeridiano è inevitabile scoppiare a ridere da sola, nella preoccupata perplessità dei vicini. Leggete Wallace tra le mura di casa.
    E' un raccontino molto divertente, ma di una certa ironia disperata. Lo rivela lui stesso, quando chiarisce il reale significato della parola disperazione e le cause in relazione alle distorsioni della società moderna. Ed proprio come dice lui, certe manifestazioni della società moderna provocano in noi non sdegno, non disinteresse o semplice intolleranza, ma vera e propria disperazione. La stessa visione di svago e divertimento nella cultura americana, che si connettono così strettamente con l'idea di 'viziare', nell'equivoco significato di queste termine, to pamper, coccolare ma anche corrompere, rende l'opera davvero geniale. Scritta a 33 anni, pare incredibile.

    said on 

  • 5

    ...e non solo non sono riuscito a smettere di leggere sto libro mentre mi stavo lavando i denti....

    ...ma persino quando mi stavo scolando la pasta.... addosso, visto che stavo anche leggendo!

    Amo imm ...continue

    ...e non solo non sono riuscito a smettere di leggere sto libro mentre mi stavo lavando i denti....

    ...ma persino quando mi stavo scolando la pasta.... addosso, visto che stavo anche leggendo!

    Amo immensamente David Foster Wallace!!!

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  • 3

    Il libro è un'esperienza di viaggio che lo scrittore fa su una grande nave da crociera di quelle megagalattiche. E' un resoconto commissionato da un giornale ma D. F. W. fa molto di più. La cosa che ...continue

    Il libro è un'esperienza di viaggio che lo scrittore fa su una grande nave da crociera di quelle megagalattiche. E' un resoconto commissionato da un giornale ma D. F. W. fa molto di più. La cosa che più colpisce è il suo acutissimo spirito di osservazione sulle persone e sulle cose, così insieme ad una precisissima descrizione del lato tecnico ed organizzativo della nave che però non annoia per niente, lo scrittore osserva quasi come un entomologo i suoi insetti, tutti gli abitanti di questa piccola città galleggiante. E così i tic, le abitudini, il vestiario, i discorsi, i giochi e i ruoli di ognuno di loro è osservato e descritto con estrema lucidità, ironia ma anche compassione. Non c' è una storia in questo libro, inizia e finisce con la partenza e l'arrivo di una grande nave, la storia è l'intersecarsi di ogni vita comune quando la si osserva con attenzione, ironia e pietà.

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  • 4

    Una cosa divertente (?) che non farò mai (1)

    Prevedendo che Harper’s Magazine (2) non abbia intenzione di pagarmi una crociera extralusso per ricevere in cambio un mio reportage, penso proprio - no, ne sono sicuro - che non andrò mai in crociera ...continue

    Prevedendo che Harper’s Magazine (2) non abbia intenzione di pagarmi una crociera extralusso per ricevere in cambio un mio reportage, penso proprio - no, ne sono sicuro - che non andrò mai in crociera. Paura del mare? No, ho viaggiato in traghetto e in aliscafo - nonché in pedalò nelle vesti di propulsore di dritta -, è proprio che il concetto di crociera, e a maggior ragione di crociera extralusso, non riesce proprio a chiarirmisi, figuriamoci se potrà mai arrivare ad assumere le sembianze di un sogno… La domanda è: Perché uno dovrebbe decidere di andare in crociera? La risposta più comune è: Per rilassarsi [risposta che può avere varianti del tipo: Per prendersi una pausa dal trantran quotidiano; Per farsi coccolare come un/una Re/Regina; Per vivere un’esperienza diversa dal solito; Per vedere tanti bei posti (quest’ultima è, chiaramente, la risposta di chi ha poca fantasia)].

    Ripeto, non sono mai stato in crociera - come non sono mai stato a Las Vegas (3) - ma la crociera mi da l’idea di un qualcosa di finto, spinto all’ennesima potenza. Insomma, non so voi, ma a me le cose artefatte (4) non piacciono, se poi oltre che artefatte sono pure pacchiane, non ne parliamo proprio! E poi, rilassarsi? Ma siete pazzi?! Su una nave da crociera extralusso non avrete un solo istante tutto per voi, ci sarà sempre una qualche mirabolante attività alla quale prendere parte; i solerti membri dell’equipaggio (5) non faranno che altro che trascinarvi in giochi ed eventi sempre più ridicoli (6); in situazioni talmente deficienti da farvi divertire come matti fino a quando, Dio non voglia, vi sveglierete dall’incubo e incomincerete a chiedervi: Chi sono? Cosa ci faccio qui? E poi: Voglio il mio psicanalista (7)!

    Con non comune spirito di osservazione, unito ad arguzia e onestà intellettuale, David Foster Wallace racconta la sua esperienza spesata su una nave da crociera extralusso in giro per i Caraibi, portando alla luce tutte quelle verità abilissimamente occultate dalle brochure pubblicitarie delle compagnie di navigazione crocieristica. Qualcuno potrebbe vedere nelle numerose masturbazioni mentali dell’autore i prodromi di quei disturbi, di quelle sofferenze che lo portarono qualche tempo dopo a prendere una decisione irrevocabile. Io, sinceramente, glisserei su tali speculazioni pippesche e mi concentrerei, invece, sulla psiche - sul sistema nervoso, sulle cervella, tanto per capirci - di coloro che, pur navigando su una nave da crociera, tra sorrisi finti (8), croceristi flaccidi e, in generale, “lusso” di cartapesta, riescono a non provare una forte inquietudine, unita a un senso di vergogna nei confronti di se stessi, unito a sua volta a una specie di stordimento che si sfoga per mezzo di capogiri e vomito (9). In effetti, però, chi me lo fa fare? Le persone che in crociera si divertono credendoci veramente e/o quelle che credono veramente di ricevere un trattamento da vip (10), sono troppo per le mie limitate capacità psico-social-analitiche. Anche perché: «Ho sentito cittadini americani maggiorenni e benestanti che chiedevano all’Ufficio Relazioni con gli Ospiti se per fare snorkeling c’è bisogno di bagnarsi, se il tiro al piattello si fa all’aperto, se l’equipaggio dorme a bordo e a che ora è previsto il Buffet di Mezzanotte.» - Che diamine (11) vuoi analizzare in ominidi del genere?

    Se non siete mai stati in crociera o state pensando di andarci, “Una cosa divertente che non farò mai più” vi allieterà (12) e vi salverà da una settimana di euforia indotta che, una volta tornati a casa, vi farà sentire come quella volta che lei, quando oramai non ci speravate più, vi si concedette e voi, sarà stato per l’insperato evento o per l’attesa stracarica di stratosferiche aspettative, faceste fiasco… (13) [Siccome l’esempio a sessi invertiti non si può fare a causa della nonchalance con la quale le signore riescono, con qualche sospiro - nei casi peggiori unito a uno o due gridolini di simil-piacere -, a tirarsi signorilmente fuori dalle situazioni nelle quali la “confezione” le aveva indotte a pensare che il “prodotto” fosse, come dire, più soddisfacente; insomma, tenendo conto di tutto ciò e per non essere tacciato di sessismo-maschilismo, dirò che voi signore vi sentireste come quella volta che finalmente riusciste a regalarvi quelle meravigliose scarpe che tanto desideravate, per poi soffrire le pene dell’inferno dopo averle indossate per un’oretta (e lui manco se ne accorse, concentrato com’era a fissarvi il decolté o, il Signore ce/ve ne scampi, le lunghissime e flessuosissime gambe della ragazza seduta al tavolo di fronte!)].

    Penso possa bastare così… (14) Se avevate intenzione di leggere questo libro, fatelo nonostante tutto questo, non lasciatevi dissuadere dalla follia di un singolo anobiiano, ve ne prego.

    Note:
    (1): Nel deliro che segue potrebbero esserci delle note, ma sfido chiunque a scrivere di un libro di David Foster Wallace senza farne uso.
    (2): Ma neanche Gioia.
    (3): Famosissima nave da crociera extralusso arenata nel bel mezzo del deserto del Nevada.
    (4): Non me ne voglia l’Unione Internazionale Chirurghi Estetici ma, sarò pure un tradizionalista, continuo a preferire un bel seno naturale a un palloncino (d’accordo più sodo e voluminoso) ripieno di silicone.
    (5): L’equipaggio di una nave da crociera si divide sostanzialmente in due gruppi: quello costituito dai “responsabili” (comandante, capo di qua e capo di là, ecc.) e quello delle “maestranze” propriamente dette. Orbene, i “responsabili” possono effettivamente definirsi membri dell’equipaggio nonché lavoratori, mentre gli appartenenti alle “maestranze” altro non sono se non semi-schiavi originari del terzo mondo (classico o moderno che sia) che sgobbano da mane a sera per un tozzo di pane e che, nei pochi momenti di riposo, possono “rilassarsi” nelle loro comodissime cuccette (5a) ricavate in anfratti semi-irraggiungibili della nave.
    (5a): Sono proprio delle cuccette, cioè, voglio dire che un cane di grosse dimensioni non ci starebbe…
    (6): Scassapalle nell’originale.
    (7): Solo i più forti, giunti a questo punto del viaggio, invocheranno la mamma (salvo nei casi di mamma-psicanalista, si capisce)
    (8): Wallace li definisce giustamente: Professionali.
    (9): L’unico vomito generosamente riversato a bordo dai passeggeri, è quello dovuto al movimento ondulatorio della nave unito ai ripetuti e luculliani pasti consumati a bordo.
    (10): Mi rendo che, in effetti, l’espressione “da Re o da Regine” suona leggermente datata; siamo seri, chi vorrebbe essere trattato come Elisabetta d’Inghilterra o Felipe di Spagna? … Meglio, molto meglio ricevere l’ospitalità dovuta a un Albano&Romina oppure a una Manuelona Arcuri o, che so io, a un Pinco Pallino del Grande Fratello!
    (11): Cazzarola (11a) nell’originale.
    (11a): Termine di origine incerta, probabilmente derivante da casseruola ricolma di apparati genitali maschili in forma volgare, da qui la variazione della radice da cass a cazz.
    (12): Prego, notare l’abilità con la quale il relatore ha evitato di cadere nella facile trappola della ripetizione (ammettetelo, la maggior parte di voi avrebbe scritto “vi divertirà”, ripetendo il “divertente” del titolo).
    (13): “Sono mortificato, non mi era mai successo; giuro.” “Non preoccuparti, sono cose che capitano…” “No, davvero, non riesco a … scusami.” “Non fa niente, ti dico, non stare a crucciarti (13a), può capitare a tutti” “Non a me! … almeno fino ad oggi…” “Vieni qua, riproviamoci” … […] … (eppur non si mosse). (13b)
    (13a): in un frangente simile, un tale consiglio potrebbe assurgere al rango di Induzione al Suicidio!
    (13b): No, dico: questa è proprio una nota superflua, inutile, eccessiva, non necessaria, pleonastica, ridondante! È a tutti voi chiarissimo che il metaforico esempio non è, in nessuna delle sue parti, autobiografico!!! Non vorrei creare spiacevoli fraintendimenti, non mi è mai capitata una cosa simile, che sia chiaro: Lei non si concesse mai!
    (14): Mi sa tanto che stavolta l’ho fatta proprio grossa… abbiate pietà, perdonatemi ma sono stato colpito da una forma di DavidFosterWallacite acuta con sversamento di note alla casseruola di canide.

    said on 

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