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A Torre Negra, Vol. 6

Canção de Susannah

Por

Editor: Objetiva

4.0
(2231)

Language:Português | Number of Páginas: 408 | Format: Paperback | Em outros idiomas: (outros idiomas) English , Spanish , German , French , Italian , Polish , Chi traditional , Chi simplified , Dutch , Russian , Greek

Isbn-10: 8573027584 | Isbn-13: 9788573027587 | Data de publicação:  | Edition 1

Translator: Maria Molina

Também disponível como: eBook

Category: Fiction & Literature , Mystery & Thrillers , Science Fiction & Fantasy

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Descrição do livro
Penúltimo dos sete volumes da obra mais ambiciosa de Stephen King, este livro é muito mais do que uma eletrizante história de suspense. Também é uma revelação - e uma chave fascinante para o desenrolar do mistério da série A Torre Negra.Sobre a coleção:. Inspirada no universo imaginário de J.R.R. Tolkien e repleta de referências à cultura pop, às lendas arturianas e ao faroeste, a série mistura ficção científica, fantasia e terror numa narrativa que forma um verdadeiro mosaico da cultura popular contemporânea. Seus volumes reúnem todos os temas sobre os quais o autor escreveu ao longo de sua carreira, até o limite da meta-ficção quando - em A Canção de Susannah - a vida real do próprio Stephen King se mistura à trama do livro.
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  • 3

    IL MANCATO PARTO DELLA SCHIZOFRENICA

    LETTO IN EBOOK
    _________________
    E sei! Sono infine arrivato a leggere il sesto romanzo della serie “La Torre Nera”, scritta da Stephen King.
    Come noto il ciclo si compone dei romanzi:
    1. La torre ner ...continuar

    LETTO IN EBOOK
    _________________
    E sei! Sono infine arrivato a leggere il sesto romanzo della serie “La Torre Nera”, scritta da Stephen King.
    Come noto il ciclo si compone dei romanzi:
    1. La torre nera I: L'ultimo cavaliere (1982, pubblicato originariamente come romanzo breve; edizione rivista nel 2003) (The Dark Tower I: The Gunslinger)
    2. La torre nera II: La chiamata dei Tre (1987) (The Dark Tower II: The Drawing of the Three)
    3. La torre nera III: Terre desolate (1991) (The Dark Tower III: The Waste Lands)
    4. La torre nera IV: La sfera del buio (1997) (The Dark Tower IV: Wizard and Glass)
    5. La torre nera V: I lupi del Calla (il titolo annunciato era L'Ombra Strisciante[1][2]) (2003) (The Dark Tower V: Wolves of the Calla)
    6. La torre nera VI: La canzone di Susannah (2004) (The Dark Tower VI: Song of Susannah)
    7. La torre nera VII: La torre nera (2004) (The Dark Tower VII: The Dark Tower)
    8. La torre nera: La leggenda del vento (2012) (The Dark Tower: The Wind Through the Keyhole)

    A quanto pare però la storia si dovrebbe concludere con il settimo volume, essendo l’ottavo una sorta di spin off che si colloca cronologicamente più dalle parti degli eventi narrati nel quarto libro.
    Ai 7/8 libri principali, sono collegate numerose altre opere di King. Riporto di seguito la ricostruzione che ho trovato su wikipedia:
    • L'ultimo cavaliere
    • Mucchio d'ossa
    • L'ombra dello Scorpione
    • La Chiamata dei Tre
    • Gli occhi del Drago
    • Terre Desolate
    • Rose Madder
    • L'ombra dello scorpione
    • La Sfera del Buio
    • Scheletri
    • L'Ombra dello Scorpione
    • I Lupi del Calla
    • Le notti di Salem
    • La gente delle dieci
    • Mucchio d'Ossa
    • La casa del buio (per il termine opopanax)
    • La Canzone di Susannah
    • Gli Occhi del Drago
    • La Casa del Buio
    • Il talismano
    • Le piccole sorelle di Eluria
    • Desperation
    • I vendicatori
    • Cuori in Atlantide
    • Buick 8 (HiA, Dieffenbacker il poliziotto)
    • Insomnia
    • It
    • Shining
    • La torre nera
    • Tutto è fatidico
    • Cuori in Atlantide
    • Buick 8 (HiA, Dieffenbacker il poliziotto)
    • Insomnia
    • It

    I collegamenti in realtà non finiscono qui. Nel romanzo che ho appena letto, “La Canzone di Susannah”, per esempio, ci sono riferimenti sia a “Le notti di Salem”, opera che direi costituisce quasi un prequel della serie, sia a “It” il cui spirito aleggia sulla storia. Sento persino dei legami con “22/11’63”.
    Questo sesto volume condivide con il terzo un brutto finale o per meglio dire un non-finale, che ci lascia sospesi in attesa di leggere il successivo, come se, in realtà, il terzo e il quarto volume come il sesto e il settimo fossero due parti della stessa storia, a loro volta inserite nella trama generale.
    Peccato da poco, direte voi, dato che comunque stiamo parlando di un’opera che ha senso (ma aspetto di leggere l’ultimo volume per confermare che questo “senso generale” esiste) solo se letta nel suo insieme.
    Questo sesto volume è scritto, come è consuetudine del grande King, con la consueta professionalità, tecnica e maestria, eppure c’era una parola, mentre leggevo, che mi si affacciava alla testa: “disordinato”. Strano, perché il libro segue un suo ordine e un suo filo, ma è stata una sensazione che mi ha fatto compagnia spesso, forse per i passaggi /salti dalle vicende della schizofrenica Suasannah/Mia/Detta a quelle delle coppie separate Roland Deschain /Eddie Dean e Jake Chambers / Padre Donald Callahan (con annesso bimbolo Oy).
    Diciamo, poi, che tutto sommato la gravidanza di Susannah/Mia non è coinvolgente come altre parti del ciclo e la stessa triplice schizofrenia di quella che può dirsi la vera protagonista di questo volume è ormai cosa nota e stuzzica meno che nelle precedenti letture. Diciamo che la gravidanza sembra un filo troppo esile per una trama, anche se deve reggere solo un volume su otto e più. Il fatto poi di non riuscire neppure a capire se l’atteso neonato/ Tizio sarà una specie di Rosemary’s Baby o altro, svuota l’intero libro di un suo senso. Simpatica l’introduzione nella storia del personaggio Stephen King, un po’ meno i suoi diari semi-falsi in appendice, compresa la morte alla “Mr Mercedes”, che se non altro hanno il pregio di confermarci qualcosa che già avevamo intuito: King ha scritto questa saga senza sapere dove andasse a parare e inventandone gli sviluppi un po’ per volta. Speriamo davvero che il settimo volume sia da coronamento al tutto e non, invece, una delusione, che smonti l’intera costruzione di questa saga, che potrebbe essere una di quelle, assieme, a quella di Harry Potter, meglio realizzate che io abbia mai letto.
    Anche se questo volume mi pare abbassare un po’ il tono della serie, l’interesse rimane alto e la saga di qualità. Appena possibile, dunque, dopo una pausa per leggere altro, passerò al settimo e decisivo volume.

    dito em 

  • *** Este comentário contém <i>spoilers</i>! ***

    2

    Questo sesto volume è il peggiore della saga… i nostri protagonisti si dividono in coppie e viaggiano nello spazio e nel tempo, tutto ciò che succede viene descritto in modo quasi esasperante, la cosa ...continuar

    Questo sesto volume è il peggiore della saga… i nostri protagonisti si dividono in coppie e viaggiano nello spazio e nel tempo, tutto ciò che succede viene descritto in modo quasi esasperante, la cosa si fa pesante soprattutto perché i capitoli sono farciti con alcuni episodi di dubbia utilità per non dire completamente fini a se stessi. Quindi, oltre all’aspetto concettuale dell’allungare la minestra in merito alla trama l’autore ci si ferma pure sopra a ricamare dal lato descrittivo. Il libro ingrana giusto nella parte finale dove si viene a creare una sorta di preambolo per l’avvenimento vero e proprio, a cui si potrà assistere solo nel libro successivo.
    Come se non bastasse lo stesso King si fa una capatina all’interno della storia, e nonostante all’apparenza sembra trattarsi di poco più di un semplice cameo viene affermato a chiare lettere che il suo contributo è fondamentale per la missione di Roland. Detto fuori dai denti, se “il paroliero” non si da una svegliata, riprende in mano la Torre Nera e va avanti con la storia il nostro gruppetto è destinato a fallire miseramente. Inoltre nell’ultimo capitolo scritto a mo di diario troviamo passo passo le tappe che hanno portato l’autore alla decisione di proseguire la storia di Roland, “rimasta nel cassetto” per diversi anni. Viene poi introdotto il tema dei walk-in (viaggiatori spazio temporali di altri mondi) e pure ulteriori aneddoti sulla vita dello scrittore… se tali accorgimenti sono un tentativo di conferire maggior realismo alla storia a mio avviso non fanno invece che sortire l’effetto contrario… Avrei preferito lo stesso approccio tenuto fino a questo momento, con King sullo sfondo che narra una storia frutto della fantasia, non un autore che ruba la piazza ai propri personaggi raccontando il suo “incontro ravvicinato del terzo tipo” ecc… che hanno dato il via a tutto quanto.

    dito em 

  • 5

    Siamo in diittura d'arrivo

    Penultimo libro di questa saga.
    Il ritmo è quasi frenetico: il tempo sta davvero scivolando via e il ka-tet si divide.
    Un libro molto strano e diverso rispetto a tutti gli altri:si sente quasi la nost ...continuar

    Penultimo libro di questa saga.
    Il ritmo è quasi frenetico: il tempo sta davvero scivolando via e il ka-tet si divide.
    Un libro molto strano e diverso rispetto a tutti gli altri:si sente quasi la nostalgia dei viaggi nel Medio-mondo e del semplice raccontare del cammino di Roland e dei suoi compagni di viaggio... ma la storia deve andare avanti.
    Per chi si avventura per la prima volta in questa saga, posso solo dire che questo volume è solo una piccola preparazione psicologica per l'ultimo libro.

    dito em 

  • *** Este comentário contém <i>spoilers</i>! ***

    3

    Il ritmo si risolleva

    Con Song of Susannah la saga della Torre Nera esce dalla palude in cui si era ritrovata con gli ultimi due capitoli. Evento raro negli anni Novanta-Duemila, Stephen King riesce per una volta a essere ...continuar

    Con Song of Susannah la saga della Torre Nera esce dalla palude in cui si era ritrovata con gli ultimi due capitoli. Evento raro negli anni Novanta-Duemila, Stephen King riesce per una volta a essere conciso e a tenere alta la tensione.
    Un capitolo di passaggio, che chiude diversi discorsi e trame, dà qualche risposta e presenta il personaggio che meno ci si aspetta: Stephen King stesso. Solo uno spudorato come lui poteva giocarsi questa mossa e da sola basta, con la sua bizzarria, a salvare una saga che stava trascinandosi troppo lentamente.
    Genialata o mossa da peracottaio, il fatto che King sia un personaggio della saga e che il suo incidente quasi mortale sia un evento cardine è un espediente narrativo talmente fuori dal comune che vale comunque la pena proseguire.

    dito em 

  • 4

    Ormai mi sono affezionato ai protagonisti di questa saga.
    In questo volume, si trovano decisamente in difficoltà, e divisi.
    Tra rivelazioni sconcertanti, geniali scelte narrative, momenti di tensione, ...continuar

    Ormai mi sono affezionato ai protagonisti di questa saga.
    In questo volume, si trovano decisamente in difficoltà, e divisi.
    Tra rivelazioni sconcertanti, geniali scelte narrative, momenti di tensione, uno splendido (e inusuale per King) brano di puro lirismo seguito subito dopo da uno di puro terrore, "La canzone di Susannah" è un ottimo romanzo, la sua funzione di penultimo episodio della saga la svolge in maniera eccellente: giunti alla fine, non si vede l'ora di iniziare l'ultimo volume.

    dito em 

  • 3

    Sarà la traduzione, sarò io, ma la torre nera con questo linguaggio fatto di "commala" e "dico grazie", non mi coinvolge. La cosa più bella sono i pezzi di diario in coda.

    dito em 

  • 3

    Con Canción de Susannah Stephen King da un paso más en la creación de un universo propio incluyéndose en él. Una maniobra arriesgada que seguro no ha gustado a todo el mundo, y que a mí me parece lo m ...continuar

    Con Canción de Susannah Stephen King da un paso más en la creación de un universo propio incluyéndose en él. Una maniobra arriesgada que seguro no ha gustado a todo el mundo, y que a mí me parece lo mejor de una novela algo irregular.

    Un libro que es muy Stephen King, con muchos conceptos presentes en multitud de sus novelas y que podrán sonar a chino a todo aquél que no conozca mínimamente la obra del autor. Unos conceptos que dan cohesión a dicho universo y que se nos explican un poquito más aquí.

    Y no es irregular porque está mal escrita o falta de ritmo, simplemente lo es porque todos los pasajes de la mujer que da nombre a la novela se me hacen bastante insulsos, dándome bastante igual el 80% de cosas que se cuentan en ellos (todo menos la identidad del padre y el posible futuro del niño me parece irrelevante y sobra).

    Una pena todas esas páginas (en mi opinión), porque cuando la cosa vuelve a Jake y Callahan gana un poquito en interés, y vuelve a subir más (de nuevo en mi opinión) cuando saltamos a Roland y Eddie.

    Con esto sólo me queda decir que me ha parecido el más flojo de todos los libros de la saga (siendo un libro notable) y me parece un mal presagio éste bajón antes del final.

    Vale la pena leer la Torre Oscura? Sigo creyendo que sí. Son libros distintos a lo habitual, una epopeya que incorpora elementos de multitud de fuentes (algunas de las cuales se mencionan en Canción de Susannah) y componen un global muy interesante y variado.

    Veremos cómo acaba todo.

    Reseña completa en: http://www.darlantan8.blogspot.com.es/2013/10/cancion-de-susannah-la-torre-oscura-vi.html

    dito em 

  • 4

    Non mi avvince...

    King si gioca il jolly e diventa protagonista della sua saga intrecciando la sua vita privata alla trama della torre nera ma la verità è che non riesco ad appassionarmi e tutta la vicenda mi stà venen ...continuar

    King si gioca il jolly e diventa protagonista della sua saga intrecciando la sua vita privata alla trama della torre nera ma la verità è che non riesco ad appassionarmi e tutta la vicenda mi stà venendo un'pò a noia... tutto sà di raffazzonato e pasticciato.
    Personalmente amo le grandi saghe fantasy studiate dai propri autori in maniera maniacale in cui gli intrecci anche a distanza di volumi riescono ad incastrarsi a meraviglia dimostrando la maestria del narrare.
    King dimostra in maniera lampante al contrario di andare avanti a cazzo di cane di volume in volume e pure se ne vanta sconfortandomi non poco.

    dito em 

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