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A Vindication of the Rights of Woman

By

Publisher: Penguin Books Ltd

4.0
(128)

Language:English | Number of Pages: 352 | Format: Paperback | In other languages: (other languages) Italian

Isbn-10: 0141441259 | Isbn-13: 9780141441252 | Publish date:  | Edition Revised

Curator: Miriam Brody ; Contributor: Miriam Brody

Also available as: Hardcover , eBook , Others

Category: Philosophy , Political , Social Science

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Book Description
Writing in an age when the call for the rights of man had brought revolution to America and France, Mary Wollstonecraft produced her own declaration of female independence in 1792. Passionate and forthright, A Vindication of the Rights of Woman attacked the prevailing view of docile, decorative femininity, and instead laid out the principles of emancipation: an equal education for girls and boys, an end to prejudice, and for women to become defined by their profession, not their partner. Mary Wollstonecraft's work was received with a mixture of admiration and outrage - Walpole called her 'a hyena in petticoats' - yet it established her as the mother of modern feminism.
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  • 3

    Un po' datato

    Senza nulla togliere alla sua importanza storica, e senza voler negare che un libro come questo possa essere stato all’epoca un faro nel buio, debbo dire che nel leggerlo l’ho trovato piuttosto lontan ...continue

    Senza nulla togliere alla sua importanza storica, e senza voler negare che un libro come questo possa essere stato all’epoca un faro nel buio, debbo dire che nel leggerlo l’ho trovato piuttosto lontano dalla nostra (o dalla mia) sensibilità. Il tema dei “diritti”, anzitutto, non è realmente messo a fuoco. Il testo è perlopiù un tentativo di convincere il lettore che la presunta inferiorità femminile deriva dalla differente educazione cui uomo e donna sono sottoposti; di conseguenza, educando l’uno e l’altra in modo eguale, le qualità delle donne potranno infine emergere, con beneficio non soltanto per loro stesse ma per tutta la società. Piuttosto condivisibile, in generale. Senonché vi sono delle tesi di contorno che rendono questo testo, a mio avviso, non proprio attualissimo. Wollstonecraft sembra ragionare in termini di “natura maschile” e “natura femminile”. Non nega, per dirne una, che ci sia un ruolo sociale “naturale” per la donna, quale ad es. quello di madre, ma sostiene che l’educazione che le donne ricevono impedisca loro di svolgere adeguatamente tale ruolo. In proposito afferma più volte che le donne debbano ricevere un’educazione di tipo “maschile”. È dell’avviso, insomma, che un sistema educativo “sbagliato” debba essere sostituito con uno “giusto”, in modo da far sviluppare anche nella donna quelle che sono delle qualità umane “naturali”. Soltanto una volta che la società abbia approntato questo sistema educativo egualitario, afferma, potremo davvero stabilire se “la donna” è davvero così intellettualmente inferiore come si sostiene. Non si ragiona, insomma, in termini di “individui”, mentre si continuano a ipostatizzare i generi.
    A scanso di fraintendimenti, vorrei dire che mi rendo ben conto che l’idea che la differente resa delle donne in società sia frutto di una forma di “oppressione”, piuttosto che l’espressione di un’inferiorità “naturale”, fosse davvero rivoluzionaria per l’epoca, così come lo era la proposta di una rappresentanza femminile in parlamento. Allo stesso tempo resto dell’avviso che non molto di questo libro possa oggi essere usato, se non come fonte d’ispirazione o esempio di coraggio, e che esso ci parli un po’ meno di quanto il suo titolo lascia supporre.

    said on 

  • 4

    «Non desidero che esse abbiano potere sugli uomini, ma su loro stesse.»
    —— Mary Wollstonecraft

    Filosofa e scrittrice brittannica, Mary Wollstonecraft in "A Vindication of the Rights of Woman", conside ...continue

    «Non desidero che esse abbiano potere sugli uomini, ma su loro stesse.»
    —— Mary Wollstonecraft

    Filosofa e scrittrice brittannica, Mary Wollstonecraft in "A Vindication of the Rights of Woman", considerato il manifesto del femminismo americano e inglese, risponde con voce mai pietosa e compassionevole, ma forte e decisa, a quegli scrittori, intellettuali, teorici politici ed educatori dell'epoca che volevano negare un'adeguata istruzione alle donne confinandole in ruoli marginali da "angelo del focolare" o di bambole civettuole dedite all'obbedienza.
    Dalla vita amorosa decisamente tumultuosa, nel 1796 conosce il saggista William Godwin da cui nascerà una figlia, la futura scrittrice Mary Shelley.
    Forse a causa di precarie condizioni economiche, Godwin fa pubblicare le lettere private della moglie.
    Lo scambio epistolare tra la Wollstonecraft e Imlay (un commerciante parigino, "la passione di un'estate", da cui nascerà una figlia, Fanny), ci mostra una donna completamente diversa e tutt'altro che razionale. Il suo amore non è come quello rivendicato in "A Vindication of the Rights of Woman", ma è turbolento, tormento e ossessivo. Se non ci fossero state queste carte forse non saremmo mai venuti a conoscenza di questo suo lato tanto contradditorio, quanto meraviglioso.
    L'Autrice fu fortemente contrastata dagli uomi nel suo tempo (Horace Walpole la definí "una iena in gonnella") e malcapita dalle donne della sua epoca.
    Oggi è finalmente considerata una donna moderna e anticipatrice dei tempi.
    Dopo più di 200 anni riecheggiano come non mai le sue parole in tutti quei paesi dove la condizione della donna è ancora precaria, dove sono schiavizzate, sottomesse alla mercè dell'uomo senza alcun tipo di libertà: di espressione, di parola, di ricoprire ruoli importanti per la società, per cambiare il destino del mondo, ma soprattutto il proprio.
    A queste donne sono dedicate queste pagine, che a dispetto di tutte le ingiustizie, dei soprusi, dell'isolamento dalla cultura e dall'istruzione, non smettano mai di alzare la voce e rivendicare i proprio diritti.

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  • 4

    Saggio molto interessante, ma l'avrei trovato di certo più innovativo se non avessi scoperto che gli stessi concetti erano stati già formulati, in modo molto più originale e articolato, da Christine d ...continue

    Saggio molto interessante, ma l'avrei trovato di certo più innovativo se non avessi scoperto che gli stessi concetti erano stati già formulati, in modo molto più originale e articolato, da Christine de Pizan addirittura nel 1300, con "La città delle dame"! xD Perché Christine sia caduta nel semi-oblio ancora non mi è dato sapere, ma tornando a Mary direi che a guastarmi la lettura della sua opera indubbiamente giusta e veritiera sia stata la prefazione, in cui sono raccontati dettagli della sua vita...so che quella di predicare bene e razzolare male è una condotta abbastanza comune, ma lei razzolava con troppo impegno: pur predicando l'indipendenza divenne praticamente succube dell'uomo che amava e che l'aveva lasciata xD Saperlo mi ha resa un po' prevenuta: apprezzo che ci sia coerenza tra la vita di un autore e i suoi scritti. Comunque è sempre da leggere, certi concetti sono tutt'altro che scontati, anche oggi!

    said on 

  • 4

    Sull’argomento “diritti delle donne” ormai è possibile documentarsi in maniera ampia e nelle più svariate forme. Non è questa la sede per trattare un tema così gigantesco, non ne avrei la competenza.
    ...continue

    Sull’argomento “diritti delle donne” ormai è possibile documentarsi in maniera ampia e nelle più svariate forme. Non è questa la sede per trattare un tema così gigantesco, non ne avrei la competenza.
    Ciò premesso, a chi passa di qua e volesse approfondire l’argomento predetto, suggerisco la lettura del libro di Mary Wollstonecraft, che nell’edizione che ho tra le mani è intitolato “Sui diritti delle donne”. Naturalmente alcune cose affermate dall’autrice hanno perso attualità, visto che scriveva a fine Settecento, nel 1790, a ridosso della Rivoluzione francese. Sotto altri aspetti, purtroppo, non è così, e basta guardarsi attorno per rendersene conto.
    Non aggiungo altro, vi rimando all’eventuale lettura del testo e riporto qui sotto due passaggi. Nel primo la Wollstonecraft affronta il problema dell’inesistente rappresentanza nelle istituzioni delle donne e più in generale dei disagiati, esclusi dai centri di potere. Nel secondo accenna a un certo tipo di rivalità tra donne.
    Ovviamente questi brani vanno inseriti nel contesto del libro, li ho scelti solo a titolo esemplificativo, ma senza la pretesa che rappresentino il pensiero “complessivo” (se così si può dire) della Wollstonecraft.

    “Susciterò forse ilarità con la mia osservazione, che intendo approfondire più avanti, ma credo davvero che le donne debbano avere dei rappresentanti invece di essere governate arbitrariamente senza alcuna voce in capitolo nelle delibere del governo. Ma giacché l’intero sistema di rappresentanza in questo paese è solo un’occasione di dispotismo, le donne non dovrebbero lamentarsi del fatto che sono rappresentate nella stessa misura in cui lo è la numerosa classe di operai, lavoratori accaniti che pagano per il sostentamento dei membri della famiglia reale quando a stento riescono a saziare con il pane la bocca dei loro figli. Come vengono rappresentati coloro il cui stesso sudore serve a mantenere la splendida scuderia di un erede diretto, o fa da ornamento al cocchio di qualche favorita che rivolge sguardi sprezzanti alla miseria? Le tasse sui beni di prima necessità permettono a un gran numero di principi e principesse oziosi di sfilare in ridicola pompa magna dinnanzi alla folla incantata che rimane a bocca aperta di fronte a quella parata che tanto le costa. Una maestosità semplicemente volgare, qualcosa di simile all’inutile e barbara parata delle sentinelle a cavallo di Whitehall, che non sono mai riuscita a guardare se non con indignazione mista al disprezzo. È assai bizzarra la mente che si lascia impressionare da tali cose! Ma finché questi monumenti alla follia non saranno rasi al suolo dalla virtù, simili sconsideratezze continueranno a mettere in fermento l’intera massa”.

    “Io parlo del miglioramento e dell’emancipazione dell’intero sesso. So di alcune donne che, avendo acquisito per un caso fortuito o per una certa inclinazione della natura, una porzione di conoscenza superiore a quella del resto del loro sesso, hanno assunto un atteggiamento arrogante; ma vi sono state anche donne che, conquistata la conoscenza, non hanno messo da parte la modestia, né hanno disprezzato pedantemente l’ignoranza che si sono sforzate di dissipare dalla loro mente. L’esclamazione, dunque, che spesso provoca qualsiasi consiglio a proposito della dottrina femminile, soprattutto da parte delle donne graziose, sovente ha origine dall’invidia. Quando si accorgono che i loro occhi luminosi e l’allegra disinvoltura della civetteria raffinata non assicura loro l’attenzione per tutta la durata di una sera, se una donna di intelletto superiore tenta di dare un’inclinazione più razionale alla conversazione, la fonte comune di consolazione è che questa donna difficilmente troverà consolazione. Ho visto donne sciocche applicare tutte le loro arti per interrompere civettando (una parola molto significativa per descrivere questa manovra) una conversazione sapiente che aveva fatto dimenticare agli uomini quanto fossero graziose.”

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  • 0

    The mode of education today (students going to school during the day and returning home after school) owes a great deal to this work of Wollstonecraft's. In her words this is a combination of private ...continue

    The mode of education today (students going to school during the day and returning home after school) owes a great deal to this work of Wollstonecraft's. In her words this is a combination of private and public schooling for both girls and boys.

    It is not controversial to ask for gender equality today (in most part of the world - am I being too huge an optimist to say that?), so one may not need to borrow Wollstonecraft's authority to make one's voice louder. However, I find the work still largely relevant despite the improvement made in the scene of gender equality since the publication of the work. As far as I observe, 'amiable weakness' is still skilfully cultivated and displayed by some women and that certainly satisfies guy's desire for the recognition of their manhood.

    It is nevertheless unfair to stop there by saying this is only a work on gender relationship because it is not. It has other implications such as that on authoritarianism and class difference.

    Very inspirational, both the work and the author herself.

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  • 4

    Vi hanno mai detto di stare attenti in classe? A me sì, tanto, spesso, ma mai una volta che l'ho fatto. E ne ho sempre pagato le conseguenze, in peggio o in meglio. Come quando la prof dice di leggere ...continue

    Vi hanno mai detto di stare attenti in classe? A me sì, tanto, spesso, ma mai una volta che l'ho fatto. E ne ho sempre pagato le conseguenze, in peggio o in meglio. Come quando la prof dice di leggere solo una parte di un libro, e il Lorenzo da bravo stupido se lo legge tutto, trovandolo però uno dei trattati migliori che siano mai stati scritti. Mary Wollstonecraft, il cui nome non ho mai scritto così tanto come in questo periodo, è senza dubbio un esempio da tenere sempre a mente, come donna e come autrice. La sua Vindication raccoglie non solo, come si potrebbe pensare a priori, pensieri di e per il mondo femminile, bensì per l'uomo in sé, per chi ancora cerca una libertà da una schiavitù auto-imposta e forse inconsciamente voluta.

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  • 5

    la madre del femminismo

    Se vi ritrovate tra le mani questo piccolo libbriccino allora state stringendo un saggio prezioso. Lei Mary Wollstonecraft è la madre del femminismo. La prima donna che abbia dato l'input a tutte le a ...continue

    Se vi ritrovate tra le mani questo piccolo libbriccino allora state stringendo un saggio prezioso. Lei Mary Wollstonecraft è la madre del femminismo. La prima donna che abbia dato l'input a tutte le altre di ribellarsi, dopo essere state trattate per secoli come esseri sottostanti, il novecento vede la nascita di questa brillante mente. Un libro che da inizio alla storia del femminismo. Una lettura consigliata per chi abbia bisogno di risvegliarsi da questo lungo periodo di letargo in cui le donne sembrano aver dimenticato cosa voglia significare ESSERE DONNE.

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  • 4

    Ammesso che si possa dare un voto ad un'opera di questo tipo, l'ho trovata una lettura interessante e, sotto alcuni aspetti, ancora valida tutt'oggi. Quel che è peggio dei nostri tempi, se vogliamo fa ...continue

    Ammesso che si possa dare un voto ad un'opera di questo tipo, l'ho trovata una lettura interessante e, sotto alcuni aspetti, ancora valida tutt'oggi. Quel che è peggio dei nostri tempi, se vogliamo fare un paragone, è che alcune donne scelgono volontariamente di prostituirsi (in senso letterale e non) usando il proprio corpo come merce di scambio per ottenere qualcosa (e non voglio entrare nei meriti). Non che voglia fare la moralista di turno, per carità, ognuno è libero di fare quel che vuole con se stesso, ma siamo sicuri che questo fosse il risultato che Mary Wollstonecraft( e non solo lei) aveva previsto, parlando di emancipazione femminile?

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