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A ciascuno il suo

By Leonardo Sciascia

(170)

| Softcover

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Book Description

Questa scheda è DOPPIA.

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275 Reviews

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    *** This comment contains spoilers! ***

    A ciascuno il suo è un romanzo giallo di Leonardo Sciascia pubblicato per la prima volta nel 1966 dalla casa editrice Einaudi. È il secondo romanzo poliziesco di Sciascia ed è ispirato all'assassinio del commissario di pubblica sicurezza di Agrigento ...(continue)

    A ciascuno il suo è un romanzo giallo di Leonardo Sciascia pubblicato per la prima volta nel 1966 dalla casa editrice Einaudi. È il secondo romanzo poliziesco di Sciascia ed è ispirato all'assassinio del commissario di pubblica sicurezza di Agrigento Cataldo Tandoj.
    In una calda estate siciliana del 1964, in un piccolo borgo dell’entroterra, il farmacista del paese, tale Manno riceve una lettera anonima, dove viene minacciato di morte. L’uomo, benvoluto da tutti i compaesani ed estraneo alla politica, aveva un’unica passione: la caccia. Incoraggiato anche dagli amici nell’ipotesi che si trattasse di una burla, non dà peso alla lettera e viene tragicamente ucciso durante una battuta di caccia insieme all’amico, il dottor Roscio. Gli inquirenti ipotizzano che il movente dell’assassino sia stata la presunta relazione di Manno con una frequentatrice della farmacia, ma questa si rivela sbagliata. Solo il professore palermitano Laurana, quasi ossessionato dall’omicidio segue la pista giusta, ponendo la sua attenzione sulla parola nel retro del foglio: unicuique, composta utilizzando i caratteri di un giornale, “L’Osservatore Romano”, che ricevono solo due persone in paese: il parroco di Sant’Anna e l’Arciprete. Laurana recandosi prima da uno e poi dall’altro, intuisce che il vero bersaglio non era il dott. Manno, bensì Roscio. Si reca dunque dalla moglie e dal padre di quest’ultimo e trova infine la soluzione del delitto: il dottor Roscio aveva scoperto la relazione che sua moglie, Luisa, aveva con suo cugino, l'avvocato Rosello, e che ormai continuava da anni. A causa dell’ultimatum che il dottor Roscio aveva lanciato a Rosello, l’avvocato reagisce facendolo uccidere da un sicario. L’ultimatum infatti prevedeva che, se non fosse terminata la tresca con sua moglie, Roscio avrebbe fatto scoppiare uno scandalo sulla base di documenti compromettenti personalmente procuratisi. Laurana si propone di tenere per sé i risultati della sua indagine, continuando per la sua strada. Ma non ci riesce in quanto viene sedotto ed ingannato dalla bella Luisa, che, in accordo con il cugino, vuole liberarsi della pericolosa testimonianza che avrebbe potuto costituire. Mentre il professor Laurana giace in una solfatara, Rosello e la vedova Roscio si sposano, giungendo dunque a scoprire che furono proprio la bella Luisa e il cugino a liberarsi del dottore per poter felicemente vivere insieme.
    Il titolo è la traduzione dal latino di unicuique suum, frase stampata sul retro della lettera minatoria: “[…] Laurana aveva aperto il giornale, si era incantato sulla testata. Eccolo qui l’UNICUIQUE, tale e quale quello che era affiorato dal rovescio della lettera. UNICUIQUE SUUM, a ciascuno il suo. Bei caratteri di stampa, la coda della q elegantemente falcata. Poi le chiavi incrociate e il triregno e, con gli stessi caratteri, NON PRAEVALEBUNT. A ciascuno il suo: e anche al farmacista Manno e al dottor Roscio”.
    Bello, uno Sciascia – per me alla prima lettura – che si rivela un maniaco nella puntualità di termini ed espressioni, rievocando sapientemente la temperie del tempo, in cui vigeva: omertà, paura, falsità, ipocrisia, silenzi, sguardi indagatori. Quelli che mi viene da chiedermi è: ci siamo veramente distanziati tanto da questo tempo? Sicuramente NO.

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    Jack said on Jul 13, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Romanzo breve, che offre una rappresentazione quasi pittorica di un mondo. La denuncia sociale risulta forte e chiara sopra la sobria e piatta routine delle persone più rispettabili.

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    Bravo27 said on Jul 2, 2014 | Add your feedback

  • 2 people find this helpful

    “...ed è vero che un fatto , nella grande e nella piccola storia , se si ripete ha il carattere di farsa, mentre nel primo verificarsi è tragedia; “

    Quello che non manca mai di impressionarmi leggendo Sciascia è il come , a distanza di così tanti anni dalle sue pubblicazioni , i fatti descritti nei suoi romanzi , presumibilmente solo frutto della sua fantasia, facciano invece parte , purtroppo , ...(continue)

    Quello che non manca mai di impressionarmi leggendo Sciascia è il come , a distanza di così tanti anni dalle sue pubblicazioni , i fatti descritti nei suoi romanzi , presumibilmente solo frutto della sua fantasia, facciano invece parte , purtroppo , di una realtà quotidiana alla quale ci stiamo malauguratamente assuefacendo , e resta sorprendente la sua lucidità nel far conoscere , come meglio sarebbe difficile , l'anima di una terra straordinaria , bellissima e ricca di contraddizioni , come la Sicilia.
    Un romanzo splendido e drammatico nella sua inquietante semplicità .

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    Jimmy said on Jun 10, 2014 | 1 feedback

  • 1 person finds this helpful

    Consigliato

    Un bellissimo libro, molto interessante, piccolo ma pieno d'intrigo...una morte è l'inizio di un interessante libro!!!

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    Carlos Martín Araiz said on May 1, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    A ciascuno il suo, Leonardo Sciascia

    "Questa specie di nave corsara che è stata la Sicilia, col suo bel gattopardo che rampa a prua, coi colori di Guttuso nel suo gran pavese, coi suoi più decorativi pezzi da novanta cui i politici hanno delegato l'onore del sacrificio, coi su ...(continue)

    "Questa specie di nave corsara che è stata la Sicilia, col suo bel gattopardo che rampa a prua, coi colori di Guttuso nel suo gran pavese, coi suoi più decorativi pezzi da novanta cui i politici hanno delegato l'onore del sacrificio, coi suoi scrittori impegnati, coi suoi Malavoglia, coi suoi Percolla, coi suoi loici cornuti, coi suoi folli, coi suoi demoni meridiani e notturni, con le sue arance, il suo zolfo e i suoi cadaveri nella stiva: affonda, amico mio, affonda..."

    Questa è la più completa descrizione di questa terra. E siamo quegli uomini descritti da Sciascia, né più né meno di cinquant'anni fa: terrorizzati e affascinati dalla mafia, che continua a spadroneggiare e che non siamo in grado di combattere.
    Nessuno vede e nessuno sente, ma tutti sanno.
    E che questo continui ad essere immutato è una grande tristezza, perché la Sicilia non merita questi siciliani.
    Le tre stelline vanno allo stile che, come per altri contemporanei italiani di Sciascia, non riesce proprio a conquistarmi.

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    IfeelBook said on Mar 22, 2014 | Add your feedback

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