A Tale of Two Cities

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Publisher: PubOne

4.1
(1141)

Language: English | Number of Pages: 548 | Format: eBook | In other languages: (other languages) Chi traditional , Portuguese , Chi simplified , Italian , Spanish , Dutch , Catalan , Finnish , German , French , Turkish , Korean , Farsi

Isbn-10: 2819919944 | Isbn-13: 9782819919940 | Publish date: 

Also available as: Paperback , Hardcover , Audio Cassette , School & Library Binding , Mass Market Paperback , Library Binding , Audio CD , Others , Leather Bound , Unbound , Softcover and Stapled

Category: Fiction & Literature , History , Romance

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Book Description
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  • 5

    Difficile dire cose davvero nuove su un classico, poi questo Una storia tra due città del sommo Charles Dickens l´ho consumato in una buona edizione Oscar Classici Mondadori, curatela e traduzione di ...continue

    Difficile dire cose davvero nuove su un classico, poi questo Una storia tra due città del sommo Charles Dickens l´ho consumato in una buona edizione Oscar Classici Mondadori, curatela e traduzione di Mario Domenichelli, ricco apparato di note e addirittura una postfazione di Stefan Zweig.

    Ma il lettore si appassiona e allora vuole lasciare le proprie impressioni e sensazioni, perché parliamo secondo me di un grandissimo libro, insieme romanzo storico e melodramma, romanzo-città e romanzo-mondo e per mondo intendiamo quello in cambiamento, in tragica evoluzione dal predominio delle aristocrazie alla nascita e prevalenza del ceto borghese, il tutto passando dal terrore.

    Ci troviamo davanti alla "take" dickensiana sulla rivoluzione francese, e con i suoi aristocratici assuefatti ad agi e potere e ormai orbi di fronte alla prossima sollevazione del popolo troppo a lungo sottomesso, la descrizione degli eccessi "della canaglia", due città (appunto) da rendere teatro di scontri, crudeltà, amori, giudizi sommari, crampi di fame e di violenza, e ancora gli esponenti di quel popolo che oppresso fino allo sfinimento si fa vendicatore e a sua volta oppressore. E la saggezza della borghesia, nuovo ceto che stava per sbocciare, per cui lo scrittore parteggia.
    Tutti temi, scenari, uomini, caratteri direi ideali per lo scrittore inglese, Dickens ci si appoggia, ci sguazza, la sua grande arte sbozza e plasma, gli originali a cui si era ispirato (l´opera di Carlyle) vengono saccheggiati per creare una sequenza di quadri e scene madri spesso indimenticabili per espressività e potenza, alcune scene di massa sono tanto plastiche e presenti da uscire dalla pagina - come si suol dire - come se fossimo al cospetto dell´opera di un grande regista (cosa che a modo suo credo Dickens fosse).

    Non credo sia utile parlare della trama, che è nota ma comunque non teme spoiler (è il come sta scritta e dispiegata sulla pagina), vado per squarci e suggestioni: il notissimo possente incipit; i parallelismi tra personaggi e situazioni, i simbolismi e la ieraticità di alcune ripetizioni, attraverso le quali Dickens con un solo termine e in un solo personaggio (o una serie di essi) dischiude la sua visione del mondo (la canaglia - Jacques - il Monseigneur - la Vendetta). O bastano le pagine dove si descrive il cucire indefesso di Madame Defarge, di fronte ai suoi occhi bui e assetati di sangue, o ancora il più struggente e nobile dei protagonisti, l´avvocato Sidney Carton (a cui vengono affidati i ganci di dialogo più spassosi e vivaci).

    Come dire: non servivo io e non serviva Recensireilmondo a dare ulteriori conferme sulla grandezza di Charles Dickens. Ma a volte nelle pieghe dell´attuale e dello stare sulla notizia a tutti i costi, magari il rischio di trascurare un classico può esserci. E sarebbe un peccato (non per Dickens, chiaramente, che sapeva di esserlo, ma per il povero lettore privato di tanto piacere).

    Post-Scriptum: il titolo originale A tale of two cities già nella sua allitterazione è potente e più evocativo di quello italiano.

    http://www.recensireilmondo.com/

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  • 3

    M'immagino i lettori di Dickens, medio-ricchi borghesotti, nei loro salotti, con il buon padre di famiglia che, appena comprato il giornale con la nuova puntata, raccoglie tutti intorno al caminetto, ...continue

    M'immagino i lettori di Dickens, medio-ricchi borghesotti, nei loro salotti, con il buon padre di famiglia che, appena comprato il giornale con la nuova puntata, raccoglie tutti intorno al caminetto, la moglie, i due bambini piccoli, quello un po' più grande, il primogenito, e si mette a leggere ad alta voce le disgrazie dei Manette. Con i brividi che scorrono potenti quando ci sono le diverse descrizioni delle atrocità compiute nella Francia Repubblicana e poi nel Terrore. Oh! Ma proprio che tutti rimangono agghiacciati e i più piccolini, insieme alla buona moglie, si stringono vicini. Che, insomma, dobbiamo trattarli bene 'sti poveracci che se no, poi si incazzano di brutto e ci danno tante di quelle ghigliottinate alla cieca che addio proprio. Anzi. Fai venire qua la domestica pure. Almeno si legge tutti insieme. La nostra cara signora Pross.

    Comunque. La traduzione è veramente tanto arzigogolata e per niente scorrevole. Anzi, molto ferraginosa. Dickens, in ogni caso, ha l'enorme capacità di farti interessare a quello che succede, ai suoi personaggi e alle loro vicende, nonostante tutto urli RACCONTO MORALE. D'altronde, il vero insegnamento morale può giungere soltanto attraverso un percorso emozionale, no?

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  • 4

    Forse nella costellazione delle opere dickensiane Le due città splende un po’ più appartata, ma non per questo appassiona poco o scalda meno il cuore. Ambientata tra Londra e Parigi narra le vicende p ...continue

    Forse nella costellazione delle opere dickensiane Le due città splende un po’ più appartata, ma non per questo appassiona poco o scalda meno il cuore. Ambientata tra Londra e Parigi narra le vicende private di un gruppo di persone sullo sfondo della Rivoluzione francese e il periodo del Terrore. I temi cari a Dickens come la povertà, l’oppressione degli afflitti e degli indifesi, la giustizia, la redenzione, l’amore e la devozione filiale li troviamo anche qui, benissimo amalgamati con l’avventura, gli intrighi, i misteri, gli innocenti buttati in carcere senza un chiaro motivo, la suspence che ti tiene incollato alla pagina col forte desiderio di scoprire “come va a finire”, ecco, son questi gli ingredienti di questo appassionante e toccante romanzo storico. Forse la Storia con la S maiuscola è un po’ meno approfondita per lasciar più spazio alle storie dei personaggi, ma io non ne ho sentito molto la mancanza, preferisco di gran lunga questo sapore d’avventura e l’emozione che porta con sé.

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  • 4

    Dickens una garanzia...

    Bellissimo racconto in cui il grande Dickens si pone come l'ago della bilancia e porta il lettore a simpatizzare col popolo oppresso ma nello stesso tempo condanna il suo atteggiamento esasperato e la ...continue

    Bellissimo racconto in cui il grande Dickens si pone come l'ago della bilancia e porta il lettore a simpatizzare col popolo oppresso ma nello stesso tempo condanna il suo atteggiamento esasperato e la sua sete di vendetta. Come sempre gli eccessi non portano nulla di buono e questo lo si percepisce molto bene nel libro in cui si arriva a non distinguere più i persecutori dai perseguitati.
    E alla fine c'è chi si sacrifica...

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  • 4

    Ohoh, Dickens! Dopo tanti anni, rieccomi ad assaporare un suo romanzo (ahimè, l'ultimo che mi restava), a confrontarmi con un modo di raccontare che vira abbondantemente verso il grottesco, ma riesce ...continue

    Ohoh, Dickens! Dopo tanti anni, rieccomi ad assaporare un suo romanzo (ahimè, l'ultimo che mi restava), a confrontarmi con un modo di raccontare che vira abbondantemente verso il grottesco, ma riesce a strappare un sorriso proprio nel cuore delle situazioni più drammatiche. Sono rimasta quasi senza fiato davanti ai capitoli che raccontano la Francia della rivoluzione e del Terrore, dedicati, forse con maggior serietà che altrove, agli strani, spaventosi, mutevoli umori delle folle.

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  • 3

    Come negli altri romanzi di Dickens, i personaggi più riusciti e memorabili non sono mai i protagonisti. E' sicuramente più portato al genere contemporaneo, l'ambientazione storica risulta un po' soff ...continue

    Come negli altri romanzi di Dickens, i personaggi più riusciti e memorabili non sono mai i protagonisti. E' sicuramente più portato al genere contemporaneo, l'ambientazione storica risulta un po' soffusa e distante (se non fosse per la presenza della Ghigliottina parrebbe di essere, senza alcuno sforzo mentale, nell'Ottocento).
    Il romanzo, pur avendomi appassionato, mi è sembrato tuttavia più una imitazione che un vero, originale, romanzone dickensiano.

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  • 4

    Very moving book, especially the second half in Paris. I love the ending, which is tragic and satisfying at the same time.

    My only complaint is the lack of depth of the characters - rather one-dimensi ...continue

    Very moving book, especially the second half in Paris. I love the ending, which is tragic and satisfying at the same time.

    My only complaint is the lack of depth of the characters - rather one-dimensional I think...

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  • 3

    Confusing, hard to follow, too many stories mixed up, too many things to say. However an interesting classic. - Confusionario, difficile da seguire, troppe storie mischiate, troppe cose da dire. Comun ...continue

    Confusing, hard to follow, too many stories mixed up, too many things to say. However an interesting classic. - Confusionario, difficile da seguire, troppe storie mischiate, troppe cose da dire. Comunque un classico interessante.

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  • 3

    Poca Historia, mucha peripecia.

    Saldando algunas deudas con clásicos imprescindibles, me metí con este Dickens del que esperaba más de lo que me ha dado. Puesto que es bien sabido que uno de los asuntos principales de esta novela es ...continue

    Saldando algunas deudas con clásicos imprescindibles, me metí con este Dickens del que esperaba más de lo que me ha dado. Puesto que es bien sabido que uno de los asuntos principales de esta novela es la Revolución francesa, yo suponía que el gran autor británico ofrecería un marco más apegado a lo que sucedió en París en aquel periodo, con presencia de personajes históricos y demás. Pero no. Muy pocas referencias a sucesos reales concretos y abundantes golpes de efecto en los que se busca, sobre todo, emocionar y sobrecoger al lector. Bueno, después de todo es Dickens y publicaba sus novelas por entregas. No hay más que decir.
    Como todo novelón decimonónico, el argumento resulta más o menos entretenido, pero ahora me doy cuenta de que hay que asumir que va dirigido a un cierto tipo de lector muy específico de aquella época; un lector que esperaba giros sorprendentes de la trama, apariciones repentinas, y que daba por válidas ciertas coincidencias que en el mundo real nunca sucederían. Hoy en día, los personajes de esta novela parecen falsos. La mayoría de ellos son bastante planos y poco convincentes.
    Lo más interesante pueden ser ciertas reflexiones del narrador sobre el curso de la Historia, la crueldad y estupidez humanas consideradas de forma colectiva, y la extrema generosidad y capacidad de amor de algunos individuos aislados.

    said on 

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