Create your own shelf sign up

Together we find better books

[−]
  • Search Conteggio caratteri ISBN valido ISBN non valido Codice a barre valido Codice a barre non valido loading search

A Wild Sheep Chase

By

Publisher: The Harvill Press (Panther)

4.0
(4088)

Language:English | Number of Pages: 308 | Format: Paperback | In other languages: (other languages) Chi simplified , Chi traditional , Spanish , Portuguese , Japanese , French , German , Italian , Russian , Dutch , Finnish , Latvian , Slovenian , Polish

Isbn-10: 1860467180 | Isbn-13: 9781860467189 | Publish date: 

Translator: Alfred Birnbaum

Also available as: Hardcover , Audio CD , Others , eBook

Category: Fiction & Literature , Mystery & Thrillers , Science Fiction & Fantasy

Do you like A Wild Sheep Chase ?
Join aNobii to see if your friends read it, and discover similar books!

Sign up for free
Book Description
As with many of Haruki Murakami's novels, the plot curdles with complex diversity only to be resolved by a collision between wild fantasy and outright slapstick. A Wild Sheep Chase refers aptly to the tradition of cool but kitsch detective sagas. Except here, the metaphoric goose is now a literal sheep with a distinctive marking; an urban myth with the promise of immortality.

The anonymous narrator is a mild-mannered thirtysomething with a more than understanding attitude--things happen because they are supposed to and there's no sense standing in the way of progress or nature. It takes the disappearance of a friend and some gentle intimidation from a right wing conglomerate to break the pattern of apathy and send him off on his adventure.

Murakami's detail of the most mundane situations makes his lead character endearing. Those who've read Murakami before will recognise that certain empathy for the strange thoughts and rituals that are now hallmarks of his wry humour. Although an unlikely hero, the quest for a missing friend and the support of a lover with mysterious ears takes him off in search of the elusive sheep in a bizarre adventure--danger and absurdity hindering every movement. --David Trueman

Sorting by
  • 4

    Tornando al primo Murakami Haruki, dopo 1Q84 riprendo a colmare le lacune che ancora ho nella sua produzione - stimolato in ciò dal capitolo sulle distopie nipponiche nel bel saggio sul fantastico nel ...continue

    Tornando al primo Murakami Haruki, dopo 1Q84 riprendo a colmare le lacune che ancora ho nella sua produzione - stimolato in ciò dal capitolo sulle distopie nipponiche nel bel saggio sul fantastico nella letteratura moderna giapponese - con Nel segno della pecora. Ottima lettura, surreale e credibile, reale e magica insieme, impeccabile nello stile e nell'arte narrativa, avvincente e semplicissima.

    said on 

  • 4

    「或許我們可以在更明朗而溫暖的地方見面也說不定。」(p.313)

    尾聲我是伴著Raised By Swans於2011年發行的專輯《no ghostless place》的樂聲中讀完的。《no ghostless place》的專輯封面老實說和小說中的下雪的場景很相似啊,而且曲風也很適合在讀這部小說的後半部聽。

    因為是看完《舞·舞·舞》之後知道其中的角色有出現在其他的小說才找來讀的,所以早已知道老 ...continue

    「或許我們可以在更明朗而溫暖的地方見面也說不定。」(p.313)

    尾聲我是伴著Raised By Swans於2011年發行的專輯《no ghostless place》的樂聲中讀完的。《no ghostless place》的專輯封面老實說和小說中的下雪的場景很相似啊,而且曲風也很適合在讀這部小說的後半部聽。

    因為是看完《舞·舞·舞》之後知道其中的角色有出現在其他的小說才找來讀的,所以早已知道老鼠已死去。可是,當真的讀到那一段的時候還是覺得傷感,還有寂寞。

    忍不住就沉浸其中了。

    said on 

  • 3

    non c'è il solito murakami, anche se l'impianto del romanzo è il suo caratteristico... secondo a tutti gli altri, ma comunque un libro piacevole

    said on 

  • 3

    Un Murakami giovane, quasi impacciato, che in queste pagine, però, sa nascondere tutti i suoi migliori stratagemmi che saranno la base di quei meravigliosi libri che scriverà nei decenni successivi. ...continue

    Un Murakami giovane, quasi impacciato, che in queste pagine, però, sa nascondere tutti i suoi migliori stratagemmi che saranno la base di quei meravigliosi libri che scriverà nei decenni successivi.

    said on 

  • 3

    Il fascino di sentire che ti sta sfuggendo qualcosa... Murakami è un genio, appena finiscono le pagine viene voglia di rileggerlo da capo "per capire meglio", ma la follia non è mai del tutto comprens ...continue

    Il fascino di sentire che ti sta sfuggendo qualcosa... Murakami è un genio, appena finiscono le pagine viene voglia di rileggerlo da capo "per capire meglio", ma la follia non è mai del tutto comprensibile. Chapeau.

    said on 

  • 3

    Ho sentito così tanta gente parlare di Murakami, che quando finalmente mi si è presentato questo libro fra le mani ho pensato "finalmente, a noi due!" Ma l'entusiasmo e la curiosità son durate poco, d ...continue

    Ho sentito così tanta gente parlare di Murakami, che quando finalmente mi si è presentato questo libro fra le mani ho pensato "finalmente, a noi due!" Ma l'entusiasmo e la curiosità son durate poco, di certo le mie aspettative hanno influenzato il mio giudizio su questo libro, che però non reputo schifoso, anzi, in alcuni punti mi è piaciuto, ma in altri ero sul punto di abbandonarlo.

    said on 

  • 3

    “Un amico con cui ammazzare il tempo è il più bell'investimento”

    Una scrittura fluida ed accattivante , oltre che estremamente piacevole , personaggi ben definiti ed una trama coinvolgente (il cui sviluppo racchiude però probabilmente un messaggio che non credo di ...continue

    Una scrittura fluida ed accattivante , oltre che estremamente piacevole , personaggi ben definiti ed una trama coinvolgente (il cui sviluppo racchiude però probabilmente un messaggio che non credo di essere riuscito a cogliere ) non sono stati sufficienti neanche in questo mio secondo tentativo (dopo Norvegian Wood) a modificare il mio parere su questo celebratissimo scrittore che evidentemente non riesce a “prendermi” sino in fondo.
    Ne servirà quindi almeno un altro prima di arrivare a concludere che si possa trattare proprio di mancanza di sintonia magari anche dovuta a ragioni anagrafiche.

    said on 

  • 5

    “Il punto chiave è la debolezza. […] La debolezza è qualcosa che imputridisce dentro di noi, come una catena. Io la sentivo quando ero adolescente. Per questo ero irritato. Riesci a capire cosa signif ...continue

    “Il punto chiave è la debolezza. […] La debolezza è qualcosa che imputridisce dentro di noi, come una catena. Io la sentivo quando ero adolescente. Per questo ero irritato. Riesci a capire cosa significhi sentire che dentro di te qualcosa sta progressivamente marcendo? Nel tuo corpo? […] E’ come una malattia ereditaria: sai che ce l’hai, ma non puoi fare nulla per guarirne. […] E’ una debolezza dell’esistenza stessa”.
    “Sotto il segno della pecora” è il terzo romanzo di Haruki Murakami. Lo pubblica nel 1982 ed è quello che gli dà notorietà e successo. Gli frutta anche un premio importante: il Noma Literary Award. In pochi giorni vende 150.000 copie solo in Giappone. Lo scrittore, all’epoca trentatreenne, lo intitola “Hitsuji o meguru boken”.. Un animale quindi da trovare ed eliminare con ogni mezzo per salvarsi dall’incubo della follia quotidiana.
    L’io narrante è il pubblicitario che in gioventù era amico del Ratto e della sua ragazza e di un altro personaggio ora gestore di un bar. Il pubblicitario, separato dalla moglie, ha pure un socio alcolizzato dalle capacità più limitate delle sue, e una ragazza con orecchie bellissime che le danno a volte poteri paranormali. Altri personaggi sono l’autista del boss, il professore delle pecore con il figlio gestore dell’albergo del Delfino e l’uomo-pecora.
    L’opera è soggetta all’archetipo dello shishosetsu: un romanzo che si dipana in un breve arco temporale, in parte autobiografico, narrato sempre in prima persona in cui succede un evento improvviso che conduce ad una presa di coscienza.
    La lettura è coinvolgente perché il protagonista è impegnato in un’ardua ricerca dai tempi ristretti seppure con mezzi economici illimitati, in cui gli è fianco la sua ragazza, volutamente non ben delineata e quindi con un alone d’ambiguità che tende a depistare il lettore.
    “La pecora che entra nel corpo di una persona, si ritiene che sia immortale. E la stessa cosa vale per la persona che la ospita, riceve in dono l’immortalità. Ma se viene abbandonata, questo dono lo perde. Quindi tutto dipende dalla pecora. […] Chi viene lasciato di solito lo si chiama “senzapecora”. Ed è quello che sono diventato io”.
    “Ma lo scopo della pecora, qual era?[…] Un progetto immane di cambiare gli esseri umani e il loro mondo”.
    I temi cari a Haruki Murakami ci sono tutti anche se molti saranno sviluppati più ampliamente nei romanzi successivi: l’importanza dei piccoli e grandi piaceri della vita che, in giuste dosi, fanno sentire meglio nei momenti critici: il fumo, l’alcool, il cibo, i gatti, il gioco, la musica, lo sport, il sesso.
    La difficoltà ad instaurare un rapporto duraturo e coinvolgente con la propria donna.
    L’impossibilità di realizzarsi in un lavoro gratificante.
    La presenza frequente del suicidio, della depressione o della solitudine nelle persone che conosce l’io narrante.
    “Si può dire che noi esseri umani vaghiamo senza meta sul continente della casualità, come i semi alati di qualche specie vegetale portati da una capricciosa brezza primaverile. Tuttavia si può anche sostenere che la causalità non esiste. Ciò che è accaduto, senza se e senza ma, e ciò che è di là da venire, è di là da venire”.
    La corruzione della classe politica e imprenditoriale giapponese che la mafia riesce a condizionare e manipolare ad ogni livello.
    “Il mondo è mediocre. Su questo non ci sono dubbi. Ma è sempre stato mediocre, fin dalle origini? No. All’inizio c’era il caos, e il caos non è mediocre. La mediocrità è iniziata quando gli esseri umani hanno separato la vita quotidiana dai mezzi di produzione”.
    Il senso di colpa per il passato imperialista e sanguinario del Giappone specie nell’invasione della Cina.
    La nostalgia per gli amori e gli ideali puri della giovinezza: l’amicizia, l’altruismo, la pace.

    said on 

Sorting by