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A Supposedly Fun Thing I'll Never Do Again

Essays and Arguments

By

Publisher: Back Bay Books

4.0
(3178)

Language:English | Number of Pages: 368 | Format: Paperback | In other languages: (other languages) German , Italian , Spanish

Isbn-10: 0316925284 | Isbn-13: 9780316925280 | Publish date: 

Also available as: Hardcover , Others , eBook

Category: Fiction & Literature , Humor , Travel

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Book Description
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  • 3

    Noi siamo così diversi dagli altri?

    Il saggio è in perfetto stile wallaciano: costellazioni di note a piè pagina illuminano una scrittura ironica e dissacrante. Wallace sottolinea quanto il divertimento sincronizzato sia più stressante ...continue

    Il saggio è in perfetto stile wallaciano: costellazioni di note a piè pagina illuminano una scrittura ironica e dissacrante. Wallace sottolinea quanto il divertimento sincronizzato sia più stressante dello stress urbano che ci spinge, anzitempo, a prenotare una crociera e affidare il nostro riposo a qualcun altro. La disciplina del tempo libero è una contraddizione in termini ma sembra — ed è questo, ancor più spaventoso — che nessuno se ne accorga. Perché tutti, in un modo o nell'altro, si divertono. E se non è così ci vanno abbastanza vicino, o fingono, ma se lo fanno, lo fanno proprio bene. Tutti, tranne te. O almeno è quello vorresti credere, perché mentre stai ragionando su quanto la tua idea di te stesso sia così lontana dallo stereotipo del ragazzo da crociera, una mano sulla spalla ti riporta alla realtà, e tu ti rendi conto di essere il vagone merci di un trenino umano, e stai ballando, tu stai ballando, sulle note di una canzone di Gloria Estefan che hai sempre detto di odiare. Che sia per spirito di omologazione, per istinto di sopravvivenza, tu sei diventato parte di quel sistema. O stai fingendo, ma lo stai facendo proprio bene.

    http://www.scratchbook.net/2015/05/salto15.html

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  • 2

    Libro di cui ho sentito parlare moltissimo, ma che per qualche ragione temevo. In effetti non ho avuto un buonissimo feeling con questo reportage della crociera fatta dall’autore su commissione di una ...continue

    Libro di cui ho sentito parlare moltissimo, ma che per qualche ragione temevo. In effetti non ho avuto un buonissimo feeling con questo reportage della crociera fatta dall’autore su commissione di una rivista. La decantata ironia del testo non mi ha strappato molti sorrisi, anzi in certi momenti mi dava anche un po’ di irritazione. La mia sarà invidia (in fondo lui stesso ammette non solo di essersi fatto una crociera in luoghi da sogno, ma anche di essere stato profumatamente pagato per il reportage), ma trovo poco credibile l’idea che un agorafobico (così lui si definisce ripetutamente) mi racconti una delle esperienze collettive per antonomasia.

    said on 

  • 5

    Primo serio tentativo (dopo aver letto un breve estratto da "Tennis, trigonometria...") con David Foster Wallace. Inutile dire che va oltre ogni mia aspettativa. Iniziato a leggere con un po' di titub ...continue

    Primo serio tentativo (dopo aver letto un breve estratto da "Tennis, trigonometria...") con David Foster Wallace. Inutile dire che va oltre ogni mia aspettativa. Iniziato a leggere con un po' di titubanza riguardo l'argomento, sono rimasta piacevolmente sorpresa di ritrovarmi a ridere (molte volte anche ad alta voce, altre volte ritrovandomi a dover soffocare le risate) per il resoconto, il reportage di una crociera di lusso che DFW doveva recensire e raccontare per una rivista.
    Non posso dire che sia stata una lettura piacevole, mentirei. E' stato molto di più e mi invoglia a continuare a scoprire questo genio e le altre opere che ha scritto.

    said on 

  • 2

    Divertente ed esasperante.
    Non ho mai fatto una crociera e probabilmente non la farò mai visto che una nave affollata, per quanto grande e lussuosa, resta comunque troppo affollata per me.
    Eppure non ...continue

    Divertente ed esasperante.
    Non ho mai fatto una crociera e probabilmente non la farò mai visto che una nave affollata, per quanto grande e lussuosa, resta comunque troppo affollata per me.
    Eppure non credo mi sentirei in colpa per chi pulisce, serve i tavoli, o cucina visto che non sento mai in colpa quando vado al ristorante.
    ( nota 1 per questo credo sia esagerato)

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  • 3

    Iniziavo a dubitare che avrei trovato ancora qualcosa di DFW che mi sarebbe piaciuto dopo Infinite Jest. Invece finalmente ecco questo libro. Non è un romanzo, ma un lunghissimo resoconto di una vacan ...continue

    Iniziavo a dubitare che avrei trovato ancora qualcosa di DFW che mi sarebbe piaciuto dopo Infinite Jest. Invece finalmente ecco questo libro. Non è un romanzo, ma un lunghissimo resoconto di una vacanza in una crociera super lusso. Divertente, dissacrante, spietato, lucido. DFW al suo meglio.

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  • 3

    Divertente

    Brillante e delirante! Una sorta di saggio/diario in cui Wallace ci illustra con dovizia di particolari, fobie e follie una crociera extra lusso nel mar dei Caraibi sulla nave Nadir. La vita organizza ...continue

    Brillante e delirante! Una sorta di saggio/diario in cui Wallace ci illustra con dovizia di particolari, fobie e follie una crociera extra lusso nel mar dei Caraibi sulla nave Nadir. La vita organizzata tra tiri al piattello e freccette, cene e the formali, spettacoli di magia tutto sapientemente sottolineato con ironiche note. Dopo aver letto questo "romanzo" le cose son due o spinti dalla curiosità decidete di imbarcarvi in un'avventura del genere oppure scappate a gambe levate. Appartengo alla seconda categoria. Consigliato se volete passare qualche ora di puro divertimento

    said on 

  • 3

    'disperato è una parola seria e la sto usando seriamente. per me indica una semplice combinazione, uno strano desiderio di morte mescolato a un disarmante senso di piccolezza e futilità che si present ...continue

    'disperato è una parola seria e la sto usando seriamente. per me indica una semplice combinazione, uno strano desiderio di morte mescolato a un disarmante senso di piccolezza e futilità che si presenta come paura della morte. forse si avvicina a quello che la gente chiama terrore o angoscia. ma non è neanche questo. è più come avere il desiderio di morire per sfuggire alla sensazione insopportabile di prendere coscienza di quanto si è piccoli e deboli ed egoisti e destinati senza alcun dubbio alla morte.'
    per un misantropo pieno di fobie come david foster wallace è facile scavare ossessivamente nei particolari e tramite un'ironia e un feroce sarcasmo fare a pezzi le due categorie dell'americano benestante in crociera extralusso e del dipendente dal sorriso professionale obbligato e perenne. un'esperienza bipolare tra scoppiettante allegria e consapevole disperazione.

    said on 

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