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A Vindication of the Rights of Woman

By Mary Wollstonecraft

(12)

| Paperback | 9780141441252

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Book Description

Writing in an age when the call for the rights of man had brought revolution to America and France, Mary Wollstonecraft produced her own declaration of female independence in 1792. Passionate and forthright, A Vindication of the Rights of Woman attac Continue

Writing in an age when the call for the rights of man had brought revolution to America and France, Mary Wollstonecraft produced her own declaration of female independence in 1792. Passionate and forthright, A Vindication of the Rights of Woman attacked the prevailing view of docile, decorative femininity, and instead laid out the principles of emancipation: an equal education for girls and boys, an end to prejudice, and for women to become defined by their profession, not their partner. Mary Wollstonecraft's work was received with a mixture of admiration and outrage - Walpole called her 'a hyena in petticoats' - yet it established her as the mother of modern feminism.

25 Reviews

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  • 2 people find this helpful

    Saggio molto interessante, ma l'avrei trovato di certo più innovativo se non avessi scoperto che gli stessi concetti erano stati già formulati, in modo molto più originale e articolato, da Christine de Pizan addirittura nel 1300, con "La città delle ...(continue)

    Saggio molto interessante, ma l'avrei trovato di certo più innovativo se non avessi scoperto che gli stessi concetti erano stati già formulati, in modo molto più originale e articolato, da Christine de Pizan addirittura nel 1300, con "La città delle dame"! xD Perché Christine sia caduta nel semi-oblio ancora non mi è dato sapere, ma tornando a Mary direi che a guastarmi la lettura della sua opera indubbiamente giusta e veritiera sia stata la prefazione, in cui sono raccontati dettagli della sua vita...so che quella di predicare bene e razzolare male è una condotta abbastanza comune, ma lei razzolava con troppo impegno: pur predicando l'indipendenza divenne praticamente succube dell'uomo che amava e che l'aveva lasciata xD Saperlo mi ha resa un po' prevenuta: apprezzo che ci sia coerenza tra la vita di un autore e i suoi scritti. Comunque è sempre da leggere, certi concetti sono tutt'altro che scontati, anche oggi!

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    Angiemela said on Dec 29, 2013 | 2 feedbacks

  • 2 people find this helpful

    Sull’argomento “diritti delle donne” ormai è possibile documentarsi in maniera ampia e nelle più svariate forme. Non è questa la sede per trattare un tema così gigantesco, non ne avrei la competenza.
    Ciò premesso, a chi passa di qua e volesse approf ...(continue)

    Sull’argomento “diritti delle donne” ormai è possibile documentarsi in maniera ampia e nelle più svariate forme. Non è questa la sede per trattare un tema così gigantesco, non ne avrei la competenza.
    Ciò premesso, a chi passa di qua e volesse approfondire l’argomento predetto, suggerisco la lettura del libro di Mary Wollstonecraft, che nell’edizione che ho tra le mani è intitolato “Sui diritti delle donne”. Naturalmente alcune cose affermate dall’autrice hanno perso attualità, visto che scriveva a fine Settecento, nel 1790, a ridosso della Rivoluzione francese. Sotto altri aspetti, purtroppo, non è così, e basta guardarsi attorno per rendersene conto.
    Non aggiungo altro, vi rimando all’eventuale lettura del testo e riporto qui sotto due passaggi. Nel primo la Wollstonecraft affronta il problema dell’inesistente rappresentanza nelle istituzioni delle donne e più in generale dei disagiati, esclusi dai centri di potere. Nel secondo accenna a un certo tipo di rivalità tra donne.
    Ovviamente questi brani vanno inseriti nel contesto del libro, li ho scelti solo a titolo esemplificativo, ma senza la pretesa che rappresentino il pensiero “complessivo” (se così si può dire) della Wollstonecraft.

    “Susciterò forse ilarità con la mia osservazione, che intendo approfondire più avanti, ma credo davvero che le donne debbano avere dei rappresentanti invece di essere governate arbitrariamente senza alcuna voce in capitolo nelle delibere del governo. Ma giacché l’intero sistema di rappresentanza in questo paese è solo un’occasione di dispotismo, le donne non dovrebbero lamentarsi del fatto che sono rappresentate nella stessa misura in cui lo è la numerosa classe di operai, lavoratori accaniti che pagano per il sostentamento dei membri della famiglia reale quando a stento riescono a saziare con il pane la bocca dei loro figli. Come vengono rappresentati coloro il cui stesso sudore serve a mantenere la splendida scuderia di un erede diretto, o fa da ornamento al cocchio di qualche favorita che rivolge sguardi sprezzanti alla miseria? Le tasse sui beni di prima necessità permettono a un gran numero di principi e principesse oziosi di sfilare in ridicola pompa magna dinnanzi alla folla incantata che rimane a bocca aperta di fronte a quella parata che tanto le costa. Una maestosità semplicemente volgare, qualcosa di simile all’inutile e barbara parata delle sentinelle a cavallo di Whitehall, che non sono mai riuscita a guardare se non con indignazione mista al disprezzo. È assai bizzarra la mente che si lascia impressionare da tali cose! Ma finché questi monumenti alla follia non saranno rasi al suolo dalla virtù, simili sconsideratezze continueranno a mettere in fermento l’intera massa”.

    “Io parlo del miglioramento e dell’emancipazione dell’intero sesso. So di alcune donne che, avendo acquisito per un caso fortuito o per una certa inclinazione della natura, una porzione di conoscenza superiore a quella del resto del loro sesso, hanno assunto un atteggiamento arrogante; ma vi sono state anche donne che, conquistata la conoscenza, non hanno messo da parte la modestia, né hanno disprezzato pedantemente l’ignoranza che si sono sforzate di dissipare dalla loro mente. L’esclamazione, dunque, che spesso provoca qualsiasi consiglio a proposito della dottrina femminile, soprattutto da parte delle donne graziose, sovente ha origine dall’invidia. Quando si accorgono che i loro occhi luminosi e l’allegra disinvoltura della civetteria raffinata non assicura loro l’attenzione per tutta la durata di una sera, se una donna di intelletto superiore tenta di dare un’inclinazione più razionale alla conversazione, la fonte comune di consolazione è che questa donna difficilmente troverà consolazione. Ho visto donne sciocche applicare tutte le loro arti per interrompere civettando (una parola molto significativa per descrivere questa manovra) una conversazione sapiente che aveva fatto dimenticare agli uomini quanto fossero graziose.”

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    Sisifo77 (Antonio Di Leta) said on May 7, 2012 | 2 feedbacks

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    The mode of education today (students going to school during the day and returning home after school) owes a great deal to this work of Wollstonecraft's. In her words this is a combination of private and public schooling for both girls and boys.

    It ...(continue)

    The mode of education today (students going to school during the day and returning home after school) owes a great deal to this work of Wollstonecraft's. In her words this is a combination of private and public schooling for both girls and boys.

    It is not controversial to ask for gender equality today (in most part of the world - am I being too huge an optimist to say that?), so one may not need to borrow Wollstonecraft's authority to make one's voice louder. However, I find the work still largely relevant despite the improvement made in the scene of gender equality since the publication of the work. As far as I observe, 'amiable weakness' is still skilfully cultivated and displayed by some women and that certainly satisfies guy's desire for the recognition of their manhood.

    It is nevertheless unfair to stop there by saying this is only a work on gender relationship because it is not. It has other implications such as that on authoritarianism and class difference.

    Very inspirational, both the work and the author herself.

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    Ochya said on Jan 6, 2012 | Add your feedback

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    Vi hanno mai detto di stare attenti in classe? A me sì, tanto, spesso, ma mai una volta che l'ho fatto. E ne ho sempre pagato le conseguenze, in peggio o in meglio. Come quando la prof dice di leggere solo una parte di un libro, e il Lorenzo da bravo ...(continue)

    Vi hanno mai detto di stare attenti in classe? A me sì, tanto, spesso, ma mai una volta che l'ho fatto. E ne ho sempre pagato le conseguenze, in peggio o in meglio. Come quando la prof dice di leggere solo una parte di un libro, e il Lorenzo da bravo stupido se lo legge tutto, trovandolo però uno dei trattati migliori che siano mai stati scritti. Mary Wollstonecraft, il cui nome non ho mai scritto così tanto come in questo periodo, è senza dubbio un esempio da tenere sempre a mente, come donna e come autrice. La sua Vindication raccoglie non solo, come si potrebbe pensare a priori, pensieri di e per il mondo femminile, bensì per l'uomo in sé, per chi ancora cerca una libertà da una schiavitù auto-imposta e forse inconsciamente voluta.

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    Zen0 said on Dec 24, 2011 | Add your feedback

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    la madre del femminismo

    Se vi ritrovate tra le mani questo piccolo libbriccino allora state stringendo un saggio prezioso. Lei Mary Wollstonecraft è la madre del femminismo. La prima donna che abbia dato l'input a tutte le altre di ribellarsi, dopo essere state trattate per ...(continue)

    Se vi ritrovate tra le mani questo piccolo libbriccino allora state stringendo un saggio prezioso. Lei Mary Wollstonecraft è la madre del femminismo. La prima donna che abbia dato l'input a tutte le altre di ribellarsi, dopo essere state trattate per secoli come esseri sottostanti, il novecento vede la nascita di questa brillante mente. Un libro che da inizio alla storia del femminismo. Una lettura consigliata per chi abbia bisogno di risvegliarsi da questo lungo periodo di letargo in cui le donne sembrano aver dimenticato cosa voglia significare ESSERE DONNE.

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    Loren said on Sep 29, 2011 | Add your feedback

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    Ammesso che si possa dare un voto ad un'opera di questo tipo, l'ho trovata una lettura interessante e, sotto alcuni aspetti, ancora valida tutt'oggi. Quel che è peggio dei nostri tempi, se vogliamo fare un paragone, è che alcune donne scelgono volont ...(continue)

    Ammesso che si possa dare un voto ad un'opera di questo tipo, l'ho trovata una lettura interessante e, sotto alcuni aspetti, ancora valida tutt'oggi. Quel che è peggio dei nostri tempi, se vogliamo fare un paragone, è che alcune donne scelgono volontariamente di prostituirsi (in senso letterale e non) usando il proprio corpo come merce di scambio per ottenere qualcosa (e non voglio entrare nei meriti). Non che voglia fare la moralista di turno, per carità, ognuno è libero di fare quel che vuole con se stesso, ma siamo sicuri che questo fosse il risultato che Mary Wollstonecraft( e non solo lei) aveva previsto, parlando di emancipazione femminile?

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    Maulchiara said on Sep 28, 2011 | Add your feedback

Book Details

  • Rating:
    (12)
    • 4 stars
    • 3 stars
    • 2 stars
  • English Books
  • Paperback 352 Pages
  • ISBN-10: 0141441259
  • ISBN-13: 9780141441252
  • Publisher: Penguin Books Ltd
  • Publish date: 2004-10-28
  • Dimensions: 129 mm x 832 mm x 1,276 mm
  • Also available as: Hardcover , Others , eBook
  • In other languages: other languages Libri Italiani
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