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A User's Guide to Capitalism and Schizophrenia

Deviations from Deleuze and Guattari

By

Publisher: MIT Press Ltd

4.5
(2)

Language:English | Number of Pages: 236 | Format: Paperback

Isbn-10: 0262631431 | Isbn-13: 9780262631433 | Publish date:  | Edition A Swerve E

Also available as: Hardcover

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Book Description
A User's Guide to Capitalism and Schizophrenia is a playful and emphatically practical elaboration of the major collaborative work of the French philosophers Gilles Deleuze and Felix Guattari. When read along with its rigorous textual notes, the book also becomes the richest scholarly treatment of Deleuze's entire philosophical oeuvre available in any language. Finally, the dozens of explicit examples that Brian Massumi furnishes from contemporary artistic, scientific, and popular urban culture make the book an important, perhaps even central text within current debates on postmodern culture and politics.

Capitalism and Schizophrenia is the general title for two books published a decade apart. The first, Anti-Oedipus, was a reaction to the events of May/June 1968; it is a critique of "state-happy" Marxism and "school-building" strains of psychoanalysis. The second, A Thousand Plateaus, is an attempt at a positive statement of the sort of nomad philosophy Deleuze and Guattari propose as an alternative to state philosophy.

Brian Massumi is Professor of Comparative Literature at McGill University.
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  • 5

    Contro la Filosofia di Stato e il Capitalismo Schizofrenico

    La Guida all'Uso di Schizofrenia e Capitalismo è un'enfatica e giocosa elaborazione pratica del maggiore sforzo collaborativo tra i filosofi francesi Gilles Deleuze e Félix Guattari. Quando è letto con le rigorose note testuali, il libro fornisce anche il più ricco trattamento accademico, disponi ...continue

    La Guida all'Uso di Schizofrenia e Capitalismo è un'enfatica e giocosa elaborazione pratica del maggiore sforzo collaborativo tra i filosofi francesi Gilles Deleuze e Félix Guattari. Quando è letto con le rigorose note testuali, il libro fornisce anche il più ricco trattamento accademico, disponibile in ogni lingua, dell'intera opera filosofica di Deleuze. Inoltre, le dozzine di esempi espliciti che Brian Massumi riporta dalla moderna cultura artistica, scientifica e popolare - rendono il libro un importante - e forse persino centrale - testo all'interno del dibattito contemporaneo sulla politica e sulla cultura postmoderna. Capitalismo e Schizofrenia è il titolo che accomuna i due libri pubblicati nell'arco di un decennio. Il primo, Anti-edipo, fu una reazione agli eventi del maggio-giugno 1968; esso è una critica al Marxismo versione Stato-Felice e ai ceppi dell'edificio "scolastico" della psicanalisi. Il secondo, Millepiani, è il tentativo di affermare la positività della Filosofia nomade che Deleuze e Guattari propongono in alternativa alla Filosofia di stato. - Brian Massumi è Professore di Letterature Comparate alla Mc Gill University di Montreal (Canada). Il libro è edito da MIT Press nel 1992 (dalla quarta di copertina del libro).

    Due nomi, due libri, due autori: Capitalismo e Schizofrenia è il sottotitolo condiviso di Anti-Edipo (1972) e Mille Piani (1980) di Gilles Deleuze e Félix Guattari. I due volumi differiscono così marcatamente nel tono, contenuto e composizione da sembrare un perfetto esempio di secondo nome del loro sottotitolo. Speriamo che questo libro sortisca lo stesso effetto. La "schizofrenia" trattata da Deleuze e Guattari non è una condizione patologica. Per loro, il debilitante distacco dal mondo dello schizofrenico clinico è il tentativo represso di impegnarsi in modi inimmaginabili. La schizofrenia come processo positivo è connessione inventiva, espansione piuttosto che ritiro, implosione. I suoi dualismi sono il collegamento alla molteplicità. Da uno all'altro (e ancora…). Da un nome, un libro, un autore a un altro (e ancora…). Non senza una meta. Sperimentalmente. Il collegamento tra le idee è effettivamente espansivo solo se ad ogni passo si ritrasmette dall'idea all'azione. La Schizofrenia di Deleuze e Guattari è l'allargamento dei limiti vitali attraverso una proliferazione pragmatica di concetti.

    La schizofrenia, come per coloro che ne soffrono, ha tanti nomi. "Filosofia" è uno di questi. Certo, non ogni filosofia. Un tipo bastardo di filosofia. La filosofia che oggi ha legittimazione è opera dei "burocrati" della ragion pura che parlano all'ombra del despota e sono storicamente complici dello Stato. Hanno inventato uno "Stato assoluto... adeguatamente spirituale.. che effettivamente funziona nella mente". Loro è il discorso del giudizio sovrano, della stabile soggettività governata dal buon senso, dalla identità rocciosa, dalla libertà universale e dalla giustizia (del "maschio" bianco). "Perciò l'esercizio del loro pensiero è conforme agli obiettivi del vero Stato, con i suoi significati dominanti e con le esigenze dell'ordine stabilito".

    Gilles Deleuze fu scolarizzato in quella filosofia. I titoli dei suoi primi libri pubblicati si possono leggere come il "who's who" dei giganti del pensiero filosofico. "Ma il mio modo di cavarmela, a quell'epoca, consisteva soprattutto, almeno credo, nel fatto di concepire la storia della filosofia come una specie di inculata o, che poi è lo stesso, di immacolata concezione. Mi immaginavo di arrivare alle spalle di un autore e di fargli fare un figlio, che fosse suo e tuttavia fosse mostruoso." (Gilles Deleuze in Pourparler). Hegel è assente, essendo troppo detestabile anche solo per meritarsi una prole mutante. A Kant (Deleuze) ha dedicato uno studio affezionato diretto però ad un "nemico". Maggior valore aggiunto provenne dagli innamoramenti di Deleuze con i grandi della filosofia. Scoprì una linea orfana di pensatori affiliati unicamente dalla loro opposizione alla Filosofia di Stato che tuttavia si accordano in una posizione minoritaria rispetto ai canoni propri della filosofia. Tra Lucrezio, Hume, Spinoza, Nietzsche e Bergson corre un "legame segreto, costituito dalla critica del negativo, la cultura della gioia, l'odio dell'interiorità, l'esteriorità delle forze e delle relazioni, la critica del potere" (Gilles Deleuze in Pourparler).

    I primi sforzi di maggior rilievo con la propria voce, Deleuze li compie con l'uscita di libri come "Differenza e ripetizione" (1968) e "Logica del senso" (1969) che incrociano, fertilizzandola, la teoria contemporanea con la linea del pensiero "nomade". Il fermento causato dalla rivolta studentesca e operaia del Maggio 1968 e il successivo riesame del ruolo dell'intellettuale nella società, conducono Deleuze a disconoscere il "poderoso apparato accademico" ancora evidente in quei primi saggi filosofici. Molti elementi della "filosofia della differenza" che furono elaborati proprio in quei libri trasmigrarono poi nella collaborazione continua con Guattari, fino alla stesura di "Mille Piani".

    Félix Guattari è uno psicoanalista praticante e attivista politico permanente. Ha lavorato fin da metà anni Cinquanta a La Borde, una clinica psichiatrica sperimentale fondata dall'analista lacaniano Jean Oury. Lo stesso Guattari era uno dei primi allievi tirocinanti di Lacan e, sebbene non avesse mai rotto i legami con l'Ecole Freudienne di Lacan, il gruppo di cui faceva parte a La Borde lo trasportò in una direzione del tutto differente. L'animo del gruppo all'interno di La Borde era di abolire la gerarchia dottore-paziente in favore di una dinamica interattiva di gruppo che avrebbe portato le esperienze di tutti ad un tale livello espressivo che il risultato avrebbe prodotto una critica collettiva delle relazioni di potere all'interno della stessa società civile. "La prospettiva centrale è ... di promuovere le relazioni umane in modo che non ricadano nei ruoli o negli stereotipi ma che si aprano in relazioni fondamentali metafisiche che portino allo scoperto le più radicali e basiche alienazioni di pazzia o nevrosi" e si incanalino in una pratica rivoluzionaria. Nel 1960, Guattari collaborò in progetti di gruppo dedicati alla "psicoterapia istituzionale" radicale e più tardi entrò in una alleanza, non certo facile, con il movimento anti-psichiatrico internazionale capeggiato da R.D.Laing in Inghilterra e Franco Basaglia in Italia.

    Quando le scuole di psicanalisi lacaniane guadagnarono terreno contro la psichiatria tradizionale, la relazione contrattuale edipica tra analista e paziente-analizzando divenne la più bersagliata da Guattari in quanto considerata la schiavitù legale del paziente istituzionalizzato negli ospedali statali convenzionali. Guattari adottò la stessa posizione verso la psicoanalisi che ebbe anni prima nei confronti dei partiti della sinistra: una ultra-opposizione all'interno dell'opposizione. La sua attitudine anti-gerarchica anticipò gli eventi del Maggio 1968 e lo rese uno dei primi sostenitori dei movimenti sociali che nacquero da esso, inclusi il femminismo e il movimento dei diritti a favore dei gay. L'Anti-Edipo, il suo primo libro con Deleuze, diede peso filosofico alle sue convinzioni e creò uno dei "casi" intellettuali nella Francia post-bellica del secondo Novecento, grazie alla sua carica polemica contro lo Stato-felice o contro il Marxismo nelle sue versioni pro-partito e contro le forme di psicanalisi ridotte a "scuole", che separatamente o in varie fogge combinate rappresentavano le correnti intellettuali dominanti del tempo (nonostante la natura fondamentalmente anarchica delle rivolte popolari spontanee germogliate in tutto il mondo nel 1968). Il risultato tangibile dell'Anti-Edipo fu che mandò in tilt la connessione tra psicoanalisi e i partiti dell'estrema sinistra, connessione nella quale Deleuze e Guattari videro in nuce il pericolo di una nuova e potente burocrazia della ragione analitica.

    Il tono polemico del libro e i suoi marchi forti - che portano a un coinvolgimento degli autori negli eventi politici "caldi" del periodo - sono spesso usati dai detrattori come una scusa per classificarlo come opera occasionale e "datata". La taglia dell'Anti-Edipo - in realtà - è quella di un lavoro che con forza chiede di finirla con le dettagliate analisi delle "sintesi" collettive che definiscono una società e per contro si apre all'invenzione di nuove tipologie di formazioni culturali. E' a questi contributi positivi e tuttora perduranti dell'Anti-Edipo che questo libro tenterà - in primo luogo - di collegarsi, legando le sue terminologie a quelle dei libri di Deleuze e Guattari che lo precedono e lo seguono. Per molti intellettuali francesi, l'iper-attivismo che seguì il Maggio 1968 si tramutò ben presto nella crisi della seconda metà degli anni Settanta, valga come esempio il ritorno alla religione della rivista Tel Quel o il neo-conservatorismo politico dei cosiddetti Nuovi Filosofi. Deleuze e Guattari non abiurarono mai. Nemmeno rivissero le vecchie polemiche. Mille Piani, 1980, scritto durante un lungo periodo di sette anni, possiede un approccio meno critico dell'Anti-Edipo e si può definire come un esperimento prolungato e costruttivo del pensiero "schizofrenico" o nomade.

    Dall'introduzione di Brian Massumi intitolata "Piaceri della filosofia".

    post-scriptum: la copertina del saggio è tanto minacciosa quanto il contenuto stesso...

    said on